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sabato 31 gennaio 2026

Premio Letterario Internazionale 2025 “Firenze... profuma”

bella giornata
emozioni di profumi bellissime in un clima sereno Iringraziamenti vanno in particolare a MARIA GALASSINI ideatrice e motrice del premio alla GIURIA e abbraccio tutti i partecipanti. Scrivere fa bene a noi stessi ed agli altri nel comunicare emozioni Premio Letterario Internazionale 2025 “Firenze... profuma” In Palazzo Vecchio è stata premiata la vincitrice Silvia Fugi Si è conclusa la prima edizione del Premio letterario Internazionale, dal tema “Firenze…profuma”, promosso dall’Associazione “I profumi di Boboli”, in collaborazione con la Libreria Gioberti e con il patrocinio del Comune di Firenze. Il Premio Letterario Internazionale ha voluto offrire l’opportunità di ricerca e realizzazione di elaborati letterari in grado di immergersi nella tradizione e nell’innovazione di un’arte, quella legata all’universo olfattivo, che trova in Firenze, città simbolo di cultura e creatività, la sua espressione più alta. Lo scopo è stato quello di raccontare e condividere un percorso di testimonianza la cui origine, nel XV secolo, appartiene alla città. L’epoca del Rinascimento è infatti sinonimo di Firenze, città delle arti e del genio creativo, che tra la fine del 1300 ed il tardo 1400 è stata centro del mondo e culla di capolavori la cui importanza è riconosciuta a livello universale. Al convento di Santa Maria Novella, i frati domenicani iniziarono a studiare le proprietà delle erbe officinali ponendo di fatto le basi per l’arte profumiera. All’inizio del Cinquecento in città i profumi erano regolarmente indossati dalle dame di ricco lignaggio e nobile casato, e tra queste una grande appassionata fu Caterina de’ Medici, pronipote di Lorenzo il Magnifico. Nel 1533 Caterina si trasferisce a Parigi per andare in sposa a Enrico D’Orleans, futuro Re di Francia, introducendo nella corte francese molti usi e costumi legati alla cultura toscana. La giovane nobildonna aveva portato con sé da Firenze il suo profumiere di fiducia, Renato Bianco. Divenuto noto ai francesi con il nome di René le Florentin, l’alchimista fiorentino aveva appreso i segreti della distillazione delle erbe proprio dai monaci del convento di Santa Maria Novella. Così dalla città Firenze, grazie anche all’intercessione di Caterina, il profumo diviene sinonimo di prestigio sociale. Il Premio si è articolato in tre sezioni: poesia, narrativa e diari. Ha visto la partecipazione di 18 concorrenti: scrittori, giornalisti, giovani e adulti desiderosi di mettersi alla prova, di ogni nazionalità, sesso e senza vincolo di età, attraverso testimonianze editoriali edite e inedite. La prima edizione del premio è stata vinta da Silvia Fugi di Livorno, appassionata di profumi e che ha presentato una poesia che racconta di firenze e di Caterina de’ Medici che portò l’arte della profumeria in Francia. Alla premiazione hanno preso parte il consigliere comunale Luca Milani, il Direttore della Libreria Gioberti Angelo Rizzone, il Presidente della Giuria Paolo Ciampi, il titolare di Spezierie Palazzo Vecchio, Giovanni Di Massimo, la Vice-Presidente della Giuria e rappresentante dell’Associazione I profumi di Boboli Costanza Riccardi, la giornalista del Corriere della Sera e membro della Giuria Elena Scarici, l’attore Riccardo Biffoli. Una menzione speciale è stata attribuita al testo “La profumeria del Rinascimento tra Igiene Medicina e Seduzione” di Michela Pazzanese, scrittrice, docente di Scienze Naturali e appassionata di profumi, scomparsa lo scorso maggio. “Siamo felici di ospitare il premio letterario internazionale “Firenze… profuma” che nasce dall’esperienza decennale del Premio Internazionale I profumi di Boboli. Un nuovo appuntamento che ha coinvolto decine di persone appassionate di scrittura. Un concorso – spiega il Consigliere Luca Milani – che parla di Firenze e della tradizione dei profumi. Siamo convinti che questa interessante novità possa raccogliere sempre più adesioni. Non è facile riuscire a raccontare un profumo attraverso poesie o racconti e legarlo alla nostra città. Un nuovo modo per celebrare questo connubio che ci auguriamo possa continuare anche nei prossimi anni”. Il tema annunciato per l’edizione 2026 è “Firenze… profumo di genio”.

sabato 20 dicembre 2025

NATALE DI MARIA PATRIZIA CALABRESE

Le giornate son più corte, il Natale è ormai alle porte, Buon Natale, Buon Natale, un augurio in cielo sale, pace e serenità nei paesi ed in città ! Che il Natale sia sereno e gli affanni siano meno, che la vita sia gioiosa e che porti qualche cosa, qualche cosa a tutti quanti i miei amici che son tanti ! Con affetto e con letizia, tanti auguri da... Patrizia !

martedì 2 dicembre 2025

A PAINT AND WINE

Ore 15  5 novembre 2025  Diari di bordo   ovvero respiri profumati di bellezza. > Ogni cosa qui divien gioiello e > profuma di una bellezza atavica profonda. >  > Il tavolo ad uovo bianco, rinascita, > porta al centro il grande vaso in cristallo da cui spuntan rose e lilium profumati > Le lampadine accese del sontuoso lampadario >  a gocce, che vanitoso si riflette > nella grande specchiera rettangolare > incorniciata  >  >  Lo sguardo si muove per scoprire in alto, di fronte, > i capitelli di pietra serena, due  >  che si incastonano tra i giochi di vele bianche del soffitto. >  >  Respiri profondi di una bellezza travolgente; le onde >  si ripeton ritmiche tranquille > baciando la riva verde dove ha sede la società canottieri. >  >  Sul tavolo son apparsi cavalletti e le piccole tele > i pennelli intinti nei colori >  dan forma a scorci di Firenze, a bella ed  >  è felicità sorseggiar nei calici trasparenti il buon vino al profumo di more. >  >  >  Respiro n 1 al profumo di rose di liliios e del vino di more. >  >  >  >  Ogni cosa qui divien gioiello e profuma di una bellezza tanto profonda, > da ossiginar anima e corpo, corpo e anima. > Musicalità di onde >  Scintillii di luce  >  voli di gabbiani. >  Verde di sponda i cui vive la società canottieri. >  >  Va in scena il passeggiar dei cittadini del mondo >  sotto gli archi  >  e passan bussini. >  >  I colori delle dim0oe che si affacciano >  sull'Arno son pastello ed han >  persiani verde acceso e marrone scuro. >  >  >  Sede di Beccai i Medici > lo voller sede di  >  botteghe di orafi . >  >  I coppi color cotto dell'Impruneta > I più vicino al cielo. >  Si stan allargando i moti delle onde. >  >  Cielo e fiume fiume e cielo specchio uno dell' nell'altro >  a Paint and Wine  > è di scena il bel vaso con rose e lilium profumati >  e tutto intorno gli fan corona  > i cavalletti le piccole tele >  su ci i pennelli ,intinti nel colore, >  intonan scorci di Firenze la bella. >  >  Respiro di bellezza >  ed è felicità sorseggiare > nei calici il buon vino al profumo di more > mentre il sole si tuffa nell'Arno > ecco arrivar i profumi della cucina. >  >  >  Respiro n 2 al profumo di lilium e rose del buon vino alle more.  >  > Carmelina Rotundo Auro

giovedì 6 novembre 2025

paint and wine poesia

 re 15 

5 novembre 2025
 Diari di bordo 
 ovvero respiri profumati di bellezza.

Ogni cosa qui divien gioiello e
profuma di una bellezza atavica profonda.

Il tavolo ad uovo bianco, rinascita,
porta al centro il grande vaso in cristallo da cui spuntan rose e lilium profumati
Le lampadine accese del sontuoso lampadario
 a gocce, che vanitoso si riflette
nella grande specchiera rettangolare
incorniciata 

 Lo sguardo si muove per scoprire in alto, di fronte,
i capitelli di pietra serena, due 
 che si incastonano tra i giochi di vele bianche del soffitto.

 Respiri profondi di una bellezza travolgente; le onde
 si ripeton ritmiche tranquille
baciando la riva verde  dove ha sede la società canottieri.

 Sul tavolo son apparsi cavalletti e le piccole tele
i pennelli intinti nei colori
 dan forma a scorci di Firenze, la bella  ed 
 è felicità sorseggiar nei calici trasparenti il buon vino al profumo di more.


 Rspiro n 1 al profumo di rose, di liliios e del vino di more.



 Ogni cosa qui divien gioiello e profuma di una bellezza  tanto profonda,
da  ossiginar anima e corpo, corpo e anima.

Musicalità di onde
 Scintillii di luce 
 Voli di gabbiani.
 Verde di sponda i cui vive la società canottieri.

 Va in scena il passeggiar  dei cittadini del mondo
 sotto gli archi 
 e passan bussini.

 I colori delle dimore  che si affacciano
 sull'Arno son pastello ed han
 persiani verde acceso e marrone scuro.

Sede di Beccai i Medici
lo voller sede di 
 botteghe  di orafi.

 I coppi color cotto dell'Impruneta
I più vicino al cielo.
 Si stan allargando  i moti delle onde.

 Cielo e fiume  fiume e cielo specchio uno dell' nell'altro
 a Paint and Wine 
è di scena il bel vaso con rose e lilium profumati
 e tutto intorno gli fan corona 
i cavalletti  le piccole tele
 su ci i pennelli, intinti nel colore,
 intonan scorci di Firenze la bella.

 Respiro di bellezza
 ed è felicità sorseggiare
nei calici il buon vino al profumo di more
mentre il sole si tuffa nell'Arno
ecco arrivar i profumi della cucina.


 Respiro n 2 al profumo di lilium , rose  del buon vino alle more. 

Respiri profumati di bellezza

sabato 11 ottobre 2025

il Tabernacolo di via dell'Agnolo angolo via M. Buonarroti, in occasione del secondo appuntamento dell'iniziativa "Poesie sotto i tabernacoli -

Cara Carmelina, come concordato, ti invio in allegato le fotografie scattate lo scorso martedì 23 settembre 2025 presso il tabernacolo di via dell'Agnolo angolo via M. Buonarroti, in occasione del secondo appuntamento dell'iniziativa "Poesie sotto i tabernacoli - Martedì fra arte e rime", promossa dall'Associazione "Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini odv". Tabernacolo con cornice in pietra serena, protetto da tettoia in lamina metallica decorata, contenente al suo interno una pittura murale raffigurante Madonna con il Bambino e san Giovannino, realizzata da un pittore fiorentino della metà del XVI secolo (scuola di Andrea del Sarto). Tabernacolo restaurato nel 2013 (sotto la supervisione della Soprintendenza e col coordinamento del Comitato per il Decoro ed il Restauro dei Tabernacoli) in ricordo di Marcella Bencini (pittrice 1931-2012). Via dell'Agnolo dal nome di un bassorilievo in pietra situato lungo la strada, raffigurante l'arcangelo Michele, a cui è dedicato l'oratorio situato in piazza Sant'Ambrogio, non lontano dal tabernacolo, e sotto la cui protezione.si poneva il ceto sociale (lavoratori della lana, artigiani etc.) più povero e popolare, in gran parte residente in questa zona di Firenze. Il "Comitato per il Decoro ed il restauro dei Tabernacoli" è una particolare sezione all'interno degli "Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini odv" che da circa 35 anni si occupa dei tabernacoli stradali di Firenze e dintorni in tutti gli aspetti: in primis restauro, ma anche manutenzione, decoro, illuminazione, studio storico-artistico; valorizzazione: al termine di ogni iter di restauro, il suddetto Comitato organizza un'inaugurazione pubblica, come pure convegni, presentazioni, eventi vari, a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Cordialmente, Lorenzo Manzani

giovedì 25 settembre 2025

Cultura, tra versi e “like”: inaugura il 26 settembre il Festival Dantesco Fiorentino

Cultura, tra versi e “like”: domani inaugura il Festival Dantesco Fiorentino Al via il primo weekend della manifestazione dedicata a Dante e ai giovani. Inaugurazione alle 21.30 con Fabio Volo.Tra gli ospiti Franco Nembrini, Federico Marangoni, Martina Michelangeli Firenze, 25 settembre 2025 – Una riflessione pop e profonda sulla forza della parola, in un viaggio tra versi e vita reale, tra Inferno e social network: sarà lo scrittore Fabio Volo a inaugurare domani alle 21.30 (Museo de Medici) l'edizione 2025 del Festival Dantesco Fiorentino, che si terrà a Firenze, in vari luoghi, il 26, 27 e 28 settembre e il 3, 4 e 5 ottobre: l'iniziativa nata per celebrare il legame del Sommo Poeta con la sua città è organizzata da Inside Factory, con la direzione artistica di Simone Terreni e Riccardo Starnotti. Quest'anno il Festival avrà come titolo “SeTuSeguiTuaStella”, e parlerà ai giovani, tra versi e matematica, realtà e finzione, Dante e attualità. Sabato nella Chiesa di Santa Maria Maggiore dopo la consegna del Premio Festival Dantesco Fiorentino allo storico Luciano Artusi (ore 10:30 ), i direttori artistici del Festival, Simone Terreni e Riccardo Starnotti, declameranno e attualizzeranno il Canto XV dell'Inferno, riportando alla luce il coraggio di seguire la propria vocazione, anche controcorrente (ore 10:45). A seguire Lucia Viviani e Luca Marcheselli si esibiranno in musiche operistiche (ore 11:45). Nel pomeriggio alla Biblioteca delle Oblate Francesco Filippelli e Sandra Astuti presenteranno (ore 15) il loro libro “Dante e la leadership- Storie di crescita per le vie di Firenze” (introduzione della filologa dantesca Claudia Di Fonzo): i due autori, ispirati dall’invito di Dante a “seguire la propria stella” invitano i lettori, soprattutto i giovani, a intraprendere un piacevole viaggio alla scoperta di sé tra i famosi monumenti fiorentini. A seguire si terrà l'iniziativa “Ponilo a leggere e fallo studiare- L’educazione ai tempi di Dante” (ore 15:30): Federico Marangoni riporterà ai valori fondanti dell’insegnamento dantesco, mostrando come la cultura possa ancora essere lo strumento più potente per formare giovani liberi e pensanti. La guida ambientale e dantesca Oliviero Resta illustrerà (ore 16:15) i nuovi cammini di Dante e il viaggio tra i luoghi del poeta e la bellezza del paesaggio toscano per scoprire in modo diverso (camminando, respirando, osservando) la Divina Commedia. Martina Michelangeli (ore 17) racconterà “L’eco di Dante”: accompagnando in un viaggio tra passato e presente, esplorando come la voce del Sommo Poeta risuoni ancora oggi tra le nuove generazioni in un incontro tra i versi della “Divina Commedia” e le domande, le inquietudini e le aspirazioni dei giovani. A concludere la giornata sarà (ore 17:45) il saggista Franco Nembrini che terrà una lectio magistralis. Domenica è prevista (ore 15, ritrovo piazza Santa Maria Novella ) una visita dantesca guidata gratuita nella Firenze tra Guelfi e Ghibellini, un itinerario tra le vie della città, con le parole del Sommo Poeta. Il Festival dantesco Fiorentino proseguirà il 3, 4 e 5 ottobre. https://festivaldantescofiorentino.it In allegato foto delle scorse edizioni

sabato 20 settembre 2025

°-FESTIVAL-DANTESCO-FIORENTINO

3°-FESTIVAL-DANTESCO-FIORENTINO Cultura, così Dante aiuta a scoprire le fake news di oggi: a Firenze un Festival in suo onore Dal 26 settembre il Festival Dantesco Fiorentino dedicato ai giovani: dalle letture su Tik Tok ai tour per la città. Tra gli ospiti Piergiorgio Odifreddi, Fabio Volo, Rick Dufer, La Setta dei Poeti Estinti, Esmeralda Moretti Firenze, 18 settembre 2025 – Declamare i versi di Dante ad alta voce ma su Tik Tok, immergersi nei momenti più oscuri della Divina Commedia per leggere tra le righe i tormenti di oggi, imparare dal Sommo Poeta come distinguere le “fake news” attuali. E' dedicata alla visione di Dante per i giovani, riletta in chiave contemporanea, l'edizione 2025 del Festival Dantesco Fiorentino, che si terrà a Firenze, in vari luoghi, il 26, 27 e 28 settembre e il 3, 4 e 5 ottobre: l'iniziativa nata per celebrare il legame del Sommo Poeta con la sua città è organizzata da Inside Factory, con la direzione artistica di Simone Terreni e Riccardo Starnotti. Quest'anno il festival raddoppia e si svolge in due weekend. Il titolo “SeTuSeguiTuaStella”, prende ispirazione dalle parole “Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto”, dette al Sommo Poeta dal suo maestro Brunetto Latini. “È come se gli dicesse: “Se sei fedele alla tua vocazione, non potrai fallire” spiega Simone Terreni, ideatore dell'iniziativa. “Lo consideriamo un augurio ai ragazzi. Tutti gli ospiti e i momenti del festival sono pensati per parlare direttamente a loro, non con lezioni accademiche, ma in modo popolare e accessibile. Ci saranno influencer che raccontano Dante sui social, autori che hanno scritto libri per i giovani, e un lavoro di attualizzazione del messaggio dantesco per renderlo vivo oggi”. Ad inaugurare il festival itinerante sarà lo scrittore Fabio Volo con una riflessione pop e profonda sulla forza della parola, in un viaggio tra versi e vita reale, tra Inferno e social network. Tra gli altri ospiti il professore Franco Nembrini terrà una lectio magistralis, il matematico Piergiorgio Odifreddi unirà, con ironia e intelligenza, due mondi apparentemente lontani: matematica e poesia. Il filosofo e divulgatore Rick Dufer di Daily Cogito porterà nei giorni più oscuri della Commedia per leggere tra le righe i tormenti più attuali, la influencer Esmeralda Moretti spiegherà come nella Commedia Dante mescola continuamente realtà storica e finzione mitologica ricordando come anche noi viviamo in un mondo in cui realtà e finzione si intrecciano tra deepfake, filtri, social media. La Setta dei Poeti Estinti racconterà come i social possono riaccendere la passione per la letteratura. Il programma prevede anche tour guidati nei luoghi danteschi e una visita in città accompagnati dal Sommo Poeta in persona. https://festivaldantescofiorentino.it

venerdì 8 agosto 2025

Un premio per La Scatola, un grazie a voi

🌟 Un premio per La Scatola, un grazie a voi 🌟 Con immensa gioia vi annunciamo che il progetto de La Scatola di Latta ha ricevuto il Premio Millennium per la Cultura nell’ambito della storica rassegna L’Olio della Poesia, nel magico microcosmo di Serrano, in provincia di Lecce. Un riconoscimento che sentiamo collettivo, perché nasce da anni di cammini, parole, abbracci e visioni condivise con voi: compagni di viaggio, artigiani del possibile, custodi di bellezza e memoria. 💌 In attesa di incontrarci o rivederci, vi invitiamo a sfogliare alcune delle nostre esperienze e avventure raccolte in questo link: 👉 www.scatoladilatta.it/chi-siamo/progetti Grazie per essere parte della nostra storia. La poesia, quando è vissuta, diventa comunità. 🌿📦 Link articolo premiazione: https://share.google/YWb55yshUsihtT7hK #LaScatoladiLatta #PremioMillennium #LOlioDellaPoesia #CulturaViva #AbitarePoeticamente #ArtigianiDelPossibile #FareComunità #storieinscatola 26 Posta in Scatola scritture erranti Vintage.png Lettere e cartoline per abitare poeticamente il mondo Ci sono parole che non hanno bisogno di wifi per arrivare al cuore. Ci sono storie che meritano una busta, un francobollo, un viaggio. La Scatola di Latta invita tutti – viandanti e stanziali, poeti e postini, studenti e sognatori – a inviare una lettera o una cartolina dal proprio paese, dal proprio quartiere, dalla propria casa o da un luogo del cuore. Un pensiero che racconti un frammento di vita vissuta, una memoria collettiva, una piazza che resiste, una bottega che chiude o che apre, una storia che insegna ancora a sperare, una poesia del quotidiano. Cerchiamo parole scritte a mano o a cuore aperto, che parlino di: abitanze e comunità in cammino, poesia civile, memorie resistenti, paesaggi dell’anima, artigianato del possibile, sguardi dal basso, voci che si fanno racconto, poesia, canzone o visione. Le lettere verranno custodite, lette ad alta voce durante incontri e passeggiate, e condivise nell’archivio civico, poetico e affettivo de La Scatola di Latta. Un nuovo gesto d’amore per chi cammina, sogna, scrive, immagina. �� Puoi inviare la tua lettera o cartolina a: Scatola di Latta Via Ciro Menotti 30 – 73020 Botrugno (LE) Info su: Posta in Scatola – La scatola di latta 9 Libri in scatola.png 25 cine scatola by Silvana Marzo.jpg 19 fare sud full.png LibrInScatola Archivio comunitario e spazio di lettura itinerante per promuovere la cultura nei territori. Partecipa a https://www.scatoladilatta.it/donun-libro-per-librinscatola/ Cinescatola Archivio di visioni audiovisive legate a temi culturali e sociali, documentando storie e idee della comunità. Partecipa a Cinescatola – La scatola di latta Fare Sud Progetto editoriale dal basso per la costruzione di un atlante civico delle esperienze di attivismo culturale e civile nel Sud Italia. Partecipa a FARE SUD: Atlante civico – La scatola di latta Sbircia nella scatola di latta "Errare è umano": dal 2014 promuoviamo iniziative civico culturali nel Meridione Chiedi e offri passaggio per gli eventi della Scatola (bla bla scatola) scatoladilatta2014@gmail.com - cell. 3289584409 Informativa Privacy - Ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Grazie.

giovedì 10 luglio 2025

Dedica a VINCENZO FORTE poesia

Dolce tanto dolce Forte tanto Forte nel suo cognome VINCENZO cerca la sua dimensione e, perchè egli possa trovarla occorre coraggio quel coraggio che aspetta solo di esplodere e che è già dentro di lui da sempre. Il pulcino seppur piccolo ha tutte le potenzialità per diventare Grande non solo fisicamente,ma anche dentro . Con un sorriso immenso ti abbraccio e ti esorto ad andare sempre avanti. Non abbiamo altre strade che quelle dell'amore Noi capaci di attraversare tempeste per costuir arcobaleni Carmelina a VINCENZO FORTE

venerdì 13 giugno 2025

Emily dickinson

OnArt Gallery mar 10 giu, 20:35 (3 giorni fa) a Ccn: me E la vita cammina quasi dritta Ci abituiamo al buio quando la luce è spenta; dopo che la vicina ha retto il lume che è testimone del suo addio, per un momento ci muoviamo incerti perché la notte ci rimane nuova, ma poi la vista si adatta alla tenebra e affrontiamo la strada a testa alta. Così avviene con tenebre più vaste – quelle notti dell’anima in cui nessuna luna ci fa segno, nessuna stella interiore si mostra. Anche il più coraggioso prima brancola un po’, talvolta urta contro un albero, ci batte proprio la fronte; ma, imparando a vedere, o si altera la tenebra o in qualche modo si abitua la vista alla notte profonda, e la vita cammina quasi dritta Emily Dickinson
“E la vita cammina quasi dritta” è una poesia di Emily Dickinson, che ci insegna e ci fa riflettere sull'importanza della resilienza davanti alle difficoltà. Emily Dickinson ci parla del dolore e della speranza, della forza per andare avanti. Nonostante i momenti difficili, i giorni bui e gli ostacoli, una delle poetesse più importanti della nostra letteratura occident “E la vita cammina quasi dritta” è una poesia di Emily Dickinson, che ci insegna e ci fa riflettere sull'importanza della resilienza davanti alle difficoltà. Emily Dickinson ci parla del dolore e della speranza, della forza per andare avanti. Nonostante i momenti difficili, i giorni bui e gli ostacoli, una delle poetesse più importanti della nostra letteratura occidentale, ci illustra la bussola per guarire dalle ferite. Il dolore psichico profondo assomiglia ad una notte senza stelle, nessuna luna o nessuna luce interiore si accendono a fare da bussola. Emily Dickinson ritrae così la disperazione: nessuna via di uscita, nessuna visione, perdita pura di qualsiasi riferimento. Colui che reggeva il lume nella notte accanto a noi a un certo punto se ne va, dice addio, scompare per sempre. È l'abbandono, è la morte. Il mondo scolora e sprofonda nel buio. Sempre, dietro ad un lutto o a una depressione clinica, vediamo in filigrana la figura della perdita. Un vuoto si apre nella continuità, come a svelarne la falsità, l'inganno. Siamo costitutivamente immersi nelle tenebre, non ce ne accorgiamo solo grazie alla forza illuminante dei nostri punti di riferimento. Venuti meno, ecco di nuovo l'abisso. Ma dal lutto, dalla depressione, dalla disperazione totale si può venir fuori. Certo, dice Dickinson, ci vuole coraggio. Questa è la condizione preliminare al superamento della crisi, e, a ben vedere, all'entrata in una vera cura. Farsi coraggio, muovere un primo passo, è lo spostamento minimale perché una qualche, faticosa reazione si inneschi. Perché anche il coraggioso fatica al buio, sbatte dappertutto, si ammacca, si scontra con il muro del non senso. Però non si arrende al paralizzante smarrimento, di cui pure fa l'orrenda esperienza, cerca a tentoni una via. Piano piano, dopo lividi e cadute, si può imparare ad orientarsi anche nell'oscurità. Due sono le forme che può prendere questo nuovo vedere: "o si altera la tenebra, o in qualche modo si abitua la vista". La mente dunque può modificare ciò che percepisce, oppure può abituarcisi, come un occhio che si accomoda alla visione notturna. In entrambi i casi è un imparare a vedere in modo nuovo, nell'uno in modo più attivo, nell'altro, forse, con più passività. Alla base c'è comunque l'accettazione della nuova condizione, il farci i conti. Anche nel primo caso, quello della trasformazione delle tenebre. Non si tratta infatti di negazione nè tanto meno di allucinazione esaltata. Trasformare le tenebre può avvenire solo dopo una presa d'atto che nulla è più come prima. Che qualcosa è accaduto e ha modificato irreversibilmente l'esperienza del mondo. Ma poi, nel nuovo, imperfetto, mancante mondo, si può tornare a vivere. Il chiaroscuro può essere trasformato in una nuova possibilità che ha pari dignità dei colori, può dar luogo nei più dotati ad esiti creativi, o essere semplicemente sopportato con la forza dell'abitudine. Il creativo saprà sublimare il dolore in opere, siano esse artistiche o umanitarie, metterà al servizio degli altri la sua capacità trasformativa, metterà a frutto il proprio talento in un'orizzonte più ampio di dono e condivisione. E al fondo lo stesso farà nel suo piccolo l'uomo comune. C'è un coraggio, spesso non adeguatamente valorizzato, pure nella così detta rassegnazione dell'uomo medio, quando essa si sposa con un andare avanti dignitoso e operoso. Più facile per certi versi abbandonarsi alla disperazione, più dura è la via di chi sceglie di vivere lo stesso, occupandosi del prosaico quotidiano, della famiglia, delle piccole e insignificanti cose di tutti i giorni, fronteggiando fatica e frustrazione. "La vita cammina quasi dritta" è dunque una bellissima espressione poetica che ci fa capire come l'irruenza prorompente della sofferenza psichica non possa essere banalmente cancellata, bonificata del tutto con un atto di volontà o con una cura efficace. Dei segni indelebili, anche per chi guarisce, restano. Ma se costui impara nuovamente a vedere allora è vivo, vivo e può così tornare a camminare sulle sue gambe, pur zoppicando.

martedì 6 maggio 2025

DANIELA EMYTELLY

Solare unica la sua fruit collection mi piaccion queste sue creazioni la banana che somiglia alla luna l'arancia che somiglia al sole mi affascina il genietto della polvere che va ad abitare nelli luoghi abbandonati per farli riviver borse -copricapi- indumenti - monili unici pratici da indossare da chi con gusto la vita vuol viver solare dinamica lei Daniela EMYTELLY crea... che fortuna averla conosciuta! carmelina rotundo auro

recuerdos a MIDA 2025

RECUERDOS Nelle sue mani l'ago viene va -va viene il filo cuce -unisce; ricama- gioca fa bello l'abito da sposa RITMO l' ago viene va, va vien , andata ritorno- ritorno andata ora che la guardo son tutt'uno lei Maria Lucia Squillari e l'abito anima e corpo- corpo e anima nelle sue mani l'ago va vien vien va l'abito è pronto per la sua sposa che l'aspetta per viver di bellezza, d'amore e gioia recuerdos a MIDA 2025 Dedica a LARIMELOOM atelier e Laboratorio Reggio Emilia Carmelina Rotundo Auro

immensità di serata dedica al GIGLIO ai MAGNIFICI TRE e mille grazie a MARIA ed ELISABETTA

immensità di serata dedica al GIGLIO ai MAGNIFICI TRE e mille grazie a MARIA ed ELISABETTA CHE MERAVIGLIA  attraversare i millenni  sentirsi liberi in  queste note    arpa celtica -voce  di soprano e voce recitante  anche  il vento vuole ascoltare e queto queto si diverte a sollevar le tende  appena appena  la luce del sole che va  a dormire piano piano vicine Maria ed Elisabetta le mie amiche  che mi han fatto conoscere il GIglio sperare amare  nessuno sa tutti sanno  anima mia vola  al di là del tempo e dello spazio ora  lasciarsi andare  nelle note nelle voci   del soprano  Stefania Renieri della voce dell'attore Filippo Frittelli Annamaria de Vito che divinamente suona l'arpa celtica  corriamo  la felicità non aspetta ed è troppo veloce a passare  respiro  dame eleganti e cavalieri  popolano la sala del Giglio  scintilli di note viaggio avventura  il vento che solleva piano piano le tende   immensità di serata grazie a MARIA ed ELISABETTA  Carmelina Rotundo Auro

sabato 3 maggio 2025

Boccaccio in dialetto

CORTE Vetro di  Murano

CORTE  Vetro di  Murano  nel sangue  Venezia,  Venezia la Serenissima  Tra le  creazioni  dello stand al padiglione Cavaniglia  eccola poggiarsi in mano  lei, la paloma  ardita  aerodinamica  austera  con il suo becco arancio  e i suoi occhietti neri leggera e fragile  pronta a librarsi in alto  sempre più in alto verso  il successo della vita che l'aspetta  come Maia  leggiadra giovane  unica irripetibile  fanciulla.   Corte vetro di Murano  nel sangue Venezia   la Serenissima  lo sguardo corre su questo stand godendo di luce e di colore  di leggiadria    il vetro che per esser lavorato  richiede alte temperature poi   divien fragile    come lei la paloma  coraggiosa  colorata con nel corpo venture colorate ora azzurre ora verdi ora gialle  i suoi occhietti vispi dal becco arancio  ardita e temeraria  e tu  visitatore di MIDA 2025  accarezza perchè ora   è arrivata sul palmo della tua  mano ti porterà fortuna.  Carmelina Rotundo Auro

TOMEGUINFI

TOMEGUINFI dedicata alla tua gentilezza una bozza eventualmente aspetto modifiche tomeguinfi Meraviglia di eleganza l'iris e le margherite a crear l'aiuola più bella di Mida 2025 DIOSNELIS l'innamorata di Firenze che Vien da Cuba. Salsa ritmo, ritmo di bellezza su stoffe per crear borse giocate sulle linee delle formelle della della porta del Paradiso arte orafa del Ghiberti che Diosnelis ri“trasforma“ in creazioni bellissime da indossare per “viver“ di bellezza. Cuba Firenze son qui nello stand TOMEGUIINFI amore e pace da MIDA 2025 meraviglia di iris e margherite piccole piccole le linee delle formelle della porta del Paradiso anima mia vola quando mi sveglierò il fringuello cantore arriverà. pace e amore El tomeguin del Pinar. Original bird from Cuba Carmelina Rotundo Auro

mida 2025 poesie

INTRECCI VEGETALI Armonie di pensieri  che s'intreccian poi, volan  Ceste grandi piccole  sonagli per bambini e bambine,  specchi vetri incastonati  in cornici   "intrecciate "  Nonno Cesare a Magisano  creava i panieri  utili per la raccolta  dei buoni frutti  oggi quell'arte  la ritrovo qui  in Martina  intrecci vegetali padiglione Cavaniglia MIDA  2025  Martina che in inverno  raccoglie il salice  nei  vigneti  spogli li mette in acqua  poi li intreccia. Martina che è stata in Francia  ad approfondire la tecnica e che ora  vive a San Casciano val di Pesa Natura  e mami  anima e corpo  questi cesti raccoglieran  frutti copiosi e  buoni  i sonagli rallegreran i bimbi e  le bimbe  per    accompagnarli  verso  sogni d' oro    che bello  appesi leggeri i tre cesti  dondolano al passaggio dei visitatori  di MIDA  edizione n 89 martina. intreccivegetali@gmail.it