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mercoledì 6 marzo 2024

la specola articolo con foto

La specola per un dialogo tra terra e cielo un museo per tutte le età. per essere coinvolti nel fascino della scoperta dei misteri che ci circondano. Dal 21 febbraio 2024 venire a Firenze nella via Romana è concedersi alla meraviglia del dialogo tra terra e cielo grazie alla riapertura di una delle eccellenze del Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino che quest' anno celebra il Centenario: LA SPECOLA Tredici le nuove sale ( per circa 700 metri quadri) dove per la prima volta si possono ammirare collezioni quali: le cere botaniche e la mineralogia che si aggiungono alle collezioni della zoologia e delle preziose cere anatomiche, al Salone degli scheletri, alla Tribuna di Galileo e al Torrino astronomico, che ospitava l’osservatorio a cui La Specola deve il nome. Riapertura storica questa del 21 febbraio 2024 perché celebra il “compleanno” del Museo inaugurato il 21 febbraio 1775 come “Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale” segnando l’ingresso nel 250° anniversario dalla sua fondazione. La Specola è stato primo esempio in Europa di istituzione scientifica aperta a tutti, in anticipo di quasi due secoli e mezzo sull’odierna idea di museo, accessibile e inclusivo e ricompone così l’idea illuministica del Granduca Pietro Leopoldo di presentare la natura nella sua completezza in un percorso che va dalla terra (mineralogia) al cielo (astronomia) passando per la botanica, l’anatomia e la zoologia. I nuovi percorsi : Le raccolte mineralogiche tornano ad essere esposte al primo alla Specola a distanza di un secolo e mezzo dalla collocazione nella sede di via La Pira. Di eccezionale rilievo è la Collezione medicea di pietre lavorate (coppe, vasi, oggetti ornamentali), già ospitata nella Tribuna degli Uffizi: fra gli esemplari – esibiti in una “Camera delle Meraviglie” che rievoca il collezionismo mediceo tra il XV e il XVIII secolo – spiccano le due coppe in diaspro e una coppa in giada nefrite appartenute a Lorenzo il Magnifico, come riporta l’incisione LAURMED, ma anche la tazza in lapislazzuli a forma di conchiglia (citata da Giorgio Vasari), acquistata da Cosimo I nel 1563 dal celebre lapicida milanese Gasparo Miseroni. Fra i reperti alcuni sono riferibili alla raccolta di Niccolò Stenone, celebre anatomista e padre della moderna mineralogia. L’esposizione illustra anche l’evoluzione dei minerali attraverso i quattro miliardi e mezzo di storia del nostro pianeta e del Sistema Solare - dai pochi minerali delle meteoriti, alle migliaia di minerali oggi conosciuti – e consente di ammirare campioni unici al mondo, dalle tormaline ed ematiti dell’Elba allo zolfo della Sicilia, fino agli enormi cristalli di topazio e acquamarina del Brasile. Salendo al secondo piano sempre nelle nuove sale della Specola si snoda il percorso “Arte e Scienza” dedicato alla genesi e all’evoluzione della ceroplastica fiorentina: dai primordi legati alla scuola bolognese e all’opera dell’artista siciliano Gaetano Zumbo (1656-1701) - che realizza una serie di teatrini allegorici su temi tipici del barocco e modella in cera una testa sezionata – alla nascita nel 1771 dell’Officina ceroplastica fiorentina proprio a La Specola, della cui attività è eccezionale testimonianza la Venere smontabile di Clemente Susini (1754 – 1814). Nell’itinerario museale di grande rilievo la collezione delle cere botaniche che torna a essere visibile dopo oltre un secolo: è costituita da piante e frutti di grande realismo e bellezza, in un’esposizione suggestiva e coinvolgente. Sono anche esposte, nel nuovo percorso, le straordinarie tavole in cera di anatomia, istologia e patologia botanica realizzate da Clemente Susini in collaborazione col grande scienziato Giovan Battista Amici (fautore di fondamentali innovazioni nel campo della microscopia ottica), al fine di rendere partecipe il grande pubblico delle nuove scoperte scientifiche. Ma la produzione di modelli scientifici sperimenta, oltre alla cera, anche altri materiali come la cartapesta, il legno, la terracotta, la pietra o il vetro. Il singolare connubio di arte e scienza, tipico delle realizzazioni ceroplastiche fiorentine, è riflesso nei dipinti di Bartolomeo Bimbi (1648-1729), pittore a servizio di Cosimo III de’Medici e poi dell’Elettrice Palatina, autore di numerose nature morte di fiori, frutti e meraviglie naturali, caratterizzate da un intento di catalogazione scientifica. I percorsi “storici” Accanto alle novità, nelle vetrine del percorso “storico” corredate da un nuovo impianto illuminotecnico, i visitatori potranno ammirare nuovamente la collezione zoologica con animali di tutto il mondo (4.600 gli esemplari oggetto di speciale manutenzione per l’occasione), fra cui diverse specie estinte. E, inoltre, l’intera collezione delle cere anatomiche settecentesche, famose in tutto il mondo; il Salone che ospita gli scheletri di numerose specie di vertebrati, soprattutto mammiferi; la Tribuna dedicata a Galileo Galilei, raro esempio di architettura tardo neoclassica fiorentina, e infine il Torrino che ha il suo fulcro nella Sala della Meridiana (chiamata così dallo strumento astronomico posto sul pavimento e ancora funzionante), impreziosita da stucchi neoclassici che rappresentano le cicogne nell’atto di prendere il volo: da lì si accede alla sala ottagona, l’antico osservatorio. Tutte le info su ingressi e prenotazioni sono su www.sma.unifi.it Viaggiamo a velocità supersonica nell' attimodella vita impastati di acqua di corpo di cuore colpevoli e innocenti :non ci è concesso sostare dobbiamo raggiungere il cielo Nuova anche la biglietteria, nuovo il bookshop, rigorosamente a norma gli impianti (elettrico, antincendio e di climatizzazione): per una riqualificazione che ha riguardato in totale 2.280 metri quadri, lavori tutti realizzati grazie al contributo della Regione Toscana per complessivi 3,5 milioni di euro e dell’Ateneo fiorentino per un importo di circa 2,5 milioni di euro.

mercoledì 21 febbraio 2024

La SPECOLA

Dal 21 febbraio 2024 a Firenze nella via Romana rinnovato e quanto mai interessante ha riaperto la Specola una delle eccellenze del Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino che quest' anno celebra il Centenario. Tredici le nuove sale ( 700 metri quadri) dove per la prima volta si possono ammirare collezioni quali: le cere botaniche e la mineralogia che si aggiungono alle collezioni della zoologia e delle preziose cere anatomiche, al Salone degli scheletri, alla Tribuna di Galileo e al Torrino astronomico, che ospitava l’osservatorio a cui La Specola deve il nome. Tredici le nuove sale espositive, per 700 metri quadri complessivi, dove trovano ospitalità i nuovi percorsi

La SPECOLA CONFERENZA STAMPA

Foto di GIUSEPPE CABRAS

venerdì 18 agosto 2023

A PLAZZO STROZZI con SADRA GHAHARI

  A 

PALAZZO STROZZI


 per la mostra del pittore delle storie

con SADRA GHAHARI  una poliedrica artista




 eccellente  studentessa all' ACCADEMIA di Firenze







 con lei proseguiamo





una felice e costruttiva  collaborazione 

venerdì 4 agosto 2023

Galleria dell’Accademia di Firenze SCOPRI la GALLERIA Kerstin Schwarz La Spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori

Galleria dell’Accademia di Firenze

SCOPRI la GALLERIA

Kerstin Schwarz


La Spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori


il nuovo video su Accademiaonline e sul canale YouTube della Galleria


da martedì 8 agosto


comunicato stampa


Sarà dedicato ad uno dei preziosi strumenti musicali conservati alla Galleria dell’Accademia

di Firenze il nuovo video di SCOPRI la GALLERIA, disponibile sul sito del museo

Accademiaonline a partire da martedì 8 agosto. Dopo l’approfondimento della restauratrice

Muriel Vervat sulla Pentecoste di Andrea di Cione, detto l’Orcagna, in questo secondo

episodio Kerstin Schwarz, massima esperta di strumenti musicali antichi, ci parlerà della

seicentesca Spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori, passato alla storia come l’inventore del

pianoforte. Il video, sia in italiano che in inglese, è visibile su SCOPRI LA GALLERIA e

DISCOVERY THE GALLERY e sul canale YouTube del museo.

La Spinetta ovale, risalente al 1690, è la più antica opera conservatasi di Bartolomeo Cristofori,

padovano, uno dei maggiori costruttori di strumenti musicali dell’età moderna. Giunto a Firenze nel

1688 perché chiamato a servizio del principe Ferdinando de’ Medici, figlio di Cosimo III, Cristofori

fu incaricato proprio di sovrintendere alla costruzione, alla manutenzione e agli spostamenti degli

strumenti musicali. 

Durante i suoi primi anni nel capoluogo toscano, lo strumentaio realizzò due esemplari per la

famiglia granducale, un piccolo clavicembalo a quattro piedi e la spinetta a forma ovale, di cui

Kerstin Schwarz ci racconterà la storia e le curiosità, introducendoci anche alle modalità di

realizzazione degli strumenti nel Seicento.

Con la Spinetta ovale, che i visitatori possono ammirare nel percorso espositivo del museo,

Cristofori dimostrò fin da subito la sua capacità di inventore. La forma rettangolare, culminante in

due archi a sesto acuto, univa l’armonia del disegno alla ricerca di una più sofisticata

sonorità. Realizzato in legno di palissandro e cipresso, con i tasti in pioppo ricoperti d’avorio, lo

strumento è descritto dettagliatamente in un inventario del 1700, ma nel 1779 fu venduto all’asta

insieme ad altri pezzi della collezione del principe Ferdinando. Da quel momento, per oltre tre


secoli, se ne persero le tracce, finché nel 2000 fu ritrovato a Palazzo Mozzi, a Firenze, insieme agli

oggetti lasciati in eredità dall’antiquario Stefano Bardini.

SCOPRI la GALLERIA è il format ideato e realizzato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze,

dove le opere conservate nel museo sono raccontate, di volta in volta, in brevi pillole video

da storici dell’arte, esperti della musica, direttori di istituzioni del mondo della cultura

internazionale.


Galleria dell’Accademia di Firenze

Via Ricasoli, 58-60 - Firenze

Tel. 055 0987100 - Fax 055 0987137

ga-afi@cultura.gov.it

www.galleriaaccademiafirenze.it

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Ufficio Stampa Davis & Co. | Lea Codognato | Caterina Briganti

T + 39 0552347273 – M +39 3355250748 info@davisandco.it – www.davisandco.it

Ufficio stampa Opera Laboratori | Andrea Acampa       

M +39 3481755654   a.acampa@operalaboratori.com

 

Ufficio Stampa Internazionale |Antonella Fiori

M + 39 3472526982 - a.fiori@antonellafiori.it

martedì 11 luglio 2023

Museo del TESSUTO Prato

Appena rientrati in città? Si riparte!


Dal 4 all’8 settembre il Museo del Tessuto propone un Campus settembrino intitolato "Kids Art Campus", un viaggio tra le mostre e i musei di Prato rivolto a bambini e bambine dai 5 ai 10 anni dalle ore 8.30 alle 16.30.

Sono previste giornate ricche di attività legate alla mostra del Museo del Tessuto “Kimono-Riflessi d’arte tra Giappone e Occidente”. Si aggiungono laboratori creativi e inclusivi nei musei della Pratomusei e con la Compagnia Tpo.

Un’esperienza unica che permetterà ai più piccoli di guardare con occhi diversi il mondo dell’arte e di rafforzare così il loro potenziale creativo realizzando come momento conclusivo delle cinque giornate una mostra con i loro elaborati.

Per informazioni e iscrizione:
Scrivere a Sezione Didattica-Referente Francesca Serafini didattica@museodeltessuto.it
Indicare nell’oggetto dell’e-mail: “Pre-Iscrizione Kids Art Campus”
Vi verrà inviato il modulo d’iscrizione da compilare e consegnare entro e non oltre il 28 agosto