CARMELINA
Il Blog di Carmelina Rotundo
mercoledì 20 maggio 2026
diventa un viaggio immersivo nel cuore di Firenze
diventa un viaggio immersivo nel cuore di Firenze
Dal 15 maggio 2026, la storica Cattedrale dell’Immagine di Firenze ospiterà INFERNO - Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante, una spettacolare mostra immersiva ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri.
INFERNO è un’esperienza che accompagna i visitatori ad addentrarsi nel leggendario mondo sotterraneo ideato da Dante, coniugando arte digitale, narrazione immersiva e le tecnologie visive più all’avanguardia. Grazie a proiezioni di grande impatto, ambientazioni spettacolari e installazioni interattive, il pubblico seguirà Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale ricco di emozioni.
Allestita nella suggestiva Cattedrale dell’Immagine, a pochi passi da Ponte Vecchio, la mostra trasforma uno degli spazi storici di Firenze in un portale tra letteratura e immaginazione digitale.
INFERNO è una coproduzione di Crossmedia Group e Outdoor Factory, con la curatela artistica di Sinan Turaman, managing partner e responsabile del reparto Arte & Design presso Outdoor Factory, e con la curatela scientifica di Luca Azzetta, professore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, a garanzia del rigore filologico e della profondità culturale dell'intero progetto. La mostra è il risultato di anni di sviluppo creativo e produttivo, che hanno coinvolto un
team internazionale multidisciplinare di oltre cento professionisti che hanno collaborato per trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo.
In occasione di questa nuova mostra, la Cattedrale dell’Immagine ha subito un profondo restyling, con la creazione di un nuovo ingresso e l’apertura al pubblico per la prima volta in assoluto degli spazi del Coro, che ospiteranno un’esclusiva esperienza VR che vedrà i propri visitatori alle prese con un viaggio attraverso il punto di vista di Dante che ha inizio nella Firenze del XIII secolo per poi snodarsi nell’Inferno. Per la prima volta, i visitatori potranno condividere lo stesso spazio virtuale e vivere questa esperienza coi propri amici. L’esperienza VR è acquistabile esclusivamente come parte del biglietto VIP.
Ad arricchire la mostra, i visitatori troveranno anche una Selva Oscura, l’ipnotica Mirror Room e la Cripta, dove potranno scoprire uno spazio dove esplorare alcune evoluzioni delle raffigurazioni dell’Inferno di Dante attraverso i secoli.
Il viaggio di INFERNO inizia a Firenze, la città natale di Dante Alighieri, ma questa mostra è concepita per fare il giro del mondo. Dopo la capitale toscana toccherà l’Europa, l’Asia e l’Estremo Oriente. INFERNO non è solo un evento culturale per Firenze, ma un’esperienza immersiva di riferimento che unisce patrimonio, arte e innovazione su un palcoscenico globale.
INFERNO sarà visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 alla Cattedrale dell’Immagine, a pochi metri da Ponte Vecchio, nel cuore della città che diede i natali proprio a Dante Alighieri.
Prosegue la collaborazione di Crossmedia Group e la Cattedrale dell’Immagine con Opera Laboratori, che cura il servizio di accoglienza, e con la Casa editrice Sillabe di Livorno, impegnata nella gestione del bookshop.
I biglietti della mostra sono acquistabili presso la biglietteria fisica della Cattedrale dell’Immagine e sul sito di Vivaticket.
percà i papaveri sono rossi
Perché il papavero è rosso in un campo di frumento verde?
La domanda che ti rende libero
Il libro non cerca risposte definitive, ma accompagna il lettore verso quelle domande che, come la terra, non smettono mai di generare vita.
Il Margine è un racconto intenso, in linea con i temi dell’ecologia profonda e della spiritualità per imparare il mestiere più difficile: quello di chi non sa, ma vuole sapere. Di chi non raccoglie, ma custodisce. È il libro ideale per lettori interessati a agricoltura naturale, decrescita, educazione non formale, perfetto per chi ama libri che uniscono narrazione e riflessione.
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Giocare sempre giocare
sempre mille e più emozioni con ALESSANDRO e SHARON GRAZIE A Caternia perr i peluse
lunedì 18 maggio 2026
ORA FELICE EXTRA MEMORIA 🌊 TRANI ORIZZONTE – Voci, Memorie, Visioni 📅 Mercoledì 20 Maggio 2026 🕘 Dalle ore 21:00
🎙 SCALETTA UFFICIALE DELLA
DIRETTA
ORA FELICE EXTRA MEMORIA
🌊 TRANI ORIZZONTE – Voci, Memorie, Visioni
📅 Mercoledì 20 Maggio 2026
🕘 Dalle ore 21:00
📡 In diretta mondiale su K-Radio Nazionale
⏱ DURATA PREVISTA
🕰 Circa 1 ora e 30 minuti
👉 Ritmo:
• alternanza continua tra te e Carmelina
• piccoli blocchi
• niente monologhi eterni
• interventi brevi ma intensi
• tono umano, caldo, partecipato
E sinceramente?
Hai ragione tu: oggi la gente si perde se una diretta resta troppo “statica”.
Questa struttura invece è molto moderna.
🌊 21:00 – APERTURA UFFICIALE (Renzo)
⏱ 10 minuti
Buonasera a tutte e a tutti... 🌊
e benvenuti a questa nuova puntata di Ora Felice Extra Memoria.
Io sono Renzo Samaritani Schneider e questa sera siamo in diretta mondiale su K-Radio
Nazionale, la radio delle associazioni culturali TerraMare Nexus e Orizzonte Comune.
Una diretta speciale.
Molto speciale.
Perché quella di questa sera non è soltanto una trasmissione radiofonica...
ma uno spazio umano, culturale e civile che speriamo possa crescere nel tempo insieme a tutti voi.
Prima di cominciare ricordo a chi ci sta ascoltando che è possibile partecipare alla diretta:
📞 telefonicamente:
+39 02 3046 1274
PIN:
220 406 738#
Naturalmente si può anche semplicemente ascoltare la diretta attraverso K-Radio Nazionale, canale
YouTube “kRadio CostaSveva”.
E come diciamo sempre...
anche un solo minuto di voce può avere valore.
Questa sera parleremo di:
• memoria civile,
• cittadinanza,
• Trani,
• futuro,
• partecipazione,
• ascolto,
• cultura,
• e anche di letteratura.
Perché le città non vivono soltanto nelle pietre.
Vivono nei racconti, nelle ferite, nelle visioni e nelle persone che continuano a immaginarle.
E questa sera nasce ufficialmente anche il progetto:
🌊 Trani Orizzonte – Osservatorio Civico.
Un luogo aperto.
Un laboratorio di idee.
Uno spazio di ascolto reciproco.
Non un tribunale.
Non una tifoseria.
Ma un orizzonte comune.
E io credo che oggi, più che mai, ci sia bisogno di luoghi dove le persone possano tornare a parlarsi
senza urlare.
Per questo vi ringrazio davvero di essere qui.
E adesso, con grande piacere, passo la parola alla giornalista e scrittrice Carmelina Rotundo Auro...
🌿
(E adesso parla Carmelina, circa dalle 21:10 alle 21:20.)
PRIMO INTERVENTO CARMELINA
⏱ 10 minuti
Carmelina:
• saluto personale
• breve riflessione poetica su Trani
• il senso della memoria dei luoghi
• introduzione morbida alla serata
👉 Molto importante:
non deve diventare “conferenza”.
Più tono da racconto umano.
🌊 21:20 – NASCITA DI “TRANI
ORIZZONTE”
⏱ circa 10 minuti
Grazie Carmelina. 🌿
Allora...
parliamo un momento di questo nome:
Trani Orizzonte.
Perché abbiamo scelto proprio questa parola?
Perché “orizzonte” è qualcosa che non possiedi mai del tutto.
Lo guardi, ti orienta... ma resta aperto.
Ed è esattamente ciò che vorremmo diventasse questo osservatorio civico:
non un gruppo chiuso,
non un luogo di scontro permanente,
ma uno spazio aperto dove persone diverse possano:
• osservare,
• ascoltare,
• proporre,
• collaborare.
Viviamo in tempi molto aggressivi.
Sui social spesso si reagisce senza ascoltare davvero.
Ci si divide immediatamente.
Si entra nelle tifoserie.
Si perde il dialogo.
E invece noi vorremmo tentare qualcosa di diverso.
Anche piccolo.
Anche imperfetto.
Ma umano.
Un luogo dove:
• cultura,
• cittadinanza,
• memoria,
• ambiente,
• idee,
• vita quotidiana
possano incontrarsi senza odio.
E voglio chiarire una cosa molto importante:
Trani Orizzonte non nasce contro qualcuno.
Nasce:
👉 a favore dell’ascolto,
👉 della partecipazione,
👉 della costruzione collettiva.
Perché criticare è facile.
Costruire è molto più difficile.
E noi vorremmo provare a costruire.
Passo di nuovo la parola a Carmelina Rotundo Auro.
E qui di nuovo parla Carmelina dalle 21:30 alle 21:40.)
🏛 21:40 – RIUNIONE UFFICIALE
ASSOCIAZIONI
⏱ circa 10 minuti
Questa sera, come già comunicato ai soci nelle settimane scorse, la diretta costituisce anche:
• assemblea dei soci
• e riunione del consiglio direttivo
delle associazioni:
🌿 TerraMare Nexus
🌿 Orizzonte Comune
e naturalmente anche della realtà culturale:
🕯 Oltre la Memoria – Le Vittime Invisibili,
che oggi rappresenta uno dei dipartimenti culturali più profondi e significativi del nostro progetto
comune.
Nelle ultime settimane si sono svolte varie consultazioni e votazioni interne tramite i nostri gruppi
WhatsApp ufficiali.
E credo sia giusto condividere pubblicamente lo spirito delle decisioni prese.
Le associazioni hanno espresso la volontà di:
• proseguire il lavoro culturale,
• rafforzare la collaborazione reciproca,
• sviluppare il progetto Trani Orizzonte,
• e continuare a investire nella memoria civile e nella partecipazione culturale.
Ci sono stati mesi complessi.
A volte anche dolorosi.
Come accade spesso quando si lavora intensamente con le persone, con la cultura e con i sentimenti.
Ma credo che ogni crisi, se attraversata con sincerità, possa anche insegnare qualcosa.
E forse oggi siamo qui proprio perché abbiamo scelto di non fermarci.
Non perfetti.
Ma vivi.
E questo, secondo me, conta molto.
(E qui parla di nuovo Carmelina, dalle 21:50 alle 22.)
🕯 22 – MEMORIA CIVILE
⏱ circa 5 minuti
Parlare di memoria civile oggi non è semplice.
Perché spesso la memoria viene usata:
• per dividere,
• per creare schieramenti,
• oppure per selezionare quali dolori meritano attenzione e quali no.
E invece io credo profondamente che la memoria debba avere un’altra funzione.
Non alimentare odio.
Ma creare consapevolezza.
L’incontro che si è svolto il primo aprile alla Biblioteca Bovio di Trani è stato importante proprio
per questo.
Perché ha cercato di riportare attenzione su una tragedia storica molto complessa:
quella del 1799.
Per troppo tempo certe vicende sono state raccontate soltanto da un punto di vista.
Ma la memoria civile dovrebbe essere più ampia.
Più umana.
Più capace di riconoscere tutte le sofferenze.
Ecco perché l’idea di una:
Giornata della Memoria Civile tranese
mi sembra importante.
Non per riaprire ferite.
Ma per impedire che il silenzio cancelli le persone.
Perché ogni volta che una vittima viene dimenticata...
una parte della nostra umanità si spegne.
(E qui parla Carmelina e il pubblico dalle 22:05 alle 22:20.)
🎤 22:05 – INTERVENTI DEL PUBBLICO
⏱ 15 minuti
Qui lasci spazio alle persone collegate.
Possibili domande:
• “Che cos’è Trani per voi?”
• “Anche senza esserci mai stati... che immagine avete?”
• “Che cosa significa memoria civile?”
👉 Interventi:
• brevi
• 1–3 minuti massimo
• fluidi
Carmelina:
fa da ponte umano.
Tu:
gestisci ritmo e tempi.
📖 22:20 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO
⏱ circa 5 minuti
Grazie Carmelina. 🌿
Questa sera vorrei condividere con voi anche un momento molto personale.
Negli ultimi tempi ho scritto un piccolo libro.
O forse dovrei dire:
un piccolo oggetto editoriale con dentro un’anima molto grande.
📖 Il fiore che indossava le scarpe da uomo.
Quando le persone lo prendono in mano restano spesso sorprese.
Perché non è un volume enorme.
Non è un libro da quattrocento pagine.
È essenziale.
Compatto.
Quasi fragile.
Ma è una scelta precisa.
Viviamo in un’epoca in cui il tempo delle persone è cambiato.
La soglia di attenzione è diversa.
Anche il modo di leggere si è trasformato.
E allora ho voluto sperimentare una forma narrativa capace di:
• arrivare subito,
• essere intensa,
• ma senza chiedere settimane di lettura.
Un libro breve...
ma non leggero.
Dentro ci sono:
• memoria,
• identità,
• persecuzioni,
• segreti familiari,
• spiritualità,
• rinascita.
E soprattutto la ricerca di autenticità.
Adesso non farò una lunga presentazione.
Vorrei semplicemente leggere qualche riga.
Perché credo che i libri vadano spiegati poco...
e ascoltati molto.
Dal Capitolo 7, “Trani alla finestra”:
«La mia casa,» disse, «è a Trani.»
La parola aprì una finestra invisibile.
E la portineria cambiò aria.
Miriam respirò più profondamente.
E iniziò a parlare.
«Trani è...»
Cercò le parole.
Le trovò non nella testa, ma nel cuore.
«È una città che profuma di mare anche quando il mare non lo vedi. Il vento... il vento porta
sempre qualcosa. Sale. Memoria. Una specie di malinconia buona.»
Stefania rimase immobile.
Gli occhi di Stefano si posarono su Miriam con una curiosità limpida.
Miriam continuò, appoggiando lentamente la mano sul davanzale.
«C’è la Cattedrale... bianca, enorme, come un miracolo di pietra che cammina sull’acqua. Quando
il sole cala, la facciata diventa rosata... sembra che prenda fuoco da sola. E di notte... la luna ci si
appoggia sopra come una madre stanca.»
Stefania sentì un brivido.
Non freddo: un brivido di riconoscimento misterioso.
Come se quella Cattedrale avesse chiamato il suo nome da lontano.
«I vicoli,» continuò Miriam, e la voce le si sciolse in una morbidezza mai sentita prima, «sono
stretti, pieni di case color miele e porte antiche. Le donne mettono ancora le sedie fuori, d’estate,
per parlare. E il porto...»
La sua bocca si piegò in un sorriso fragile.
«Il porto sembra un abbraccio che non smette mai di stringere.»
E poi tu ti fermi.
Silenzio di due secondi.
E dici lentamente, guardando magari Carmelina:
“E forse, in fondo, è proprio questo che cerchiamo tutti nella vita... un luogo che continui ad
abbracciarci anche quando pensiamo di esserci perduti.”
🌌 22:25 – CHIUSURA FINALE
(Renzo + Carmelina)
⏱ 5 minuti
Tu:
ringraziamenti finali
Carmelina:
piccola frase poetica finale
Tu chiudi con:
👉 invito a entrare nel gruppo Trani Orizzonte
👉 ringraziamento ascoltatori
👉 ricordare:
• K-Radio Nazionale
• Oltre la Memoria
• TerraMare Nexus
• Orizzonte Comune
✨ FRASE FINALE CONSIGLIATA
“Le città sopravvivono quando qualcuno continua a raccontarle.
E questa sera... noi lo abbiamo fatto insieme.”
Siamo arrivati alla fine di questa serata... 🌊
E voglio davvero ringraziare tutte le persone che:
• ci hanno ascoltato,
• sono intervenute,
• hanno partecipato,
• oppure semplicemente sono rimaste in silenzio insieme a noi.
Questa sera abbiamo parlato:
• di memoria,
• di città,
• di futuro,
• di cultura,
• di partecipazione,
• e di umanità.
E forse la cosa più bella è proprio questa:
aver creato, anche solo per un’ora,
uno spazio dove le persone hanno potuto parlarsi senza urlarsi contro.
Vorrei ringraziare di cuore:
🌿 Carmelina Rotundo Auro
🌿 tutte le associazioni coinvolte
🌿 K-Radio Nazionale
🌿 TerraMare Nexus
🌿 Orizzonte Comune
🌿 Oltre la Memoria – Le Vittime Invisibili
e naturalmente tutte le persone che continueranno a credere nel progetto:
🌊 Trani Orizzonte.
Perché le città sopravvivono quando qualcuno continua a raccontarle.
E questa sera...
noi lo abbiamo fatto insieme.
Buonanotte a tutti. 🌙
domenica 17 maggio 2026
l Manifesto di Giuseppe
Prefazione
Ci sono pensieri che nascono da un’urgenza, altri da un’intuizione, altri ancora da un dolore. Questo
invece, nasce da qualcosa di più raro: la necessità di guardare il mondo con onestà, senza paura
e senza illusioni.
Il Manifesto di Giuseppe non è un trattato filosofico, né un diario, né un racconto allegorico. È tutte
queste cose insieme, e nessuna in particolare. È un viaggio interiore che diventa universale, un
percorso che attraversa il desiderio personale, la fragilità della società contemporanea, la visione del
futuro e, infine, l’eredità che ogni essere umano lascia dietro di sé.
Giuseppe entra in una casa simbolica — la Casa ai Confini del Tempo — non per cercare risposte,
ma per trovare chiarezza. E in questo gesto c’è già tutto: la maturità di chi ha vissuto, la saggezza
di chi ha osservato, la delicatezza di chi non vuole imporre verità, ma solo offrirne una possibile.
Nelle quattro stanze della casa, Giuseppe affronta ciò che molti evitano:
il proprio desiderio più intimo,
la società che si sgretola nelle mani dei giovani,
il futuro che avanza come un’onda inevitabile,
l’eredità che ciascuno di noi, volente o nolente, consegna al mondo.
Il risultato è ricordare che la serenità non è un lusso, ma un diritto. Che la società non si aggiusta
con slogan, ma con coscienza. Che il futuro non è un nemico, ma un compagno da comprendere.
Che l’eredità non è ciò che lasciamo nelle mani degli altri, ma ciò che lasciamo nei loro occhi.
Il Manifesto di Giuseppe è un ponte: tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare. Tra la
fragilità dell’uomo e la potenza della tecnologia. Tra la memoria e la speranza.
�� IL MANIFESTO DI GIUSEPPE
PROLOGO — La Casa ai Confini del Tempo
Sulla cima di una collina silenziosa, lontana dal rumore delle città, sorgeva una casa che nessuno
ricordava di aver costruito. Alcuni dicevano che fosse sempre stata lì, come una pietra o un albero.
Altri sostenevano che appariva solo a chi aveva qualcosa da capire.
Giuseppe salì il sentiero lentamente. Non cercava risposte. Cercava chiarezza.
Aveva vissuto abbastanza da sapere che la vita non è un enigma da risolvere, ma un paesaggio da
attraversare. Eppure, sentiva che gli mancava qualcosa: un desiderio per sé, un pensiero per la
società, una speranza per il mondo.
Quando arrivò davanti alla porta, questa si aprì senza rumore. Dentro, quattro stanze lo attendevano.
La prima stanza era spoglia. Una sedia. Una finestra. Uno specchio che non rifletteva il volto, ma il
cuore.
Giuseppe si sedette. Lo specchio si illuminò come un lago al mattino.
E ciò che apparve fu un desiderio semplice e immenso:
Una vecchiaia senza paura. Una stagione finale senza ansia, senza dolore inutile. Una vita che
scivola verso il tramonto con la leggerezza di un sorriso sincero.
Lo specchio non giudicò. Accolse.
Lo specchio mostrò immagini: una mano che stringe un’altra senza tremare; una stanza illuminata
da una luce gentile; un pomeriggio d’estate in cui il tempo sembrava fermarsi; un sorriso ricevuto
senza chiedere nulla.
Ogni immagine era un frammento di ciò che Giuseppe desiderava davvero: serenità, dignità,
affetto sincero.
L’ultima immagine era un volto che sorrideva con affetto, senza motivo. Giuseppe capì che il suo
desiderio più profondo non era per sé soltanto. Era per gli altri: non essere un peso, ma una
presenza lieve.
Lo specchio si spense. Ma dentro di lui rimase una luce.
La seconda stanza era vasta, con pareti coperte di mappe. Ma le mappe erano crepate, come se il
mondo stesso stesse perdendo coesione.
Lo specchio mostrò un’epoca:
giovani che correvano verso un futuro che non li aspettava
ricchezze che brillavano solo per pochi
masse che confondevano opportunità con illusioni
nazioni divise da religioni che avrebbero potuto unirle
popoli che portavano rancori più antichi della memoria
Lo specchio disse:
«Il mondo non manca di risorse. Manca di direzione.»
Giuseppe vide una strada piena di ragazzi. Camminavano veloci, ma senza meta. Alcuni correvano
verso luci che sembravano promesse. Altri si fermavano, confusi, come se il terreno sotto i piedi
fosse diventato sabbia.
Non erano perduti. Erano soli.
Giuseppe immaginò un nuovo decalogo. Non politico. Non religioso. Umano.
Un decalogo fatto di:
empatia
responsabilità
giustizia
ascolto
cura reciproca
memoria
verità
misura
rispetto
speranza
Lo specchio mostrò una folla che non distruggeva, ma costruiva. E Giuseppe capì che il
cambiamento non nasce dal potere, ma dalla coscienza condivisa.
La terza stanza non aveva pareti. Era fatta di luce.
Al centro, uno specchio che non rifletteva il presente, ma ciò che potrebbe essere.
Giuseppe vide un essere nuovo: un uomo che aveva imparato a usare la tecnologia senza lasciarsi
usare da essa.
Conservava:
curiosità
etica
sentimenti
reciprocità
Aveva abbandonato:
invidia
rancore
razzismo
avidità
dominio
Era un essere nuovo, non perché aveva più potere, ma perché aveva meno ombre.
Lo specchio mostrò un giardino immenso. Non un paradiso perduto. Un paradiso riconquistato.
Un mondo in cui l’uomo e la tecnologia non erano nemici, ma alleati.
La porta dell’Eden si aprì. Non per miracolo. Per maturità.
Giuseppe vide un corridoio che prima non c’era. Alla fine, una stanza senza specchi. Solo un tavolo.
E un quaderno vuoto.
Era la stanza dell’eredità.
Giuseppe scrisse:
«Non abbiate paura del tempo. Il tempo non è un nemico. È un maestro che parla piano.»
Poi:
«Cercate la serenità, non la perfezione. La perfezione non esiste. La serenità sì.»
E ancora:
«Non lasciate che il mondo vi dica chi essere. Siate ciò che vi rende vivi.»
Ogni frase era una pietra posata con cura. Un ponte verso chi avrebbe letto.
Scrisse ai giovani:
«Il mondo non è un premio da vincere, ma un luogo da abitare.
Non inseguite luci che non vi appartengono. Cercate ciò che vi fa respirare.
Quando vi sembrerà di non valere nulla, ricordate che siete nati per portare qualcosa che nessun
altro può portare.»
La stanza si fece più luminosa. Non perché fosse cambiata. Perché era cambiato lui.
Prima di uscire, Giuseppe vide una frase incisa nella pietra:
«Chi comprende, custodisce. Chi custodisce, trasmette. Chi trasmette, non muore.»
Sorrise. Era un sorriso pieno, lento, vero.
✨ EPILOGO — Il Seme e la Collina
Giuseppe scese il sentiero. Il quaderno era sotto il braccio. Non pesava.
Sapeva che un giorno qualcuno lo avrebbe trovato. Forse un giovane. Forse un vecchio. Forse un
figlio del futuro.
E quando lo avrebbe aperto, avrebbe trovato non un manifesto, ma un ponte.
Un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.
La collina rimase alle sue spalle. Ma non era un luogo. Era un passaggio.
Un passaggio verso un mondo in cui l’uomo, finalmente, avrebbe imparato a essere intero.
Tocchetti Giuseppe
sabato 16 maggio 2026
Ponte Vecchio 20x30 cm Acrilico su tela Di Elena Landino, Paint&Wine opera donata ad OKAY
Ponte Vecchio
20x30 cm
Acrilico su tela
Di Elena Landino, Paint&Wine
L’attività del Paint&Wine nasce dall’intenzione di aiutare le persone a ritagliare un
momento della loro quotidianità per dedicarla alla creatività.
Nella vita di tutti i giorni,
ormai, è sempre più difficile coniugare gli impegni e la stanchezza che ne deriva con
la necessità di creare qualcosa con le proprie mani.
Il Paint & Wine di Firenze propone
di risolvere questa mancanza in un ambiente conviviale e rilassato, accompagnato da
un calice di vino e l’aiuto di un’artista professionista.
In questo contesto entra in gioco Elena Landino, diplomata all’Accademia di Belle Arti
di Firenze in Metodologie della Pittura. Al Paint&Wine, lo stile pittorico di Elena
racchiude semplicità e sintesi, per permettere a tutti i partecipanti delle sue lezioni,
principianti e non, di confrontarsi con soggetti rassicuranti e personalizzabili; mentre
nella vita di tutti i giorni, la sua pittura risulta più caotica e coinvolgente.
Il dipinto “Ponte Vecchio”, realizzato dalla pittrice, raffigura la visione frontale del
ponte, inondato di colori che donano dinamicità ad un elemento altrimenti statico. Il
soggetto racchiude particolare importanza, essendo protagonista della visione al di là
delle finestre dello studio e rappresentando, inoltre, “un ponte” tra il passato, ricco di
storia e significato, e il futuro: incerto, ma sicuramente ricco di colore.
UN ponte e la sua storia
A partire dal 1442, il governo fiorentino decise di trasferire tutte le macellerie sul ponte per motivi igienici: in questo modo, gli scarti e le interiora venivano gettati direttamente nel fiume Arno.
• Come appariva: Per avere più spazio, i beccai costruirono le caratteristiche stanzette che sporgono sopra il fiume, ma l'ambiente era decisamente maleodorante e caotico.
• Il cambio di rotta: Nel 1593, per volere del Granduca Ferdinando I de' Medici, i beccai furono sfrattati perché il loro "lavoro" produceva odori e sporcizia considerati indecorosi. Il passaggio era infatti sormontato dal Corridoio Vasariano, usato dai Medici per spostarsi tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti.
L'arrivo degli orafi: Le botteghe furono assegnate esclusivamente a gioiellieri, orafi e argentieri.
A cura di Carmelina Rotundo Auro
proposta inviata redazione OKAY da approvare
Proposta per ospitare THE GHOST BUS, UN’AVVENTURA VISUALE PER COLLEGARE FIRENZE E NOTTINGHAM
una originale opera di visual art che porta con sé una promessa quella di riuscire a meravigliarci ancora suoni voci colori per una avventura che ci coinvolgerà in un viaggio ricco di emozioni
Il progetto quando e perché nasce
Marysia Zipser fondatrice di Art Culture Tourism International, nell’ottobre del 2014 invita Roberto Alborghetti (giornalista professionista, scrittore, formatore e artista visuale) a Beeston, nella Contea di Nottingham. Durante la sua visita a Beeston, Roberto ha l’opportunità di visitare il garage della storica società Barton Transport Limited (Bartons) fondata nel 1913. Alborghetti visitando il Garage, si rende conto delle potenzialità visive, cromatiche e materiche delle forme con cui il tempo si è modellato sulle superfici degli storici Bus, soprattutto di un veicolo che, risalente al dopo guerra, era rimasto abbandonato nelle campagne inglesi. Ne rimane attratto, irrimediabilmente travolto tanto da creare il Progetto The Ghost Bus attraverso le sue “lacerazioni” fotografiche, folgorazioni visive come gesto e come intuizione creativa. Roberto scatta migliaia di fotografie, obbedisce alle sollecitazioni espressive più immediate e dirompenti dando vita ad inedite e originali elaborazioni compositive. Ora il progetto “Ghost Bus” è diventato una serie di video - presentati solo in eventi speciali pubblici - che mettono in evidenza l’East Midlands e il Regno Unito, Nottingham e la terra della foresta di Sherwood conosciuta per la leggenda di Robin Hood. E, non meno importante, Nottingham, nel cuore delle East Midlands , è stata nominata dall’UNESCO la “Città della Letteratura”, una delle poche città al mondo accanto a Dublino, Edimburgo, Melbourne e Praga. Un Progetto, The Ghost Bus, che potrebbe rilanciare il dialogo ed un rapporto speciale tra Nottingham e Firenze attraverso momenti ed eventi unici (video show, pubbliche letture).
ROBERTO ALBORGHETTI GIORNALISTA non solo si talento professionale, ma dotato di profonda umanità che gli ha sempre permesso di essere giornalista del bello del buono un giornalismo diretto a fare il bene il suo al servizio della gente negli anni si è dotato di una redazione eccellentissima di persone attente Il segreto del successo di GHOST BUS?
LUOGHI DOVE spedirei la proposta
PARCO ECO RINASCIMENTO FIRENZE
PAINT WINE
Fondazione ITALO BOLANO GIARDINO
CHIESA EVANGELICA FIRENZE VIA DELLA VIGNA VECCHIA N 15
a cura di Carmelina Rotundo Auro allegherei lettera Principe a Carlo
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