18 gennaio, 2016

Al frantoio a VAIANO 15 -11 2015 THAT'S PRATO









                  
 






 AL FRANTOIO a VAIANO da correggere

Ogni cosa si va consegnando all' azzurro:
cime e valli piante e arbusti tutto si va consegnando alla luce del cielo penetrata da magici rosa:
un  incantesimo che si ripete ogni giorno quando  il sole va ad illuminare l' altro emisfero.

Incantesimo di tempo, incantesimo di gita iniziata alle

  ore 9 quando è Valentina, la nostra IMPAREGGIABILE SIMPATICISSIMA guida, a ricordarcerla la fortezza cosiddetta da Basso costruita

  da Alessandro de’ Medici a difesa dello stesso nuovo granduca contro i fiorentini i quali, orgogliosi della propria libertà e reticenti all'impoato dominio del tiranno mediceo, non vedevano l'ora id fargli le feste. ...I..

.

mentre l' autunno, a piene mani, da gran pittore, sta usando la sua tavolozza di colori caldi:
oro le foglie  rosse  e brune, marroni intessute come arazzi.

 

Valentina ci ricorda la storia della povera Prato che fu vessata da Firenze perchè rivale nella produzione della lana, da cui già nel medioevo in queste zone si ricavavano stoffe tanto preziose da essere degni regali per i re. Ma anche un altro fattore aveva dato smalto alla piccola città di Prato, e cioè la43.8820

Sacra Cintola, chiamata anche Sacro Cingolo, considerata la cintura della Madonna la reliquia più preziosa di Prato, fulcro della religiosità cittadina custodita nell'omonima cappella del Duomo.

(La Sacra Cintola è una sottile striscia (lunga 87 centimetri) di lana finissima di capra, di color verdolino, broccata in filo d'oro, gli estremi sono nascosti da una nappa su un lato e da una piegatura sul lato opposto (tenute da un nastrino in taffetà verde ),

dalla Vergine a

Ma nonostante gli onori, Prato dovette cedere alle beffe del destino che la portò, reticente, sotto il dominio dell'odiata Firenze. La città di Prato, infatti, proprio per tentare di sfuggire all'odiatissima rivale fiorentina, si dette volontariamente alla famiglia d'Angiò.

Accettata dal padre Roberto la città fu venduta dalla figlia Giovanna d' Angiò che vendette  per 7 mila e 500 fiorini Prato a Firenze... ( il valore di ogni fiorino era di 2 mila euro CIRCA- STIMA ALEATORIA come tutte le stime numismatiche) …......tempi lontani dalla democrazia???

il potere decideva e il popolo….. sottostava????

la storia si interrompe per richiamar e il nostro sguardo al Museo Pecci  museo d'arte contemporanea ; ritornan le foglie: marroni, brune, arancio…



PRIMA TAPPA :

MONASTERO DI SAN NICCOLÒ ora CONSERVATORIO

Dove quando; si affianca a Valentina la preparatissima Simona,

nostra guida

negli ambienti in ogni ambiente:
la sala de Capitolo, la Spezieria, il Coro, la Chiesa che vede spesso studenti recarsi qui prima di qualche interrogazione …..

l’ “aurea” azzurra con invenzioni che giocan tra bianchi e azzurri e affreschi dal tono leggero dai colori vivaci tutto:
arredi e decorazioni in perfetto stato di conservazione un

AUREA” AZZURRA DI PULITO E PROFUMATO DI ORDINE E PACE

l’ atmosfera ideale per favorir lo studio portare ad apprendere in un contesto di gran eleganza e raffinatezza…

passiamo per gli spazi semi aperti loggiati e quelli aperti:

le palestre i giardini attrezzati per i giochi dell’ infanzia, l’ orto che si estende per più di due ettari con piante dai profumi inconfondibili: c’è il basilico, il prezzemolo, zucche, peperoni e……..

c’erano i baccelli ricorda suor MATILDE che quest’ anno erano altissimi.

Anticamente orto di vigna ora sostituita da ULIVI,

Matilde ci indica gli alberi da frutto : ciliegi, peri, meli ci riporta alla fertilità di questo terreno protetto tra la costruzione e la terza cerchia di mura che cingevano Prato …

aggiunge l’ invito a ritornarci a Primavera.

AZZURRA AUREA.. INCANTESIMO DI CITTADELLA ….

E IL NOSTRO GRAZIE va a lei suor Matilde l’ ultima preside suora del CONSERVATORIO

che attualmente vede 30 docenti impegnati con 400 ragazzi e ragazze dall’ Asilo Nido ai gradi dell’ Università… ci introduce anche nelle stanze dove attualmente i professori ricevono.

( Un gioiello il monastero REALIZZATO GRAZIE al lascito testamentario del

CARDINALE  NICCOLO’ DA PRATO

costruito dal 1323 al 1328 in trasformazione continua oggi si presenta come una  cittadella monastica autosufficiente che si estende tra lo SPEDALE  della MISERICORDIA e CONTIGUA ALLA CINTA MURARIA TRECENTESCA

iL GRANDUCA Leopoldo dal 21 marzo 1785 lo volle

Conservatorio per l' educazione

delle fanciulle benestanti ( PER CONSERVANZA) funzione EDUCATUVA che svolge tuttoggi.


  Bar Magnolfi breve- “dolce” sosta per un ristoro per le ciambelle appena sfornate piccole e grandi cosparse di zucchero la mia passione

“  professionisti ed operai artisti e artigiani scambiano opinioni deliziando il loro palato,

qui da quasi

Cent’ anni è il vero cuore di Prato”




….  via Casanova  azienda agricola Casanova…..

vendita di legna da ardere pali di castagne

fino a VAIANO al FRANTOIO

. Sulla bacheca c’è scritto   pane fresco e merende



Al punto di ristoro appena entrati nel punto vendita :

la lieta sorpresa delle ceste e della cassette dove fan bella mostra castagne i diosperi arancio, le uova di gallina e di papera per poi entrare nel cuore del frantoio oggi silenzioso ,ma che ci dicono che, quando funziona ha un cuore grande pulsante rumoroso

  caricate le olive passan poi nel tipo di imbuto nel defogliatore…. vengono lavate 2 volte………. La voce di spiega indica….

Alle pareti attrezzi e simpatiche riproduzioni di disegni che rimandan alla raccolta delle olive .

MI piace attardarmi a rimirar l’ intorno…..



……… a novembre nei cespugli verdi  non ci son più le more,

  fiori gialli: gli occhi di lepre mi dice Doriano…., erba ed al di là

le vallate estesa

…….e poi le cime in alto ancor verdi che  arrivano a un azzurro ghiaccio,

il gatto mi  fa compagnia  mentre sento il respiro del frantoio lo sguardo spazia :
felci, cipressi,  pini marittimi poi per cellulare mi raggiunge

la lacerante voce di Cesare mio fratello; “sto male sto molto male ….”….

lo sguardo ritorna al cielo in certi punti penetrato dalla luce a mo’ di apparizione,

il pensiero mi riconduce lieve al color cotto dei tetti del frantoio ad

accarezzar piante del rosmarino in parte con piccoli fiori azzurri e di salvia per aspirarne profumi… che possano raggiungere mio fratello al di là del tempo e dello spazio..dove quando……

Il territorio di Vaiano è compreso fra due Aree Protette, quella del Monteferrato a occidente e quella della Calvana a oriente.





LA TERZA TAPPA . VILLA IL MULINACCIO nell’ area protetta del Monteferrato e Schignano




Quando- dove si aggiunge ELENA anche lei eccellentissima guida

. QUALCHE MARGHERITA disseminata sul prato della villa IL MULINACCIO proprietà degli Strozz,i dei Sassetti per 150 anni, della famiglia Vaj per 300 anni tra i SASSETTI

FILIPPO CHE VISSE al Mulinaccio la sua adolescenza per pi partire per la Spagna,

il Portogallo e l’ INDIA dove morirà e per primo scopri’ il legame tra il sancrito e le lingue indoeuropee



ALLA VILLA DEL MULINACCIO STUPENDA MASTOSA AFFASCINATE la sorpresa di ammirare nel parco i tre grandi cedri del Libano, dell'Atlante e dell'Himalaya.( nucleo impiantato da Giuseppe Vaj si notano i lecci, il cipresso calvo, l'albero di Giuda, i i cipressi, gli aceri campestri, le canne di bambù .Ne sono stati proprietari

Ci incanta il giardino murato Elena ci spiega che

Parte dello spazio ora a prato era suddivisa da 4 vialetti a formare aiuole…

……. ci incanta la bellezza del NINFEO

per l’ effetto naturalistico nelle pietre portate dalla Galvana restano mirabilmente incastonate una serie di conchiglie di madreperla da Livorno …

nell’ area della valle del BISENZIO questa villa era tra le MAGGIORI FATTORIE PRODUTTIVE:
48 poderi …….

alle spalle del NINFEO la POMAIA.

Nei poderi veniva allevato molto bestiame oltre ai cavalli e volatili le pecore importate da qul Giovanni VAJ dal Tibet

Penetriamo nelle cantine dove ancora ci son “cimeli di BOTTI vediamo la CACIAIA…….

Per poi salir al piano alto

dove è allestita la mostra

Dietro la grande guerra, curata dalla Fondazione CDSE e dal Comune di Vaiano in collaborazione con la Croce Rossa di Prato e il Museo della Deportazione e Resistenza, che si inaugura alla Villa del Mulinaccio accompagnata da un corposo calendario di eventi. grazie alla CROCE ROSSA

capi di lavoro recintati da cui scrivevano lettere le persone qui deportate , campi, dove l’ amore e la pietà dei famigliari portava a mandare cartoline, il violino che l’ uomo nel campo non potè mai più suonare perché le sue mani erano distrutte dal lavorar in quel campo recintato.

Alla Tinaia ci accolgon nientemeno che sapori di tartufo i dolci ZENO buonissimi io assaggio quelli ai fichi e all’ arancio;

il miele di ogni specie e forma perché laboriose mani dell’ apicoltura ILGLOMERE ( conosco Leonardo) ne han fatto angeli e presepi gioielli fatti con pietre preziose e curative alberelli e calle create una per una a mano all’ uncinetto il formaggio buono buono di Ena Angelo Mario, le uova fresche nel cestino……..chi vuol essere lieto sia…….




Carmelina Rotundo Auro Gabl correggereiltima
  AL FRANTOIO a VAIANO

Ogni cosa si va consegnando all' azzurro:
cime e valli piante e arbusti tutto si va consegnando alla luce del cielo penetrata da magici rosa:
un  incantesimo che si ripete ogni giorno quando  il sole va ad illuminare l' altro emisfero.

Incantesimo di tempo, incantesimo di gita iniziata alle

  ore 9 quando è Valentina, la nostra IMPAREGGIABILE SIMPATICISSIMA guida, a ricordarcerla la fortezza cosiddetta da Basso costruita

  da Alessandro de’ Medici a difesa dello stesso nuovo granduca contro i fiorentini i quali, orgogliosi della propria libertà e reticenti all'impoato dominio del tiranno mediceo, non vedevano l'ora id fargli le feste. ...I..

.

mentre l' autunno, a piene mani, da gran pittore, sta usando la sua tavolozza di colori caldi:
oro le foglie  rosse  e brune, marroni intessute come arazzi.

 

Valentina ci ricorda la storia della povera Prato che fu vessata da Firenze perchè rivale nella produzione della lana, da cui già nel medioevo in queste zone si ricavavano stoffe tanto preziose da essere degni regali per i re. Ma anche un altro fattore aveva dato smalto alla piccola città di Prato, e cioè la43.8820

Sacra Cintola, chiamata anche Sacro Cingolo, considerata la cintura della Madonna la reliquia più preziosa di Prato, fulcro della religiosità cittadina custodita nell'omonima cappella del Duomo.

(La Sacra Cintola è una sottile striscia (lunga 87 centimetri) di lana finissima di capra, di color verdolino, broccata in filo d'oro, gli estremi sono nascosti da una nappa su un lato e da una piegatura sul lato opposto (tenute da un nastrino in taffetà verde ),

dalla Vergine a

Ma nonostante gli onori, Prato dovette cedere alle beffe del destino che la portò, reticente, sotto il dominio dell'odiata Firenze. La città di Prato, infatti, proprio per tentare di sfuggire all'odiatissima rivale fiorentina, si dette volontariamente alla famiglia d'Angiò.

Concesso il patrocinio della suddetta famiglia dal padre Roberto, la città fu tristemente venduta dalla figlia dello stesso, Giovanna d' Angiò, per 7 mila e 500 fiorini Prato a Firenze... ( il valore di ogni fiorino era di 2 mila euro CIRCA- STIMA ALEATORIA come tutte le stime numismatiche e storicoeconomiche) …......tempi lontani dalla democrazia???

il potere decideva e il popolo….. sottostava????

la storia si interrompe per richiamar e il nostro sguardo al Museo Pecci  museo d'arte contemporanea ; ritornan le foglie: marroni, brune, arancio…



PRIMA TAPPA :

MONASTERO DI SAN NICCOLÒ ora CONSERVATORIO

Dove quando; si affianca a Valentina la preparatissima Simona,

nostra guida

negli ambienti in ogni ambiente:
la sala de Capitolo, la Spezieria, il Coro, la Chiesa che vede spesso studenti recarsi qui prima di qualche interrogazione …..

l’ “aurea” azzurra con invenzioni che giocan tra bianchi e azzurri e affreschi dal tono leggero dai colori vivaci tutto:
arredi e decorazioni in perfetto stato di conservazione un

AUREA” AZZURRA DI PULITO E PROFUMATO DI ORDINE E PACE

l’ atmosfera ideale per favorir lo studio portare ad apprendere in un contesto di gran eleganza e raffinatezza…

passiamo per gli spazi semi aperti loggiati e quelli aperti:

le palestre i giardini attrezzati per i giochi dell’ infanzia, l’ orto che si estende per più di due ettari con piante dai profumi inconfondibili: c’è il basilico, il prezzemolo, zucche, peperoni e……..

c’erano i baccelli ricorda suor MATILDE che quest’ anno erano altissimi.

Anticamente orto di vigna ora sostituita da ULIVI,

Matilde ci indica gli alberi da frutto : ciliegi, peri, meli ci riporta alla fertilità di questo terreno protetto tra la costruzione e la terza cerchia di mura che cingevano Prato …

aggiunge l’ invito a ritornarci a Primavera.

AZZURRA AUREA.. INCANTESIMO DI CITTADELLA ….

E IL NOSTRO GRAZIE va a lei suor Matilde l’ ultima preside suora del CONSERVATORIO

che attualmente vede 30 docenti impegnati con 400 ragazzi e ragazze dall’ Asilo Nido ai gradi dell’ Università… ci introduce anche nelle stanze dove attualmente i professori ricevono.

( Un gioiello il monastero REALIZZATO GRAZIE al lascito testamentario del

CARDINALE  NICCOLO’ DA PRATO

costruito dal 1323 al 1328 in trasformazione continua oggi si presenta come una  cittadella monastica autosufficiente che si estende tra lo SPEDALE  della MISERICORDIA e CONTIGUA ALLA CINTA MURARIA TRECENTESCA

iL GRANDUCA Leopoldo dal 21 marzo 1785 lo volle

Conservatorio per l' educazione

delle fanciulle benestanti ( PER CONSERVANZA) funzione EDUCATUVA che svolge tuttoggi.


  Bar Magnolfi breve- “dolce” sosta per un ristoro per le ciambelle appena sfornate piccole e grandi cosparse di zucchero la mia passione

“  professionisti ed operai artisti e artigiani scambiano opinioni deliziando il loro palato,

qui da quasi

Cent’ anni è il vero cuore di Prato”




….  via Casanova  azienda agricola Casanova…..

vendita di legna da ardere pali di castagne

fino a VAIANO al FRANTOIO

. Sulla bacheca c’è scritto   pane fresco e merende



Al punto di ristoro appena entrati nel punto vendita :

la lieta sorpresa delle ceste e della cassette dove fan bella mostra castagne i diosperi arancio, le uova di gallina e di papera per poi entrare nel cuore del frantoio oggi silenzioso ,ma che ci dicono che, quando funziona ha un cuore grande pulsante rumoroso

  caricate le olive passan poi nel tipo di imbuto nel defogliatore…. vengono lavate 2 volte………. La voce di spiega indica….

Alle pareti attrezzi e simpatiche riproduzioni di disegni che rimandan alla raccolta delle olive .

MI piace attardarmi a rimirar l’ intorno…..



……… a novembre nei cespugli verdi  non ci son più le more,

  fiori gialli: gli occhi di lepre mi dice Doriano…., erba ed al di là

le vallate estesa

…….e poi le cime in alto ancor verdi che  arrivano a un azzurro ghiaccio,

il gatto mi  fa compagnia  mentre sento il respiro del frantoio lo sguardo spazia :
felci, cipressi,  pini marittimi poi per cellulare mi raggiunge

la lacerante voce di Cesare mio fratello; “sto male sto molto male ….”….

lo sguardo ritorna al cielo in certi punti penetrato dalla luce a mo’ di apparizione,

il pensiero mi riconduce lieve al color cotto dei tetti del frantoio ad

accarezzar piante del rosmarino in parte con piccoli fiori azzurri e di salvia per aspirarne profumi… che possano raggiungere mio fratello al di là del tempo e dello spazio..dove quando……

Il territorio di Vaiano è compreso fra due Aree Protette, quella del Monteferrato a occidente e quella della Calvana a oriente.





LA TERZA TAPPA . VILLA IL MULINACCIO nell’ area protetta del Monteferrato e Schignano




Quando- dove si aggiunge ELENA anche lei eccellentissima guida

. QUALCHE MARGHERITA disseminata sul prato della villa IL MULINACCIO proprietà degli Strozz,i dei Sassetti per 150 anni, della famiglia Vaj per 300 anni tra i SASSETTI

FILIPPO CHE VISSE al Mulinaccio la sua adolescenza per pi partire per la Spagna,

il Portogallo e l’ INDIA dove morirà e per primo scopri’ il legame tra il sancrito e le lingue indoeuropee



ALLA VILLA DEL MULINACCIO STUPENDA MASTOSA AFFASCINATE la sorpresa di ammirare nel parco i tre grandi cedri del Libano, dell'Atlante e dell'Himalaya.( nucleo impiantato da Giuseppe Vaj si notano i lecci, il cipresso calvo, l'albero di Giuda, i i cipressi, gli aceri campestri, le canne di bambù .Ne sono stati proprietari

Ci incanta il giardino murato Elena ci spiega che

Parte dello spazio ora a prato era suddivisa da 4 vialetti a formare aiuole…

……. ci incanta la bellezza del NINFEO

per l’ effetto naturalistico nelle pietre portate dalla Galvana restano mirabilmente incastonate una serie di conchiglie di madreperla da Livorno …

nell’ area della valle del BISENZIO questa villa era tra le MAGGIORI FATTORIE PRODUTTIVE:
48 poderi …….

alle spalle del NINFEO la POMAIA.

Nei poderi veniva allevato molto bestiame oltre ai cavalli e volatili le pecore importate da qul Giovanni VAJ dal Tibet

Penetriamo nelle cantine dove ancora ci son “cimeli di BOTTI vediamo la CACIAIA…….

Per poi salir al piano alto

dove è allestita la mostra

Dietro la grande guerra, curata dalla Fondazione CDSE e dal Comune di Vaiano in collaborazione con la Croce Rossa di Prato e il Museo della Deportazione e Resistenza, che si inaugura alla Villa del Mulinaccio accompagnata da un corposo calendario di eventi. grazie alla CROCE ROSSA

capi di lavoro recintati da cui scrivevano lettere le persone qui deportate , campi, dove l’ amore e la pietà dei famigliari portava a mandare cartoline, il violino che l’ uomo nel campo non potè mai più suonare perché le sue mani erano distrutte dal lavorar in quel campo recintato.

Alla Tinaia ci accolgon nientemeno che sapori di tartufo i dolci ZENO buonissimi io assaggio quelli ai fichi e all’ arancio;

il miele di ogni specie e forma perché laboriose mani dell’ apicoltura ILGLOMERE ( conosco Leonardo) ne han fatto angeli e presepi gioielli fatti con pietre preziose e curative alberelli e calle create una per una a mano all’ uncinetto il formaggio buono buono di Ena Angelo Mario, le uova fresche nel cestino……..chi vuol essere lieto sia…….

Carmelina Rotundo



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