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martedì 30 maggio 2023

Le scelte di cambiare casa di studiare la scelta della professione

  La scelta 

 Nella vita si sceglie?  Si può scegliere?

 La scelta delle città  dove vivere è stata condizionata dall'attività di mio padre ( succedeva spesso che la gente del sud emigrasse o  in paesi lontani  o si arruolasse) mio papà, il primogenito di tre figli  entra in Finanza all'età di 18 anni,  lavorerà al confine  e a 27 anni ( la legge prevedeva  a quel età di potersi sposare)  prende per moglie Maria Auro  il miglior partito  di quel momento storico a Magisano,  figlia di Salvatore  Auro capo cantoniere e Rosaria Catizone 

A febbraio la neve impedirà al fotografo di arrivare, mamma  mi narrava infatti che cosi non ha avuto alcuna foto  di quel momento. I due sposini partono subito per Orbetello dove io a novembre nasco, la primogenita. vengo alla luce  con il forcipe,  sono battezzata  immediatamente in ospedale e consegnata a mio padre in un fagotto  per andarmi a seppellire mentre mia madre , squarciata  rimarrà molti giorni in ospedale. Sarà il coraggio da combattente, l'intraprendenza di mio padre e, perché Dio ha voluto,  a salvarci.

 Come comandante di brigata  a Orbetello,  alla porta  di casa Rotondo Auro c'erano  cassette di pesce che mia madre, che veniva da un paese di montagna, s' ingegnava  a pulire  e cucinare  fatto sta  che che vado pazza per il pesce!

  Da Orbetello papà venne trasferito  a  Prato,  ( mio padre  sempre coll'obiettivo di tenere unita la famiglia ci condusse tutti  e tre ) a Prato:  abitavamo in una villetta con giardino del costruttore De Filomeno  sulla via Pistoiese allora  popolata  da gente del sud Italia, oggi divenuta di cittadinanza cinese.  A Castel fiorentino  io incomincio a frequentare le prima classi della scuola elementare in una scuola che è rimasta tale  e quale nella struttura  dell' edificio e  nel nome: a Santa Verdiana.  A castel fiorentino   nasce Cesare anzi,  dato che  al primo parto   c'erano stati gravi problemi per mia madre  squarciata letteralmente ed a me, erano rimasti in testa i segni della presa del forcipe ,papà penso di far partorire Maria nella migliore clinica  di Firenze villa ADA dove nascerà senza problemi Cesare.  La nascita del figlio maschio  aveva fatto vincere una scommessa a papà dato che un grosso distributore di liquori aveva voluto scommettere:  lui sostseneva che, data la forma della pancia, sarebbe stata femmina mio, padre maschio (lontane e a venire le ecografie ). fatto sta che con la nascita di Cesare arrivarono a casa grandi quantità di liquori  pregiatissimi  in parte ancora  rimasti!

Il trasferimento a Perugia è caratterizzato dalla frequenza delle ultime classi delle elementari con l'indimenticabile Maestro  Armando Zuccherini  e dell'iscrizione all' istituto magistrale Assunta Pieralli dove conseguo il diploma magistrale che allora permetteva, vincendo un concorso, di insegnare alle elementari. Perugia un  vero salotto centro di grandi aziende famose nel mondo: Perugina, Buitoni, Luisa Spagnoli, Piselli.

Passati 10 anni  di permanenza  in un città per legge papà viene trasferito la scelta è tra: Assisi  e Firenze e, perché  avevo  scelto di frequentare lingue e e letterature straniere la  scelta  cadde su Firenze:

   .."vi porterò in una città dove mi chiamerete babbo ". 

La scelta  degli studi da intraprendere  si era diretta verso l'istituto magistrale  per  il numero  degli anni di studio 4  e  per la probabilità- possibilità di entrare subito nel mondo del lavoro dato che il diploma  previo concorso dava accesso all'insegnamento nelle elementari. All' istituto magistrale Assunta Pieralli ho conseguito con successo 60 su 60 il diploma e come vincitrice di concorso di stato , bandito l'anno dopo, entrai  insegnate nella scuola elementare  in pratica io non sono mai uscita dall' aula prima frequentata  come alunna poi come docente . Maestra unica  all'età di 19 anni,  che dal segno della croce all' allacciare le scarpette ed andare in palestra  ho poi in seguito al progetto ministeriale I..L.S.S.E. a Tutor alla facoltà di scienze della formazione primaria università degli studi quando  ai primi anni del 2000 non era più sufficiente il diploma ma occorreva la laurea anche per insegnare nella scuola elementare e dell' infanzia. 

Ho esercitato la professione più bella del mondo  tanto da scrivere 

Che mestiere faccio?

 L'INSEGNANTE.

Li ricordo  ancora gli occhi,

i loro occhi lucenti come stelle

a rischiarare le notti più tempestose:

le ricordo ancora le corse, i loro giochi:

acchiappino, nascondino, con la palla;

le ricordo ancora le grida gioiose,

 le loro birichinate, le piccole bugie;

ho tutto impresso nella mente:

 la speranza,  quell'incoscienza del coraggio

 che rende POSSIBILE L'IMPOSSIBILE

 impressa nel cuore  

perché io ho fatto  il mestiere più bello del mondo:  l'insegnante.

 Nessun essere umano mi ha protetto,  non ne ho avuto

 bisogno

 il cielo mi ha protetto ed all'ALTISSIMAO ho rivolto

preghiere  perché mi aiutasse ad essere una brava

 insegnate .

 Giorno dopo giorno, anno dopo anno

 per trarre il meglio da ogni persona;

 insieme io con gli alunni con gli studenti piccoli ed adolescenti

per i quali mi è stata richiesta umiltà

 nell’ascolto per capire e poter dar tutta me stessa

perché ogni professione  sbocciasse  e desse frutti

copiosi e maturi.

Li  ricordo ancora i disegni colorati,  le frasi gentili

i pesci d'aprile che mi trovavo

 sempre simpaticamente attaccati,

lo ricordo ancora quel profumo di gesso …la polvere

 bianca, la lavagna nera, la cimosa..

E’ dentro me  la curiosità quella forza di andare oltre

per scoprire...  riscoprire insieme.

Un po' Colombo un po' Galileo,

non potente, non protetta, non facente parte di …

Ai potenti, ai protetti a coloro che fanno parte di...

 che vogliono negare il mio amore verso l'altro testimonio

che sono un insegnate…

 Quella voglia di stare in cerchio imparando molto, molto

di più di quello che ho insegnato!

Illusione- immaginazione- ingenuità insieme, incoscienza;

quella voglia di fare girotondo mano nella mano:

anelli di una catena giammai disgiunti

permanentemente transitori eppur diretti verso l'eternità

piccoli, piccolissimi eppur parte di una immensità;

imparando molto, molto più di quello che ho insegnato!


 NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL'AMORE

 

NOI CAPACI DI ATTRAVERSAR TEMPESTE PER COSTRUIR  

ARCOBALENI. 

 

CHE MESTIERE FACCIO?

 

FACCIO il PIU' BEL MESTIERE al MONDO,

 

perchè vivo con l'infanzia e la giovinezza 

 

il tempo della spensieratezza, il tempo del volo;

 

il tempo del sogno, il tempo della speranza e

 

mi ritrovo negli occhi dei bimbi e di bimbe, 

 

sulle ali forti e generose dei giovani, nella spontaneità e nell'incoscienza del coraggio e..

 

volete sapere che mestiere faccio?

 

La Maestra alla Primaria e il tutor Supervisore all'Università.


 Perchè come scrissi, tantissimi anni fa :

 

 LA VITA?

 

 Una mattonata 

 

 in testa e 

 

 una gondola a Venezia?!


Cambiare città cambiare casa , io bambina  non lo vivevo come un trauma,  ma rivisto a distanza di anni  è un vero e primo trauma sforzo fisico  psicologico  per le tante cose da abbandonare per esempio le piante che venivano da mia madre donate, alle finestre in genere di altre dimensiono accadeva  che mamma non poteva più attaccare  le stesse tende  tanto è vero che  a questo quarto cambio di città  è  Maria fece lasciare dietro la porta di camera una montagna di scatole dicendo che le avrebbe disfatte al prossimo trasloco .



venerdì 1 aprile 2022

Foto di FAMIGLIA Rotundo Auro in giro per eventi e luoghi

 


 

 

Un video che raccoglie qua e là immagini di famiglia per luoghi ed eventi sotto un cielo di Firenze immortalato in una foto di Elisabetta alle ore ore 18 di un sabat, nella copertina del video.

martedì 22 luglio 2014

gli eventi con CESARE mio fratello ovvero il dovere- diritto alla felicità

 Andare per eventi con Cesare
                                       era diverso da prima, molto diverso  per la necessità di approfondire ogni particolare e cercare di distoglierlo da quella tempesta che  costantemente scoppiava nella sua testa per ricadere su ogni persona che gli stava vicino.
 Cesare era perennemente alla ricerca di aiuto
" non ce la faccio" " sto male" " sto malissimo" " sto molto male"..
  arrivavo allora a ripercorre il percorso intrapreso dagli artisti per quel loro desiderio di dialogo  di esternare quello che  era dentro e metterlo a dialogare con gli altri  ed, in questa perenne ricerca, riconoscevo
 l' attualità di ogni opera sempre alla ricerca.
   Quante volte leggendo la preghiera Semplice speravo che si aprisse un varco in quel filo spinato con cui si era circondato per  parlare, per  dare,  non chiedere.
                                               io che cercavo di superare quel filo spinato quante volte ricadevo e mi ferivo disperata.... poi guardavo il cielo.
 agli Uffizi. a Palazzo PITTI, all Accademia  per quegli eventi preziosi e belli  dove Camilla e SalvatorE ci mettevano tanto  impegno e buona volontà, professionalità per renderli indimenticabili  ai nostri 5 sensi che riuscivan a farci incontrare con  il passato per dialogar dell' oggi
  A forte Belvedere  mostra di Giuseppe Penone quel ridare vita agli alberi  distrutti quell' inserire le pietre quasi a radicarli nella terra e l' oro ad impreziosirli a dargli luce,quel miracolo di paesaggio di Firenze che da qui si può godere bellezza pura puro respiro dell' anima...  ma i discorsi di Cesare non volavano appesantitti da ansia- ossessione  gli creavano una cappa assurda pesante impenetrabile e serrata il paesaggio non lo attraeva non voleva vederlo mi fa impressione...
                                       io che stavo cercando le chiavi, ma tutte quelle che avevo provato fino ad ora fallivano si inceppavano l' ossessività delle sue frasi negative stava ricadendo anche su di me  e diventavano sempre più difficili  i desideri di liberarsi.
  Bene gli dicevo tieni i tuoi pensieri cattivi impara a conviverci a starci insieme qualcosa avverrà;
  nel quaderno  che avevamo preso per segnare le cose positive la scrittura si stava aprendo lo notavo e lo riguardavo con piacere; i disegni erano dal tratto pulito e la sua chitarra era uscita dal celofan e dalla foderina, la strada da percorrere ancora impervia e piena di fango rischiosa e pericolosa
 GRAZIE a LAVINIA avevamo trascorso due giornate :
 Rosso Fiorentino e Pontormo, a Palazzo Strozzi Cesare aveva riconosciuto i temi dell' Annunciazione e dell' Assunzione, gli erano piaciuti molto i quadri dove la Madonna tiene in braccio Il Bambino e San Giovannino,
 aveva fatto un disegno notando  che nel video c' era un personaggio in meno che nel quadro, aveva scelto nella sala lettura un libro che sembrava apposta scritto per lui:
 la storia di Pezzettino alla ricerca della sua identità
ed alla scoperta che quando i suoi amici lo videro felice  furono felici anche loro aveva dialogato con Lorenzo e Stefania...ma le sue ossessioni erano troppo presenti comunque e nonostante tutto




.https://www.behance.net/gallery/14152265/Giovedi-al-quadrato-a-Palazzo-Strozzi






 Questioni di famiglia alla Strozzina gli erano piaciute le luci ed il gioco sulla parete che esse fanno  le storie le aveva ascoltate ma solo in parte
  Virgin active piscina ed idromassaggi ma come se non vedesse intorno  ritornava ai brutti pensieri  alla  sua intima disperazone alle sue ossessioni  non era più volo leggiadro il mio...
  erano cadute sulle mie ali delle impurità
che le opacizzavano le appesantivano, anche se ero molto più felice e consapevole che la vita è bella è un dono immenso.... costantemente  alla ricerca della chiave giusta o meglio delle chiavi giuste senza sapere se le troverò.
 a Palazzo Vecchio la calligrafia , l' incontro con un maestro che è la gentilezza  in persona si intattiene con noi due ci parla confrontando i due alfabeti della diversità numerica e delle difficoltà di un alfabeto come il nostro con 21 lettere e con quello cinese dove
Strozzi 2014 >

i segni gli ideogrammi... i pittogrammi sono 50 mila... l' uso del pennello,ma anche della biro
  Cesare non si ricorda con che giocava, non  piange mai: è fisso nello sguardo e nel pensiero, non si ricorda che cosa è l' albume e mangia tantissimo nascondendo per primo a lui questa quantità ha paura di morire deperito spesso dice che non c'è nulla da mangiare ed il frigo è pieno di roba ed i panini straripano dal cesto  del pane si gusta dolcetti ..   quando   leggiamo le favole Cenerentola e Pinocchio anche se io per la prima volta gli ho regalao il Piccolo Principe che leggevamo nel terrazzo durante l' estate si' perchè mio padre ci ha lasciati a giugno e da maggio 2013 è iniziato il nostro rapporto cosi' costante..
 le favole dicevo  sembra gli piacciono sembra aprirsi alla luce, risponde alle mie domande sui personaggi ricordandoli in gran parte...... poi ricade precipita non so ancora come aiutarlo con il colore con la forma con le note con il respiro :" sto male sto malissimo sto molto male aiutami non ce la faccio" ..ma non specifica che cosa vorrebbe, forse non lo sa nemmeno lui
 troppa staticità di pensieri il suo vocabolario si è fermato da quasi 30 anni a 5 frasi  la testa è dentro la testa e perciò che è nella tua testa che nessuno può entrare se non tu..
 H2 O
 CO2 chissà perchè mi tornano in mente formule chimiche sto cercando la chiave , anzi le chiavi,  le cobinazioni  non tornano e le reazioni chimiche procedono per sentieri per ora a me sconosciuti che strano mistero la vita, che misteriosi sentieri ci fa percorrere.. alla ricerca...piccoli eppur parte di una immensità diretti verso la luce fatti per donare.. anelli d una catena giammai disgiunti ... missione impossibile??????? Mio padre  diceva che c'è una sola cosa impossibile.... e lui l' ha dimostrato agendo con coraggio e determinazione in ogni circostanza ......... CHE SPLENDIDI GENITORI ABBIAMO AVUTO CHE SPLENDIDO DONO è LA VITA ......la felicità è un  dovere diritto
 carmelina  a Cesare

martedì 17 settembre 2013

A MIO PADRE

A  MAGISANO
                           sono tornati i mei genitori: mamma e papà.
 Incastonato tra i monti dell' APPENNINO, a tornanti la strada appena larga per passarci i mezzi: auto e camion ci arriva; da una parte  nuda roccia o verde, dall' altra: precipizi, burroni, freschezza di torrenti, acque e verde.
 Da qui sono partite generazioni di uomini e donne per costruirsi un futuro, una famiglia .
 Il mio nonno paterno è emigrato in Argentina. Cesare era poi ritornato ed aveva costruito 3 case: una per ognuno dei suoi figli : ROSARIO, ANTONIO e MARIA.
Mio padre e mio zio si sono arruolati; ai confini mio padre; a Livorno come paracadutista mio zio, a Magisano era rimasta Maria, la femmina; da queste parti si sa le donne stanno a casa, le chiamano le vedove bianche.
Mio padre ha sposato  la più giovane, la più bella, la più ricca del paese: capelli neri ed occhi azzurri: Maria la nona di 11 figli tutti morti da piccoli, tanto che  i suoi genitori: Rosaria e Salvatore per ringraziare  Dio di questo dono regalarono la statua di Gesù Risorto ancora oggi presente nella chiesa madre.
..(per  mia madre ho fatto un percorso di avvicinamento documentato in questo stesso blog..)... ritornando a papà è stato per Maria padre e marito.
 Mio padre un uomo  che ha sempre pensato alla famiglia, a costruite un futuro per Maria per i figli: me e Cesare con una tenacia ed un coraggio, con una severità che nascondeva la paura di non essere all' altezza:
                            " solo alla morte non c'è rimedio"
ha sempre ripetuto a dimostrazione del suo coraggio !
In verità ambedue hanno dato, con i loro limiti, il meglio.
 Al funerale a Firenze di papà  oltre al parroco, un francescano, padre Nicola Scarlatino, un domenicano padre Fausto Sbaffoni  ed un picchetto d' onore organizzato dall' impareggiabile Giorgetti; alla partecipazione di un rappresentante di Santa Croce e di San Marco, si aggiunge, per merito di Massimo Ghiribelli, la messa al Battistero, per non parlare della vicinanza di tutti di Toscana Oggi.
 A Magisano al funerale: Sindaco, Vicesindaco ( il quale aveva studiato a Firenze e frequentato la nostra casa)  tutte le rappresentanze politiche e religiose, alla fine della celebrazione eucaristica, quando sono andata per parlare  ho visto tanta gente ed ho capito che come mio padre questa è gente coraggiosa con la forza di uscire  da quelle roccie, di farsi un futuro, di attraversare ruscelli senza ponti, ho sentito del valore della dignità della vita, gente di cuore...l' applauso che ha seguito le mie parole testimonia una vicinanza al dolore immenso non della morte che fa parte della vita, ma della dignità umana calpestata : lo ricordo ferito alle gambe, alle braccia, la ferita più grande dove si era strappato la flebo si rifiutava di mangiare e di bere un uomo che veniva sedato per tenerlo calmo nessun tentativo di capirlo. ( Mi fa piacere ricordare alcuni meriti di mio padre:
 Cavaliere dell' ordine " AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA."
MEDAGLIA MAURIZIANA per  10 LUSTRI di CARRIERA MILITARE conferitagli  dal Presidente della REPUBBLICA ITALIANA,
 DIPLOMA D' ONORE di COMBATTENTE per la libertà d' ITALIA 1943-1945;
 CROCE D' ORO AL MERITO DI SERVIZIO):
Il giorno seguente prima della seconda celebrazione eucaristica una donna di Magisano sta parlando con un altra... le sue parole:" peccato che non sei venuta al funerale, ti sei persa... ieri Carmelina ha detto delle cose che hanno toccato il cuore... è un vero poeta .... "  queste parole mi riconfermano la dignità dell' essere umano, di ognuno di noi  piccoli eppur parte di una immensità e che la scelta di ritornare a Magisano è stata quella giusta!.."
A Magisano  sono tornati i miei genitori in un cimitero dal cancello sempre aperto: basta spingerlo per entrarci !
 Ripercorrendo quel nastro argenteo d' asfalto, curva dopo curva con zio Antonio e zia Vincenzina che molto mi sono stati vicini in questi giorni, piango proprio come quando ripartivo dai nonni, con sempre la paura che, al prossimo viaggio forse non ci sarebbero stati.
 I mei genitori si sono riuniti con i loro avi e mia madre con tutti i fratellini e le sorelline si sono riuniti nella luce e nella pace del SIGNORE CHE GIAMMAI ci abbandona.
Questa è la foto che mio padre ha voluto sulla sua ultima dimora terrena è partito  da un paese incastononato  tra i monti ..per .............
carmelina con amore ed ammirazione .
                                                    Things have changed their dimension.
                                             Now my time is lived waiting to meet you again.
                      My father ROSARIO ROTUNDO  has ceased her life on this earth.

                                    Le cose hanno cambiato la loro dimensione.
                                          Ora vivo aspettando di rincontrarti.
                  Mio padre rosario ROTUNDO ha terminato il suo viaggio terreno.

sabato 22 giugno 2013

risposte a dialogo con il cielo di una morte

Tempi andati
Sono avanti negli anni e nei soventi momenti di stasi si affollano immagini del passato,molto spesso tristi e dolorosi e raramente piacevoli.
Il contesto in cui la stragrande maggioranza di noi viveva offriva poche
opportunità di benessere e di appetito soddisfatto.
Al mattino la sveglia ci sorprendeva vivi con la speranza di vedere l’imbrunire.
Il sibilo strisciante della sirena interrompeva la quiete e ci vedeva riuniti
In locali bui e maleodoranti e l’acuto suono dei cadenti grappoli di bombe
Veniva interrotto dai gemiti delle genti che strigevansi l’un l’altro per trovare conforto e speranza.
Il nucleo familiare composito ed eterogeneo simboleggiava l’isola sicura dell’accoglienza.
Quanti misfatti furono compiuti ma quell’ isola servì a mantenere viva la certezza di un futuro salvivico.
Quanti morti ,quanti sopprusi, quanti malati privi di qualsiasi sostentamento clinico e farmacologico ma l’isola era lì pronta a darti
Il bacio della buona notte.

Gli anni bui passarono e si ebbe la forza di avanzare nella speranza di ottenere una migliore qualità della vita .
Il quesito che mi posi tempo addietro fu cosa intendere per migliore qualità della vita.
Ho trascorso molto dell’ormai tempo disponibile a cercare una valida risposta ma sempre senza successo.
Poi un lampo attraversò il mio pensiero ero un Alieno.
Il mondo in cui mi trovavo non era il mio .
L’incuranza verso i simili domina l’umane genti.
L’isola si è tramutata in una piccola oasi circondata da un immensa distesa di arida indifferenza.
Alcuni giorni orsono notai una bimba sola sulla spiaggia in ambascia a notevole distanza un gruppo di adulti .
Il mio istinto di nonno mi spronò a soccorrerla ma mi fermai a debita distanza ,nel timore di essere tacciato di pedofilia, e iniziai a dialogare in modo rassicurante di tanto in tanto lanciavo richiami a voce alta al gruppo d’adulti che accortisi dell’assenza della bimba con passo veloce vennero a rilevarla.
Anche per chi gradirebbe ampliare l’isola si trova in grosse difficoltà.
Certamente il benessere globale è incrementato esponenzialmente,il quesito che pongo è a quale prezzo?
Occorre partire da lontano.
Confrontare il trascorso con il presente è cosa ardua.
Gli studiosi interpretano con sufficiente conoscenza il livello di gradimento dei contemporanei e dei conterranei ,ma se non vestono i panni di chi fù e se non s’imbibiscono del mondo che fù possono commettere gravi errori di valutazione.
Non sarebbe difficile trovare argomenti a sostegno di una tesi o ad un’altra,il che sarebbe noiosa cosa,ma una verità vissuta posso riferire:
con le dovute eccezioni :
il senso di appartenenza ad ideali condivisi ,al territorio comune, alla propria comunità facevano da ammortizzatori verso le difficoltà che angustiavano la vita quotidiana.
La vita media è passata dai 40 anni ai 90 anni ,ma chi se n’è avvantaggiato positivamente è una sempre maggiore minoranza.
La moltitudine vestiva dei panni,incolori, dei ricchi ed oggi attende le svendite delle griffe.
Le famiglie allargate non sono più felici di quelle che furono.
Il dovuto rispetto verso il più fragile ,il dovuto aiuto al più colpito
da una cattiva sorte è stato sostituito dall’egoismo dilagante
del proprio Io.
Mi corre l’obbligo di non andare oltre .
Ritengo che ad un benessere morale ,etico e di pensiero si sia ,volutamente ,sostituire un benessere materiale ed una nuova morale.
Questa scelta è la causa di quanto messo in risalto dalla ns cara Carmelina.
Alla quale, da Alieno, le auguro di trovare la serenità di cui necessita unito ad un caro abbraccio.
Professor Giuseppe Tocchetti


venerdì 7 giugno 2013

La nostra vicinanza a Carmelina Rotundo per la morte del padre

La mattina di lunedì scorso è morto Rosario Rotundo, padre della nostra collaboratrice Carmelina Rotundo. Dopo i funerali sarà trasportato a Magisano (Catanzaro), il paese di cui era originario. A Carmelina la vicinanza e l’abbraccio affettuoso della redazione di Toscana Oggi.

pubblicato su Toscana Oggi n. 22 del 9 giugno 2013