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mercoledì 27 ottobre 2010

Giornata stupenda

Giornata stuPenda, pioggia scrosciante, a dirotto a catenelle, l'ombrello piccolo, ma i sacchetti di plastica proteggon la borsa ho fogli da dare...
Pensieri?
Non c'è tempo, tu lontano anche tu e,
la voglia di volare che mi prende invadente;
il bus e strapieno ed anche in ritardo
non mi importa che l'unico sedile libero sia bagnato, mi dispiace per la gonna di seta che viene da Osaka, ma la calca è troppa per permettermi di stare in piedi
mi bagnerò non importa!
Monica DAnile ALESSNDRO CINZIA..... quasi tutto va bene,
ma non ho aLterbnative non ho alcuna possibilità di guardarmi indietro fermarmi: lascio il baratro delle mie scelte sbagliate, delle mie decioni azzardate
Sto per saltare mi sto equipaggiondo e non basta non bastA sono sul precipizio desiderosa di spiccare i volo ma non del tutto pronta, non, non, non
non sono come gli uccellini che, hanno al loro venire alla luce il destino di volare in azzurri io ho ossa e carne pesanti, viscere, ma il mio cuore batte all'unisono mi sento parte di una armonia che non posso comprendere fino in fondo ed anelo ad essere corda di violino, tasto del pianoforte, canna dell' organo, petalo di fiore, granello di sabbia, sasso di montagna e cuore tra cuori!
Non puoi nemmno tu immaginare qunto ti ho amato..

domenica 24 ottobre 2010

Ma che cos'è l'amore?

Divagazioni sul tema tanto per sorridere, tanto per fare, tanto pe' cantà, tanto per.... sapendo solo di, di
non trovar risposte.


Mi stava tornando in mente la favola della sirenetta la mia preferita:
metà pesce, metà donna, la quale
per amore sceglierà di diventare donna, di camminare su questa terra per cercare di vivere una storia d'amore di cui non potrà mai godere.

Liberarsi della sua condizione a metà la porta a perdere la famiglia, gli amici i suoi simili in fondo al mare, a perdere la voce tanto che non potrà esprimersi esprimere l' amore dentro di sè,
ma l' amore vero non è proprio rinunciare ad essere a meta' decidere di essere donna o di essere pesce?
Non è la capacità di fare un passo indietro?
L' amore è contemplare la felicità dell' altro ed accettare le sue decisioni qualsiasi esse siano?
l' amore non è SOLO sensi e passione,
non è solo corpo e bellezza?

è lealtà e ricordo!

Sii felice non guardarti mai indietro
la sirenetta non vivrà piu' su questa terra ...chissà un giorno il mare la riprenderà?
... a noi non è dato sapere se, quando, come, perchè,
lei...

venerdì 20 agosto 2010

Quante PARTENZE?

Anche il gattone
non frequenta piu' questa casa come prima
la sua dignità glielo impedisce...
Quante partenze mi aspettano?
con coraggio e determinazione preparo la valigia
che riempirò per il mondo di sogni e dedideri,
di azzurri e stelle perchè questo è il mio destino!
Anche il gattone
non si sente di tornare
ha lasciato il cibo da mangiare nel piattino e l'acqua da bere nella ciotola
non puo' dimenticare.....
la sua dignità ,il suo istinto..
Quante partenze ?

mercoledì 18 agosto 2010

freddure

una frase incontra un verbo al quale dice:
"quanto sei bello mi vuoi sposare?"
e il verbo risponde:
" vorrei, ma sono già coniugato."

sabato 12 giugno 2010

Cerca coccole..

E' arrivato e si è fatto sentire ai vetri della finestra del terrazzo
ho avuto timore che si fosse fatto male, ma lui il gattone cerca coccole e, come si alza sulle zampe e si rotola, gli occhi belli lo so cercano Nadia,
spero che siano felici entrambi,ma non lo so,
a nessuno è dato sapere se un altro essere è felice o no
buonanotte mio grande amico sei bellissimo e, mentre resti accoccolato, ti vorrei raccontare...

venerdì 5 marzo 2010

I TRE GIALLI.

La luce in trasparenza resa gialla dal dischetto piccolo rotondo, davanti alla lampadina che illumina la tastiera e le canne dell' organo del '500 che respirano, toccate dalle dita di Corrado.
Il grande corpo dello strumento, tutto in legno di frassino, le volte splendide della chiesa di stile romanico, il trittico dallo sfondo oro, le vetrate che raccolgono gli arcobaleni e, noi quattro all 'uscita che veniamo accecati da un sole giallo, disco rotondo abbagliante, di traverso alla torre alta dei Tarlati.
Quel sole nessuno puo' fissarlo, lo intravedo appena, non posso guardarlo, Vieri sta dicendo che un tempo gli abitanti di Bibbiena erano divisi in piazzaioli e fondaccini, i primi abitanti della piazza, gli altri dei fondi.
Le strade, i negozi, il silenzio io ed Aimone che eravamo arrivati di mattina per assaporare il gusto di una passeggiata tranquilla, il piacere del fresco, delle viste di verde, di alberi, di monti, di grandi luoghi.
Gnocchi di patate morbidissimi, spezzatino, il discorrere calmo dei genitori di Vieri, il padre sempre elegantissimo nella sua cravatta azzurra, la madre distinta, sobria, la calma dell' albergo Amorosi Bei, il soffitto di legno a cassettoni, altissimo.
Gli ospiti: la signora di 96 anni alta austera, nel suo completo perfetto color crema.
Il mangano che un tempo serviva a stirare le lenzuola , lo scaldino, il lavatoio con lo specchhio, il ferro da stiro, il lampadario di ferro battuto, le piante, le poltrone, cose d'altri tempi- salotti da cinema.
La passeggiata ai giardinetti, la splendida Verna, vista da lontano, la fontana; sotto l'arco gli zampilli: acqua,acqua a canaletti che scorga, che ricade;la terra e l'acqua,l'acqua con la terra, la mostra di terracotte di Faenza
Splendide le forme, i disegni, le sale, il paesagggio dei verdi, verde ed azzurro, azzurro chiaro il cielo, verde chiaro il verde
salutiamo Vieri, i suoi genitori,Corrado il celebre cantantede lirico e, scendiamo alla stazione.
L.F.I. il trenino che va tra i campi, il granturco, la paglia, l'acqua dove uomini stanno in piedi; canne in mano, acqua fino alle ginocchia
Negli occhi neri di Aimone si va dipingendo la sua terra, i verdi, il granoturco, i fiori preganti, come lui li chiama, i girasoli
io davanti al sedile dove è seduto mi lascio trasportare dalla sua voce: i fiori gialli, le ginestre, i campi punteggiati di bianco, ogni tanto odo il fischio del terenino se non fossi viva non ci crederei.
I girasoli intanto stanno per reclinare il capo seguendo il sole che, come lui vanno a dormire.
La sosta ad Arezzo: il Duomo , il parco, al di là della volta sugli spalti delle grandi antiche mura verde ancora verde... facciamo tutti il giro, osserviamo le mura il paesagggio; Arezzo che pulsa, il cimitero, il giardinetto dall'alto gialli, rossi, rosa, azzurri.
Stanno accendendosi i lampioni di vetro, rotondi perfetti, voci di bambimbi, di gente.. riscendiamo nel parco, poi a piazza Grande, le scalette, le case, i balconcini, l'acqua zampillante nella fontana
AH se potessi raccogliere il giallo della luce della tastiera, il brillare del sole rotondo perfetto ed il giallo arancione di quei girasoli!

AL MARE

Il mare, la voce azzurra che si tinge di spuma bianca, che s'increspa ora piu' lievemente ora piu' burrascosamente, il mare, nessuno sa i suoi segreti fin nel pofondo,nessuno li ha visti per raccontarli, il mare oggi piu' mosSo del solito fa rumoreggiare le sue acque sulla spiaggia di Ronchi.
Le acque non limpide trasportano, nel moto costante di andare-venire-venire-andare la sabbia che appena si adagia per essere subito rimossa da quell' onde sempre in movimento.
Nessuno sa come fermarle,nessunopuo' mai,nemmeno per un attimo fermarle.
quell' uomo che si diverte a giocare con un pallone rosa di plastica non è piu' u bimbo è un adulto li' sul bagnasciuga; a me piace guardare il mare è uno pettacolo poterlo avere di fronte!
I miei piedi rimangono coperti di sabbia, affondo, non mi piace no far niente,non muovermi, che coa vogl di piu'?
Sono tra azzurri, in alto il cielo azzurro, di fronte l'azzurro del mare, dietro il colore azzurro degli ombrelloni del lido della finanza,sotto i miei piedi la sabbia.
Non c'è molta gented,il doottor curcio, seduto sulla sdraio sotto l'ombrelone in silenzio, personaggi che si muovono seguendo un pallone rosa acceso, io continuo a guardar ilmare chissà? Vorrei essere lontano proprio in alto mare dove le cose ,il senso delle cose è un alrto chissà quale?
Il ottor Curcio ci richiama per lìorario, dobiamo prender l'autobus ed andare al piccolo Palace , l'hotel dove li risiede e in cui srmo suoi ospiti
Papardelle al pesto, seppie in sals da leccarsi le dita,piselli verdi, formaggio, torta di riso ed uva bela a chicchi grandi.
Un pranzo da grandi ocasioni e sul tavol tre rose: una rosso fuoco una piu' chiara ed una pallida; la signora maria che gestisce la pensione si ntrattiene con noi è dinamica, molto, molto simpatica Il dottoer curcio ci accompagna a fare il giro dl giardino, grandi alberi di banane, arbusti, fiorellini, po per la pineta, purtroppo lasciata un po' andare. DALLA STRADA PER LA STAZIONE, LE MONTAGNE DI MARMO, LE UNICHE IN Europa, bianche bellissime, le pendici delle altre coperte dal verde le casine tante sparse una, due, tre, dieci..., mi ritonano in mente le tre roselline su tavolo, il pallone rosa della spiaggia, lacortesia di tutti al hotel Piccolo Palace e la gentilezza del dottor CURCIO.

mercoledì 3 marzo 2010

Della luna non piena

Conoscete la favola della luna non piena, intravista tra due sbarre diritte del cancello bianco di Calcinaia?
L'oblo' proiettato sul muro, l'oblo' di luce della lanterna magica, nel quale passano immagini di storia greca e romana, figure create dal pennello di autori sapienti, tutte fatte a mano, una per una.
I vetri la luce, il buio, la mano di El Sayed.

Avevamo ancora il sapore aspro di pomodori verdi infarinati,rosolati, insaporiti con uva bianca dolce, dolce,anch essa fritta.
Io El Sayed, Vieri per la prima volta assaggiavamo uva fritta.
La signora Nada li aveva preparati con quella sapienza grande, con quella semplicità di cuore che non tante persone possono dire di avere...
Lei era felice di stare con noi e ripeteva con entusiasmo a El Sayed la ricetta dei piatti da lui preparati a pranzo: spaghetti con cipolla tagliata grossa, fagiolini verdi finisssimi, pomodori freschi, un piatto gustosissimo e delicato di cui tutti e tre avevamo abbondato ...
Ah quella luna non piena che campeggia su un paesaggio di luci che si ripetono come al luna park, ma al posto dei baracconi c'è Firenze, la città di notte.
Ci muoviamo nella casa di Vieri come in un museo; piccoli oggetti, piattini di porcellana dipinta, la bambola dal piccolo busto di porcellana, dall' ampio vestito sorretto da una leggerissima impalcatura di ferro. "serve per mantenere il calore della teiera"- sta spigandomi Vieri,
Gli orologi tutti fermi alle ore piu' diverse in ogni stanza ognuno do quiei clock aveva bloccato il tempo, lo spillone di madreperla, i dipinti, i ritratti, i disegni , le foto, le specchiere, le bottiglie verdi col bicchiere uguale per l'acqua, i bicchieri minuti minuti, i cappelloni di paglia, i bastoni di legno...
Ah la luna piena intravista dalle sbarre diritte dal cancello bianco di Calcinaia
La villa fresca, l'eleganza di Marga e Renata la loro ospitalità, il salotto gioiello piccolo, piccolo, perfetto; la grande specchiera dorata, la terracotta finissima della principessa di Siena, le poltrone, il divanetto verde, il tappeto verde chiaro a disegni piu' scuri.
Edy il ristorante, i tavolini sotto la pergola verde, dai vetri s'intravedono grandi spazi, la strada costeggiata dal muro , la piazza circolo, le arcate, la chiesa , il verde, le case ,il fumo
E.... di notte,quando la luna non piena si intravede dai vetri...
CHE NASCONO FAVOLE.

venerdì 19 febbraio 2010

CELESTINA

Celestina un nome banale? Celestina un nome che richiama al cielo?
In verità Celestina esiste davvero in carne ed ossa e la cosa che le è successa che ha perso la memoria,la sua mente ha fatto tabula rasa del passato per costruirsi una nuova vita. Avevo parlato con lei all' inizio del 2010 si ricordava di me,ma che cosa fosse successo negli anni che ci frequentavamo nulla..nel guardare i suoi occhi provavo tenerezza, quella tenerezza che è frutto della consapevolezza che siamo tutti sotto questo cielo che la nostra fragilità umana era tale da non permetterci sicurezza..allora eccola Celestina che ritorna a casa e in men che non si dica riceve dal'illustro gentleman una serie di brutte parole, altro che tempeste i piu' volgari filM non sarebbero stati all' altezza, certo che qualcosa doveva esserci che scatenava tali assurde reazioni e lei si interrogava continuamente con la disperazione dentro di non crederci; a forza di sentire quelle parole magari si convinceva anche lei!
Altro che complotti internazionali e difesa dei diritti delle donne, Celestina provava ogni volta a quelle parole assurde arroganti quella implosione del respiro che la faceva stare male, ma ormai lo sapeva doveva controllarsi stare buona non fiatare, incassare
La bomba, la bomba chissà sarebbe soppiata, lei non sapeva come o quando, ma sentiva che sarebbe scoppiata e allora?
Nessuno poteva sapere c'era solo da spettarsela questa esplosione, intanto la depressione l'insofferenza l'insonnia hanno campo libero per provare la sua anima per ferirla e riferirla.
Fare? agire?.... ma che cosa?
non poteva parlare, muoversi perchè tutto sembrava sbagliato.

mercoledì 17 febbraio 2010

...di giuramenti non mantenuti...

Avevo giurato a me stessa che non avrei mai piu' visto la PIETA' di Michelangelo, tanta era stata l'emozione che avevo provato, la prima volta nell' ammirarla nella Basilica di San Pietro a Roma... no, non volevo rischiare di sentirne una inferiore!
Oggi sposa, di UN UOMO venuto-tornato lontano, la vedevo per la seconda volta:davanti al capolavoro, però, il vetro messo a difesa di atti di vandalismo.
L'emozione che stavo provando non era piu' la stessa, certamente non meno intensa, ma carica di tenerezza , forse dolcezza.
La guardavo dietro quel vetro seguendo i contorni del viso della Madonna, del corpo del Cristo.
La basilica di San Pietro immensa, la folla: è il giorno di festa dedicato a San Pietro e Paolo, le voci angeliche del coro, momenti " eterni".
All'uscita la piazza al sole che ci abbraccia con le sue colonne,grandi, la gioia dell' acqua zampillante sulle fontane, il cielo sereno.
I tram di piazza Risorgimento a Valle Giulia per Monte Parioli.
L'amicizia che legava i miei genitori alla signora Maria Caporusso risaliva al tempo della adolescenza di papà.
Volevo bene alla signora Maria,ero stata piu' volte sua ospite in un clima di serenità e gioia grande.
La donna che stava con lei portava lo stesso nome: Maria era gentilissima e con le sue premure aveva reso quei soggiorni assai piu' belli!
Si dice che i sogni non si avverano mai eppure...
questo era il momento in cui il mio sogno si stava avverando:
Maria serviva gli gnocchi alla romana la sua specialità, il vino, la carne.
la signora Caporusso stava facendo vedere la stanza dove io avevo dormito,il bagno, che tanto mi piaceva per i suoi ninnoli sul davanzale e in questo sogno, divenuto realtà, ora stavamo per entrare nel giardino...il luogo da me prediletto in una Roma grandiosa impariale avevo il" mio" angolo dove poter raccogliere i pensieri ,dove solo per me,si affacciava un pezzetto di cielo, solo per me...
nella mia mente, i flash di attimi "immensi" si abbellivano di quella serenità che viene dall' amicizia che sola vale un tesoro!
Tutto si stava rispecchiando nell' acqua della vasca dove pesci rossi nuotavano; lo sguardo che va verso il verde, poi sale al cielo noi insieme tra ortensie.
Poi,raggiungiamo villa Balestra per godere della vista di Roma..e la voglia di scoprire e riscoprire Roma ci porta al quartiere di San Giovanni; grandi le statue della basilica ci accolgono maestose, mentre in silenzio ci raccogliamo in preghiera ai piedi della Scala Santa.

sabato 14 novembre 2009

PRIMAVERA

Intorno a noi,
quando dico:" Primavera"
immediatamente, con gli occhi della mente e del cuore ritorno al rifiorire, alla vitalità:la natura che dopo, il riposo dell'inverno, esplode intorno a noi in una ciclicità che si ripete ogni 21 marzo; un miracolo ,una meraviglia di colori e profumi,di...

Nel mio immaginario,
quando dico:" Primavera"
immediatamente mi appare, in tutta la sua bellezza e vitalità il capolavoro che, Alessando Filipepi detto, il Botticelli, realizzò in un periodo che ben si merita l'appellativo di Rinascimento; tempera su tavola di grandi dimensioni 203X 314 cm in cui si "muovon" 9 figure , opera, destinata alla villa di Castello e che oggi possiamo ammirare alla Galleria degli Uffizi.
Per dipingerla l' artista dovette ispirarsi ad Ovidio come a Lucrezio, alle teorie di Marsilio Ficino ,quanto alla poetica del Poliziano..e nelle figure di Zeffiro,Cloris e Flora, la Primavera è rappresentata nella sua forza universale ciclica e rigenerativa;per alcuni la presenza di Flora sarebbe una allusione a Florencia, alle antiche origini di questa città e all'età medicea intesa come età dell' oro,
nella musica la Primavera è uno dei movimenti delle quattro stagioni di Vivaldi

Nel mondo,
quando dico:"Primavera",
negli Stati Uniti la vacanza è compresa tra la fine di febbraio fino a metà aprile e le destinazioni preferite sono quelle messicane di Cancun, Acapulco o Puerto Vallarta.
In Canada si svolge a febbraio ed è conosciuta come reading break.
In Quebec si chiama semaine de lecture o semaine de relache e gli studenti preparano con impegno i compiti per i docenti;
in Giappone la festa di Primavera si svolge tra la fine dell' anno scolastico universitario in marzo e l'inizio del nuovo anno ad aprile;
in Francia gli studenti in medicina e quelli in farmacia,odontiatria ed ostetricia di tutte le facoltà francesi si ritrovano ,generalmente a marzo, in località sciistiche per una settimana.

Nella scienza ,
quando dico:"Primavera"
indico la stagione ciascuno dei periodi in cui è suddiviso l'anno solare,
tra i vari modi di definire una stagione due sono quelli piu' utilizzati secondo la meteorologia e l'astronomia;
per la suddivisione astronomica una stagione è l'intevallo di tempo che intercorre tra un equinozio ed un solstizio per cui si distinguono 4 stagioni:primavera, estate, autunno e inverno, ciascuna delle quali ha una durata costante e ben definita nel corso dell' anno indipendentemente dalla latitudine e dalla collocaszione geografica;
la suddivisione metereologica tiene conto dei mutamenti climatici e ambientalinell per cui nelle zone temperate ci sono 4 stagioni simili a quelle astronomiche; nelle regioni polari due denominate sole di mezzanotte e notte polare oppure estate e inverno e nelle zone tropicali stagione delle pioggie e stagione secca.
Il fenomeno delle stagioni astronomiche , della diversa esposizione al calore e alla luce delle varie porzioni della terra nell' arco di un anno è causato dall' inclinazione della terra sul proprio asse di rotazione.
astronomicamente la primavera nelle zone temperate inizia il 20 o il 21 marzo(equinozio di primavera) nell' emisfero nord e i, 23 sttembre nell'emisfero sud e termina con il sostizio d'estate il 21 giugno circa nell' emisfero nord e il 21 dicembre nell' emisfero sud.

Nei modi di dire
quando dico:"Primavera"
ho compito 20 primavere o 80 primavere....
NEL VOCABOLARIO
in spagnolo primavera;
in inglese spring the season after winter,in cool countries
when plants start to grow again
in the spring,spring flowers,
con altro significato
a river coming up from the ground
sprinkle sprinkling
to let small drops or pieces fall on the surface of something.
She sprinkled sugar on the cake!..ed ora divertiamoci in giro per il mondo a cercar come si dce primavera
In greco anoizh,
in francese printemps,
in arabo rabeh,
in spagnolo primavera
in rumeno primavara
in tedesco fruhling,
in filandese kevat in queste due parole sopra la u ci vogliono i .. e sopra la a

dedicata alla Primavera
Tanto verde intorno a te.
La vita è una cosa meravigliosa
quando ti accorgi che il sole brilla
anche per te,
che un pezzetto di cielo è azzurro
anche per te,
che non tutti gli uomini soffrono
e che ci son sempre tante foglie verdi,intorno
che rinascono ad ogni Primavera.
carmelina rotundo

lunedì 30 giugno 2008

B..COME DONNA


DONNA

B…..come Donna
C’era una volta…dodici lettere appena capaci di evocare ricordi immagini di un mondo senza limiti dove tutto è possibile,un mondo di fate,maghi streghe,stregoni,di principesse, principi azzurri folletti…burattini.soldatini sensazioni.. delicate,forti ,allegre che confortano il cuore a tutte le età
Ma allora chiederete non divaghiamo troppo c’era una volta,due,tre ,ho perso il conto ,
Milioni di bambole e questo è appena un frammento di una storia- avventura che le ha portate in giro per il mondo.
Indietro,indietro col cannocchiale del tempo ecco le bambole in antichissime tombe peruviane e ,da
Babilonia ci pervengono quelle di alabastro con le braccia mobili Bambole con le membra snodabili ve n’erano nell’antico Egitto ricavate da assicelle di legno dipinte a simulare le vesti
I greci e i romani facevano bambole usando vari materiali, dall’argilla,al legno,al cuoio, di osso di stoffa
Dal Medio Evo pochi gli esemplari pervenutici perché, essendo realizzati con materiali fragili,
andarono purtroppo distrutti.
Nel Rinascimento la produzione di bambole raggiunge livelli di raffinatezza ed eleganza tali
da rendere ogni pezzo un esemplare unico .
I conti delle varie Corti,specialmente di Francia. spendono cifre da capogiro per acquistare spedire,donare bambole di lusso.
Negli anni a venire profondi mutamenti nel sistema economico-produttivo danno origine a quello che è conosciuto come rivoluzione del produrre su grande scala e a buon mercato.
Di ciascun secolo ( specchio del modo di vivere. di abbigliarsi ed anche di pensare ) sono oggetto di continue modificazioni ad alcune delle quali accenneremo.
Della fine del sec. XVIII
è la grande novità di provenienza inglese : bambole ritagliate nel cartone con vestiti anch’essi di cartone.
Verso il 1860 a Norimberga si comincia ad usare la cartapesta ed il francese Jumeau introduce le bambole con la testa di biscuit o di porcellana, iniziandone la produzione nel 1862 e ,correndo, correndo sino alla fine del nostro secolo in Italia a Torino nel 1919 si registra un grande avvenimento : l’apertura della fabbrica Lenci
E’ uno stabilimento che produce bambole interamente di feltro formate e cucite a macchina .
.Una produzione industriale su grande scala quella delle bambole, ma anche un’attività che continua ad essere artigianale , negozi di bambole se ne trovano un po’ dappertutto ; un passatempo piacevole di mamme,donne e bambine ; un fine lavoro di ricercatori,artisti tra i quali una ha aperto, per noi il suo magico scrigno : Deanna Mordini Borselli delle Creazioni DL a Modena , dove ha brevettato una procedura di porcellana unica al mondo . Per realizzare i volti delle sue bambole si ispira a noti personaggi ,o meno tali o persone care.Così sono state riprodotte anche le sue nipotine e persino il volto della regina madre Elisabetta I.a di Inghilterra., bambola questa che le ha spedito per i suoi cento anni. Deanna crea anche bellissimi e particolari presepi e addobbi natalizi
C’era una volta una poupèe , la mùneca , una, puppe , la doll...
no, non vi preoccupate, non sto raccontando a voi una nuova storia, alla vostra curiosità e buona volontà , la pazienza di scoprire cose sempre nuove. aprendo lo scrigno dei sogni dove tutto è possibile.

Dedicato a tutte le donne, eternamente Bambole, alle mie figlie SARA e NADIA, a mi DEANNA,carissima .

Carmelina.

lunedì 9 giugno 2008

IL NOCIAIO

RACCONTO ambientato sul TRENO da Perugia a Terontola e a Firenze e nella sala di attesa di 2° classe a Terontola .
IL NOCIAIO.
E’ possibile che odiavo tutto mentre dai finestrini del treno passavano gli alberi, i colori d’autunno,le foglie,il marrone delle terre, dei tronchi, i gialli ; avevo paura, la paura.
Ma il Sole e le cose sono più forti di me e ora dalla stazione di Tuoro cominciavo a riscoprire,a rivedere le cose ;l’acqua,le erbe,il sole; sono i nostri occhi che fanno le cose belle,
la nostra coscienza a renderle vivibili ed ora che anche il treno si allontanava da Perugia riuscivo
a viverle,le zolle della terra,i pali di cemento delle viti,una serie di arbusti con foglioline piccole piccole attaccate agli alberi ; mi divertiva questo gioco appena scoperto di abbassare gli occhi per
pochi secondi e poi di rialzarli un attimo dopo per vedere il paesaggio trasformato già diverso: le
case,la pineta lassù ,due fienili,la casa colonica appena rimessa c’era ancora la gru là vicino, gli
alberi, la campagna che si stendeva assolicchiata ,non avrei mai finito quel gioco e non pensavo,
almeno mi illudevo di non pensare : non ce la farà, non ce la può fare,è tutto inutile !
Il treno intanto stava arrivando diritto, diritto nella stazione di Terontola puntuale questa volta perché tanto la coincidenza per Firenze ci sarebbe stata solo un’ora dopo.
Un’ora di attesa nella piccola sala di seconda classe coi sedili di legno ben divisi
dai braccioli : avevo il tempo di riordinare i pensieri,di riordinarli tutti.
Per ogni volta che il gabbiano cerca di volare.
Per ogni volta che rimane ferito.
Per ogni volta che ritenta di volare
perché questo è il suo destino.
Mi ritornava in mente la tenacia e la vittoria di Jonathan il gabbiano perché assurda è la vita
la mente umana è assurda. Per anni avevo vissuto nella convinzione del tempo,che occorresae
il tempo,per fare tante cose, oggi di fronte a Cesare il tempo non esisteva. Mia madre passava le
ore tutte uguali,non so con quale forza sperando,però che arrivasse la sera ed avendo paura che
ritornasse il giorno. Per Cesare il tempo non esisteva ; per lui tutti i momenti e le persone non
esistevano , non c’era nemmeno l’amore di sua madre ,così tenace così .. troppo immenso per darti la possibilità di donare ; per Cesare esisteva il suo male, l’angoscia che livellava ed uccideva tutto.
Si alzava un martello spietato e “bang” un colpo tra i suoi pensieri : li metteva in disordine,non sapeva più scegliere,i problemi tutti li aveva lì presenti, solo i problemi,non c’era nient’altro e la impossibilità di scegliere, o meglio l’incapacità di scelta.
Il signore accanto a me continuava imperterrito a sminuzzare qualcosa che teneva nascosta bene fra la carta : potevano essere due fette di pane, ma a me piaceva pensare che fosse un pezzo di dolce ; sminuzzava,faceva briciole.muoveva facendo quel rumore tipico di accartocciamento;
la carta ; vicino in un sacchetto,teneva della frutta, addirittura noci,come era rumoroso,come un
nociaio e sbocconcellava
Come è assurda la vita.la vita che delirio !
La signora alla mia sinistra parlava di gelati col figlio ;
gli unici silenziosi erano il signore seduto al tavolo che leggeva le,pagine di un giornale completa-
mente aperto, mi davano un’immagine che mi piaceva,erano come una tovaglia,un lenzuolo; silenzioso era anche un giovane dall’aria intellettuale come quella che di solito si assume a quell’età e il vecchietto dai capelli bianchi che proprio ora si stava alzando per andare a prendere il treno appena arrivato.
Le noci intanto non erano finite,i suoi denti diventati schiaccianoci continuavano ,Ah, la vita !
Ah, la vita !
Non sapevo dare delle risposte.non volevo darle.non sapevo di averle. il tempo si era fermato
non esisteva !


Le mattonelle grigie e nere si ripetevano nella sala di attesa di questa stazione.sulle mattonelle il
bambino non parlava più con sua madre,ora lei parlava con un’altra coppia. Che strano personaggio
in cappello stava entrando dalla porta di fronte, ma niente poteva fermare il mangiare del nociaio.,
Un Amore,sì un Amore di quelli che ti travolgono che ti lasciano la possibilità di respirare e
che ti porti su onde azzurre senza mai stancarsi, ma il tempo era freddo. l’aria entrava dalla porta aperta della sala di attesa; fredda era la luce delle lampade al Neon e gli occhi e il mio corpo non
sapevano colorare gli azzurri. Un amore che travolge le cose ed io che mi illudevo..sempre ..
sempre.
Cesare,su Cesare avevo perso le mie illusioni,le mie speranze erano chiuse in una durissima
corazza di ferro di una fittissima maglia di grigie trame che si chiamavano angoscia,disperazione..
..ma la più forte di tutte ,la paura.
Non potevo più vivere nemmeno io ?
Dovevo vivere io ? Chi ero io per vivere, per sorridere ? Lui no ? Lui mai ?
Il folle mangiatore, richiusa la sua valigia si era alzato per scomparire dalla porta centrale e forse
per sempre
Nessuna delle cose lì aveva cambiato di posto ne’ una mattonella ,ne’ una luce ,ne’ il signore che
continuava a leggere il giornale aperto,ne’ l’intellettuale ;eravamo nel momento fatato dell’attesa
dei passi che risuonano Il mangiatore era rientrato improvvisamente dalla porta laterale per sedersi
proprio accanto a me ed ora leggeva il giornale in silenzio,questa volta senza nemmeno battere ciglio,assorto ,molto assorto ;al mio orologio erano le 16,10. Quaranta minuti erano passati e Cesare ?
Cesare?Cesare ? Mi pareva ingiusto che fosse ancora così,ma le mie proteste non erano ne’ saggez- za, ne’ capacità forse disperazione, rabbia,insofferenza, malessere e mi sentivo male,non respiravo
più , gli occhi sulla parete della sala di attesa mi ritornavano alla mente e proiettavo chiaramente i volti dei signori Genovese ,il loro amore per Cesare, lui come un fratello, la moglie ne soffriva tan-
to di questa situazione e quando poteva portava a Cesare i dolci. le cose più strane. La forza di tentare che ti davano gli operatori del CIM .Flavio Temperini, Gualtiero, Mario,la dottoressa Cerletti.
Ma la chitarra era nella sua custodia, Giorgio non riusciva a fargliela suonare.La polvere era sulle
sue lettere e sulle cartoline che riceveva tutto.tutto era immobile intorno a lui, nella sua mente .la
grande fucina dei suoi pensieri , cattivi pensieri come diceva lui.,era in funzione e si agitavano e
l’agitavano senza creargli risposte, alternative speranze. La gioia che potevano promettergli gli amici Floriana Carla,Fabio, Gabriele Silvano, Luciano, Cristina, Maria Grazia.Lucia ,Giuliano non
riusciva a superare il muro della sua indifferenza .” andate via.voglio stare solo “.
In quel momento,perdevo anch’io la forza di vivere,. Un amore ci voleva la forza,la comprensione
di un amore ,ma io non sapevo, ne’ viverlo, ne’ cercarlo,anche nella mia mente c’erano delle assur.
dità delle cose che spesso non volevo accettare.
Tua sorella Carmelina
per circa due anni sono stata pendolare
al fine settimana da Perugia a Firenze e viceversa.
L’ARRIVO DEL TRENO a San cassiano
L’arrivo del treno
riempie lo spazio e il
tempo di quel preciso
istante
Il suono inconfondibile di
oggetto meccanico in
movimento su rotaie tocca
alberi declivi
ogni più piccola
foglia di grandi chiome
e poi le lascia
quasi in attesa del prossimo arrivo.

San Cassiano in provincia di Forlì
è veramente particolare
questa piccola stazione immersa nel silenzio
voce della natura
non ha biglietteria e quindi
è consentito fare il biglietto sul treno
senza alcun sovraprezzo naturalmente

Vorrei ..
vorrei comprarmi
un berretto
a mafioso
uno scialle
e partire sul
treno delle 5.
Vorrei comprarmi
un paio di scarpe leggere
una valigia marrone
metterci dentro
pezzetti di cielo
di terra
uno spicchio
di luna
due raggi di sole
e partire
per dipingere
i sogni di sempre
sul treno delle cinque

lunedì 2 giugno 2008

A DINA SPAGNOLI

CANDELINE E DOLCI


Questo mio amore per le rose aveva avuto alterni periodi,oggi Janet Burcalow me lo
riportava al cuore con una rosa di fili d’argento e d’oro
Tra le foglie traforate di quel fiore mi piaceva, ora a notte inoltrata,finita
la festa scorgere i raggi della luna,quasi a rubarne il misterioso mondo che di lassù si deve
guardare Lei, la regina delle notti terrene ,con le stelle per ancelle,
Nadia, Sara,la festa di compleanno dedicata a Sara dalla nonna Dina con tanti amici. :
Daniela,Isabella, Cetti con la mamma Gunter.,un bambino davvero educato,dolcissimo
perfetto cavaliere con le piccoline ,Sayed e naturalmente Janet,la mia amica americana con
la quale da Ottobre avevo condiviso tanti e tanti giorni felici.
I prelibati insuperabili dolci di Dina ., le tante foto,il bellissimi doni da parte di tutti a Sara.
a Nadia .a Dina,eccellentissima padrona di casa.lei (che non aveva imparato mai a leggere ,a
a scrivere,) ci dava sempre una lezione di amore e generosità,che davvero sono cose prezio-
sissime e rarissime con i tempi che corriamo !
Il successo della grande foto a colori in cornice d’argento, principesco dono di Janet a Dina
è strepitoso e così delle tante foto raccolte in uno splendido album
Stupendi gioiosi momenti,senza ombra di pensieri, di quelli che talora ci angustiano e .
mentre alzo il calice per brindare, un momento di pausa mi porta a Cesare,il mio adorato fra-
tello .a mamma a papà , a Vieri, a Marcella ,a don Giorgio, a Sergio, a Janet cha presto ripar-
tirà per tornare alla sua casa americana.
.” Sono tanto contenta,mamma “ La vocina di Nadia mi riporta alla festa,al sorriso, alla consa-
pevolezza che bisogna essere felici quando si può,quando ce ne è data l’occasione !
Tanti auguri, Sara ,e, soffiando le candeline, inauguriamo felicemente questi tuoi cinque
anni,
20 Dicembre1994
Mamma a Sara ,con amore
Carmelina

sabato 10 maggio 2008

ubriacarsi della vita



Ubriacarsi della vita:
il colonnato,il brusio,il passeggiare,gli ori, le pitture ,le arcate giocano:architetture di archi,pietre,capitelli,stemmi ,gli applausi come frusciare di foglie o stormire di rondini; siamo accolti dai padri AGOSTINIANI;i SOLISTI FIORENTINI,ANDREA DELL'IRA,tromba solista, i flauti, i violini; l'arrivo di ZUBIN MEHTA il FRUSCIARE come di FOGLIE o STORMIRE DI RONDINI che si fa piu' intenso; è LA BELLEZZA A TOCCARE I CUORI nella basilica di SANTO SPIRITO, l' associazione AMICI DI SANTO SPIRITO; CONVIVIUM per il drink...CONCERTO :sinfonia n96 "the miracle"
concerto in mi b.magg per tromba e orchestra,
sinfonia n104" London"
per FILE fondazione italiana leniterapia ;pregare; leggerezza ,intesità delle note negli spazi,per gli spazi, nei cuori in questo tempo unico che ci è concesso di vivere in SANTO SPIRITO e ,all'uscita la LINEA della tua FACCIATA ,SANTO SPIRITO CHE MI FA VOLARE ,MI AFFASCINA OGNI VOLTA COME LA PRIMA VOLTA bellissima bellissimo anche se non ci credessi anche se non volessi crederci il miracolo della vita si è avverato sotto questo cielo!

lunedì 5 maggio 2008

PATATONE CENERENTOLA TOPO GIGIO e GIULIO DEL SERE

PAPATONE, CENERENTOLA  TOPO GIGIO e GIULIO DEL SERE

Il simpatico personaggio tutto testa che ha per capelli veri fili d’erba verdi, verdi tutti ritti attrae l’ attenzione di Nadia la quale lo vorrebbe toccare .
Wanda, la signora Wanda Bartoli Masini, amorevolmente lo solleva dal piatto di fine porcellana e dalla ciotola in cui “patatone ” è immerso, per farlo non solo vedere, ma toccare a Nadia e a Sara.
E’ veramente giovanile la signora Wanda, la quale è “APPENA “ vicina ai novant’anni; ma la vita, si sa è un cerchio dove l’ infanzia e la vecchiaia si toccano, come per miracolo, dolcemente, con affetto e tanta, tanta tenerezza.
E’ bellissimo godere di questo momento di poesia !
L’arrivo di Mariella Cambi ravviva la conversazione e allieta le bimbe con simpaticissimi doni:
l’appunta lapis che fa le bolle di sapone per Sara e il libro dei colori per Nadia.
Vieri Masini, impeccabile padrone di casa, rallegra tutti mettendo il video di Cenerentola, video che calamita l’attenzione di Sara, Nadia è più difficile, un po’ più incostante e passeggia per la casa, ora andando in cucina da Giovanna, ora nello studio fina ad approdare a Topo Gigio che, miracolo di miracoli, parla.
E’ grande come Nadia questo personaggio simpatico, troppo simpatico che mi ricorda tanto la mia infanzia, quando Topo-Gigio era tra i miei preferiti e gli facevo anche l’imitazione.

Che bella questa giornata del primo Novembre con patatone rosso con i capelli verdi,verdi e ritti, ritti;
Cenerentola col principe azzurro: Topo Gigio, tutto vestito di celeste, celeste come i sogni più belli e sereni: Nadia, Wanda, Vieri, Isabella, Mariella e Giovanna.

Una splendida avventura dove un po’ tutti siamo diventati personaggi da favola, o No ?


Del vento che fa dondolare le cose, i rami spogli dei grandi alberi talvolta si sente la sua voce e i pensieri si sommano ancora si sommano !
Le bimbe riescono, però a distogliermi dai pensieri per condurmi allegramente nel mondo dei giochi, della festose canzoni .
Il cielo sfumato di bianco; in alto nuvole che sembrano di morbida bambagia, morbidissime e tra quei colori gioca ancora il vento !
La telefonata di Dina che non si fa aspettare ; il ritrovarmi ad augurare buon anno da mamma a papà con Cesare ; i tanti biglietti d’auguri giunti che, con Sara e Nadia riguardiamo alla fine della serata prima che la luna illumini nuovamente il cielo… ed allora ecco affollarsi alla mente i momenti
sereni e quelli meno e la fatidica domanda : “ Chissà che cosa ci riserverà questo 1995 “ ?

CHE DIO CE LA MANDI BUONA E SENZA VENTO

C a r m e l i n a R O T U N D O
1* Gennaio 1995.

Non avevo mai cessato di attendere questo libro come nella vita non si cessa mai di
aspettare cose belle e felici, giornate serene, piene di luce e il libro è uscito puntuale!
• * * * *
Per me che sono una innamorata della radio la voce di Giulio Del Sere l’avevo negli orecchi da sempre, da quando ero approdata a Firenze-
L’ incontro era poi venuto nelle sede RAI di Firenze “The Voice” aveva espresso il desiderio di conoscermi, dopo avere letto le mie poesie, una in particolare che riporta ( che onore per me !)anche nel volume ,
L’intervista per Toscana Oggi dopo 38 anni di servizio alla RAI, mi aveva permesso di focalizzare più da vicino quel personaggio

Uomo colto, sensibilissimo, amante della poesia, della musica, dell’arte, della natura.
Tutta la sua casa, dall’alto si apre verso Firenze e mi ricordo, come se fosse oggi, l’entusiasmo dimostrato nell’aprire le sue finestre dalle quali si possono godere scorci di Firenze, bellissima, stupenda.
Nel libro ritrovo la voce, la modularità di toni caldi, l’anima di una creatura meravigliosa, l’amore verso Firenze, gli amici, la madre.
Una biografia scattante senza pause, pulita nel linguaggio e nel contenuto, interessante storicamente
per il panorama della gloriosa RAI che ci presenta ( dal 1945 al 1983 ) e bella, delicata come una poesia piacevole all’orecchio come una partitura musicale.
Alcune di queste immagini ora pubblicate, Giulio di sfuggita me le aveva già descritte a voce quando ci incontravamo, come quella della Cupola “ La vedi da ogni parte ti trovi, gigantesca, maestosa, elegante..
Io la vedo come una nobildonna fiorentina, con una striscia di velluto attorno al collo, fermata da un cammeo color rosa, il Campanile di Giotto, granitico, maschile, direi, le fa da buon guardiano.
E Firenze sotto, sotto sorride e sa di essere bellissima.”
Ed in mezzo ad un continuo martellare di cattive notizie, ben venga questo libro a dare scandalo di cose belle, pure serene e ad esprimere la gioia per il miracolo della primavera, la gratitudine verso chi la lavorato al suo fianco, l’amore per la madre, per tutte le madri incredibili creature, per  il padre, per il mare, per gli amici, per l’agave della passeggiata a mare di Nervi.
Tra i sogni irrealizzati di Giulio, quello di costruire anche un solo portale di quel meraviglioso cortile del Bargello a Firenze !
“ Abbiamo trasmesso “… rivela un Giulio tenerissimo attraverso “quadretti” di parole di una incredibile bellezza, dove, come nel narrare di un mitico cantastorie tutto si armonizza: voci, immagini, colori, parole, toni
E la cosa che riesce di più ad intenerire Del Sere  ? “ Niente – scrive Giulio riesce ad intenerirmi quanto un rammendo! Non ridete, vi prego”,
Perché dietro a quel rammendo ci sono quasi sempre le mani di una donna,di una mamma .Quelle piccole mani prodigiose che ti hanno raccolto appena nato, cullato, lavato accarezzato e protetto
Gilio Del Sere intona cosi' il suo grazie al Signore, al Creatore. Che dire di fronte ad
                                               “Abbiamo trasmesso”?
Almeno “grazie” con i complimenti di eccezionale, Giulio, te li meriti davvero
Carmelina Rotundo


Un libro bellissimo questo scritto da Abramo Giulio Del Sere, una biografia “con qualcosa in più “un dono
meraviglioso di un uomo che adora “il mare con la sua forza misteriosa e indomabile, le onde che corrono verso la riva, si schiantano sulle rocce, diventano schiuma bianca” di un essere umano capace di assaporare la dolcezza di camminare a Novembre …
“ Gialle foglie sotto i piedi e odore di nebbia e di terra bagnata”.
In uno stile piacevolissimo che non conosce mai brusche calate di tono. Giulio “canta! la sua vita come l’antico cantastorie, costruendo con parole “quadri” in cui si bilanciano: capacità pittoriche,
Giulio ama profondamente l’arte ; armonie musicali “Mozart mi mette allegria e Beethoven è il mio autore preferito “capacità d’attore, Del Sere,prima della radio realizza in Liguria una compagnia di giovani e, delicata sensibilità poetica, le poesie d’amore sono il cavallo di battaglia di Giulio .
“e,allora signore e signori ,soprattutto signore si mettono buone, buone accoccolate sui tappeti,sui divani e ascoltano. Questo amore ..! di Prevert
Vuoi la voce impostata, vuoi un pizzico di gigioneria e il gioco è fatto.!
Sei al centro della serata .. e questo ti fa sentire qualcuno !
Il lettore scopre attraverso questi “quadri”i segreti di un passaggio di un’anima nobile e di cui ritorna chiaro alle orecchie anche il tono di una voce inconfondibile calda e modulata nelle sue impeccabili interpretazioni.
Il sogno divenuto realtà e attraverso la trasparenza di questa anima , si ripercorre la storia della“grande”radio dal 1946 al 1983 l da Radio Genova nell’Aprile del ’45 , a Roma a Firenze dove Giulio approda nel 1950
Firenze è stata per me una scoperta, una rivelazione, una fortunata circostanza, un grande amore”
e....la storia continua.. Carmelina Rotundo  Auro

lunedì 28 aprile 2008

INFINITO

INFINITO Non potrò mai e poi mai contare i miliardi ed ancora i bismiliardi di attimi che erano e stanno passando, da Novembre 1978 a Luglio 2006. A Palazzo Borghese ,nella via Ghibellina ,al numero 110 approdavo nel penultimo mese dell’anno 1978 per la prima volta nella vita Ester Meschini Gandi, scrittrice e pittrice di talento ; così si espressa :Domani sera ( forse era il 9 Novembre) ti presento alla F.I.D.A.P.A. ( Federazione Internazionale Donne Artiste Professioni Affari ) Ed alla mia replica:“ La mattina seguente discuterò la mia tesi di laurea in lingue e letterature straniere vorrei ...” Ester così sentenziava “:Ancora meglio, alle cena ci sarà il Magnifico Rettore Enzo FerronI, un motivo in più per venire ! Fatto sta, accettai. Quella sera, non potevo saperlo, segnò e ridisegnò la mia vita. ; da allora infatti cominciai le mie frequentazioni del Palazzo ,legato soprattutto ai Giovedì della FIDAPA. L’elegantissimo ambiente raffinato contrastava , a dir la verità, con la semplicità del mio vestire, la compagnia di età molto superiore alla mia mi andava arricchendo della saggezza e della calma anche se ,a distanza di tempo mi accorgo, mi teneva lontano dalle corse della giovinezza che ora vado desiderando per quei flussi e riflussi della vita. Sarah Borgiotti, la mitica presidente della F.I.D.A.P.A designandomi sua segretaria personale mi coinvolse nella redazione dei resoconti delle nostre attività, relazioni che tanto furono apprezzate da farmi guadagnare le lodi financo della Presidente Nazionale. Per anni, ai Giovedì letterari, insieme ad altre socie , vengono recitate mie poesie ... il caso vuole che è del 1978 il mio primo volume di poesie edito da Cultura Editrice diretta da Gianni Giovannoni A tutti coloro che... io dedico. A tutti coloro che vivono in una stanza buia perché trovino, la forza di aprire loro una finestra su un cielo azzurro io dedico. Nel flusso della cultura delle cose nobili mi immergerò, esistendo. Oggi riapprodavo al Palazzo Borghese in altra stagione, in altra età, con altra compagnia. La prima impressione è di spaesamento . Lo scalone così sontuoso, così imponente, come non lo avevo mai prima visto , lontano da quella famigliarità di anni trascorsi ;raggiungo , senza riconoscere , le sale quella degli specchi che ,per me ,sembra aver perdute tutte le coordinate geografiche , le sedie sicuramente non sono più le stesse , anche se sono rimasti inalterati i divanetti laterali. I luoghi che si ridisegnano nella mente, le motivazioni per cui ero ritornata, però erano le stesse con una voglia matta di ascoltare poesia, grazie ad una manifestazione di eccellenza, come sempre lo sono quelle organizzate dalla Fondazione “Il Fiore”. Che piacere ! Rincontravo: Alberto Caramella, Manuela, Tony, Francesco ... C’è tutta Firenze e anche l’assessore Eugenio Giani ….. E, mentre le onde dei ricordi mi bagnano e mi ribagnano, ecco accarezzare l’udito le poesie del sommo poeta Dante, di Boccaccio,Michelangelo, Lorenzo il Magnifico. Luzi ,Caramella. Il sospiro, il respiro, i toni, le tonalità, i colori, le altezze le modulazioni della voce, il moto del corpo degli attori e delle attrici, quando il tempo e lo spazio sono una cosa sola . Sono l’infinito Io sto piangendo, sto ridendo, sto provando gioia e dolore, amo ed amo. Con te, per te: Alberto dedico un grazie per questa serata con cuore, Tua Carmelina La mia mente, il mio cuore, le mie speranze vivono nell’ INFINITO : d’infinito.

martedì 22 aprile 2008

SOGNO DI SOGNARE

Il sogno della vita .La vita è sogno e... le cose che succedon son straordinarie o almeno mi piace pensarlo...come la mostra dove sono esposte le opere di AMALIA CIARDI DUPRè al GRUPPO DONATELLO. Che conosco AMALIA è una vita,ma lei riesce sempre a coinvolgermi con la bellezza- l'intensità dei suoi lavori. Le sculture che portano il titolo SOGNO ritraggono donne che sognano davvero e i gabbiani raccontano del desiderio di volare dell'essere umano di AMALIA; le maternità di pura bellezza dicon del miracolo della vita del... la scultura in marmo bellissima tra le mani ha fasci di spighe di grano ...ed io sogno sognando di VINCIGLIATA del grandioso capolavoro unico al mondo dove ho conosciuto AMALIA senza piu'poterla dimenticare ;i miei sogni di donna, i miei desideri di volare con lei diventavano tangibili grazie AMALIA di esistere.

venerdì 11 aprile 2008

CONTRO I GRIGI DELLA VITA,forse inutilmente

La poltrona su cui ci si siede,la piu' perfetta,che potessi mai desiderare non ho bisogno di toccare alcun tasto per scegliere la direzione: lei sa benissimo, o almeno me lo avevano fatto credere ,i miei desideri;li conosce per quel contatto tra le mie molecole ,tra i miei atomi e i suoi.
IO sono tra quegli esseri in ingrado di superare tranquillamente i mille anni senza problemi :i miei arti ricambiabili ad un impulso quando volevo e, sempre per un impulso posso alienare tutte le mie esperienze:dolori,gioie,lasciando da parte,ogni reazione che puo' perturbare il transito del tempo tutto cio' che appartiene al cuore annullato dal registro dei millenari eppure ...
una mattina ,trasgredendo alle regole mi affaccio alla finestra della mia perfetta perfettunta casa lavoro.... un viandante cerca riparo,quasi la pioggia gli desse fastidio ,io non me la ricordo piu' la pioggia ,per qualcosa che non so gli apro la porta
non so non so.... un essere umano :gli occhi espressivi mi frugano dentro e lui che comincia a toccarmi per sapere come , di che cosa sono, come e' fatta quella mia poltrona che prova invano a tenermi ferma :mi fa piacere no, non dovevo aprire quella porta,ma non sono in grado di tornare indietro il registro ,su cui ero segnato il mio nome ,un nome antico strano
Carmelina,
segna il compleanno dei 500 anni ..... dovevo buttarlo fuori dovevo,ma non posso, o forse non VOGLIO non potevo non volevo; sta iniziando una terribile storia di contaminazione di desideri di pioggia -di azzurri -di sole- di camminare con le mie gambe- di esprimere i mie desideri -di dialogare, forse DI AMARE ...mi ritorna in mente il mare, il mare dove io sono nata ad Orbetello che ho nel cuore e negli occhi...
in quel momento sO con certezza che il mio nome sta per essere cancellato dal registro dei millenari.... il mio nome sta scomparendo mi tornavano in mente i prati- -i fiori - il cielo, prima della mia sterilizzazione la luna -le stelle sto riprendendo le mie sembianze umane i miei occhi tornano a splendrere l'azzurro ritorna nelle mie emozioni, in me dentro di me!
"Ti desidero "
le sue parole.... come uragano mi travolgon e mi avvolgono so perfettamente che dopo non saREeI mai piu' potuta tornare indietro
una lacrima...
poi, un sorriso nell'amore all' amore pagavo la mia moneta :500 anni in meno, ma la felicita' dell' azzurro non potevo non volevo non
DAI RACCONTI DI DON CHISCIOTTE...un tempo un errante cavaliere percorreva ....con il suo saggio scudiero...
In quel mentre scorsero trenta o quoranta mulini a vento che si trovavano in quella pianura,e appens DON CHISCIOTTE li vide,disse al suo scudiero:la fortuna guida i nostri affari meglio di....
"Che giganti ?"domando' Sancio Panza....
Quelli là -rispose DON CHISCIOTTE- con LE BRACCIA LUNGHE ......"
Con la lancia in resta,mise ronzinante a gran galoppo, si precipito' contro il primo mulino.... ma in quel momento il vento la fece girare con tanta violenza,che mando' la lancia in mille pezzi e si portò dietro cavallo e cavaliere......

martedì 1 aprile 2008

TRICOLORE



UN ATTO DI FEDE E’ IL TRICOLORE .

L’articolo 12 della vigente Costituzione italiana recita :
la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano
;verde, bianco e rosso a tre bande verticali di uguale dimensione.

Importa intenderci sul significato dei vocaboli.
La bandiera è materialmente un drappo , da esporsi attaccato ad un’asta
che mostra lo stemma ,un distintivo ,un ideogramma di un ente,una corpo-
razione,un’ impresa ., spiritualmente è un simbolo di una nazione che esige
onori e rispetto. Vi sono delle bandiere di importanti città storiche decorate
di medaglia d’oro.
La Repubblica si definisce sotto la frase L’Italia è una repubblica fondata sul
lavoro.




Ma l’ Italia si conosce sotto diversi aspetti.
Per un geologo,come Antonio Stoppani ,può essere un territorio geografico
che egli si compiacque definire con i versi di Francesco Petrarca : Il bel Paese
che Apennin parte, il mar circonda e l’ Alpe , Dimenticava le tre isole ,Sicilia
Sardegna e pure Corsica che è sempre territorio italiano.
Egli neppur pensava che il “bel paese” sarebbe stato declassato dalla industria
casearia come pregiato formaggio.
Oggi per noi l’Italia è una Nazione, una Istituzione che altro poeta definì .
Una d’armi, di lingua d’altare
di memorie, di sangue e di cor.
Qui interviene la Storia. Una Nazione come la nostra attraverso tante gene-
razioni ( di lavoratori,navigatori e poeti ) è una PATRIA, e ,nel nome di essa ,
ci affratelliamo tutti.( ce n’è un esempio nel dantesco Purgatorio : “ io son
Sordello,della tua terra e l’un l’altro abbracciava “).
Ora che si siamo intesi sui vocaboli comprendiamo che cosa significa il
tricolore .




Fu già adottato dal letterato e farmacista Giuseppe Compagnoni,
in una assemblea della repubblica cisalpina nel 1797.
Una poesia del Mantegazza ne descrisse i colori guardando una rosa.
Dovunque in Italia è cerimonia, appare il tricolore. Come un sacerdote nelle
sue funzioni indossa una stola, così il sindaco si decora con un tricolore. Il
vessillo tricolore è presente dove si svolgono le elezioni . Il presidente della
Repubblica,quando pronuncia un messaggio agli italiani si pone accanto ad
un tricolore . Tricolori sono le maglie degli sportivi vincitori in gare nazionali.
Anche l’impiego del tricolore è soggetto ad una disciplina . non sarebbe le-
cito usare la bandierina nazionale come contrassegno di un partito nelle schede
elettorali. Quando s’alza o si ammaina il tricolore sui luoghi di raduno, si impone
un segnale . Una offesa al decoro del tricolore viene punita come vilipendio .

Il tricolore, cosi messo in valore è dunque il soggetto di un rito.
Un rito ; dunque una convenzione che tutti accettiamo, senza ritrovarci un fatto emotivo
personale . Ci si conforma, nei limiti della discrezione.
Ed ecco come nei giorni delle feste nazionali. oggi se ci guardiamo attorno vediamo esposto il tricolore negli edifici pubblici ,oppure no ; e no del tutto ai balconi delle nostre
case. Un tempo non era così . Un tempo nei giorni di giubilo bandiere sventolavano e
campane squillavano . altrettanto nei giorni di tristezza
Lo scorso mese ,per la morte del Pontefice venne proclamato il lutto nazionale , ci siamo
anche commossi ,ma nessuno aveva un tricolore da esporre a mezz’asta .Come mai ?
Sta di fatto che il conformismo ci ha resi osservanti di una strana forma di indifferenza,
di splendido isolamento che con termine straniero diciamo “ privacy”. Siamo al punto
se noi, unici in un quartiere,ritrovata una logora bandiera,la esponessimo, taluno farebbe
dell’ironia verso la nostra vanità o vanagloria. Meno che mai se andassimo a comperarne
una nuova.
A questo punto tocca a noi delle vecchie generazioni riportare quelle giovani al culto
delle memorie nazionali Questa frase sembra obsoleta , eppure nell’edificio delle Poste
a Firenze(in via Pellicceria) leggiamo in una lapide dedicato ad un fiorentino queste righe
L’ASSOCIAZIONE ITALIANA / PER IL CULTO DELLE MEMORIE NAZONALI/ POSE IL XV GIUGNO MCMXXIV
Questa associazione non esiste più, forse perché vittima di vicende politiche
Ma varrebbe la pena di riesumarne uno scopo : quello di richiamare l’attenzione dei gio-
vani e del popolo alla memoria degli eventi nazionali che rimane altrimenti riservata alle
poche e meno loquaci perone dotte.
E per queste memorie ricorrono in queste settimane tre importanti date :
il 24 Maggio. ,quello di esattamente novant’anni fa quando l’Italia entrava in guerra.
il 2 Giugno che i calendari indicano Festa della Repubblica ,
il 22 Giugno , data eccezionale in cui ricorre il secondo centenario della nascita di
Giuseppe Mazzini ( Genova 22 Giugno 1805 ,Pisa 10 Marzo 1872).
Questa è appunto una memoria nazionale che dobbiamo richiamare al popolo di tutte
le fedi. A Dio alla Patria e alla Famiglia Egli ci esortava nel suo prezioso volume sopra
i Doveri dell’Uomo ; .un opera che oggi meriterebbe di essere ristampata e diffusa.
Ed insieme al volume importerà far conoscere le vicende della sua vita , da quando
fu presidente della repubblica romana ( 1849 ) al suo esilio, al suo carcere a Gaeta
al soggiorno a Genova ed a Pisa, dove moriva in casa Nathan come dottor Brown
in forma estremamente umile.
Ci sentiremo noi una buona volta di esaltare questo rito ad una espressione di atto di fede ?
Non finisce qui.
Ad onorare il tricolore nelle nostra strade solo la città di Milano annovera una Piazza del
Tricolore.
Vi sono in diverse città italiane con nomi di strade non graditi o inconsueti che potrebbero .trovare questa migliore intestazione.
Vedano gli addetti alla toponomastica stradale in accordo con i dimoranti in queste vie
di provvedere in merito.
Ancora un suggerimento di un’altra epoca ; quando il Sindaco si chiamava “Podestà “
Ad ogni matrimonio con la formazione di una nuova famiglia (quando il parroco cele-
brante offriva agli sposi un crocifisso da appendere alle pareti domestiche) quel podestà
regalava un tricolore ( ma quello era monarchico con nel mezzo uno stemma ) da esporre
anche se l’ Italia vinceva qualche campionato del mondo
Qualche campionato potremmo ancora vincerlo se un tricolore ci porterà fortuna.?