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14 marzo, 2013

SAN GIUSEPPE di DON BENSO BENNI

Presentazione

Ogni pagina di questo libro mi ha condotta a ritrovare la voglia di vivere nella bellezza, come ho sempre fatto fino ad ora, e a difendermi dalla tentazione del fango che assale tutti noi ogni giorno con violenza sempre maggiore supportato da tanti mezzi di comunicazioni difensori, a parole, di una falsa libertà, schiavi invece del dio quattrino.
Con gioia imploro da Dio:’Donaci occhi limpidi, /
che vincano le torbide / suggestioni del male’.
San Giuseppe / Uomo del Silenzio. E' stato sufficiente leggere le prime pagine, per rendermi consapevole che un tale libro è dono, un dono meraviglioso, testimonianza della Misericordia divina che, nella sua Provvidenza, percorre sentieri sconosciuti a noi mortali e chiede a noi fiducia, solo fiducia nell'attesa!
"Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.
Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo:
"Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" (Mt. 6,25-34).
Era da tempo che non sentivo la persona che mi chiamava al telefono. Con lui ho affrontato i primi passi nel giornalismo. Il timbro della sua voce è rimasto come quello del primo incontro.
Appena l’ho sentito mi è sembrato come se ci fossimo lasciati pochi secondi prima e mi accorgo con gioia che il tempo non ha incrinato minimamente il nostro dialogare sempre schietto e sereno.
Alla gioia di risentire la sua voce si aggiunge la richiesta di scrivere la presentazione di un libro che sta preparando.
Non ho esitazioni, lo invito a spedirmi lo scritto, lo ricevo dopo alcuni giorni di sera.
Lo apro all'alba del giorno dopo come migliore auspicio per la giornata da iniziare.
Il titolo è come una rivelazione: è dedicato a san Giuseppe, il padre per eccellenza.
Oggi che nelle famiglie la contestazione dei figli verso i genitori sembra un dovere stabile, assoluto e inderogabile, niente di più utile poteva capitarmi tra mano per riconsiderare le posizioni interne nelle famiglie.
Dio, nei suoi comandamenti, ha messo al primo posto, tra quelli che riguardano il comportamento sociale, questo: “Onora il Padre e la Madre” invitando così ogni componente della famiglia a onorare fedelmente il suo ruolo.
Lo stile semplice, colloquiale aiuta a capire anche il percorso della vita di questo sacerdote che ha dedicato i suoi anni migliori al giornalismo.
Spero di aver occasione di riprendere e completare questo discorso quanto mai interessante.
Ora a riposo, per trapassati limiti di età, ha trovato il tempo per l'ascolto, la riflessione, la comprensione del mistero di San Giuseppe.
Prima di entrare in argomento l'autore ritiene doveroso considerare la vicenda di un altro Giuseppe, il figlio del Patriarca Giacobbe che dello sposo di Maria è insigne figura.
San Giuseppe ci richiama ad un valore pressoché perduto, ma essenziale per la vita dell'uomo, il silenzio, da qui il titolo del libro, il migliore che si potesse trovare e come non pensare, a tal proposito, al discorso che Paolo VI pronunciò a Nazareth durante il suo viaggio in Palestina il 5 gennaio 1965?
"… Oh! Se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi dai tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo."
San Giuseppe è inquadrato geograficamente e storicamente, ma l'autore non si ferma naturalmente ai dettagli storici, egli cerca il significato teologico e spirituale degli eventi.
Giuseppe appare così come un prescelto da Dio perché Suo Figlio nasca in una famiglia senza pari nella storia.
Il fidanzamento di Giuseppe con Maria ha del meraviglioso: il Rabbino si interessa perché “quella benedetta figliola si decida a sistemarsi nella vita”. Organizza un incontro con molti ragazzi e invoca l’aiuto dell’Altissimo per conoscere l’eletto. "Un penetrante profumo di gigli si diffuse per tutto l'ambiente” e fu il bastone fiorito di Giuseppe a indicare il prescelto dal Padre celeste e a ricevere la dignità di sposo della Madre del Figlio di Dio".
Nella famiglia di Nazareth si realizza però qualche cosa che va oltre il mistero della creazione.
Maria chiede a Giuseppe di rispettare il voto che lei ha fatto al Signore della sua verginità.
Questo voto però non è una condanna del matrimonio, leggiamo infatti: “... il matrimonio non è forse destinato ad unire due creature per fonderle nel fuoco dell' amore, per far loro condividere gioie e dolori per renderli partecipi della potenza stessa del Creatore nel trasmettere il dono stupendo della vita?".
Maria ha scelto una via più alta, la verginità, ossia l’unione diretta con Dio e Dio, che ha stabilito le leggi che regolano la famiglia, interviene, con la sua onnipotenza, per raggiungere i suoi fini più alti: la salvezza del genere umano.
La Sacra Scrittura, nel riferirci il mestiere di Giuseppe lo qualifica con la parola falegname sostituita nella traduzione più recente della Bibbia con il termine carpentiere... .
Giuseppe non era benestante, guadagnava il pane quotidiano con il sudore della fronte e con la fatica delle braccia.
L’autore, a partire dalla condizione sociale di Giuseppe, afferma così la dignità del lavoro e va oltre affermando ché è necessario rendere più stabile questo diritto e farlo divenire sempre più giusto strumento di salvaguardia della dignità umana e, non per nulla, Giuseppe è il Santo del primo maggio festa dei lavoratori!
Perché questo libro?
Per l' innata curiosità degli esseri umani, per l' affetto che l'autore nutre per il Santo, per averlo sentito vicino nelle vicissitudini della propria esistenza e perché la letteratura su San Giuseppe è quasi tutta a carattere devozionale e talvolta semplicistica.
L’opera non procede per
’affermazioni’, ma in un impegno assiduo e attento ad approfondire ‘conoscenza’ ed ‘aprire le strade a nuove scoperte’.
Sia sufficiente citare la ricerca attenta ai titoli con cui chiamare san Giuseppe: ‘Padre, solo padre, senza aggettivi’ oppure ‘Regista: diligente nell’esecuzione dei disegni di misericordia del Padre celeste nei confronti degli uomini’.
Il tutto senza cadere mai nella tentazione di una informazione frettolosa e superficiale.
Da giornalista professionista scrive:
"......i mezzi di informazione pubblica usano la moderna, enorme capacità di comunicare al più presto possibile ed alla più larga cerchia di ascoltatori. Controllare la certezza e l'esattezza dell'informazione stessa è considerato fastidioso motivo di ritardo ".
Per tale motivo, in un mondo dove l'informazione più che corretta e rispettosa comunicazione di idee è frastuono di infiniti messaggi, un'opera come questa è quanto mai utile a ritrovare e riscoprire, attraverso la rivisitazione della vicenda di San Giuseppe, il valore inestimabile della riflessione maturata nel silenzio della vita interiore che deve servire a tener in contatto l'anima con il Signore per conoscere e realizzare la sua volontà.
Un libro da leggere e rileggere perché capace di accendere i riflettori su valori quali: famiglia, lavoro, informazione, formazione, fede, fedeltà, spirito di sacrificio, discrezione, che la figura di San Giuseppe focalizza ed emana in una perenne attualità.
Un dono questo volume da custodire nel cuore:
gelosamente!

Grazie.
Carmelina Rotundo Auro

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