15 marzo, 2014

storie di Cento ducati, di olio e di Civette.

DELL' OLIO 
si conoscono e si stimano tutte le proprietà benefiche e terapeutiche, ma forse pochi conoscono la storia dell' olio lampante che abbiamo conosciuto a
                            TASTE 
  fantatica, superfantasmagorica, incredibilemente gustosa RASSEGNA del cibo     edizione 2014
intervistando: dell' AZIENDA AGRICOLA  FRANCESCA    STAJANO di   ALEZIO (LE)
                                                Gallipoli, per diversi secoli e, sino ai primi decenni del ‘900 è stato un importante porto commerciale, ma sino alla fine dell’ ‘800 era un vero emporio dell’olio lampante che dalla Terra d’Otranto ed oltre vi affluiva per essere spedito in tutta Europa, da Londra a San Pietroburgo, per illuminare palazzi e strade: un famoso pittore di Corte incaricato di illustrare al Re i suoi porti, illustrò quello di Gallipoli come quello più affollato di bastimenti, dopo quello di Napoli.
I sotterranei della città antica sono tutti dedicati all’olio: frantoi, ipogei e grandi ed alti vasconi in pietra leccese (impermeabile) per lo stivaggio. Gallipoli, insieme a Brindisi e Taranto, era una delle sottoprefetture di Lecce, era anche sede dei consolati delle maggiori potenze europee ed vi prosperavano i commercianti qui insediatisi da ogni parte del Regno.
A pochi chilometri da Gallipoli, ad Alezio (dove è possibile visitare un importante necropoli messapica), vi è l’Azienda agricola Francesca Stajano che porta avanti la tradizione plurisecolare di produzione di olio extravergine di oliva.
Nell’antica masseria è possibile visitare un antico frantoio semi ipogeo e le vasche in pietra che servivano a contenete l’olio di oliva.
Tra gli altri oliveti di famiglia, c’è “Cento Ducati”, così chiamato perchè in quei tempi, in cui l’olio lampante rappresentava una vera ricchezza, come oggi il petrolio, anche gli alberi di olivo erano importanti e proprio l’esito della contesa sull’ appartenenza di un albero di confine, che costò al proprietario perdente 100 Ducati, gli dette il nome.
Oggi è l’etichetta di un ottimo olio extravergine non più lampante!
L’etichetta raffigura oltre all’albero di olivo anche la civetta, simbolo degli olivi e quindi del Salento; animale notturno che si poggia sui rami degli olivi secolari e ne diventa di notte la loro custode.
E’ usuale sentire, nel silenzio della notte, il maschio emettere quel suono cadenzato per richiamare la propria compagna.

La civetta come l’olivo erano sacri alla dea greca Atena (Minerva per i Romani).





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