30 marzo, 2018

PIER DELLA FRANCESCA a SAN SEPOLCRO


  Continuando a parlare di miti:

 un genio ed una città

il Palazzo dei Conservatori,

      dove ha sede l’attuale Museo Civico di Sansepolcro  presenta al mondo

                    la Resurrezione di Piero della Francesca ,

                                               dopo un  lavoro di restauro   curato  dall’'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e in collaborazione con la Soprintendenza di Arezzo durato tre anni, dal 24 marzo 2018 l'opera è nuovamente visibile  grazie al la generosità dell'ex manager della Buitoni, il dott. Aldo Osti,  il quale  ha fatto si che gran parte della realizzazione del restauro avvenisse assicurandone anche  il suo futuro dato che  con  l'intervento è stato  possibile salvare la Resurrezione dai segni del tempo che stavano rischiando di comprometterla definitivamente.  CAPOLAVORO Realizzato tra il 1450 e il 1465 circa, su un muro poi tagliato e spostato nel Palazzo del Governo di Sansepolcro, il restauro ha permesso agli studiosi di rivelare nuovi tasselli della sua storia.  Affresco  simbolo stesso della città che  faceva da sfondo agli incontri cittadini ha un  soggetto e uno  schema compositivo estremamente semplificati che si rifanno al più antico prototipo eseguito da Niccolò di Segna nel Duomo di Sansepolcro. La costruzione è piramidale e presenta al vertice la testa del Cristo e in basso i quattro militi assopiti ai piedi del sarcofago in-per un messaggio chiaro e forte:
                                                              la vita vince la morte .

 Ogni opera ha limiti spaziali linee che racchiudono la composizione ;

                                                            eppure……
                                                     qualcuno è riuscito a superare  limiti di spazio e di tempo  assegnando contemporaneità si parla di capolavori realizzati da geni che hanno permesso all’ umanità di progredire  in un saggio operar di persone  che si congiungono le une alle altre anelli  di una catena giammai disgiunti nel bene e nel male.   

…… è stato, è, e sarà Piero della Francesca un mito ancora tutto da scoprire  un genio consapevole  del dono della vita  dell’ essere e dell’ esistere  dell’  armonia che è dentro ed intorno a noi quella che si vede con gli occhi del corpo e  quella che si sente  con il cuore.  l’ uomo, il pittore,,  l’ architetto il matematico che  percepisce  gli influssi vive respirando sia il fermento culturale  della Toscana: Siena e Firenze   vede e “sente” le opere  di Masaccio  del Ghibertii,  di  Donatello  quel genio che "inventò"  lo stiacciato, Piero è influenzato da artisti della terra dell’ Umbria delle Marche   dove egli  è il ritrattista eletto di Sigismondo Malatesta, a Rimini, e di Federico da Montefeltro, a Urbino. Piero dipinge e  scrive  mosso dal desiderio profondo  di divulgare, di far conoscere, di aprire il dialogo di essere di aiuto, come fa il vero MAESTRO, agli altri e, con stile chiaro e sobrio compone tra l’ altro; ” de prospettiva pingendi”   focalizzata sugli aspetti matematico-geometrici, con specifiche applicazioni pratiche che  fa meritare all’ artista  di poter essere  tra i  padri del disegno tecnico.  I problemi affrontati? Il computo del volume della volta e l'elaborazione architettonica della costruzione delle cupole. L’ importanza di tale opera  fece si che  Leonardo da Vinci scrivesse poi il Trattato della pittura.  Oltre a poter godere di questo capolavoro universale  per cui sono state studiate due  illuminazione particolari quella del giorno per i visitatori del museo  e l' altra  di notte  che   permetterà, a coloro che si trovano a passare per la via, grazie all' apertura di una" finestra", di ammirarlo vivendo  in -di una suggestione dove spazio e tempo all' infinito coincidono ...  fino al 6 GENNAIO sarà fruibile,  sempre nel Museo civico  la mostra:

                 Piero Della Francesca. La seduzione della prospettiva"

                                curata da Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro  promossa dal Comune di Sansepolcro in un progetto del Museo Galileo di Firenze con la collaborazione della Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia ed è organizzata da Opera Laboratori Fiorentini.  Mostra straordinaria ricca di sorprese e di stimoli in un equilibrio tra antico e futuristico che per otto sezioni fa conoscere   le due anime di Piero della Francesca: raffinato pittore e grande matematico. Oltre ad essere Maestro d’abaco, geometra euclideo, studioso di Archimede, Piero è stato anche un innovatore nel campo della pittura poiché per lui, quest’ultima, nella matematica e nella geometria, trovava il suo sostanziale fondamento. I suoi scritti, infine, soprattutto il " De prospectiva pingendi", composto in volgare per gli artisti e in latino per gli umanisti, hanno dato inizio alla grande esperienza della prospettiva rinascimentale.


  La composizione  della locandina e manifesti  è un “gioco” sapiente:
 al volto del  soldato dormiente visto di fronte ( si pensa ad un autoritratto dello stesso artista)  si affianca il contorno tracciato di quello stesso volto con numeri,  diviso in paralleli e meridiiani  che   rimanda alla costellazioni  allo spazio:  noi piccoli piccolissimi eppur parte di una  immensità lui  Piero  l’ uomo del futuro muore il 12 ottobre 1492, lo stesso della scoperta dell'America e da qui si riparte;  nella storia come nella vita non c’è un punto d’ arrivo fisso, ma tante tappe da cui sempre ripartire anche  in questa cittadina ai piedi dell'ultimo tratto dell'Appennino toscano, Sansepolcro domina l'Alta valle del Tevere, che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare, delimitato dall'Alpe della Luna, dalla Massa Trabaria, dalle colline della vicina Umbria e dai monti dell'Aretino e dell'Alpe di Catenaia. ,,,,,
 E se di mito continuiamo a parlare anche la tradizione attribuisce a Sansepolcro un'origine mitica per opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle dove, per un segno divino, decisero di restare e costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie, portate da Gerusalemme e, intorno a questo primo oratorio, si sviluppò il Borgo che fu detto, proprio per questa  origine, del Santo Sepolcro negli antichi annali del Comune gli storici chiamarono Borgo Sansepolcro "novella Gerusalemme". e la  sua  la sua ricca storia artistica e culturale  lega Sansepolcro a Dionisio Roberti, a Luca Pacioli ( uno dei massimi matematici del Rinascimento, allievo di Piero della Francesca e amico di Leonardo da Vinci), Matteo di Giovanni, Raffaellin dal Colle, gli Alberti, Santi di Tito, ….
Carmelina Rotundo

 

 

 

Nessun commento: