27 dicembre, 2017

che cosa c'è tra FIESOLE e me seconda versione


Che cosa c’è tra Fiesole e me ?

Ovvero confessioni di una donna nata in Maremma.

Che il territorio di Fiesole appartenesse alla mia sfera più intima era stato determinato da pure casualità, da quella voglia di lasciarmi andare nelle cose……Con il piacere di godere di quelle belle e con il dolore di soffrire per le avverse e…così dopo la visita a

villa Peyron al bosco di Fonte Lucente (un nome che già mi affascina) mi è venuto desiderio di cercare di riannodare i “nodi”

 

                                    nel tempo e nello spazio…

 

In quel di Vincigliata avevo continuato a conoscere, lei Amalia Ciardi Duprè, mi ero persa nel paesaggio del luogo: una terrazza tra Fiesole e Firenze, e in quel suo capolavoro interamente in terracotta; attraverso le mani Amalia aveva fatto si che trionfasse l’amore per il Creatore e per il Creato tutto: una preghiera, un atto di fede il suo…

 

da lì a Borgunto

               per un piacevolissimissimo itinerario, a Ponte a Mensola dove grazie a Sally e Robert Posner, le mie poesie erano state esposte, per una intera estate negli U.S.A.: in una mostra dedicata alla Toscana e a me; d’altra parte oltreoceano ero già arrivata all’università di Boston Mugar Memorial Library grazie alla mia adorata sorella di penna Luciana Damiani Serantoni.

 

Elizabeth Chaplin che avevo conosciuto grazie ad Andrea uno degli uomini meravigliosi incontrati nel cammin…e che mi avevano reso Pitti…così familiare.

 

Un Natale alla cattedrale di Fiesole avevo avuto l’onore (mi sentivo piccola piccola) di trovare stampato su un biglietto color rosa una parte del mio articolo, pubblicato su Toscana Oggi sul presepe di Carlo Reggioli; sempre sul presepio che dire dei Natali passati in ammirazione di quelli realizzati in alternanza con paesaggio toscano ed arabo da quel Rolando Jayer, fotografo di Fiesole antica e per rimanere in tema Franco il fotografo delle mia vita che l’ha documentata da 30 anni e più il quale sostiene che le più belle foto le ha scattate sull’ara del teatro romano di Fiesole anche se io propendo per quelle di Boboli e della villa Medici…

 

A Castel di Poggio “intimata” da Manlio scriverò il mio primo tentativo di sceneggiatura per un film fiaba intitolato:

                                                                     Imperciocchè”

una parola di Boccaccio che tanto mi piace per quel suono per quel non so che…(Imperciocchè si può leggere sul sito donatomi da Giulio http://tundoro.altervista.org (per lasciare un messaggio andare su poesie e AMORE)…

a San Domenico l’incontro degli incontri ,lì viveva il mio maestro ideale, quello che avevo ricercato tutta la vita e che ho avuto il dono di incontrare quel mitico Padre Innocenzo Colosio dagli occhi azzurri limpidi come il cielo sereno che vivendo tra San Marco e San Domenico mi aveva insegnato cose bellissime purissime rendendomi partecipe ora delle bellezze del Beato Angelico, della poesia del piccolo cimitero accanto alla chiesa, ora del presepio che in tutte le chiese dei Domenicani è fisso conversando- guardando quel monte Ceceri da cui Leonardo tentava il primo volo umano, ora dei segreti delle sue biblioteche la Giacomo Devoto,  la Levasti, ora insieme a raccogliere, a seconda delle stagioni, ciliegie diosperi, o rose o le olive nel campo al di là del confine del loggiato del convento dove i nostri conversari si dilungavano nelle cappella delle Beatitudini…ogni foglia ogni carezza di vento, ogni cosa divina e naturale era qui semplicemente nelle mie mani per quel mistero che fa talvolta della vita un miracolo.

 

…oggi un mercoledì di Settembre meravigliosissimo in cui il sole ha proprio deciso di mettere fuori ogni suo più lucente raggio approdavo per la prima volta a Villa Peyron, non che questo nome non avesse prima rimbalzato nella mia mente, ma oggi era la prima volta fisicamente.

 

Dopo la conferenza stampa perfetta organizzata da Federica e il Barletti, dopo le parole sempre all’altezza, colme di saggezza del Presidente dell’Ente Cassa Di Risparmio avv. Edoardo Speranza, del Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato del segretario generale della fondazione parchi monumentali Bardini e Peyron Michele Gremigni del Presidente della società trasporti LI-NEA Maria Grazia Nencioni Martignoni del vicepresidente dottoressa Marcella Antonini; dopo lo scambio di parole con i colleghi il grande Giuliano, Gianni, Raffaella e la conoscenza di Silvia che lavora nell’ufficio cultura di Fiesole e di Cecilia una ragazza eccezionale (ci bastano poche parole per capire che siamo in sintonia ) grazie ad un bus navetta LI-NEA siamo felicemente, comodamente condotti nel cuore della villa. Subito alla discesa mi affascinano gli alti cipressi chissà perché, quando li vedo mi ritorna in mente Van Gogh e gli obelischi egiziani, la giuda ci spiega che il cipresso più longevo più grande ha il nome di Garibaldi ci introduce alla storia di questa villa un tempo semplice dimora di Paolo Peyron che aveva solo 8 anni quando muore il padre e che, una volta diventato adulto dedica alla villa ed al bosco ogni suo avere materiale, ogni suo pensiero facendone un gioiello indimenticabile agli occhi e al cuore. A proposito dell’inizio della costruzione del giardino Peyron ricordava ”La prima cosa che ho pensato è stata quella di realizzare uno squarcio nel bosco per aprire la vista verso il paesaggio”. Una ricerca di luce che mi richiama direttamente che la proprietà deve il nome alla presenza di un rigoglioso bosco dal quale emergono giardini all’Italiana e una fonte cinquecentesca posta a monte della villa, che fornisce per caduta l’acqua necessaria al funzionamento della 29 fontane e di un laghetto.

 

Mi colpisce il profumo che giunge da una pianta precisa che conosco per la prima volta L’OSMANTO…questo profumo mi giunge direttamente al cervello che forti sensazioni mi provoca sotto questo cielo accarezzata dal vento baciata da questi raggi lucenti di sole mi penetra rendendomi incapace di fare un passo.

 

La piscina d’acqua purissima con i tritoni, gli ulivi i gerani vorrei raccoglier con lo sguardo ogni angolo ed ogni foglia, impossessarmi di questi verdi, ma questo profumo non mi lascia libertà di sguardi mi conduce a Paolo alla generosità dell’uomo che nel 1998 dona alla Fondazione il complesso monumentale di Villa al bosco di FONTE LUCENTE con la volontà di rendere gli altri partecipi di questo miracolo di dedizione perché altri possano godere del fruscio di ogni foglia della regalità dei cipressi, di ogni verde…

mio Dio questo profumo…la prima volta la prima volta a Villa Peyron al bosco Fonte Lucente per questa voglia….

 

Pulchara Sunt Quae Videmus  Beautiful is what we see

 

Quae Scimus Pulchriora More beutiful is what we know

 

Longe Pulcherrima Quae Ingnoramus Most beautiful by far is what we still ignore

 

dedico questo mio narrare a Cecilia una ragazza in gamba.. a lui Profumo…e naturalmente a Paolo

Carmelina Rotundo Auro

Nessun commento: