CARMELINA
Il Blog di Carmelina Rotundo
mercoledì 25 marzo 2026
Le Buchette Raccontano Il Vino e le sue Melodie
Le Buchette Raccontano
Il Vino e le sue Melodie
Mostra, incontri ed eno-concerti nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi
26 - 31 marzo 2026
ore 10.00 - 19.00 | ingresso libero
A questo link tutte le immagini
https://we.tl/t-wARx4REjmRSpX8y8
Una mostra per raccontare la storia, la tradizione e l’attualità delle buchette del vino, e cinque eventi eno-musicali per raccontare i paesaggi culturali del nostro Territorio attraverso il filo conduttore del Vino e della sua Musica.
“Le Buchette Raccontano. Il Vino e le sue Melodie” è il titolo della rassegna ideata dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino, in programma da giovedì 26 a martedì 31 marzo nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi (Via Ginori 14), a Firenze.
“Una sfida ambiziosa quella che ci siamo dati organizzando questa kermesse - commentano Matteo Faglia e Susanna Parretti, rispettivamente Presidenti delle Associazioni Buchette del Vino e Chiave di Vino – nata dalla comune consapevolezza che il Vino è un valore fondante della nostra cultura e, nel, contempo, uno dei più strategici fattori di promozione e sviluppo territoriale. Storia e innovazione, tradizione e modernità sono i messaggi che vogliamo comunicare per creare la consapevolezza che il nostro Territorio è un patrimonio collettivo da vivere e condividere. Con il taglio particolare delle iniziative promosse dalle nostre associazioni, vogliamo infine offrire a concittadini e turisti l'occasione di esplorare percorsi nuovi”.
Negli spazi espositivi sarà allestita una mostra immersiva, ricreando così uno spaccato di quella tradizione - esclusivamente fiorentina - voluta da Cosimo I de’ Medici per favorire la somministrazione del vino. Un percorso che accompagna il visitatore in un viaggio dal Cinquecento a oggi attraverso installazioni originali e ricostruzioni scenografiche: una cantinetta del Seicento con le sagome del vinaio e degli avventori, pannelli dedicati alle buchette fiorentine e toscane, una cornice originale in pietra e una porta storica in legno dotata di finestrino, attraverso il quale un oste in costume servirà quotidianamente il vino della cantina ospite.
Completano il percorso un’esposizione di fiaschi antichi, video clip su aspetti curiosi e poco noti dell’uso secolare dei finestrini del vino, card pop-up realizzate da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e gigantografie delle mappe delle buchette in Toscana e nel mondo. La mostra sarà visitabile a ingresso libero, dalle 10 alle 19.
Parte integrante della mostra, “Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie” è la proposta di cinque eventi eno-musicali a tema che intrecciano storia, musica e degustazione per offrire momenti di convivialità e di condivisione. Ogni evento prevede una specifica “storia di Vino” (a cura di un relatore), la descrizione di un vino “collegato” a quella stessa storia, la presentazione dell’azienda produttrice di quel vino (a cura del produttore), il programma musicale (a cura di giovani musicisti del Conservatorio Cherubini), la degustazione del Vino. Un “viaggio virtuale” che accompagna il visitatore a conoscere la Toscana, attraverso i suoi vini e le loro melodie, quale paesaggio culturale da vivere e condividere.
Si parte giovedì 26 marzo con Marco Passeri che celebra la figura di Cosimo III de’ Medici (e del figlio Giangastone) grazie al quale il vino toscano è diventato un valore identitario e strumento di diffusione della nostra cultura. Venerdì 27 sarà Giovanni Cipriani a raccontare Michelangelo-produttore di vino nel Chianti, attraverso la descrizione del suo celebre affresco “L’ebbrezza di Noé” all’interno della Cappella Sistina. Sabato 28 Zeffiro Ciuffoletti dedica la sua narrazione alla nascita della cucina italiana, ora patrimonio immateriale dell’umanità. Lunedì 30 Mauro Agnoletti racconta il patrimonio delle vigne urbane a Firenze. Chiude martedì 31 Massimo Seriacopi con un approfondimento su Dante e il vino, attraverso l’interpretazione di alcuni brani della Divina Commedia. Ogni evento prevede un momento musicale, eseguito da giovani musicisti del Conservatorio Cherubini e, a chiudere l’appuntamento, la degustazione del vino, somministrato attraverso la buchetta. Gli eventi sono a ingresso libero, dalle 17.00 alle 19.00.
PROGRAMMA INCONTRI ED ENO-CONCERTI
orario 17:00-19:00
giovedì 26 marzo
Marco PASSERI
Dalla Toscana alla Boemia. Una nuova cultura del vino di Cosimo III de’ Medici
CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Matilde Michelin clarinetto
DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta BOSSI dei Marchesi Gondi
venerdì 27 marzo
Giovanni CIPRIANI
L'ebbrezza di Noè. Il vino e i suoi strumenti negli affreschi di Michelangelo
CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Anton Marashi violoncello
DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta NITTARDI
sabato 28 marzo
Zeffiro CIUFFOLETTI
La Cucina italiana, patrimonio dell’umanità. E il Vino…
CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Akemi Battistini violoncello
DEGUSTAZIONE: Vino Podere LA VILLA
lunedì 30 marzo
Mauro AGNOLETTI
Tra palazzi e vigneti: il paesaggio rurale storico di Firenze
CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino
DEGUSTAZIONE: Vino Fattoria di BAGNOli
martedì 31 marzo
Massimo SERIACOPI
Quanto vino nella ‘Commedia’ di Dante
CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino
DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta MALENCHINI
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Posti limitati. Si consiglia la prenotazione alla mail info@chiavedivino.it
Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie è un progetto realizzato dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino con il patrocinio di Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Regione Toscana, ConfGuide-ConfCommercio e il contributo di Marchesi Antinori, Vetreria Etrusca, Il Grande Nuti e OMCF. Sponsor tecnici Unicooop Firenze e Conservatorio Cherubini.
Info www.buchettedelvino.org – www.chiavedivino.it
Associazione Buchette del Vino
L’Associazione Buchette del Vino è nata a Firenze nell’ottobre del 2015 con lo scopo di censire, studiare, documentare, far conoscere e salvaguardare un patrimonio diffuso del territorio toscano a partire dalla metà del 500. Testimonianza unica e del tutto originale di commercio del vino direttamente dal produttore al consumatore, le buchette del vino, cadute in disuso a metà 900 e via via dimenticate, sono state riscoperte durante la pandemia di Covid, che ha portato una dozzina di esercizi fiorentini a rielaborarne la tradizione. Il censimento operato dall’Associazione, tuttora in corso, registra ad oggi più di 300 referenze in tutta la Toscana. Attraverso il sito e i social, inoltre, vengono riportate e aggiornate tutte le nuove scoperte e le numerose iniziative, fatte di studi, incontri, visite guidate, produzione di video-tour, cacce alle buchette e altro.
Associazione Chiave di Vino
Nata nel 2017, l’Associazione Chiave di Vino è un ente no profit che si dedica a esplorare e valorizzare le ricchezze paesaggistiche, produttive, artistiche, di accoglienza del territorio toscano, utilizzando la cultura del Vino come «agente di creatività» nella generazione di valore in un’ottica di marketing territoriale. Specializzata in organizzazione di eventi eno-musicali dal format distintivo e innovativo, l’associazione realizza e offre esperienze che tessono storie, sapori e suoni, articolate in circuiti di Vini e Musica: eventi a tema organizzati in contesti esclusivi e inusuali - quali cantine e vigne, dimore storiche, biblioteche, musei e piccoli musei – che fanno emergere l'eccezionale particolarità, culturale, naturale e produttiva, di ogni singola realtà toccata e rafforzano il legame di identità e unicità del territorio.
trascrizione dal video Progetto “Memorie d’infanzia” Università degli Studi di Firenze
Progetto “Memorie d’infanzia”
Università degli Studi di Firenze
Trascrizione intervista a Carmelina Rotundo
Studentessa: Isabel Vallelonga (7056968)
17 marzo 2026, Firenze.
(Prima dell’inizio dell’intervista: breve estratto poetico di Carmelina Rotundo, letto da lei stessa, con
immagini della sua infanzia)
“Che mestiere faccio?
Faccio il più bel mestiere al mondo,
perché vivo con la giovinezza
il tempo della speranza,
il tempo del volo,
il tempo del sogno,
il tempo della speranza
e mi ritrovo negli occhi dei bimbi e delle bimbe
sulle ali forti e generose dei giovani,
nella spontaneità e nell’incoscienza del coraggio.”
Carmelina Rotundo Auro. Maestra
(segue la trascrizione dell’intervista)
Isabel Vallelonga: Buongiorno! Sono Isabel Vallelonga, studentessa di Scienze della Formazione Primaria
all'Università di Firenze e oggi sono qui con Carmelina Rotundo, che ringrazio tantissimo per la
disponibilità, per un'intervista per un progetto memorie di infanzia che mira a raccogliere i ricordi legati
all'infanzia e alla scuola. Per iniziare le chiederei di presentarsi, una piccola presentazione: come si chiama,
dove quando e nata.
Carmelina Rotundo: io la ringrazio tantissimo perché è un'occasione stupenda, per me meravigliosa anche la
giornata è stupenda. Io mi chiamo Carmelina Rotundo e sono nata in Maremma precisamente a Orbetello,
nella provincia di Grosseto quindi mi piacciono i girasoli e le vigne e mi piace molto ecco vivere all'interno
della natura avere questo contatto continuo.
Isabel Vallelonga: ehm...quando è nata?
Carmelina Rotundo: sono nata il 24 di novembre del 1953.
Isabel Vallelonga: Perfetto! Può raccontarmi qualcosa della sua famiglia di origine?
Carmelina Rotundo: La mia famiglia di origine è una famiglia molto modesta papà e mamma nascono nel
piccolo paese di Magisano, provincia di Catanzaro, siamo nella Calabria, nel sud e… uno abitava suso, si
dice così nel dialetto, l'altra abitava giuso e si sono incontrati e si sono sposati. Si sono sposati a febbraio
purtroppo per la neve in questo piccolo paese mia mamma non ha avuto mai le foto del matrimonio e io in
tutti questi anni che ho vissuto con lei con la mia famiglia non le ho mai chiesto com'era il suo abito da sposa
e quindi mi è rimasto questo desiderio. Mio papà era arruolato in finanza e quindi subito hanno lasciato il
paese di Magisano per andare a vivere a Orbetello, dove io sono nata e dove mia mamma puliva sempre il
pesce, perché ieri c'era tanto pesce in quegli anni e diceva “questa bambina che nascerà non le piacerà il
pesce”, invece io vado pazza del pesce.
Isabel Vallelonga: Che lavoro ha svolto nella sua vita?
Carmelina Rotundo : l'insegnante, il lavoro per me è più bello del mondo
Isabel Vallelonga: Quando ha iniziato e quando ha concluso il suo percorso scolastico?
Carmelina Rotundo: il mio percorso scolastico ha attraversato tutta la mia vita, dall'età di sei anni perché la
mamma era casalinga e quindi fino a sei anni e…mi ha tenuto diciamo in famiglia ed è terminato
statisticamente terminato a 58 anni, quando io sono andata in pensione. Perché io sono entrata nella scuola
come alunna a 6 anni, come insegnante a 18 e sono uscita dalla scuola a 58 anni, però continuo ancora a
interessarmi della scuola, dell'aggiornamento, della formazione, perché i giovani sono per me una grande,
una grande risorsa rappresentano il futuro. Ho due nipotini e quindi non posso non interessarmi delle nuove
didattiche, tant'è vero che sono andata anche a Didacta da Fortezza da Basso 2026 edizione 2026 molto
partecipata e rico… e sono stata riconosciuta da una mia alunna, che ha frequentato la scuola elementare e
con la mamma insegnante mi hanno fatto una grande festa una grande accoglienza. Quindi come vedete la
scuola ha attraversato la mia vita, l'ha coinvolta e l’ha stravolta dall'età di sei anni fino ancora ad oggi.
Isabel Vallelonga: Dove si trovava la scuola che frequentava?
Carmelina Rotundo: allora per motivi di lavoro mio papà che era nella Guardia di finanza veniva trasferito;
quindi, da Orbetello ci siamo trasferiti a Prato e successivamente a Castelfiorentino, dove io ho iniziato a fare
la scuola elementare, si chiamava allora, con una maestra che abitava nel centro di Castelfiorentino. So
ancora che quella scuola è rimasta come era stata costruita è molto schematica, doveva essere una
costruzione mussoliniana, molto schematica, molto molto precisa e poi papà venne trasferito a Perugia dove
io ho fatto la terza, la quarta, e la quinta elementare, con il maestro Armando Zuccherini che ancora ricordo.
Isabel Vallelonga: quindi ha cambiato diverse città
Carmelina Rotundo: si, abbiamo cambiato diverse città, quindi diverse zone di abitazione e naturalmente
anche i compagni…io ho molto sofferto nel trasferimento a 17 anni che ci siamo…che papà si trasferì da
Perugia a Firenze e lì ho avuto un po’ di problemi, ma da piccola diciamo la verità questo cambiamento mi
era anche era anche consono mi era...era bello tant'è vero che io diciamo non mi sono attaccata poi
profondamente diciamo a nulla perché cambiavamo città, cambiavamo casa, cambiavamo tutto
Isabel Vallelonga: come ricorda la sua scuola? la sua aula? Ha qualche ricordo particolare?
Carmelina Rotundo: la scuola, ricordo soprattutto gli anni passati nella scuola di Perugia…la scuola
elementare di Perugia si trovava di fronte a casa nella via cortonese, via cortonese a Perugia dove aveva sede
la vecchia fabbrica della Perugina che non esiste più…quindi avevo l'aroma di cioccolato che quando uscivo
dalla da casa mi avvolgeva, tant'è vero che quando sono arrivata qui mi chiamavano lo cioccolatino perché a
Perugia la “Perugina” è nata in quegli anni erano lo splendore…e mi ricordo che io dovevo solo fare una
piccola discesa e andare su una montagnola, dove era questa scuola bellissima e lì ho incontrato il maestro
Armando Zuccherini, che mi ha fatto completare il ciclo. Tanti ricordi, soprattutto piacevoli di quest'uomo
molto mite, molto pacato che diciamo trovava sempre buone soluzioni, per esempio io mi lamentavo qualche
volta che Ugolini, uno dei compagni della classe mi voleva dare un bacino e allora lui diceva ma perché ti
vuole bene, quindi, trovava sempre qualcosa di bello che potesse rasserenare i suoi alunni…
Isabel Vallelonga: quindi ha un bel ricordo dei suoi insegnanti
Carmelina Rotundo: un bellissimo ricordo e questo ricordo l’ho trasmesso al museo della scuola, museo
della scuola elementare che è stato fondato da Umberto Cattabrini, che ho conosciuto nel periodo in cui ero
tutor a Scienze della Formazione Primaria. A Firenzuola c’è la sede di questo museo, dove ho depositato la
foto del maestro di quegli anni, insieme ai miei compagni e anche un breve ricordo.
Isabel Vallelonga: dei suoi compagni di classe ha qualche ricordo?
Carmelina Rotundo: sì allora, ricordo che il maestro Armando Zuccherini mi aveva messo nella fila dei
maschi, perché erano piuttosto turbolenti… insomma a paragone di oggi, nulla e allora per farmi qualche
dispetto ehm prendevano l'elastico, i miei due compagni di dietro e cercavano di tirarlo sui miei capelli, però
era sempre una cosa piacevole… e poi c'era questo Ugolini che mi voleva dare sempre un bacino, si vede che
gli ero molto simpatica e che io mi difendevo, ma che il maestro appunto trovava sempre buone parole per
rasserenarci… piccolini ma energetici
Isabel Vallelonga: aveva la possibilità di partecipare ad attività o iniziative oltre le lezioni durante la scuola,
durante il suo percorso scolastico
Carmelina Rotundo: allora la scuola era organizzata soltanto di mattina, ma generalmente il resto del tempo
si trascorreva o ai giardini dove ci portavano i genitori o io appunto vicino a questa fabbrica della Perugina
per sentire quest’aroma stupendo del cioccolato…e di questa fabbrica antica è rimasta solo la ciminiera e
hanno costruito una piazza che si chiama piazza del bacio la ricordo a intitolazione appunto del famoso
cioccolatino.
Isabel Vallelonga: i suoi insegnanti utilizzavano metodi didattici particolari, se le ricorda? O sperimentali?
Carmelina Rotundo: ecco la scuola che io ho frequentato specialmente la scuola elementare era basata sul
maestro unico, il quale aveva in questo caso anche una grossa personalità, una grossa professionalità e lui
faceva tutto: dalla preghierina, dal segno della Croce con cui si iniziava le giornate allora c'era il crocifisso in
classe, i banchi erano di legno, la cattedra di legno particolare e lui svolgeva tutte le attività didattiche e tutte
le materie da solo con il compendio dei testi e anche con diciamo la sua voce, la sua mimica, perché
l'insegnante è un po’ attore, un po’ mimo e le sa fare di tutte le inventa di tutto. Pensate che però era il
maestro unico non c'erano collaboratori esterni e il pomeriggio si stava in famiglia specialmente nella mia
famiglia dove mamma era casalinga, una donna meravigliosa si chiamava Maria, dolcissima che mi ha dato
anche il dono della poesia.
Isabel Vallelonga: le volevo chiedere appunto in che modo la sua famiglia ha partecipato al suo percorso
scolastico
Carmelina Rotundo: la famiglia allora era molto rispettosa del maestro, non dico soggezione perché sarebbe
una parola sbagliata perché anche papà era un professionista aveva il suo diploma, quindi diciamo a
confronto dei maestri che allora erano diplomati e lo stato sociale era diciamo buono e anche se non c'erano
ancora i laureati appunto in Scienze della Formazioni Primaria e i rapporti erano di rispetto, il maestro
chiamava diciamo solo in casi difficili, non mi ricordo che il maestro Armando Zuccherini abbia mai
chiamato i miei genitori anzi ricevevo tante lodi perché io ero un’alunna modello, non secchiona perché poi
mi hanno detto, ho rincontrato delle compagne dell'istituto magistrale e mi hanno detto che io davo i compiti,
elargivo con grande magnanimità e compiti diciamo non ero la secchiona chiusa ed egoista… mi è sempre
piaciuto il dialogo e condividere la cultura.
Isabel Vallelonga: mentre frequentava la scuola ci sono stati eventi politici o sociali che ricorda in modo
particolare? Che l’hanno segnata?
Carmelina Rotundo: io ho avuto la grande fortuna di arrivare a Perugia negli anni 60’ negli anni 60’ Perugia
viveva e stava vivendo una grande un grande sviluppo industriale economico e sociale perché possiamo fare
nomi di Buitoni, Luisa Spagnoli e appunto la nascita della Perugina, che hanno fatto di questa città una delle
prime città diciamo economicamente anche socialmente molto sviluppate era un piacere lo è ancora oggi
anche se molto cambiato passeggiare per il corso e visitare i negozi appunto già allora Buitoni e Luisa
Spagnoli e Perugina che erano dei veri salotti. Quindi la città risentiva di questo clima sociale fervido molto
molto attivo e c'erano pasticcerie di tutti i tipi, la pasticceria piselli e tutti si viveva in questa dolcezza e
bellezza della città di Perugia.
Isabel Vallelonga: e quali sono i suoi ricordi più piacevoli della scuola e quelli meno piacevoli?
Carmelina Rotundo: prima di tutto il ricordo piacevolissimo del maestro Armando Zuccherini, della maestra
appunto di Castelfiorentino non mi ricordo bene perché era la prima e la seconda e quindi e purtroppo mi
ricordo poco, ma della classe di Perugia mi ricordo i compagni a parte qualche piccolo dispetto, ma
simpatico erano eravamo molto molto amici si giocava ai giochi della bandierina ecco il gioco più frequente
era quello della bandierina che univa diciamo movimento fisico perché c'era un giardino bellissimo intorno
alla scuola era tutta una montagnola verde quindi noi potevamo stare nella natura e si giocava spesso alla
bandierina non so se ancora oggi è in voga questo gioco è maschi e femmine separate si correva si agiva si
prendeva la bandierina si tornava indietro ed era per noi un grande divertimento e poi c'erano le matite Giotto
erano bellissime profumate addirittura su questo manco di legno questa scatola di matite appunto era per noi
diciamo qualcosa qualcosa di magico e ricordiamo che le condizioni che sociali della famiglia non erano
come oggi, non c'era Internet e quindi già una matita poteva creare un fascino nell'usarla nel disegnarla ed
era per noi una grande ricchezza l'astuccio con queste matite.
Isabel Vallelonga: mi ha colpito molto del ricordo del profumo che lei ha
Carmelina Rotundo: sì, il profumo della natura perché questa scuola era diciamo su una montagnola tutta
verde c'era un salice piangente, un albero di cui io mi sono innamorata e anche dei girasoli sono innamorata
perché sono nata in Maremma e questo profumo era delle matite Giotto che era simbolico per noi, l'astuccio
delle matite Giotto era simbolico dove c'è il maestro che guarda il suo allievo, ma Giotto supererà il maestro
e questa è anche l'augurio che posso fare anche a tutti gli studenti…e le matite venivano usate e messe su
questo banco di legno come vedete il banco era molto diverso e se vogliamo aveva una linea molto pesante,
molto statica…in fondo non c'era quella mobilità che oggi abbiamo. Ed erano prodotti da questa ditta
straordinaria la FILA che è nata nel 1920 e che produceva appunto lapis e matite colorate poi si è evoluta
tantissimo a Didatca ha presentato tantissime cose fila è un acronimo significa fabbrica italiana lapis e affini
e qui appunto è rappresentato in questa simpatica bustina gli allievi che hanno questa questa cosa
meravigliosa… Sul discorso di Internet ritorniamo anche grazie a questo libro scritto da Roberto Alborghetti
dove si parla della nostra nuova dimensione, qual è la nostra nuova dimensione? È questa (indica la mano) è
questa, il potere ci ha in mano perché questo fatto di guardare il nostro cellulare, il nostro tablet ci impedisce
di guardare il cielo quindi accorgersi che c'è una stella e oppure ci impedisce di guardare in terra e di vedere
una margherita spuntare tra il cemento. Quindi diciamo che questa nostra posizione ci impedisce queste due
grandezze terra e cielo e ci tiene in mano, il potere non deve fare nulla ci ha in mano, siamo noi in questa
dimensione. Quindi dobbiamo studiare e dobbiamo applicarci e fornire ai giovani; eppure, questi strumenti
sono essenziali difatti lo dimostra questa intervista dobbiamo adoperarci perché questo uso possa essere più
equilibrato e ci permetta di guardare il cielo e di scoprire dei fiori che spuntano tra il cemento. Un grande
saluto a tutti veramente un grande grazie a Isabel per questa opportunità.
Isabel Vallelonga: C'è qualcosa che pensa l'abbia segnata particolarmente?
Carmelina Rotundo: io penso la dolcezza, l’abnegazione, la bellezza e la compostezza e la saggezza anche
dei miei genitori che ci hanno trasmesso amore a me e a mio fratello Cesare e mio fratello Cesare poi ha
avuto come maestro lo stesso Armando Zuccherini, lui era nato nel 59’ quindi io finito il ciclo di scuola e
appunto si finiva il ciclo da sei a undici anni in quinta entrò con il maestro Zuccherini anche mio fratello…io
penso che la mia infanzia sia stata un'infanzia molto bella, segnata da questo sviluppo industriale della città
di Perugia, ma segnata anche dall'amore dei miei genitori e dal fatto che andavamo d'estate, tutte l’ estate non
erano in voga i viaggi interplanetari, i viaggi con le grandi agenzie, noi si andava dai nonni, Cesare e
Carmela, nel piccolo paese di Magisano e lì devo riconoscere che era…creavano un'energia straordinaria: le
passeggiate nella natura, nel bosco, nel Castagneto con il nonno, il fatto che preparavamo un minestrone
insieme dall'orto che lui custodiva. Mio nonno era contadino quindi aveva quest'arte mestieri di rapporto con
la natura bellissimo da cui ricavava ogni sostentamento, le galline che facevano l’uovo, tutto una bellezza
bucolica che mi ha formato e mi ha dato anche tanto amore per gli altri e anche per scrivere poesia.
Isabel Vallelonga: quindi nel complesso come descriverebbe la sua esperienza scolastica?
Carmelina Rotundo: bella, serena, simpatica, arricchente, molto stimolante e sempre…questa esperienza mi
ha sempre creato curiosità per andare avanti, per sperimentare, per provare e riprovare e la bellezza, mi
hanno trasmesso la bellezza, l'amore e le mie figlie mi dicono che ho amato più i miei alunni, miei studenti di
loro. Un amore diverso, però li ho amati perché per trasmettere conoscenza bisogna amare, sì.
Isabel Vallelonga: se vogliamo mostrare la foto…
Carmelina Rotundo: sì, questa è la foto che appunto è anche nel museo della scuola elementare fondato dal
professore Umberto Cattabrini, che è stato anche maestro e dove ci rappresenta come vedete con il grembiule
e il fiocco ecco quella del fiocco io forse l'avevo molte volte anche diciamo sciolto, ma eravamo molto
composti con un'uniforme molto bella maschio e femmine
Isabel Vallelonga: si vede anche la differenza, cioè i maschi tutti giù, le femmine su…la divisione
Carmelina Rotundo: si, c'era una divisione però poi come ripeto la fila dei maschi io ero presente al primo
banco perché dovevo tenere calma la situazione
Isabel Vallelonga: Pensa che la sua esperienza scolastica abbia influenzato le sue scelte di vita o di lavoro
che ha fatto poi in seguito?
Carmelina Rotundo: certo perché a sei anni quando mi chiedevano che cosa avrei voluto fare da adulta
dicevo sempre: la maestra alla scuola primaria e all'università, insegnare all'università. Nel 2001 arriva una
lettera che già nel francobollo esprime questo cambiamento di vita pensate un po’ “cambia la tua vita e
cambia quella degli altri” era scritto su questo francobollo e io raggiungo il mio sogno insegnando per
quarant'anni alla scuola primaria e per dieci come tutor all’Università di Scienze della Formazione Primaria
Isabel Vallelonga: se ha qualcos'altro da aggiungere, qualche suo pensiero…
Carmelina Rotundo: diciamo che penso di aver fatto il mestiere più bello del mondo perché entrando per
quarant'anni in un'aula ha avuto la visione degli occhi sia dei bambini sia degli adolescenti in quegli occhi c'è
la speranza del futuro, c’è l'impegno, c'è anche un po’ di incoscienza quell'incoscienza che ha permesso a
Galileo di scoprire i movimenti della terra, che ha permesso a Cristoforo Colombo di andare oltre lo stretto
dei Dardanelli e mi piace dire che il maestro appunto è un eroe, una persona che diciamo proiettata verso
verso il futuro con la formazione degli studenti.
Isabel Vallelonga: vuole dare un consiglio ai futuri insegnanti?
Carmelina Rotundo: sì, di impegnarsi, di amare il proprio lavoro, di andare con il sorriso perché si trascorre
nel mondo del lavoro molto tempo e quindi andarci con una predisposizione alla bellezza, al sorriso può
aiutare anche il maestro stesso, la maestra ad andare avanti e affrontare le difficoltà che ci sono diciamo per
l'insegnamento, ma con l'amore si può tutto perché l'amore è l’arma più potente che abbiamo…tra consigli
che mi ha chiesto è anche cambiato il mondo, è cambiato il mondo della scuola, sono cambiati coloro che
insegnano e coloro che frequentano la scuola e ci sarebbero molti consigli da dare anche di leggere questo
libro “Social o dis-social” scritto da Roberto Alborghetti, che ho conosciuto addirittura nei tempi anti-
internet, ma che si sta interessando molto all'educazione dei giovani, dei piccoli, di tutti diciamo e si chiede
in questo libro se si può essere social al tempo giusto e al giusto momento: «ci faremo tante domande su noi
e su questo affascinante mondo della tecnologia che non vogliamo anti-umano, ma il servizio dei nostri sogni
della nostra libertà del nostro futuro, il nostro bene comune e del nostro benessere». E questo penso sia molto
importante…è un libro diretto ai docenti ma anche ai genitori perché sappiamo che il problema è di prendere
il cellulare in mano, dell'uso del computer, qui lo stiamo usando ed è un problema che va affrontato e va
risolto nella maniera giusta con un giusto equilibrio dandogli il giusto peso.
Isabel Vallelonga: perfetto, grazie. Poi Carmelina ha scritto anche una poesia proprio sugli insegnanti
Carmelina Rotundo: sì, quando sono andata in pensione ho sentito la necessità di scrivere poesie perché
questo dono della poesia trasferito da mia madre e ha attraversato tutta la mia vita dall'età della fanciullezza
fino ad oggi che scrivo ancora poesie e questa l'ho scritta appunto quando sono andata in pensione e avevo
58 anni:
Insegnante
“Li ricordo ancora gli occhi,
i loro occhi lucenti come stelle
a rischiarare le notti più tempestose:
mi ricordo ancora le corse, i loro giochi:
acchiappino, nascondino, con la palla;
le ricordo ancora le grida gioiose,
le loro birichinate, le piccole bugie;
ho tutto impresso nella mente:
la speranza, quell'incoscienza del coraggio
che rende possibile l’impossibile
è impressa nel cuore
perché io ho fatto il mestiere più bello del mondo: l'insegnante
nessun essere umano mi ha protetto, non ne ho avuto bisogno
il cielo mi ha protetto e all'altissimo
ho rivolto preghiere perché mi aiutasse ad essere una brava insegnante.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno
per trarre il meglio da ogni persona;
insieme io con gli alunni e con gli studenti piccoli e adolescenti
per i quali mi è stata richiesta umiltà
nell'ascolto per capire e poter dare tutta me stessa
perché ogni professione sbocciasse e desse frutti
copiosi e maturi.
Li ricordo ancora i disegni colorati, le frasi gentili
I pesci d'aprile che mi trovavo sempre simpaticamente attaccati,
lo ricordo ancora quel profumo di gesso,
la polvere bianca, la lavagna nera, la cimosa
il profumo delle matite Giotto e dentro me la curiosità
quella forza di andare oltre per scoprire..riscoprire insieme
un po’ Colombo un po’ Galileo,
non potente, non protetta, non facente parte di…
ai potenti, ai protetti a coloro che fanno parte di…
che vogliono negare il mio amore verso l'altro testimonio
che io sono un'insegnante…
quella voglia di stare nel cerchio imparando molto, molto
di più di quello che ho insegnato!
Illusione, immaginazione, ingenuità insieme, incoscienza;
quella voglia di fare girotondo mano nella mano:
anelli di una catena giammai disgiunti
permanentemente transitori eppur diretti verso l'eternità
piccoli, piccolissimi eppur parte di un'immensità;
imparando molto molto molto di più di quello che ho insegnato”
Non abbiamo altre strade che quelle dell'amore, noi capaci di attraversare tempeste per costruire arcobaleni.
E questo, con queste immagini voglio veramente anche con queste parole dare un messaggio di speranza, di
fiducia e anche di valorizzazione verso l'insegnante. Si viene al mondo da uomo e da donna e si viene alla
professione grazie all'insegnante, viva l'insegnante!
Isabel Vallelonga: io la ringrazio tantissimo per il tempo che mi ha dedicato e per aver condiviso con noi la
sua esperienza. Farò sicuramente tesoro dei suoi consigli e di tutto ciò che mi ha raccontato, grazie!
la maglietta è stata stampata a DIDACTA la studentessa infatti ha realizzato un'intervista dove io indosso per una parte del video la maglia e mi faceva piacere menzionare nell altra parte del video indosso la maglia prodotta da PAZZI DA FILARE FILIPPA e DANIELE dipinta con una frase di carmelina GIOIA DI STARE INSIEME da GIUSEPPE TOCCHETTI
Ringraziamenti a ROBERTO ALBORGHETTI
martedì 24 marzo 2026
lunedì 23 marzo 2026
domenica 22 marzo 2026
un video che mette in evidenza la bellezza della rosa
una rosa le sue architetture geometrice il suo profumo dal caos alla armonia di lineee
mercoledì 18 marzo 2026
Canzone con immagini di NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL' AMORE arrangiamento e interpretazione di MARCELLO BRENNA
MARCELLO BRENNA ha elaborato dei testi poetici di Carmelina Rotundo per creare una canzone che lui stesso interpreta
Ecco il testo
WALKING IN THE STREETS
LOST IN THE CITY
NO MAP, NO GUIDE
JUST SEARCHING FOR SOMETHING PRETTY
CROWD AT SIDEWALKS
NEON LIGHT OVERHEAD
PEOPLE PASSING BY
AND NO ONE SEES MY FACE
TALL BUILDINGS REACHING OUT
TO THE MIDNIGHT SKY
PEOPLE FACE LOOKING DOWN
AND NOONE MEETS MY EYE.
Sotto questa tempesta
Oooo, mmmmm,
Siamo come pecore che vivono in termitai ,
Ma non abbiamo ancora imparato a collaborare
Mi esplode la testa ,
Whit mojito
my feiends
C’è qualcosa che nemmeno io só,
Nemmeno tu sai,
Siamo due cuori in un cuore ,
Stare lontani no , non si puó
Ti troverai cenere nelle mani
Sentiamo armonie sulla pelle
Io di te
Tu di me
La dolcezza invade ,
Siamo nel vento
Nelle stelle
Io só che sono nel tuo cuore
Tu sai che s i nel mio
Fiducia reciproca
O mio dio
E nó
Non sarà un’avventura
Come cantava Battisti
Alla sua apertura a San Remo
Baciami e lo scopriremo
Senza parole
Solo respiri e sguardi insieme
C’è qualcosa che sentiamo
[ ritornello]
Stelle e squali a Firenze
Amore e odio
Navigare come poter pan sull’isola che non c’è
Siamo solo io e te
Io e te
[verse]
Apri la finestra
Voglio contare le stelle
Voglio sentirti sulla pelle
Coprendoci di petali di fiori
Senza respirare
Occhi negli occhi
Ti vorrei baciare
Scordandosi del mondo
Scordandosi di me
E di te
Una cosa sola
Piccola parte dell’ immensità
Le abbiamo tutte le stelle sulla pelle
Nemmeno io so
Nemmeno tu sai
[ ritornello]
Stelle e squali a Firenze
Amore e odio
Navigare come poter pan sull’isola che non c’è
Siamo solo io e te
Io e te
Titolo: (se the moon )
Nomi : Carmelina
KIKKA- FRA AMICO
NAMIDA
La scelta delle immagini è dovuta al fatto che io e Marcello Brenna ci siamo conosciuti nel 2010 -2011
in piazza del Duomo a Firenze dove ho realizzato 30 giorni d'intervIte sotto il telo esposto sulla facciata della
VENERABILE Arciconfraternita della MISERICORDIA telo che riportavaa una mia frase:
NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL'AMORE
UNITI IN UN MESSAGGIO D'AMORE DI PACE di BELLEZZA
ancora oggi come se il tempo non fosse passato, insieme a Brunelleschi- Giotto- GHIBERTI i quali hanno lasciato mirabili opere ancora capaci di suscitare emozioni in per un filo che tutti ci unisce dove -quando nell'infinito spazio e tempo coincidono!!!
Dell'evento esiste un libro copia d'artista depositato al Museo della MISERICORDIA con prefazione del direttore dl museo Professor Enrico Santini un ebook visibile da questo blog e alcuni video realizzati nell'occasione e visibili su youtube
domenica 15 marzo 2026
Roberto Alborghetti Funtasy Editrice e Joy Edizioni a DIDACTA 2026
Il mondo della Scuola: docenti- studenti, dirigenti, il personale amministrativo, ATA, rappresentanti del mondo culturle politico grandi aziende si incontrano per dialogare in per uno scambio umano e interdisciplinare tra i più significativi e costruttivi d'Italia a Didacta a Firenze alla Fortezza da Basso a Marzo ! L'universo scuola che accetta e si attiva per dare risoste concrete al miglioramento degli spazi, dei tempi e della professionalità e molto molto di più nell'universo internet e non solo per educare formare i futuri cittadini del mondo
. e per me è sempre una gioia rincontrar Roberto Alborghetti conosciuto una vita fa quando non esiteva internet e i giornalisti si incontravano in varie sedin
.. e lo stand in cui opera è l' H 12, Padiglione Cavaniglia, area di incontro riservata a Funtasy Editrice e Joy Edizioni che si qualificate come un punto dì riferimento per dirigenti, docenti, studenti, formatori e operatori culturali che desiderano conoscere proposte editoriali e formative di grande qualità didattica.
Progetti per Agenda Nord e Sud, Progetti Lettura, Iniziative ed Esperienze laboratoriali associate ad un’ampia gamma di libri che interessano le varie discipline: queste le ragioni che spingono tantissimi visitatori allo Stand di Funtasy Editrice e Joy Edizioni.
Fiore all occhiello della Casa editrice la recentissima edizione di “Social o dis-social?” che – dopo 10 ristampe e dopo aver già coinvolto oltre 50.000 studenti – torna con nuovi contenuti e nuovi temi sempre curati da Roberto Alborghetti e con le illustrazioni di Eleonora Moretti.
Il piccolo, ma prezioso volume in edizione maneggevole e leggera offre risposte concrete – anche in senso didattico – alle emergenze tecnologiche che invitano tutti a “prendere in mano il tempo della propria vita” (dalla prefazione del prof. Mario Morcellini, già Commissario AGCOM). A Didacta Italia a Firenze
All'incontro di Formazione condotto dallo stesso Roberto Alborghetti, mercoledì 12 marzo, ore 16:30, presso E4, Sala della Volta ho toccato con mano il valore di questo volume-guida che non dovrebbe mancare nelle biblioteche scolastice e in casa per essere letto anche dai genitori
genitori e scuola cellule vitali della società per vivere con consapevolezza e gestire le risorse internet che devono restare ausilio e mezzo di educazione formazione
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