sabato 28 dicembre 2024
venerdì 20 settembre 2024
domenica 21 gennaio 2024
martedì 30 maggio 2023
Le scelte di cambiare casa di studiare la scelta della professione
La scelta
Nella vita si sceglie? Si può scegliere?
La scelta delle città dove vivere è stata condizionata dall'attività di mio padre ( succedeva spesso che la gente del sud emigrasse o in paesi lontani o si arruolasse) mio papà, il primogenito di tre figli entra in Finanza all'età di 18 anni, lavorerà al confine e a 27 anni ( la legge prevedeva a quel età di potersi sposare) prende per moglie Maria Auro il miglior partito di quel momento storico a Magisano, figlia di Salvatore Auro capo cantoniere e Rosaria Catizone
A febbraio la neve impedirà al fotografo di arrivare, mamma mi narrava infatti che cosi non ha avuto alcuna foto di quel momento. I due sposini partono subito per Orbetello dove io a novembre nasco, la primogenita. vengo alla luce con il forcipe, sono battezzata immediatamente in ospedale e consegnata a mio padre in un fagotto per andarmi a seppellire mentre mia madre , squarciata rimarrà molti giorni in ospedale. Sarà il coraggio da combattente, l'intraprendenza di mio padre e, perché Dio ha voluto, a salvarci.
Come comandante di brigata a Orbetello, alla porta di casa Rotondo Auro c'erano cassette di pesce che mia madre, che veniva da un paese di montagna, s' ingegnava a pulire e cucinare fatto sta che che vado pazza per il pesce!
Da Orbetello papà venne trasferito a Prato, ( mio padre sempre coll'obiettivo di tenere unita la famiglia ci condusse tutti e tre ) a Prato: abitavamo in una villetta con giardino del costruttore De Filomeno sulla via Pistoiese allora popolata da gente del sud Italia, oggi divenuta di cittadinanza cinese. A Castel fiorentino io incomincio a frequentare le prima classi della scuola elementare in una scuola che è rimasta tale e quale nella struttura dell' edificio e nel nome: a Santa Verdiana. A castel fiorentino nasce Cesare anzi, dato che al primo parto c'erano stati gravi problemi per mia madre squarciata letteralmente ed a me, erano rimasti in testa i segni della presa del forcipe ,papà penso di far partorire Maria nella migliore clinica di Firenze villa ADA dove nascerà senza problemi Cesare. La nascita del figlio maschio aveva fatto vincere una scommessa a papà dato che un grosso distributore di liquori aveva voluto scommettere: lui sostseneva che, data la forma della pancia, sarebbe stata femmina mio, padre maschio (lontane e a venire le ecografie ). fatto sta che con la nascita di Cesare arrivarono a casa grandi quantità di liquori pregiatissimi in parte ancora rimasti!
Il trasferimento a Perugia è caratterizzato dalla frequenza delle ultime classi delle elementari con l'indimenticabile Maestro Armando Zuccherini e dell'iscrizione all' istituto magistrale Assunta Pieralli dove conseguo il diploma magistrale che allora permetteva, vincendo un concorso, di insegnare alle elementari. Perugia un vero salotto centro di grandi aziende famose nel mondo: Perugina, Buitoni, Luisa Spagnoli, Piselli.
Passati 10 anni di permanenza in un città per legge papà viene trasferito la scelta è tra: Assisi e Firenze e, perché avevo scelto di frequentare lingue e e letterature straniere la scelta cadde su Firenze:
.."vi porterò in una città dove mi chiamerete babbo ".
La scelta degli studi da intraprendere si era diretta verso l'istituto magistrale per il numero degli anni di studio 4 e per la probabilità- possibilità di entrare subito nel mondo del lavoro dato che il diploma previo concorso dava accesso all'insegnamento nelle elementari. All' istituto magistrale Assunta Pieralli ho conseguito con successo 60 su 60 il diploma e come vincitrice di concorso di stato , bandito l'anno dopo, entrai insegnate nella scuola elementare in pratica io non sono mai uscita dall' aula prima frequentata come alunna poi come docente . Maestra unica all'età di 19 anni, che dal segno della croce all' allacciare le scarpette ed andare in palestra ho poi in seguito al progetto ministeriale I..L.S.S.E. a Tutor alla facoltà di scienze della formazione primaria università degli studi quando ai primi anni del 2000 non era più sufficiente il diploma ma occorreva la laurea anche per insegnare nella scuola elementare e dell' infanzia.
Ho esercitato la professione più bella del mondo tanto da scrivere
Che mestiere faccio?
Li ricordo ancora gli occhi,
i loro occhi lucenti come stelle
a rischiarare le notti più tempestose:
le ricordo ancora le corse, i loro giochi:
acchiappino, nascondino, con la palla;
le ricordo ancora le grida gioiose,
le loro birichinate, le piccole bugie;
ho tutto impresso nella mente:
la speranza, quell'incoscienza del coraggio
che rende POSSIBILE L'IMPOSSIBILE
impressa nel cuore
perché io ho fatto il mestiere più bello del mondo: l'insegnante.
Nessun essere umano mi ha protetto, non ne ho avuto
bisogno
il cielo mi ha protetto ed all'ALTISSIMAO ho rivolto
preghiere perché mi aiutasse ad essere una brava
insegnate .
Giorno dopo giorno, anno dopo anno
per trarre il meglio da ogni persona;
insieme io con gli alunni con gli studenti piccoli ed adolescenti
per i quali mi è stata richiesta umiltà
nell’ascolto per capire e poter dar tutta me stessa
perché ogni professione sbocciasse e desse frutti
copiosi e maturi.
Li ricordo ancora i disegni colorati, le frasi gentili
i pesci d'aprile che mi trovavo
sempre simpaticamente attaccati,
lo ricordo ancora quel profumo di gesso …la polvere
bianca, la lavagna nera, la cimosa..
E’ dentro me la curiosità quella forza di andare oltre
per scoprire... riscoprire insieme.
Un po' Colombo un po' Galileo,
non potente, non protetta, non facente parte di …
Ai potenti, ai protetti a coloro che fanno parte di...
che vogliono negare il mio amore verso l'altro testimonio
che sono un insegnate…
Quella voglia di stare in cerchio imparando molto, molto
di più di quello che ho insegnato!
Illusione- immaginazione- ingenuità insieme, incoscienza;
quella voglia di fare girotondo mano nella mano:
anelli di una catena giammai disgiunti
permanentemente transitori eppur diretti verso l'eternità
piccoli, piccolissimi eppur parte di una immensità;
imparando molto, molto più di quello che ho insegnato!
NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL'AMORE
NOI CAPACI DI ATTRAVERSAR TEMPESTE PER COSTRUIR
ARCOBALENI.
CHE MESTIERE FACCIO?
FACCIO il PIU' BEL MESTIERE al MONDO,
perchè vivo con l'infanzia e la giovinezza
il tempo della spensieratezza, il tempo del volo;
il tempo del sogno, il tempo della speranza e
mi ritrovo negli occhi dei bimbi e di bimbe,
sulle ali forti e generose dei giovani, nella spontaneità e nell'incoscienza del coraggio e..
volete sapere che mestiere faccio?
La Maestra alla Primaria e il tutor Supervisore all'Università.
LA VITA?
Una mattonata
in testa e
una gondola a Venezia?!
venerdì 1 aprile 2022
Foto di FAMIGLIA Rotundo Auro in giro per eventi e luoghi
Un video che raccoglie qua e là immagini di famiglia per luoghi ed eventi sotto un cielo di Firenze immortalato in una foto di Elisabetta alle ore ore 18 di un sabat, nella copertina del video.
martedì 15 marzo 2022
martedì 22 luglio 2014
gli eventi con CESARE mio fratello ovvero il dovere- diritto alla felicità
era diverso da prima, molto diverso per la necessità di approfondire ogni particolare e cercare di distoglierlo da quella tempesta che costantemente scoppiava nella sua testa per ricadere su ogni persona che gli stava vicino.
Cesare era perennemente alla ricerca di aiuto
" non ce la faccio" " sto male" " sto malissimo" " sto molto male"..
arrivavo allora a ripercorre il percorso intrapreso dagli artisti per quel loro desiderio di dialogo di esternare quello che era dentro e metterlo a dialogare con gli altri ed, in questa perenne ricerca, riconoscevo
l' attualità di ogni opera sempre alla ricerca.
Quante volte leggendo la preghiera Semplice speravo che si aprisse un varco in quel filo spinato con cui si era circondato per parlare, per dare, non chiedere.
io che cercavo di superare quel filo spinato quante volte ricadevo e mi ferivo disperata.... poi guardavo il cielo.
agli Uffizi. a Palazzo PITTI, all Accademia per quegli eventi preziosi e belli dove Camilla e SalvatorE ci mettevano tanto impegno e buona volontà, professionalità per renderli indimenticabili ai nostri 5 sensi che riuscivan a farci incontrare con il passato per dialogar dell' oggi
A forte Belvedere mostra di Giuseppe Penone quel ridare vita agli alberi distrutti quell' inserire le pietre quasi a radicarli nella terra e l' oro ad impreziosirli a dargli luce,quel miracolo di paesaggio di Firenze che da qui si può godere bellezza pura puro respiro dell' anima... ma i discorsi di Cesare non volavano appesantitti da ansia- ossessione gli creavano una cappa assurda pesante impenetrabile e serrata il paesaggio non lo attraeva non voleva vederlo mi fa impressione...
io che stavo cercando le chiavi, ma tutte quelle che avevo provato fino ad ora fallivano si inceppavano l' ossessività delle sue frasi negative stava ricadendo anche su di me e diventavano sempre più difficili i desideri di liberarsi.
Bene gli dicevo tieni i tuoi pensieri cattivi impara a conviverci a starci insieme qualcosa avverrà;
nel quaderno che avevamo preso per segnare le cose positive la scrittura si stava aprendo lo notavo e lo riguardavo con piacere; i disegni erano dal tratto pulito e la sua chitarra era uscita dal celofan e dalla foderina, la strada da percorrere ancora impervia e piena di fango rischiosa e pericolosa
GRAZIE a LAVINIA avevamo trascorso due giornate :
Rosso Fiorentino e Pontormo, a Palazzo Strozzi Cesare aveva riconosciuto i temi dell' Annunciazione e dell' Assunzione, gli erano piaciuti molto i quadri dove la Madonna tiene in braccio Il Bambino e San Giovannino,
aveva fatto un disegno notando che nel video c' era un personaggio in meno che nel quadro, aveva scelto nella sala lettura un libro che sembrava apposta scritto per lui:
la storia di Pezzettino alla ricerca della sua identità
ed alla scoperta che quando i suoi amici lo videro felice furono felici anche loro aveva dialogato con Lorenzo e Stefania...ma le sue ossessioni erano troppo presenti comunque e nonostante tutto
.https://www.behance.net/gallery/14152265/Giovedi-al-quadrato-a-Palazzo-Strozzi
Questioni di famiglia alla Strozzina gli erano piaciute le luci ed il gioco sulla parete che esse fanno le storie le aveva ascoltate ma solo in parte
Virgin active piscina ed idromassaggi ma come se non vedesse intorno ritornava ai brutti pensieri alla sua intima disperazone alle sue ossessioni non era più volo leggiadro il mio...
erano cadute sulle mie ali delle impurità
che le opacizzavano le appesantivano, anche se ero molto più felice e consapevole che la vita è bella è un dono immenso.... costantemente alla ricerca della chiave giusta o meglio delle chiavi giuste senza sapere se le troverò.
a Palazzo Vecchio la calligrafia , l' incontro con un maestro che è la gentilezza in persona si intattiene con noi due ci parla confrontando i due alfabeti della diversità numerica e delle difficoltà di un alfabeto come il nostro con 21 lettere e con quello cinese dove
Cesare non si ricorda con che giocava, non piange mai: è fisso nello sguardo e nel pensiero, non si ricorda che cosa è l' albume e mangia tantissimo nascondendo per primo a lui questa quantità ha paura di morire deperito spesso dice che non c'è nulla da mangiare ed il frigo è pieno di roba ed i panini straripano dal cesto del pane si gusta dolcetti .. quando leggiamo le favole Cenerentola e Pinocchio anche se io per la prima volta gli ho regalao il Piccolo Principe che leggevamo nel terrazzo durante l' estate si' perchè mio padre ci ha lasciati a giugno e da maggio 2013 è iniziato il nostro rapporto cosi' costante..
le favole dicevo sembra gli piacciono sembra aprirsi alla luce, risponde alle mie domande sui personaggi ricordandoli in gran parte...... poi ricade precipita non so ancora come aiutarlo con il colore con la forma con le note con il respiro :" sto male sto malissimo sto molto male aiutami non ce la faccio" ..ma non specifica che cosa vorrebbe, forse non lo sa nemmeno lui
troppa staticità di pensieri il suo vocabolario si è fermato da quasi 30 anni a 5 frasi la testa è dentro la testa e perciò che è nella tua testa che nessuno può entrare se non tu..
H2 O
CO2 chissà perchè mi tornano in mente formule chimiche sto cercando la chiave , anzi le chiavi, le cobinazioni non tornano e le reazioni chimiche procedono per sentieri per ora a me sconosciuti che strano mistero la vita, che misteriosi sentieri ci fa percorrere.. alla ricerca...piccoli eppur parte di una immensità diretti verso la luce fatti per donare.. anelli d una catena giammai disgiunti ... missione impossibile??????? Mio padre diceva che c'è una sola cosa impossibile.... e lui l' ha dimostrato agendo con coraggio e determinazione in ogni circostanza ......... CHE SPLENDIDI GENITORI ABBIAMO AVUTO CHE SPLENDIDO DONO è LA VITA ......la felicità è un dovere diritto
carmelina a Cesare
martedì 17 settembre 2013
A MIO PADRE
sono tornati i mei genitori: mamma e papà.
Incastonato tra i monti dell' APPENNINO, a tornanti la strada appena larga per passarci i mezzi: auto e camion ci arriva; da una parte nuda roccia o verde, dall' altra: precipizi, burroni, freschezza di torrenti, acque e verde.
Da qui sono partite generazioni di uomini e donne per costruirsi un futuro, una famiglia .
Il mio nonno paterno è emigrato in Argentina. Cesare era poi ritornato ed aveva costruito 3 case: una per ognuno dei suoi figli : ROSARIO, ANTONIO e MARIA.
Mio padre e mio zio si sono arruolati; ai confini mio padre; a Livorno come paracadutista mio zio, a Magisano era rimasta Maria, la femmina; da queste parti si sa le donne stanno a casa, le chiamano le vedove bianche.
Mio padre ha sposato la più giovane, la più bella, la più ricca del paese: capelli neri ed occhi azzurri: Maria la nona di 11 figli tutti morti da piccoli, tanto che i suoi genitori: Rosaria e Salvatore per ringraziare Dio di questo dono regalarono la statua di Gesù Risorto ancora oggi presente nella chiesa madre.
..(per mia madre ho fatto un percorso di avvicinamento documentato in questo stesso blog..)... ritornando a papà è stato per Maria padre e marito.
Mio padre un uomo che ha sempre pensato alla famiglia, a costruite un futuro per Maria per i figli: me e Cesare con una tenacia ed un coraggio, con una severità che nascondeva la paura di non essere all' altezza:
" solo alla morte non c'è rimedio"
ha sempre ripetuto a dimostrazione del suo coraggio !
In verità ambedue hanno dato, con i loro limiti, il meglio.
Al funerale a Firenze di papà oltre al parroco, un francescano, padre Nicola Scarlatino, un domenicano padre Fausto Sbaffoni ed un picchetto d' onore organizzato dall' impareggiabile Giorgetti; alla partecipazione di un rappresentante di Santa Croce e di San Marco, si aggiunge, per merito di Massimo Ghiribelli, la messa al Battistero, per non parlare della vicinanza di tutti di Toscana Oggi.
A Magisano al funerale: Sindaco, Vicesindaco ( il quale aveva studiato a Firenze e frequentato la nostra casa) tutte le rappresentanze politiche e religiose, alla fine della celebrazione eucaristica, quando sono andata per parlare ho visto tanta gente ed ho capito che come mio padre questa è gente coraggiosa con la forza di uscire da quelle roccie, di farsi un futuro, di attraversare ruscelli senza ponti, ho sentito del valore della dignità della vita, gente di cuore...l' applauso che ha seguito le mie parole testimonia una vicinanza al dolore immenso non della morte che fa parte della vita, ma della dignità umana calpestata : lo ricordo ferito alle gambe, alle braccia, la ferita più grande dove si era strappato la flebo si rifiutava di mangiare e di bere un uomo che veniva sedato per tenerlo calmo nessun tentativo di capirlo. ( Mi fa piacere ricordare alcuni meriti di mio padre:
Cavaliere dell' ordine " AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA."
MEDAGLIA MAURIZIANA per 10 LUSTRI di CARRIERA MILITARE conferitagli dal Presidente della REPUBBLICA ITALIANA,
DIPLOMA D' ONORE di COMBATTENTE per la libertà d' ITALIA 1943-1945;
CROCE D' ORO AL MERITO DI SERVIZIO):
Il giorno seguente prima della seconda celebrazione eucaristica una donna di Magisano sta parlando con un altra... le sue parole:" peccato che non sei venuta al funerale, ti sei persa... ieri Carmelina ha detto delle cose che hanno toccato il cuore... è un vero poeta .... " queste parole mi riconfermano la dignità dell' essere umano, di ognuno di noi piccoli eppur parte di una immensità e che la scelta di ritornare a Magisano è stata quella giusta!.."
Now my time is lived waiting to meet you again.
My father ROSARIO ROTUNDO has ceased her life on this earth.
Le cose hanno cambiato la loro dimensione.
Ora vivo aspettando di rincontrarti.
Mio padre rosario ROTUNDO ha terminato il suo viaggio terreno.
sabato 22 giugno 2013
risposte a dialogo con il cielo di una morte
Professor Giuseppe Tocchetti
venerdì 7 giugno 2013
La nostra vicinanza a Carmelina Rotundo per la morte del padre
pubblicato su Toscana Oggi n. 22 del 9 giugno 2013




