10 maggio, 2017

GRAZIELLA GUIDOTTI


Nord – Sud-  l’ Oriente  l’ Occidente

                              si riuniscono per –con- il gesto antico delle sue mani!

 Graziella Guidotti

                                  viene dall’ “ alto”  CASTELL’ AZZARA è a più di   800  m sul livello del mare e le sono famigliari   i monti:  l’  Amiata,  il Gran Sasso,   la Maiella spesso innevati….. lo sguardo  si amplia …… verso  l’ Elba l’ isola:  monti tutti bianchi e mare ……
 nel paese si viveva di agricoltura: tutti facevano l’ orto, allevavano galline,  il maiale
Il babbo ce la metteva "tutta” per avere il più bel maiale di cui si facevano ottime salsicce……   prosciutti tutto ciò che serviva…. Si  andava anche nelle miniere per estrarre il mercurio;

  le donne facevano il pane, un rito  che poteva iniziare quando il sole non era ancora sorto ….  passava  il fornaio gridando : ” è otta” è tempo!
Quella frase convenzionale avvisava che il forno era pronto!!!  Le pagnotte  venivano disposte in bella fila  su assi e portate in equilibrio su la testa, pagnotte coperte  da panno di canapa e di lana ben protette per la lievitazione  e, mentre al forno il pane cuoceva,
              le donne CHIACCHERAVANO si raccontavano le novità  conoscevano si conoscevano, si facevano compagnia
in tutte  le case c’ era la” MESA”, un mobile ricco di sacralità  dove c’ è spazio per la farina,  per conservare il lievito, per impastare con  quel gesto antico della mano  di aprirsi, ora come a far una carezza, ora chiuse come a dare un pugno, le croce  sul pane    aveva il doppio significato: di protezione e di aiuto  alla lievitazione…  c’ eran le castagne, quelle pregiate i marroni  e quelle piccole le pistolesi…… le sorgenti  eran  per noi persone  e per la terra tutta, per permettere  la vita,

  la sorgente grande  in alto per l’ acqua dell’ acquedotto  e le piccole i torrentelli… si irradiavano ogni dove  perché alle famiglie fosse assicurata la sopravvivenza per bere ed “abbeverar “ terre e animali “ ...
 le seggiole si impagliavano, le materasse si aprivano  si allargava la lana  si  battean 
 il “Marione “ portava sotto il braccio il "vaglio"  con il movimento circolare serviva a mondare il grano dalla veccia e da ogni elemento estraneo che si raccoglieva al centro  divideva

 e….
              quando c’ era il sole   tutte uscivamo,
 ci riunivamo grandi e piccole su le soglie della case per fare il punto quadro per i pannolini,
 si prendeva infatti  subito dimestichezza con  ago e ferri, con l’ uncinetto
si giocava a far le signore: su una foglia si  metteva la terra per offrirla come se fosse un piatto prelibato  su  vassoi;
si rammendava,  si faceva la rete:  il filet, si andava a prendere l’ acqua,  l’ uovo caldo dalla gallina per berlo;
  si  “ASCOLTAVA” SI “parlava” dall’ alba al tramonto con il creato tutto,  si respirava  incanto  di colori, di profumi …….


 Lei  Graziella, nel cuore, nel suo cuore  nasce l amore per il tessuto  e tutti quei linguaggi  del guardare,  dell’ ascoltare,  tutta la forza e la preziosità della neve come del calor del sole…. DELLA CHIACCHERA DEL…..    si riuniscono
                            nel gesto con- per il gesto  del tessere!
fin dall’ asilo si ricama, si fa il punto croce,  s’ impara  a fare le lettere dell’ alfabeto che  servivano per cifrar il corredo accanto si ricaman  fiorellini,  casine,

                                                                     musica per le future nozze

  il mio sguardo va  all’ intorno, accanto a Graziella al suo fianco  c’è un piccolo telaio ora muto;

  in terra  si snoda un percorso di colori  di fili avvolti in rocche e fusi

… C’è UNA LUCE BELLISSIMA CALDA CHE VIENE DALLA PORTA A VETRI CHE DA’ SULLO SPAZIO VERDE    in cui per un attimo ci trasferiamo una pergola di vite  ortensie, roseti, foglie alte di tobinabur..... piantine di fragoline, la mano di Graziella ne trova una, due.....  e me le porge con quel gesto di eleganza e di grandezza che le viene dal giocare a fare le signore....  mi invita prima, a guardare dietro la rosa rossa, poi .....ad avvicinarmi per scoprire un nido dove aspettan la madre 2 merlotti appena nati .
    la conoscenza,  la conoscenza ? …….io non le avrei mia viste le fragoline o il nido…. lei mi aveva fatto  “conoscere “  mi aveva dato la possibilità di sapere  per  quell’ atto d’ amore  dell’ insegnare  e apprendere  che a tutti ci è dato   ALUNNA –INSEGNATE -INSEGNANTE ALUNNA

 NELLA VITA LA CONOSCENZA ……. nel giardino-orto ----

 Dopo l’ asilo e la scuola elementare GRAZIELLA frequenta le  medie e l' istituto d' arte  in via della Sapienza  va a studiare a SIENA  vicino alla meraviglia  del  DUOMO in quel collegio  porta i barattoli di marmellata BUONA, quella buona della terra  sul monte Amiata a 800slm e quegli asciugamani e lenzuola  tutte “cifrate” del corredo
 Gli insegnati  capiscono da SUBITO  le doti di questa alunna prodigio
 l’ aiutano nella conoscenza delle tecniche:
 studia: arte,  incausto, tempera all’ uovo, ' affresco…. a mettere la foglia d’ oro,
ragazza molto  studiosa di distingue per impegno e capacità nei risultati   e, a SIENA
uno dei professori la conduce  nei depositi  del collegio dove  giacevan immobili i telai

“ se tu vai a Firenze e studi  la tecnica  sarai insegnate  del laboratorio ..”
 Graziella  intanto ha  trovTOa  un posto a Largo Argentina a Roma vuole andare
 in quella capitale ,ma…. Nelle grandi città.  c’era la droga  e il cinema … allora si pensava  cosi …
oggi ?? in tutte le città …???? Lo abbiamo permesso  abbiamo permesso  che molti cadessero nelle dipendenze….  
 iIprofessori la sconsigliano  e nel  ‘55 con la lettera di presentazione  del vicepreside viene alla scuola d’ arte a porta Romanna dove si  diploma   e consegue subito  un posto  d' insegnate 
a CASTEL DEL PIANO …

" c' era l' atmosfera triste del dopo guerra ...c’era un freddo …."Lasciò il posto   per ritornare a Siena

  dove divenne  direttrice del laboratorio di decorazione 
  il destino ???   QUEL POSTO ASPETTAVA LEI !?!

"……  si dipengeva pittura a mano su tutto dalla paglia al tessuto..."

  Dal ‘57 la collaborazione di Graziella con POLTRONOVA  ditta guidata allora  da un intellettuale   AMANTE DEL BELLO  il quale si era messo in testa di rinnovare l’ ARREDAMENTO  per un  NUOVO MODO DI VIVERE  nelle stanze di ogni casa “ IO VOGLIO TESSUTI PULITI “

 GRAZIELLA creerà tessuti dove senza esserne cosciente  ritornano storie

   I TESSUTI PAESANI di gusto italiano” come  dirà la madre AMALIA  quando li vedrà

VERI E PROPRI GIOIELLI  IN CUI PARLAVA  il Monte e il mare le albe il tramonto  PRENDE I DIRITTI D' AUTORE  per una nuova tecnica di tessitura .
 PER TANTI PERCORSI  va  l’ arte di GRAZIELLA  si libera in volo a crear ventagli,  a raccontare di storie da Pinocchio…. ai 4 elementi acqua terra fuoco aria  analisi accurate  dell' intreccio  tessile  e ne disegna la messa in carta  da sempre interessata  all' inteccio " nel 1984 cura a Taormina :
  per conto dell'  Assssorato  dei Beni Culturali Ambientali della Pubblica  Istruzione e del  Museo REGIONALE  di Messina 
 LUSSO E DEVOZIONE  tessuti serici a Messina  nella prima metà del '700 a Taormina

impara  il modo di progettare tessuti  e di trasmetterli a livello internazionale  progetti che hanno alla base un sistema binario della progettazione dei computer tant'è che nel primo gruppo di lavoro di progettazione pc  c' era anche una tessititrice ..... la storia l' avea nobilitata la tessitura  atreribuendone l' invenzione a ATENA  la dea della  SAPIENZA

La   presidente del club del punto a  croce  professoressa Patrizia  Pietrabissa  organizza   una mostra
in cui Graziella partecipa con   PANNELLI  che raccontan  la storia cavalleresca  de  la castellana di Vergi' leggendo e rileggendo le parole dei cantastorie  quei cantastorie che lei ascoltava quando nella feste di paese arrivavano;

  alla biblioteca Riccardiana c’è il manoscritto  una traduzione dal romanzo francese  in versi fiorentini 954 per l' esattezza  di  Anonio PUCCI .
  seguendo tecniche,  il filo ....
 creando qualcosa che riunisce
 l’ oriente e l’ occidente il freddo del nord  e il caldo del sud del mondo  quel mondo fatto a palla che gira  e  dove  non si legge e si scrive solo da destra a sinistra da sinistra a destra , ma anche dall’ alto al basso  in una continuità di civiltà che  fanno parte  di lei una donna  insegnate e alunna sempre curiosa, desta sempre  attenta e silenziosa  sempre pronta al dialogo  a   pretendere  conoscenza e a darla

  il desinar

                          mi permette di goder di quella luce  naturale  per rimirar mentre mangio i pannelli della storia cavalleresca della dama di Vergiu gustando buon pesce condito  con fragoline appena colte dallo spazio verde e limone e verdura e frittata  per approdar ai cantuccini il tutto accampagnato da un bicchier di vino che tanto e tanto  mi fa gioir

   l’ avevo vista tante e tante volte  oggi mi sedevo ad ascoltarLA scoprendone  immensità

 ANELLI DI UNA CATENA GIAMMAI DISGIUNTI DOVE E SPAZIO E TEMPO ALL’ INFINITO COINCIDONO  permanetemente transitori eppur diretti verso l’ eternità grazie  e nello scrivere questa parola mi vien in mente che il tuo nome e il tuo cognome cominciano per g:
 g come grazie, g come grande, g come grano… le donne facean il pane … gli uomini  coltivavan il grano…… ed insieme  lo raccoglievano il sole e l’ acqua lo portavano a maturazione per essere  fatto pane . … e sia  gloria  nell’ alto dei cieli e pace in terra  per gli uomini di buona volontà 
carmelina a Graziella Guidotti

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