17 marzo, 2015

M.PATRIZIA CALABRESI PER L' 11 MARZO

Quando il giorno era una freccia

  Ci si immergeva in una trama di vita, preparata in modo che non ci fosse tempo ozioso.
 

Il giorno passava come una freccia senza che nessuno avesse il tempo di annoiarsi…”

Donare speranza, ottimismo, fede; essere di esempio per i giovani, essere coerente con il proprio schema di vita: questo è il compito di un educatore !
E questo è ciò che questo volume ci presenta: una straordinaria lezione di vita di un pastore e maestro, che si offre come fratello e padre, compagno di cammino per gli alunni che gli sono affidati: i primi anni dell’infanzia e dell’adolescenza di Papa Francesco, e poi la sua straordinaria esperienza come insegnante e come educatore.
Lo vediamo neri vari capitoli del libro:
  • la prima e più importante formazione si riceve in seno alla famiglia, che ha un ruolo di fondamentale importanza nell’educazione dei figli ai più alti valori etici, morali e religiosi;
  • la scuola, che integra e completa l’educazione dei ragazzi: gli educatori e gli insegnanti, che devono avere il coraggio e la capacità di guidare i giovani con la parola, con l’esempio di vita, con l’entusiasmo e con la passione per il lavoro;
  • l’educazione, che deve unirsi ad uno slancio di fede e ad un impulso alla creatività;
  • la coesione sociale, che deve condurre ad un cammino comune per progredire verso il bene e la solidarietà;
  • il coraggio e l’audacia nell’affrontare insieme i problemi e le difficoltà della vita;
  • la speranza e l’ostinata ricerca della verità;
  • la tenerezza verso degli altri, specialmente nei confronti dei più piccoli, dei più deboli, dei più miseri.
Questo è quello che Papa Francesco ha sempre insegnato fin dai primi anni della sua missione apostolica e anche adesso il suo atteggiamento nei confronti del suo gregge non è cambiato; la sua umiltà d’animo e la semplicità del suo comportamento lo avvicinano al popolo semplice, lo rendono uno di noi. Il suo pontificato si è aperto e continua all’insegna della semplicità, sia nel linguaggio che nel comportamento, per essere più vicino ai fedeli, per comprendere i problemi dei più deboli, per insegnare l’amore e la conversione del cuore.
Non si stanca mai di ripetere e di far riferimento all’amore, alla tenerezza, allo slancio verso gli altri: il suo scopo è quello di educare al futuro, memori di una legge scritta nel cuore di ogni uomo: l’educatore ha il compito di tirar fuori dal cuore dei giovani il bene, la parte migliore dell’animo umano.
Il filo conduttore di questa serata è stato l’AMORE, amore che Carmelina Rotundo ha sempre proclamato nelle sue rime e che aleggia nell’aria come la farfalla che lei porta fra i capelli, dolce dono di Sergio Santoni (l' inventore delle lucciole, scintille di colore ) che guarda caso riprende la farfalla del professor Tocchetti. Vorrei dunque chiudere citando alcune parole che Carmelina mi ha inviato qualche tempo fa:
“La vita è una cosa meravigliosa, qualcosa di magico che si realizza nell’amore: stai bene quando senti di poter dare e nel donare ricevi; è amando che si è amati e donando che si riceve ! Non ci sono altre strade che quelle dell’amore !”
M. Patrizia Calabresi

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