martedì 1 novembre 2022
nonny
martedì 26 luglio 2022
giovedì 21 luglio 2022
LA PARTENZA NARRA NONNO CESARE
NONNO CESARE
LA PARTENZA
( Quando ho avuto un’ape nel capo mai
“ mi potè piare sonno )
del mio lavoro : la domanda di impiego mi era stata rifiutata e ingiustamente.
Svegliati dal primo sonno,decidemmo di alzarci per andare ad aspettare
l’ arrivo della,corriera sulla strada.
Passava il tempo e faceva tanto freddo , per non soffrire quelle basse
temperature, ci incamminammo con l’intenzione di fermare la corriera non appena questa si fosse vista.
Quando attivammo a Taverna : 12,15 all’orologio della piazza della corriera
nemmeno l’ombra naturalmente.
MOGLIE RACCONTA NONNO CESARE
MOGLIE
moglie mia dammi mille lire che in america voglio amdar
1923 mi sposai
1924 nacque Rosario
Eravamo all’affitto,comunque con l’animo dei “briganti”cominciammo a fare una casa.una
sola camera riuscimmo a fabbricare con i pochi soldi che avevamo
Mi venne la pazzia allora, del 1925,d’andare in America
Di Magisano eravamo undici persone e venti valige
Da S.Pietro il postale fino a Catanzaro,
Il treno dai sedili di,legno sino a Napoli..
Nella valigia due ,tre vestiti di flanella, pesanti,cappotti,due,tre camicie,mutande,asciugamani
calzettoni,belli,pesanti,due ,tre paia di scarpe tutte cose troppo pesanti da poter utilizzare.
Noi credevamo di trovare là l’inverno ed invece saremmo arrivati all’inizio della primavera,.
del tempo caldo.
Da Napoli ci imbarcammo sulla nave Conte Rosso sino a Genova.
Due erano le navi passeggeri di allora : Conte Rosso e Conte Verde.
A Genova,visita,esame e partenza con la Re Vittorio. Nella cabina stavamo in quattro
chi “ rancava “ da una parte chi dall’altra, ma eravamo affiatati molto.
Per mangiare la grande sala in mezzo la tavola, le sedie e attaccata la CARTOLINA su cui
c’era scritto quello che ci sarebbe stato quel giorno da mangiare.Ventiquattro giorni di navi-
gazione sino a Buenos Aires.,poi treno per Santa Fè.
In questa città avevo l’indirizzo di un paesano , la prima settimana trovai un lavoretto per le vie
lavorammo due ,tre mesi poi restammo senza lavoro, Noi dicevamo “ alla via”
Gira, gira, trovammo un lavoro a Rosario per quindici giorni.in seguito un mese lavoravo e un mese no ( a ruota)
nonno CESARE I GIOCHI
“ A LA PIZZICA “
Due sono i giocatori
Si disegna per terra un grande cerchio, un giocatore è in piedi vicino al cerchio
e tiene in mano due pezzi di legno : uno più lungo, la mazza, uno più corto ,la pizzica,,
E’ lui che lancia la pizzica colpendola con la mazza,il più lontano possibile : l’azione si dice
ROCIARE
Il secondo giocatore corre ,la raccoglie e subito cerca di gettarla nel cerchio
Se l’altro è svelto con la mazza cerca di buttarla fuori, se non ci riesce e la pizzica cade nel cerchio
si cambiano le parti.
Nel caso in cui la pizzica, lanciata dal secondo giocatore,rimane fuori del cerchio,il tiratore stesso
ha la possibilità dim”pizzicare” almeno tre volte,cioè colpendola con la mazza di allontanarla dal
cerchio,poi con la mazza prendere le misure e conquistare tanti punti per quante mazze riportate
sul terreno.










