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mercoledì 26 luglio 2023

Intervista a Laura Biagioli in occasione dell’inaugurazione dei locali a Firenze in via della Rondinella di Carmelina Rotundo Auro

STORIA DI UNA COMBRICCOLA E NON SOLO

Intervista a Laura Biagioli in occasione dell’inaugurazione dei locali a Firenze in via della Rondinella di Carmelina Rotundo Auro  

“Quando e come prende vita l’idea di creare la Combriccola delle Sferruzzatrici?"


Parrà strano a dirsi, ma è proprio GRAZIE alla pandemia che tutto ha avuto inizio.                                                                                                 Mi chiamo Laura Biagioli e lavoro come animatrice presso il Centro Servizi per Anziani Il Gignoro della Diaconia Valdese Fiorentina.                                                                                                              Non mi dilungherò su cosa abbia significato la pandemia per ciascuno di noi, e neanche su come essa abbia radicalmente trasformato la vita quotidiana all’interno delle case di riposo, che ancora fanno i conti con qualcosa che ovunque è sparito, tranne che al loro interno, perché sicuramente avete avuto modo di farvene un’idea.                                                                                                    Mi limito a condividere qualche riflessione maturata a partire dalla mia esperienza personale e professionale. In un certo senso, se per i colleghi di altri servizi era chiaro cosa e come doveva essere fatto, per noi animatrici la pandemia ha comportato una re-invenzione di tutto ciò che avevamo sempre fatto e, soprattutto, delle modalità con cui lo avevamo sempre fatto.                    Nel nostro linguaggio quotidiano sono diventate ricorrenti parole come: tamponi, isolamento, distanze, tute, mascherine, visiere, soprascarpe, bolla, stanza degli abbracci, videochiamata, on line, Meet, Zoom … E tutto questo in un’atmosfera assolutamente surreale fatta di silenzi, solitudine e mancanza di contatto.                                                                                                              Soprattutto i primi tempi. Poi si sa, o si soccombe o si reagisce ….                                                     E’ a questo punto che nasce la Combriccola delle Sferruzzatrici e una tua bellissima frase, ATTRAVERSAR TEMPESTE PER COSTRUIRE ARCOBALENI, restituisce esattamente il senso profondo di questa esperienza.                                                                                                              Per spiegare meglio di cosa si tratta, prendo a prestito le parole contenute nel libro Tu cambi il dolore in danza. La forza della resilienza di Licia Saillen, perché è di resilienza che in effetti si è trattato:                                                                                                                                                “La resilienza è la capacità di un gruppo o di un individuo di affrontare grandi difficoltà, che sia un trauma grave, un lutto, una perdita importante, e di crescere nonostante tutto. La resilienza non si limita alla mera resistenza nelle difficoltà, ma comprende la capacità di ricostruire la propria vita, di trasformare una ferita in ricchezza, una sofferenza in un punto di forza che dia senso alla vita. (…) E’ un processo di adattamento creativo e di trasformazione, a dispetto delle circostanze e delle esperienze avverse e sfavorevoli”.   

La citazione contiene alcune parole chiave che descrivono in maniera perfetta cosa è stata e cosa continua ad essere la Combriccola: gruppo, grandi difficoltà, crescere, ricostruire, trasformare, dare senso, adattamento creativo.

"Come si è configurato il gruppo?"

La Combriccola si è configurata da subito come un gruppo “informale” di donne eterogenee per età, per provenienza geografica, per condizione sociale, per condizione fisica e altro ancora. Con alcune ci conoscevamo già prima della pandemia, con la maggior parte ci siamo conosciute durante la pandemia, e con altre ci stiamo conoscendo dopo la pandemia. Ho appena volutamente ripetuto tre volte la parola “pandemia”, che, come scrivevo all’inizio, quanto a grande difficoltà credo che negli ultimi tempi e almeno per quanto concerne il nostro paese, abbia avuto pochi uguali. 

“Su quali fondamenta si consolida il gruppo?"

Come animazione abbiamo dovuto cercare prima di tutto di dare un senso a tutto quello che stava succedendo intorno a noi, trasformando le criticità in opportunità e ricostruendo le nostre modalità di lavoro, le nostre attività, le nostre relazioni anche, e soprattutto, con quelle realtà con le quali negli anni avevamo costruito dei progetti, e che, a causa della pandemia, non potevano più varcare il cancello. Una di queste realtà era AILO (The American International League of Florence ODV) con la quale avevamo realizzato un innovativo progetto denominato Svecchi-Art che metteva in dialogo due generazioni e combinava due linguaggi artistico-espressivi urbani: quello della street art e quello dello yarn bombing.                                                                                                                                             Nel frattempo, nella casa di riposo (il centro diurno era chiuso e con alcuni ospiti facevamo attività a domicilio) era sorta la prima bolla, all’interno della quale ogni ospite era isolato. Ad un certo punto, ha iniziato a farsi sempre più pressante la richiesta da parte degli operatori dell’assistenza di avere ferri e lana per le signore. Della cosiddetta lana-terapia applicata in diversi ambiti sentiamo parlare ormai da qualche tempo. Ecco, in maniera del tutto spontanea, era quanto stava accadendo per le nostre signore: il lavoro a maglia come reazione terapeutica all’isolamento a all’angoscia che stavano vivendo.     E’ così che abbiamo deciso di riprendere i contatti con AILO e dare un senso a tanto sferruzzamento. Abbiamo intercettato il progetto dei pacchi di Natale di ACP al quale aderiva la chiesa cristiana evangelica di via della Vigna Vecchia (che insieme alla chiesa Valdese e a quella battista, è regolarmente presente nella gestione del momento biblico settimanale al Gignoro) e abbiamo realizzato degli splendidi cappellini per bambino da inserire nei pacchi. All’inizio, un po’ su Whatsapp, e un po’ su Meet, sferruzzando a distanza per piccoli progetti di solidarietà promossi dalle varie realtà associative (e non solo) fiorentine, di cui ognuna era singolarmente parte (Il Centro Servizi per Anziani Il Gignoro, la Chiesa Cristiana Evangelica di via della Vigna Vecchia di Firenze, la Rete di Solidarietà del Q1, l’American International League of Florence,…), ci siamo aperte all’altro, siamo uscite “fuori”, pur restando chiuse ognuna nella propria abitazione.                                                               Poi, finalmente, siamo riuscite a vederci di persona e abbiamo dato vita a un vivacissimo knitting caffè all’interno di un locale denominato Cirkoloco, non troppo distante dalla nostra struttura.

“Il gruppo iniziale di quante persone era formato?"

Quando abbiamo iniziato, eravamo circa una quindicina, tra anziane, operatrici e familiari del Centro Servizi per Anziani Il Gignoro, membri della chiesa evangelica, volontarie di AILO. Ma via via che i progetti si sono susseguiti, il gruppo si è ampliato grazie al passaparola prima e alla pagina Facebook poi. Oggi siamo circa una settantina.

 

 "Ci ricordi i manufatti realizzati "

 

Dopo i 60 cappellini, sono seguite 165 borsine portacellulare che abbiamo consegnato come dono natalizio agli ospiti del Centro Servizi per Anziani Il Gignoro e a quelli di un’altra RSA di Montespertoli. E’ stata poi la volta di circa 30 copertine per passeggino che la Rete di Solidarietà del Q1 di Firenze ci ha “commissionato” per le famiglie con neonati con le quali sono in contatto. A Pasqua 2021 ci siamo sbizzarrite con circa 100 coniglietti e a Pasqua 2022 con più del doppio di galline. Ne abbiamo fatto di nuovo dono agli anziani del Gignoro, ai bambini seguiti dalla Rete di Solidarietà e a quelli che Zia Caterina col suo colorato Taxi Milano 25 accompagna all’ospedale pediatrico Meyer.

L’entusiasmo, la creatività e l’impegno delle donne che via via si univano ci ha permesso di rendere realtà un sogno che custodivamo da tempo nel cassetto: quello di realizzare un albero di Natale all’uncinetto. Lo abbiamo chiamato L’Albero di Natale Viaggiante e lo abbiamo collocato davanti all’ingresso del Centro Servizi per Anziani Il Gignoro. Alto 4 metri e composto da quasi 4000 quadratini 10cmx10cm illuminati da lucine intermittenti e, quindi, ben visibile agli abitanti del quartiere, è diventato un simbolo di luce, di speranza e di rinascita che ha chiuso il nostro anno 2021 dopo i mesi bui della pandemia.

I progetti che via via si sono susseguiti hanno finito per dar vita ad autentici rapporti di amicizia, che ci hanno permesso, in quei mesi così strani e duri, di condividere in maniera molto naturale anche gioie e dolori, ognuna portando le peculiarità che le erano proprie, incoraggiandoci, pregando le une per le altre e progettando con creatività ogni tipo di iniziativa per stare insieme, compresi numerosi mercatini.  E’ proprio vero, come dici tu, che NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL'AMORE 

Durante il 2022 avete lanciato l'idea che poteva sembrare un sogno 

Sì, abbiamo iniziato a immaginare di poter rendere reale un altro sogno, ancora più grande dell’albero di Natale: quello di organizzare a Firenze, in una delle sue più belle piazze, per l’esattezza Piazza Santa Croce, la manifestazione VIVA VITTORIA, nata a Brescia nel 2015 e che ha come finalità la realizzazione di un’opera relazionale condivisa per sensibilizzare contro la violenza sulle donne. Quella di Firenze, che si terrà l’11 e il 12 novembre 2023, sarà la 29esima edizione e sarà la sola ed unica a Firenze. E’ organizzata da AILO – The American International League of Florence ODV con il sostegno, oltre che del Centro Servizi per Anziani Il Gignoro, di CONAD e Campolmi Filati, e il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Città Metropolitana.

 

Ma in cosa consiste l’opera relazionale condivisa promossa da VIVA VITTORIA?

 

In un tappeto di copertine realizzate cucendo insieme 4 quadrati di 4 persone diverse, fatti a maglia o all’uncinetto, grandi 50 cm x 50 cm e uniti da un simbolico filo rosso. Le copertine, stese su una piazza centrale della città che ospita l’evento, sono oggetto di una raccolta fondi il cui ricavato è devoluto ad associazioni che operano per il sostegno delle donne vittime di violenza. A Firenze riceveranno tale contributo Artemisia Centro Antiviolenza, ACISJF Firenze e Nosotras Onlus.

Giovedì 6 luglio 2023 è stato ufficialmente inaugurato alla presenza di Cristina Begni, Presidente di Viva Vittoria, e Maria Federica Giuliani, assessora del Comune di Firenze, lo spazio dove inizieranno a prendere vita le copertine. Tale spazio è stato messo a disposizione da Luigia, una delle fantastiche sferruzzatrici che si sono aggiunte negli ultimi tempi, e si trova in via Rondinella 62 a Firenze. A partire da lunedì 10 luglio, ogni giorno (tranne la domenica) dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 lo “Spazio Viva Vittoria” sarà aperto e accoglierà chiunque voglia unirsi alle volontarie presenti per la cucitura delle copertine, oltre che per la consegna dei quadrati ultimati e il ritiro dei filati per continuare a farne, visto che il numero stimato di quadrati necessari è almeno di 12 mila!                                                                                                                                                Ad oggi circa 4 mila quadrati sono già arrivati, creati dalle “mani ballerine” (come qualcuno le ha definite) di tantissime donne di Firenze, ma non solo, che grazie all’adesione al progetto Viva Vittoria, hanno dato vita a momenti di incontro e relazione, che è poi il senso ultimo del progetto stesso.                                                                                                                                                             Quadrati sono, infatti, arrivati da tutta la Toscana, da Reggio Emilia, da Modena, dalla Valle Cadore nelle Dolomiti, dalla Costiera Amalfitana e sappiamo che in tanti stanno lavorando per Viva Vittoria Firenze non solo in Italia ma anche in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. A realizzarli donne, ma anche uomini, di età compresa tra i 6 e i 102 anni, all’interno di centri sportivi, misericordie, centri diurni per anziani e per disabili, case di riposo, carceri e scuole.                                                                   Chiunque può ancora unirsi a questo progetto nel modo che preferirà. Ve ne suggeriamo alcuni: 

1. ovviamente realizzando i famosi quadrati di lana o di cotone come più piace, o come meglio riesce, e consegnandoli entro il 10 ottobre. Due uniche condizioni non negoziabili: devono misurare 50 cm x 50 cm e devono portare sul davanti il nome o una sigla di chi lo ha realizzato, perché ogni quadrato equivale al proprio no contro la violenza sulle donne

2. procurandoci lana (quella dimenticata in un armadio, quella della vicina, ecc…) di tutti i colori, di tutti gli spessori; 

3. condividendo questa iniziativa con chi ritenete potrebbe essere interessato (ci sono mamme che hanno iniziato a sferruzzare mentre guardano la partita di calcio dei loro figli, …)

4. venendo a cucire i quadrati nello “Spazio Viva Vittoria” in via della Rondinella 62

5. partecipando nei giorni 11 e 12 novembre all’evento in piazza Santa Croce e portando amici e…

6. in qualsiasi altro modo la vostra creatività vi suggerirà

 

Sai, il giorno dell’inaugurazione dello spazio Viva Vittoria Firenze tra le sferruzzatrici ce ne era una con la quale ci conoscevamo già per via della facoltà di scienze della formazione primaria, perchè tutor, che della biblioteCanova perché direttore del giornale “Aghi di pino”. Si tratta di Renza del Biblioknitcaffè-Bibliotecanova- Firenze Isolotto. Lei è a conoscenza che io scrivo poesie e così mi ha invitato a proporre una sorta di esperimento poetico su Viva Vittoria… Pensi che possa essere una buona idea?

Ma certo!!! Sarebbe davvero un bellissimo dono se la poetessa Carmelina Rotundo Auro partecipasse con i suoi versi ispirati a Viva Vittoria!







 

Per maggiori informazioni potete consultare www.vivavittoria.it,                                                                            la pagina facebook Viva Vittoria Firenze, la pagina Instagram vivavittoria_firenze                                              o scrivere a vivavittoria.firenze@gmail.com o a dvfanimazione@diaconiavaldese.org                                                                              

 

sabato 15 luglio 2023

Le interviste al convegno: per un rilancio della Public History in Toscana. il 5 giugno all’SMS di Rifredi

   Al circolo di RIFREDI  le Interviste  con







il vice direttore del





Museo Galileo  in piazza de' Giudici  

e con il professore







organizzatore del convegno  .

Ringrazio per le foto  HELENA 
 Per un rilancio della Public History in Toscana. Convegno il 5 giugno all’SMS di Rifredi


La PH ha avuto uno straordinario successo negli ultimi anni e sembra un fenomeno nuovissimo in Italia, ma in realtà è un campo di attività che ricomprende, con uno spirito nuovo, un tessuto diffuso di iniziative e di enti, radicato in una tradizione a volte plurisecolare. Verterà su questo il convegno organizzato il 5 giugno all’SMS di Rifredi a Firenze, via Vittorio Emanuele II n.303 (tramvia: linea T1.3 direzione Careggi Ospedale, fermata Vittorio Emanuele). La giornata di studi è curata dalla Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” in collaborazione con: Associazione Italiana di Public History, Associazione Amici di «Ricerche Storiche», Associazione delle istituzioni di cultura italiane - Deputazione di Storia Patria per la Toscana, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux; con il patrocinio di Regione Toscana.

 

Il convegno si inserisce nell’ambito della V Conferenza Nazionale della Associazione Italiana di PH in programma dal 6 al 10 giugno a Firenze. È un arrivo ma anche un ritorno, dato che il primo nucleo che poi dette origine all’AIPH trovò un punto di partenza proprio a Firenze, fra l’Istituto Universitario Europeo e la rivista «Ricerche Storiche». Il convegno è anche un modo per dare un saluto di benvenuto, da parte dei “public historians” toscani alle centinaia di amici e colleghi che arrivano da tutta Italia per la Conferenza.

 

Il convegno - La PH è public perché è partecipata: occupa uno spazio culturale che sta fra le agenzie istituzionalmente incaricate di trasmettere la conoscenza storica (scuola e università) e l’industria culturale, che propone prodotti destinati ad un consumo tendenzialmente passivo. È quindi una componente di quella società civile, di quella “tradizione civica” che è stata vista come parte essenziale di un “modello Toscana”. Inoltre, una caratteristica della PH italiana è l’attenzione al legame tra comunità e patrimonio culturale, che in Toscana è particolarmente forte. Coloro che operano nel campo della PH hanno problemi comuni, e sempre più forti, per la trasformazione digitale e le complessità burocratiche, ma si trovano ad affrontarli da soli. Queste trasformazioni non creano solo problemi, ma anche opportunità, per le quali è utile confrontarsi e collegarsi. Il convegno cerca di farlo mettendo insieme i grandi istituti prestigiosi di AICI, che devono avere risorse e patrimoni importanti, con le piccole e a volte effimere realtà del territorio, che però sono spesso le più creative e originali in ottica di PH.

 

Programma

Ore 09,00 Saluti e interventi introduttivi

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana

Maurizio Degl’Innocenti, Presidente della Fondazione Turati

Valdo Spini, presidente onorario AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane

Giuliano Pinto, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Toscana

Maria Pia Paoli, presidente ARS - Amici di Ricerche Storiche

Serge Noiret, presidente AIPH - Associazione Italiana di Public History

 

Ore 09,30: Sessione I – I soggetti:

Presiede Luigi Tomassini

− La rete toscana di AICI: un patrimonio culturale fra tradizione e innovazione (on. Valdo Spini)

− Musei, archivi e biblioteche: fra attività istituzionale e attività di coinvolgimento del pubblico (Manuel Rossi, MAB – Musei-Archivi-Biblioteche)

− Le Accademie (Maria Pia Paoli, Scuola Normale Superiore, Pisa)

− Gli Istituti Storici della Resistenza (Matteo Mazzoni, Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea)

− Memoria locale e storia nazionale: la storia del Risorgimento nella dimensione toscana (Fabio Bertini, Società Toscana per la Storia del Risorgimento, Coordinamento Nazionale Associazioni Risorgimentali)

− Storia, scienza, nuove tecnologie: possibili approcci di Public History (Giovanni Di Pasquale, Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza)

 


− Contrade e memorie storiche a Siena (Aurora Savelli, Università di Napoli L’Orientale)

− Cammini e itinerari storici: esperienze toscane (Mirco Carrattieri, Liberation Route Italia)

− Raccogliere e trasmettere le memorie popolari e proletarie: passato e presente dell'Istituto Ernesto De Martino (Valerio Strinati, Istituto Ernesto De Martino)

− La memoria e la scrittura delle donne (Carla Zarrilli, Ass. Archivio per la memoria e la scrittura delle donne)

− Didattica della storia e Public History – esperienze toscane di INDIRE (Pamela Giorgi, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa)

− Luoghi e momenti dell’archeologia pubblica in Toscana (Guido Vannini, Università di Firenze)

 

 

Ore 14,00 – Saluti:

Riccardo Nencini, presidente Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux

Marzia Frediani, presidente ARCI – Comitato di Firenze

 

Sessione II - I temi:

Presiede Luigi Mascilli Migliorini

− Storia locale e Public History in Toscana: questioni di metodo fra tradizione e nuovi contesti digitali (Luigi Tomassini, Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”)

− Attività editoriali delle associazioni storiche in Toscana (Francesco Mineccia, Università del Salento)

− Memorie visuali della Toscana in una dimensione di Public History (Claudia Baroncini, FAF Toscana - Fondazione Alinari per la Fotografia)

− Public History e “terza missione” universitaria (Roberto Bianchi, Università di Firenze)

− La storia del lavoro e la memoria diffusa (Stefano Bartolini, Fondazione Valore Lavoro)

− La storia orale (Paolo De Simonis, Università di Firenze)

− Leggere il patrimonio territoriale: i parchi tematici tra ambiente e paesaggio (Rossano Pazzagli, Università del Molise)

 

Ore 16,00-16,15 Pausa caffè

Ore 16,15-18,30 – Sessione III

Forum: Idee e proposte per un coordinamento delle associazioni e delle attività di Public History in Toscana (aperto alla libera discussione delle associazioni e dei soggetti presenti al

convegno).

Coordina Francesco Catastini (Amici di Ricerche Storiche)

 

Interventi programmati:

Deputazione di Storia Patria per la Toscana (Giuliano Pinto)

Archivio diaristico Nazionale – Pieve S. Stefano (Natalia Cangi)

Associazione Amici del Museo Stibbert – Firenze (Alessandro Del Taglia)

Associazione di Studi Storici Elio Conti (Andrea Barlucchi)

Brigata di Raggiolo (Franco Franceschini)

Centro di Documentazione Tradizioni Popolari Empolese Valdelsa (Rossana Ragionieri)

Centro nazionale di studi napoleonici e di storia dell’Elba (Luigi Mascilli Migliorini)

Domus Mazziniana – Pisa (Pietro Finelli)

Fondazione Spadolini – Firenze (Gabriele Paolini)

Istituto storico provinciale della resistenza Grosseto (Ilaria Cansella)

Istituto storico provinciale della resistenza Pistoia (Francesco Cutolo)

Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza – Firenze (Giovanni Di Pasquale)

Museo della Conceria – Santa Croce sull’Arno (Antonella Strozzalupi)

Società italiana per la museografia e i beni demo-etnoantropologici – Simbdea (Emanuela Rossi)

Società Storica della Valdelsa (Sabina Spannocchi)

 

17,30 Interventi liberi e dibattito

Ore 18,30 Conclusioni

 

Data la straordinaria ricchezza e varietà delle esperienze di PH in Toscana, che non è stato possibile ricomprendere nel programma, il convegno è aperto a tutti i soggetti che si occupano di Public History, i quali, se si prenoteranno presso la segreteria fino al giorno precedente, potranno svolgere un intervento nello spazio dedicato al Forum nella terza sessione. Sono in ogni caso liberi e graditi gli interventi negli altri spazi previsti per la discussione.

Coordinamento scientifico: Fondazione Turati – Amici di «Ricerche Storiche».

Informazioni e segreteria: Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”.

segreteria@fondazionestudistoriciturati.it

Tel. 055.243123

Layout grafico e stampa: Pacini Editore, Pisa

 


sabato 4 marzo 2023

Intervista a FEDERICO DESIMONI Direttore generale Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena

 Itinerari dedicati ai cibi e alle bevande per date per luoghi nel tentativo di conoscerne le storie  e percorrere le terre dove vengono le materie prime che, poi lavorate,  portano sulle nostre tavole le delizie  oltre che ad un  percorso  storico e geografico vorrei trasmettere la voglia  di venire a conoscenza  dei processi e dei luoghi  di produzione e di trasformazione per un piacere in più!

 La sua professionalità e la sua cultura   Direttore generale  del Consorzio Tutela aceto Balsamico di Modena   Federico  Desimonila la sua passione  mi hanno  fatto nascere il desiderio di approfondire  origini- storie  come questa dell' aceto balsamico di Modena . 

 L' aceto balsamico ha un suo cognome  Di Modena la storia per farlo a quando risale ?

 Che cosa è cambiato nei secoli?

 Quando nasce il Consorzio tutela  Aceto balsamico?

 Una Ricetta ?

  Consigli- segreti per apprezzarne al massimo le qualità e godere delle proprietà nutritive ?

 ed ora lasciamoci andare a  tracciare itinerario dei luoghi principi per conoscere questo straordinario prodotto 

martedì 28 febbraio 2023

Intervista all'ingegner TOMMASO MANENTI Laboratori BIOKYMA Anghiari Arezzo

intervista Tommaso Manenti. PhD, R&D Laboratori Biokyma , Anghiari, (Ar) Cresce in modo esponenziale il numero di pubblicazioni scientifiche sull’efficacia dei principi attivi contenuti nelle piante medicinali per la salute dell’uomo. Spinti da un progresso della precisione di analisi ed individuazione dei principi attivi, gli studi riescono a fornire importanti informazioni dal mondo delle piante come possibili meccanismi d’azione, dosaggi, durata dei trattamenti, con particolare attenzione agli effetti indesiderati ed eventuali interazioni con principi attivi contenuti in altri trattamenti. Tutte queste informazioni garantiscono un utilizzo attento e sicuro delle piante medicinali, sempre sotto la guida accorta del professionista, medico, farmacista e erborista. Nella intervista che segue parleremo di piante officinali, di progetti di ricerca che studiano i loro effetti benefici attraverso una intervista al dottor Tommaso Manenti, responsabile del settore ricerca e sviluppo presso un’azienda in Toscana, i Laboratori Biokyma, che coltiva, raccoglie e trasforma piante officinali. Tommaso, dopo aver conseguito una laurea presso l’università di Bologna, è stato ricercatore in Genetica molecolare presso il dipartimento di Bioscienze presso l’Università di Aarhus (DK). Una occasione d'incontro e di dialogo concretizzatasi grazie al FLORENCE GERIATRIC HEALTH ALLIANCE a Firenze, dal ---- al -----, convegno magistralmente organizzato da Daria Santarelli della mcointernationalgroup, un convegno che ha brillato per prestigiosa e qualificata presenza dei massimi esperti del settore che hanno favorito l'approfondimento di tempi legati alla geriatria e alla cura anche con il connubio con la pet terapia; all'interesse delle varie sezioni si sono unite le emozioni per il dialogo sorto per le domande poste e per l'introduzione del momento della poesia non ultima la presenza di espositori che hanno presentato prodotti frutto di una ricerca appassionata e rigorosa! Introdurremo inoltre al valore dei connubi tra aziende e università in modo particolare tra BIOKYMA di cui potete vedere alcune foto che la collocano su un territorio della provincia di Arezzo esattamente ad ANGHIARI e l'università di Perugia che vanta una lunga e gloriosa tradizione sia come qualificata docenza che come frequenza di studenti altamente motivati Dottore su che cosa si basano i suoi studi ? Nello studio presentato al Florence geriatric health alliance abbiamo studiato l’impatto di 100 piante officinali sulla perdita di massa muscolare, un processo fisiologico collegato all’età che avanza (sarcopenia), ma che può essere velocizzato e favorito da particolari condizioni, come malattie, abuso di trattamenti farmacologici (es. Farmaci antinfiammatori), diete squilibrata, scarsa o eccessiva attività fisica, allettamento, etc. Come nasce il progetto e perché importante studiare un prodotto sull’integrità muscolare nell’anziano? il progetto è frutto di una collaborazione fra l’azienda dove lavoro, i Laboratori Biokyma e l’Università di Perugia, con la professoressa Francesca Riuzzi, Guglielmo Sorci e la giovane ricercatrice Laura Salvadori (Dipartimento di Medicina e Chirurgia Università di Perugia), e con il professor Ferruccio Poli ( Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna). Il progetto si è svolto all’interno del bando della regione Umbria “Umbria A.r.c.o’ , finalizzato a consolidare e promuovere relazioni produttive fra Università ed imprese private. Il gruppo di Perugia e leader nello studio delle malattie del muscolo, e dispone di modelli in vitro che riescono a ricreare le condizioni che facilitano l’atrofia, ovvero la perdita di massa muscolare. Quali sono state le basi e quanto tempo è durata la ricerca ? Il progetto di rierca e in corso da 3 anni, e ad oggi, ci ha permesso di formula un integratore, il KYMASIN-UP che contiene piante officinali che hanno dimostrato un’azione significativa nel contrastare la perdita di massa muscolare. 100 piante, perché? Lo studio è iniziato con uno screening sull’efficacia di 100 piante officinali, che sono state scelte un terzo basandoci su articoli scientifici presenti in letteratura, ( ad esempio, Ginkgo biloba, Maca, o Ginseng), un terzo sulla Etnia botanica ad esempio Fieno greco ed Equiseto), e l’ultimo parte le abbiamo scelte a caso. A caso? Si a caso, il motivo è che la nostra conoscenza sui principi benefici di molte piante è ancora scarsa, scegliendo le piante a random, puntavamo a scoprire cose nuove, come in effetti è successo nel caso della Withania somnifera. Dalle 100 piante sono stati selezionati 100 estratti, testati a pari dosi su modello in vitro per vedere se fossero in grado di di contrastare il danno indotto da infiammazione, utilizzo cronico di farmaci antinfiammatori e malnutrizione. Abbiamo ottenuto un risultato è stato sorprendente, talmente marcato che ci ha spinto a ripetere l'esperimento per verificare i risultati che sono stati riconfermati: la combinazione di tre piante officinali, Withania, Cardo mariano e Fieno greco, sono state in grado, in vitro, di contrastare i danni indotti da fattori atrofici, e nel caso di trattamento atrofico infiammatorio e da abuso di farmaci antifiammatori, la Withania è addirittura riuscita a portare le cellule danneggiate a condizioni migliori rispetto a quello di partenza. I risultati benefici del trattamento sono poi stati confermati anche da studi in vivo su topolini anziani e su cellule umane di soggetti sarcopenici. Avete potuto fare altre scoperte in contemporanea ? Il progetto di ricerca sta andando avanti e stiamo testando i meccanismi d’azione e la possibile applicazione del trattamento per quanto riguarda l'osteoporosi, in quanto i meccanismi che portano alla riduzione della massa muscolare sembrano essere regolati da processi analoghi a quelli che determinano la perdita di massa muscolare. Oltre agli integratori quali sono le vostre produzioni ? Oltre ad una vasta gamma di integratori studiati per problematiche quali i disturbi del sonno, stress, disturbi a carico del tratto digestivo, dislipidemie, cistiti, calcoli renali, sistema immunitario, Labatori Biokyma e Accademia della Tisana, sono leader di qualità per quanto riguarda piante officinali per infusione. Le nostre piante sono distribuite in più di mille Erboristerie e Farmacie in Italia, dove professionisti del settore le combinano in miscele funzionali per la nostra salute ed il nostro benessere, o già pronte in comodi filtri, biologici, senza aromi come nel caso della linea Sana, una linea che conta 24 tisane biologiche in filtro, not

mercoledì 9 novembre 2022

bozza intervista ingegner Tommaso Manenti

 Cresce in modo esponenziale il numero di pubblicazioni scientifiche sull’efficacia dei principi attivi contenuti nelle piante medicinali per la salute dell’uomo. Grazie a tecnologie sempre più avanzate, gli studi mostrano con precisione i meccanismi d’azione, i dosaggi, e la corretta durata dei trattamenti, con particolare attenzione agli effetti indesiderati ed eventuali interazioni con principi attivi contenuti nei farmaci. Tutte queste informazioni garantiscono un utilizzo attento e sicuro delle piante medicinali, sempre sotto la guida accorta del professionista, medico, farmacista e erborista...

  nella intervista  che segue  parleremo di piante  e dei loro effetti benefici  attraverso una intervista all' ingegnere Tommaso Manenti   ricercatore  in genetica molecolare  il quale ha svolto la sua formazione tra Bologna  e la Danimarca  pubblicando una tesi in genetica drosofila. 

 Una occasione d'incontro e di dialogo  concretizzatasi  grazie al FLORENCE GERIATRIC HEALTH ALLIANCE convegno  magistralmente  organizzato da Daria Santarelli  della

 mcointernationalgroup, un convegno che ha brillato per  prestigiosa e qualificata presenza dei massimi esperti del settore che hanno favorito  l'approfondimento di tempi legati alla geriatria e alla cura anche con il connubio con la pet terapia; all'interesse delle varie sezioni si sono unite le emozioni  per il dialogo sorto per le domande poste e per l'introduzione  del momento della poesia  non ultima la presenza di espositori che hanno presentato prodotti frutto di una ricerca appassionata e rigorosa! 

 Introdurremo inoltre  al valore dei connubi tra aziende e università  in modo particolare  tra  BIKYMA di cui potete vedere alcune foto  che la collocano su un territorio della provincia di Arezzo  esattamente ad ANGHIARI   e l'università di Perugia che vanta una lunga e gloriosa tradizione sia come qualificata docenza che come  frequenza di studenti  altamente motivati   

 Ingegnere su che cosa si basano i suoi studi ?

 Ho lavorato  e  lavoro su  molecole  sottoposte a stress.

  Tornato in Italia  lei ha potuto svolgere il tirocinio  e partecipare a vari progetti ? 

 Si' e  nel 2018  l azienda in cui  svolgevo tirocinio  è stata contrattata  dell 'Università di Perugia   per un connubio vincente tra azienda ed università con la professoressa Riuzzi .

 Quali sono state  le basi e  quanto tempo è durata la ricerca ?

 La ricerca  è durata 3 anni e mirava  a creare un integratore  a basso costo  per contrastare la  sarcopenia  cioè la riduzione della massa muscolare  fisologica  che si manifesta con avanzare dell' età  lo studio è stato fatto su 100 piante  un terzo scelte su base bibliografica ( ginco maia...) un terzo sulla Etnia botanica ( il fieno greco, l' equiseto)  il terzo a caso  per scoprire cose nuove come il luppolo la magnolia . La ricerca ha eliminato  le piante di per sé tossiche come  il vischio poi è stato ricreato in vitro  le condizioni che favoriscono  lo sviluppo delle problematiche  ovvero malnutrimento  o male assorbimento  infiammazione e danni ossidativi; dalle 100 piante  sono stati selezionati  100 estratti  di pari dosi  che sono state testate  per fare gli estratti  ed introdotti nelle cellule per vedere se fossero in grado di  di contrastare il danno  indotto  il risultato è stato sorprendente.

 I risultati ottenuti hanno portato alla formulazione dell’integratore alimentare Kymasinup e grazie alla   collaborazione fra due gruppi di ricerca guidati dal professor Guglielmo Sorci (Dipartimento di Medicina e Chirurgia Università di Perugia), e dal professorFerruccio Poli ( Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna), ed una ditta locale, i Laboratori Biokyma di Anghiari, Arezzo. Il progetto si è svolto all’interno del bando della regione Umbria “Umbria A.r.c.o’ , finalizzato a consolidare e promuovere

Relazioni produttive fra Università ed imprese private. la withania non solo  era in grado di contrastare infiammazione,  ma di portare le cellule  migliori di quelle di partenza.

  abbiamo ripetuto l'esperimento  per verificare i risultati  che sono stati riconfermai   e combinate le tre piante  che meglio contrastano le varie problematiche  abbiamo formato ilKymasinup concentrato di vitamina:  fieno greco,  cardo mariano e ginseng 

Avete potuto  fare altre scoperte in contemporanea ?

 Si l'ulteriore scoperta  è stata  effetto  nel contrastare  l'osteoporosi.

Oltre agli integratori quali sono le vostre produzioni ? 

  Associati agli integratori prodotti in più di mille varietà, le  24 tisane  biologiche in filtro o fuse  o a taglio per  le materie prime   la BIOKYMA  le cerca  in tutto il mondo oltre  le Ebe oltre  coltivate ad ANGHIARI  in altri paesi il te ad esempio dalla Cina, dalla Calabria la liquirizia,  la menta dal Piemonte . 

Carmelina Rotundo Auro 

mercoledì 13 aprile 2022

Intervista a JAMES D. DAWSON

 Intervista a JAMES D. DAWSON, 
sito web https://www.jamesddawson.com/





Ruoli e significati del fare cinema, importanza culturale e sociale del cinema ieri, oggi e domani che cercherò di indagare attraverso una intervista con un giovane filmmaker o meglio … Come ama definirsi Giacomo?

Mi definisco principalmente un appassionato di questo vasto mondo, quello del cinema. Successivamente un filmmaker che cerca di reinterpretarlo con una sua visione.

 

mercoledì 9 marzo 2022

In anteprima poesie e foto dell' architetto Gigi Ceruti

In anteprima poesie e foto dell'architetto Gigi Ceruti che ho intervistato mossa dalla curiosità e dalle emozioni che la lettura delle sue poesie, la visione delle sue foto e dei suoi quadri, hanno suscitato.


 

DUE PAROLE CON L’ARCHITETTO GIGI CERUTI

 

D.  buongiorno architetto o preferisci semplicemente “Gigi”?

giovedì 16 dicembre 2021

Intervista musica delle piante

dove nasce questo vostro interesse per il Mondo delle Piante? I soci della nostra associazione Damanhur Firenze hanno condiviso fin dall'inizio (avvenuta nel 1995) un sentimento di attenzione particolare verso questo mondo,
sia perchè le tematiche ambientali ci sono sempre state care, sia perchè ci siamo tutti riconosciuti in questo scopo comune. Per questo abbiamo dedicato per diversi anni energie per diffondere un pensiero diverso rispetto al mondo vegetale, non considerato per le sue potenzialità effettive. Quando abbiamo cominciato questa ricerca alla fine degli anni '90, abbiamo trovato “fuori” un certo scetticismo poiché le piante nel pensato comune erano più o meno considerate alla stregua di “arredo urbano” e nelle case esse erano spesso semplici oggetti ...

venerdì 30 gennaio 2015

QUANDO IL GIORNO ERA UNA FRECCIA Carmelina Rotundo intervista ROBERTO ALBORGHETTI

Intervista di Carmelina Rotundo a Roberto Alborghetti


QUANDO IL GIORNO ERA UNA FRECCIA”:
UN LIBRO SU PAPA FRANCESCO
STUDENTE, DOCENTE E EDUCATORE


PAPA FRANCESCO e Roberto Alborghetti in un percorso di conoscenza. Dopo il primo libro (Francesco, Edizioni Velar) ecco il secondo in cui il PAPA viene presentato nella sua figura di educatore. Il titolo “Quando il giorno era una freccia” incuriosisce: da che cosa nasce?
Il libro sostanzialmente è un racconto, spero coinvolgente, dedicato a Papa Francesco, ai suoi anni trascorsi nel mondo della scuola e alla sua testimonianza educativa. Lo stesso titolo fa direttamente riferimento ad un’espressione che Bergoglio ebbe per le sue esperienze da studente, ossia all’anno trascorso presso la Scuola salesiana Wilfred Baron, vicino a Buenos Aires.


Quali sono gli elementi principali di questo secondo libro?
Centosettanta pagine, ventisette capitoli, circa duecentottantamila battute di testo: sono i dati riassuntivi di “Quando il giorno era una freccia”, che è stato edito da AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) per ricordare il 40° di fondazione. Il volume è suddiviso in due parti, la prima dedicata al percorso ed alle esperienze scolastiche vissute da Jorge Mario Bergoglio dome alunno, studente, docente e rettore: la seconda riferisce invece del suo impegno in campo educativo e formativo.

Attingendo a materiale inedito, raccolto anche presso gli archivi dell’arcidiocesi di Buenos Aires, la pubblicazione indaga non solo il rapporto costruito con il mondo della scuola, ma anche e soprattutto le tematiche educative care al futuro Papa Francesco, le attività pastorali avviate nell'arcidiocesi di Buenos Aires, la “lezione di vita” di un vescovo che, come successore di Pietro, non smette mai di essere maestro ed educatore. Non per niente l’ultimo capitolo è dedicato al racconto dello straordinario incontro di Papa Francesco con il mondo della scuola italiana in Piazza San Pietro (10 maggio 2014).


Per te, quali sono i fondamenti dell'attività educativa di Papa FRANCESCO?
Come scrive nella prefazione del volume il Cardinale Zenon Grocholewski, viene davvero spontaneo domandarsi da dove deriva a Papa Francesco questa passione educativa. Ho dunque cercato una risposta rivisitando gli anni che Jorge Mario Bergoglio ha trascorso nel mondo della scuola come studente e docente, nonché la testimonianza del suo ministero pastorale vissuto con uno spiccato interesse educativo.

L’itinerario a ritroso mi ha permesso di illustrare che, per Papa Bergoglio, l’educazione è la ricchezza di un patrimonio ricevuto dall’amore di molte persone, da incontri e luoghi sempre nuovi, dall’accoglienza conviviale delle differenze, per introdursi nella realtà e costruire il futuro – come ha affermato l’allora Arcivescovo di Buenos Aires – da «cittadini solidali, dotati di senso storico e collettivo della comunità, responsabili, che conoscano le radici della propria identità e siano coscienti del destino comune del proprio popolo».

Il libro si apre con questa frase: “L'educazione è la chiave per tutto il cambiamento e lo sviluppo sociale. Salute, educazione, lavoro sono prioritari per la società”: sono parole chiare ed inequivocabili. Le ha scritte Papa Francesco in una e-mail inviata personalmente il 7 agosto 2013 ai rappresentanti dell'Unione Docenti della Provincia di Buenos Aires e all'amico Gustavo Vera dell'Associazione La Alameda che si batte contro il lavoro in regime di schiavitù e contro le varie forme dell'emarginazione nella metropoli argentina. Nella loro immediatezza, riassumono non solo il pensiero di Papa Bergoglio sull'importanza della sfida educativa, ma anche esprimono l'attenzione e la sensibilità evangeliche di un uomo nei confronti delle emergenze sociali.

C’è qualche altro aspetto che desideri sottolineare in questa tua fatica editoriale?
Sì. Il libro nasce all’interno dell’impegno di una grande associazione, l’Agesc, che ha voluto questa pubblicazione per celebrare i suoi fecondi 40 anni della fondazione. Il libro è dunque un dono non solo per i genitori delle scuole cattoliche, ma anche per tutti coloro che sentono l’attuale “emergenza educativa” come “periferia” alla quale andare incontro con “speranza ostinata”. Mi auguro che in queste pagine, i genitori dell'AGeSC, come tutti gli educatori ed il mondo scolastico, possano trovare stimoli, motivazioni e suggestioni per rinnovare il proprio legame con il bene-scuola e per non “lasciarci rubare l'amore per la scuola”. Un impegno, questo, che si fonda soprattutto sull'esempio di vita, “una delle dimensioni più belle e profonde dell’educatore”, come diceva l'allora arcivescovo di Buenos Aires. Perchè è la testimonianza a consacrare “maestro” un insegnante, un genitore e ogni educatore, e a renderli “compagni di viaggio alla ricerca della verità”. Perchè è appunto “il testimone che col suo esempio ci sfida, ci incoraggia, ci accompagna, ci lascia camminare, sbagliare e ripetere ancora i nostri errori, perché possiamo crescere”.


Che accoglienza ha avuto il libro?
Direi straordinaria, superiore ad ogni attesa. Il libro, alla sua seconda ristampa, è già stato presentato con successo in diverse città italiane e altri incontri sono in programma fino a giugno 2015. Sta raccogliendo anche ottime recensioni e commenti. Ad esempio, mi hanno molto colpito le parole dell’ arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il quale ha pubblicamente sottolineato che “il pregio di questo libro è quello che sembra scritto dallo stesso personaggio di cui parla, quasi un’autobiografia di Jorge Mario Bergoglio nei diversi passaggi della sua vita di ragazzo e giovane”. E il prof. Luigi Berlinguer, nel partecipare ad un dibattito a Roma, ha rilevato che l’opera “è ricca di una grande mole di date e notizie da cui non si può prescindere se si vuole conoscere il pensiero e la testimonianza educativa di Papa Bergoglio”.
La fitta serie di incontri testimonia la calda accoglienza che la pubblicazione sta avendo tra il pubblico, i soci e gli amici dell’AGeSC, per i quali la pubblicazione costituisce anche la base per una serie di corsi di formazione destinati a coinvolgere soprattutto i genitori impegnati nei consigli di istituto delle scuole paritarie: sono state approntate “tracce” attorno alle quali organizzare momenti di studio e di approfondimento. Il libro è stato stampato da Ikonos, che ha curato anche il progetto grafico. Pietro Bonato, Andrea Migliorini e Maria Grazia Rodigari (missionaria in America Latina per le Piccole Apostole della Scuola Cristiana) hanno collaborato per la traduzione dalla lingua spagnola dei testi originali di Bergoglio. Pubblicato anche in versione e-book, il libro è disponibile presso le principali librerie on-line (Google Play Books, iBooks, Kobo e Amazon). E’ in vendita nelle librerie e può essere richiesto direttamente a Ikonos, Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 10 - 24028 Treviolo (BG), Tel. 035 200515.