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giovedì 2 marzo 2023
bozza per il pecorino
Pecorino e subito il profumo del formaggio stagionato, meno stagionato, fresco si fa sentire ed insieme il rimando alla pecora, quell' animale che produce la materia prima per questo grande prodotto alimentare.
La pecora che richiama al pascolo, alla montagna, ci riporta all' incanto di scene rurali al pastore a Giotto nei Commentarii, composti nel 1452, Lorenzo Ghiberti inaugura la leggenda di Giotto pastore, scoperto da Cimabue nella natura mentre disegnava una pecora. Nella mitologia classica, il tema del giovane pastore che diventa un eroe è abbondantemente ricorrente. dalle biografie del Vasari: all’età di dieci anni mostrò vivacità e prontezza d’ingegno straordinaria. Gli furono date alcune pecore da guardare; spinto dall’inclinazione dell’arte del disegno, disegnò alcune cose di naturale, ovvero che gli venisse in fantasia. Cimabue trovò Giotto che, sopra una lastra piana, ritraeva una pecora al naturale. Cimabue gli chiese se voleva andare nella sua bottega; rispose il fanciullo che, se il padre era favorevole, ne seguirebbe volentieri il consiglio.Il fanciullo non solo pareggiò la maniera del suo maestro; divenne un buon imitatore della natura e resuscitò la moderna e buona arte della pittura. Giotto ritrasse, come ancor oggi si può vedere, nella cappella del palazzo del Podestà a Firenze, Dante Alighieri, amico suo grandissimo e non meno famoso poeta. Le prime pitture di Giotto furono nella cappella dell’altare maggiore della Badia fiorentina dove ritrasse una Madonna Annunziata e lavorò in Santa Croce dove si trovano quattro cappelle da lui affrescate..."
Divagazioni che ci accompagnao fino alla nostre tavole dove spicchi di pecorino si possono gustare con il pane, con le pere o il pezzo grattuggiato può valorizzare un piatto di riso o di pasta. Al gusto qui vorremmo condurvi per un itinerario di conoscenza al valore nutrizionale del pecorino, a come vien e dove vien prodotto fino ad un itinerario geografico magari per toccare con mano tuoo il percorso di produzione di stagionatura di preparazone di questo buon formaggio
bozza Parmigiano Reggiano
La "grande ruota" il "piccolo sole" i cui raggi giungono sulla nostra tavola donandoci
energia e benessere ha una lunga interessante storia che noi tre ripercorreremo a volo d'angelo
nelle date più significative e geograficamente proponendo un itinerario che speriamo
vogliate intraprendere.
L'immagine delle grandi vasche dove il latte fluiva appartengono ai ricordi della mia infanzai e
della giovinezza" a parlare è una donna che vive a Parma.
Quel flash cinematografico mi è rimasto nella mente e nel cuore ancora fissato nella mia fantasia
e che spero di rendere realtà almeno con la scrittura insieme
a Sara e conosciute a Taste dove sfilano in bella mostra: produttori, aziende, rivenditori presentando il meglio del meglio ai compratori che qui vengono da ogni parte del mondo stuzzicando incuriosendo in una parola sola coinvolgendoci a 360°! Parmigiano reggiano un prodotto divenuto icona e portato sulle nostre tavole per i suoi valori nutrizionali, la facile digeribilità, il sapore giusto che ci vuole tanto da impreziosire una buona fetta di pane o una pastasciutta o il riso per non parlare degli abbinamenti con miele o mangiato con le pere.
a Sara e conosciute a Taste dove sfilano in bella mostra: produttori, aziende, rivenditori presentando il meglio del meglio ai compratori che qui vengono da ogni parte del mondo stuzzicando incuriosendo in una parola sola coinvolgendoci a 360°! Parmigiano reggiano un prodotto divenuto icona e portato sulle nostre tavole per i suoi valori nutrizionali, la facile digeribilità, il sapore giusto che ci vuole tanto da impreziosire una buona fetta di pane o una pastasciutta o il riso per non parlare degli abbinamenti con miele o mangiato con le pere.
mercoledì 16 aprile 2014
ANTEPRIMA VINI DELLA COSTA TOSCANA
A San Gennaro Capannori ( LU) area di fascino toscano:
..che onde di foglie crea il vento tra i verdi
mentre a goccioloni insistente cade la pioggia! Palpitante temporale di primavera: tuoni, lampi, rombi; mi piace, dalla finestra
della Fondazione Boccella, aspettando la presentazione di
ANTEPRIMA VINI DELLA TOSCANA-2014
toccare con lo sguardo l' acero rosso che accondiscende alla tempesta: la sua chioma oscilla da destra a sinistra ; verso l' alto in basso come se palpitasse, persino le rose rosa pacato oscillano in avanti- indietro in alto- in basso lo sguardo ripercorre: acero rosso, rododendro, in alto sulle colline si estende il bosco dove lo sguardo scopre una terrazza di olivi, il gruppo di cipressi, la chiesetta di Tofferi..
13° edizione ANTEPRIMA VINI DELLA COSTA TOSCANA la vetrina dei migliori vini delle provincie di Lucca, Massa, Pisa, Livorno e Grosseto con 400 etichette, laboratori di degustazione, show cooking, enoteca, mostre-installazioni- gastronomia e non solo produttori e istituzioni si incontrano a far sistema.
La degustazione di 4 vini della Tenuta di Valgiano sapori di poesia, gusto di poesie raccontate
da Moreno Petrini, con toni da paesaggista pittore;
le vivande sono servite su piani d' appoggio che son di legno: pezzi recuperati dal mare come in un viaggio perenne tra terre e mare, tra mare e terra; fantasie di cibi create dal cuoco Damiano Donati. belli alla vista aerei posizionati su bacchette di legno: verdure, carni, pesce, frutti, salsine composte come opere d' arte
( i carciofi portano nel cuore pezzetti di carne, la patata a barchetta si ricompone nel contenuto..) per il loro abbinamento di colori piacevole alla vista e i sapori che in bocca si sciolgono per sviluppare
delicati-morbidi-unici emozioni di gusto gustose!
Nel paesaggio di ritorno la vita in Primavera tra fascin di fiori gialli: piccoli soli che per raggi han petali, i verdi sui prati di mille tonalita ora mosse da aliti di vento pacati, le foglie dell' ulivo argentee, i vigneti in boccio, le colline segnano l' orizzonte tra terra e cielo, il glicine a pensiline esplode, chiome di alberi che sembrano nuvole giocate su più piani; potessi vivere cozza nel guscio con le ali di farfalla; mare di cielo, cielo di mare !!!
La scuola MADE in palazzo BOCCELLA è un meraviglioso progetto della Fondazione Palazzo BOCCELLA e della Fondazione CAMPUS di Lucca e si propone con coraggio e lungimiranza ad una qualificazione dei giovani soprattutto per coloro che hanno conseguito il diploma agli istituti turistici ed alberghieri della Toscana ed ad una rivalorizzazione del territorio: paesaggio, attività e produzioni del territorio troveranno il loro clu nei 100 giorni di programmi per una estate indimenticabile da non perdere!!!
Carmelina Rotundo
..che onde di foglie crea il vento tra i verdi
mentre a goccioloni insistente cade la pioggia! Palpitante temporale di primavera: tuoni, lampi, rombi; mi piace, dalla finestra
della Fondazione Boccella, aspettando la presentazione di
ANTEPRIMA VINI DELLA TOSCANA-2014
toccare con lo sguardo l' acero rosso che accondiscende alla tempesta: la sua chioma oscilla da destra a sinistra ; verso l' alto in basso come se palpitasse, persino le rose rosa pacato oscillano in avanti- indietro in alto- in basso lo sguardo ripercorre: acero rosso, rododendro, in alto sulle colline si estende il bosco dove lo sguardo scopre una terrazza di olivi, il gruppo di cipressi, la chiesetta di Tofferi..
13° edizione ANTEPRIMA VINI DELLA COSTA TOSCANA la vetrina dei migliori vini delle provincie di Lucca, Massa, Pisa, Livorno e Grosseto con 400 etichette, laboratori di degustazione, show cooking, enoteca, mostre-installazioni- gastronomia e non solo produttori e istituzioni si incontrano a far sistema.
La degustazione di 4 vini della Tenuta di Valgiano sapori di poesia, gusto di poesie raccontate
da Moreno Petrini, con toni da paesaggista pittore;
le vivande sono servite su piani d' appoggio che son di legno: pezzi recuperati dal mare come in un viaggio perenne tra terre e mare, tra mare e terra; fantasie di cibi create dal cuoco Damiano Donati. belli alla vista aerei posizionati su bacchette di legno: verdure, carni, pesce, frutti, salsine composte come opere d' arte
( i carciofi portano nel cuore pezzetti di carne, la patata a barchetta si ricompone nel contenuto..) per il loro abbinamento di colori piacevole alla vista e i sapori che in bocca si sciolgono per sviluppare
delicati-morbidi-unici emozioni di gusto gustose!
Nel paesaggio di ritorno la vita in Primavera tra fascin di fiori gialli: piccoli soli che per raggi han petali, i verdi sui prati di mille tonalita ora mosse da aliti di vento pacati, le foglie dell' ulivo argentee, i vigneti in boccio, le colline segnano l' orizzonte tra terra e cielo, il glicine a pensiline esplode, chiome di alberi che sembrano nuvole giocate su più piani; potessi vivere cozza nel guscio con le ali di farfalla; mare di cielo, cielo di mare !!!
La scuola MADE in palazzo BOCCELLA è un meraviglioso progetto della Fondazione Palazzo BOCCELLA e della Fondazione CAMPUS di Lucca e si propone con coraggio e lungimiranza ad una qualificazione dei giovani soprattutto per coloro che hanno conseguito il diploma agli istituti turistici ed alberghieri della Toscana ed ad una rivalorizzazione del territorio: paesaggio, attività e produzioni del territorio troveranno il loro clu nei 100 giorni di programmi per una estate indimenticabile da non perdere!!!
Carmelina Rotundo
sabato 15 marzo 2014
storie di Cento ducati, di olio e di Civette.
DELL' OLIO
si conoscono e si stimano tutte le proprietà benefiche e terapeutiche, ma forse pochi conoscono la storia dell' olio lampante che abbiamo conosciuto a
TASTE
fantatica, superfantasmagorica, incredibilemente gustosa RASSEGNA del cibo edizione 2014
intervistando: dell' AZIENDA AGRICOLA FRANCESCA STAJANO di ALEZIO (LE)
si conoscono e si stimano tutte le proprietà benefiche e terapeutiche, ma forse pochi conoscono la storia dell' olio lampante che abbiamo conosciuto a
TASTE
fantatica, superfantasmagorica, incredibilemente gustosa RASSEGNA del cibo edizione 2014
intervistando: dell' AZIENDA AGRICOLA FRANCESCA STAJANO di ALEZIO (LE)
Gallipoli,
per diversi secoli e, sino ai primi decenni del ‘900 è stato un
importante porto commerciale, ma sino alla fine dell’ ‘800 era un
vero emporio dell’olio lampante che dalla Terra d’Otranto ed
oltre vi affluiva per essere spedito in tutta Europa, da Londra a San
Pietroburgo, per illuminare palazzi e strade: un famoso pittore di
Corte incaricato di illustrare al Re i suoi porti, illustrò quello
di Gallipoli come quello più affollato di bastimenti, dopo quello di
Napoli.
I
sotterranei della città antica sono tutti dedicati all’olio:
frantoi, ipogei e grandi ed alti vasconi in pietra leccese
(impermeabile) per lo stivaggio. Gallipoli, insieme a Brindisi e
Taranto, era una delle sottoprefetture di Lecce, era anche sede dei
consolati delle maggiori potenze europee ed vi prosperavano i
commercianti qui insediatisi da ogni parte del Regno.
A pochi chilometri
da Gallipoli, ad Alezio (dove è possibile visitare un importante
necropoli messapica), vi è l’Azienda agricola Francesca Stajano
che porta avanti la tradizione plurisecolare di produzione di olio
extravergine di oliva.
Nell’antica masseria è possibile visitare un antico frantoio semi ipogeo e le vasche in pietra che servivano a contenete l’olio di oliva.
Nell’antica masseria è possibile visitare un antico frantoio semi ipogeo e le vasche in pietra che servivano a contenete l’olio di oliva.
Tra
gli altri oliveti di famiglia, c’è “Cento Ducati”, così
chiamato perchè in quei tempi, in cui l’olio lampante
rappresentava una vera ricchezza, come oggi il petrolio, anche gli
alberi di olivo erano importanti e proprio l’esito della contesa
sull’ appartenenza di un albero di confine, che costò al
proprietario perdente 100 Ducati, gli dette il nome.
Oggi
è l’etichetta di un ottimo olio extravergine non più lampante!
L’etichetta
raffigura oltre all’albero di olivo anche la civetta, simbolo degli
olivi e quindi del Salento; animale notturno che si poggia sui rami
degli olivi secolari e ne diventa di notte la loro custode.
E’
usuale sentire, nel silenzio della notte, il maschio emettere quel
suono cadenzato per richiamare la propria compagna.
La
civetta come l’olivo erano sacri alla dea greca Atena (Minerva per
i Romani).
lunedì 3 marzo 2014
ACETO BALSAMICO GIUSTI
Un prodotto alimentare può "sprigionare" anche una buona dote di simpatia?
La storia è curiosa e va ad intrecciarsi con duchi, nobili e banchetti: dagli Este....
alla Belle-Époque, quando in Europa, esplode, la passione per il viaggio ed il vivere alla grande .
Un made in Italy unico nel suo genere, L' ACETO BALSAMICO
che nascerà a Modena perchè Cesare d' Este, costretto dal Papa, a lasciare Ferrara, trasferirà, nel 1598, a Modena la sede della capitale del ducato estense .
Dal 1598 al 1859 ( periodo in cui Modena sarà la capitale del ducato) gli Este creano registri ufficiali con albi e statuti per tutte le coorporazioni ed è di quel periodo la prima documentazione ufficiale dell’esistenza dell’attività della famiglia Giusti, già da chissà quanto tempo, impegnata nella produzione e nella vendita di prodotti tipici modenesi: Lambrusco, “salsicce fini” e soprattutto Aceto Balsamico, già da allora considerato l’orgoglio della casa.
Inizia cosi' la saga del più antico, premiato e prestigioso produttore di Aceto Balsamico di Modena, d’Italia e del mondo.
Un mito L' aceto balsamico di Modena che in fatto di gusto a ben da dir la sua:
Le specialità Giusti conquistano il pubblico con Aceti Balsamici di 30, 50, addirittura 100 anni, vanto della loro bottega, apprezzati nelle fiere di mezza Europa.
Un successo unanime: nell’arco di pochi decenni il prodotto ottiene diverse medaglie prestigiose, di cui 14 d’oro. La più famosa premia un “aceto di anni 90” sotto una contestata ed avveniristica Tour Eiffel, appena inaugurata, proprio in occasione della celebre “Exposition Universelle de Paris” del 1900.
La fama dell’alta qualità dell’Aceto Balsamico Giusti suscita l’interesse del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, che decide, dopo attenti assaggi, di nominare i Giusti “Fornitori della Real Casa Savoia”, concedendo nel 1929 l’alto privilegio di fregiarsi dello stemma della Real Casa Savoia.
Il Segreto di Giuseppe Giusti ?… una “ricetta di famiglia”, una passione di famiglia.
Nel 1863, in occasione dell’importante Esposizione Agraria di Modena, Giuseppe Giusti è tra i primi a fissare per iscritto, dopo secoli di tradizione orale, le regole d’oro rimaste invariate ancor oggi per ottenere un “perfetto Aceto Balsamico:
scelta delle uve,
qualità dei recipienti e
tempo”. È uno dei primi documenti esistenti, conosciuto e citato come la “Ricetta Giusti”, che svela i segreti dell’Aceto Balsamico.
www..giusti.it
CON GUSTO- CON SIMPATIA- CON ELEGANZA oggi Claudio
Stefani GIUSTI continua la tradizione per emozioni di gusto indimenticabili .
L'abito per TASTE 2014
creazione originale Fiora Baglioni
La storia è curiosa e va ad intrecciarsi con duchi, nobili e banchetti: dagli Este....
alla Belle-Époque, quando in Europa, esplode, la passione per il viaggio ed il vivere alla grande .
Un made in Italy unico nel suo genere, L' ACETO BALSAMICO
che nascerà a Modena perchè Cesare d' Este, costretto dal Papa, a lasciare Ferrara, trasferirà, nel 1598, a Modena la sede della capitale del ducato estense .
Dal 1598 al 1859 ( periodo in cui Modena sarà la capitale del ducato) gli Este creano registri ufficiali con albi e statuti per tutte le coorporazioni ed è di quel periodo la prima documentazione ufficiale dell’esistenza dell’attività della famiglia Giusti, già da chissà quanto tempo, impegnata nella produzione e nella vendita di prodotti tipici modenesi: Lambrusco, “salsicce fini” e soprattutto Aceto Balsamico, già da allora considerato l’orgoglio della casa.
Inizia cosi' la saga del più antico, premiato e prestigioso produttore di Aceto Balsamico di Modena, d’Italia e del mondo.
Un mito L' aceto balsamico di Modena che in fatto di gusto a ben da dir la sua:
Le specialità Giusti conquistano il pubblico con Aceti Balsamici di 30, 50, addirittura 100 anni, vanto della loro bottega, apprezzati nelle fiere di mezza Europa.
Un successo unanime: nell’arco di pochi decenni il prodotto ottiene diverse medaglie prestigiose, di cui 14 d’oro. La più famosa premia un “aceto di anni 90” sotto una contestata ed avveniristica Tour Eiffel, appena inaugurata, proprio in occasione della celebre “Exposition Universelle de Paris” del 1900.
La fama dell’alta qualità dell’Aceto Balsamico Giusti suscita l’interesse del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, che decide, dopo attenti assaggi, di nominare i Giusti “Fornitori della Real Casa Savoia”, concedendo nel 1929 l’alto privilegio di fregiarsi dello stemma della Real Casa Savoia.
Il Segreto di Giuseppe Giusti ?… una “ricetta di famiglia”, una passione di famiglia.
Nel 1863, in occasione dell’importante Esposizione Agraria di Modena, Giuseppe Giusti è tra i primi a fissare per iscritto, dopo secoli di tradizione orale, le regole d’oro rimaste invariate ancor oggi per ottenere un “perfetto Aceto Balsamico:
scelta delle uve,
qualità dei recipienti e
tempo”. È uno dei primi documenti esistenti, conosciuto e citato come la “Ricetta Giusti”, che svela i segreti dell’Aceto Balsamico.
www..giusti.it
CON GUSTO- CON SIMPATIA- CON ELEGANZA oggi Claudio
Stefani GIUSTI continua la tradizione per emozioni di gusto indimenticabili .
L'abito per TASTE 2014
creazione originale Fiora Baglioni
lunedì 14 ottobre 2013
LUNGARNOBISTROT
LUNGARNO BISTROT
Lungarni di Firenze
che non cessanno di stupire per l' eleganza degli edifici che, superbi si specchiano
nell' Arno e per.. quel non so che di " aereo" che ad attraversare i ponti si può provare!
In qualsiasi tempo o stagione è bello concedersi una passeggiata e questa che vi consigliamo sul
Lungarno Guicciardini si arrichisce dell' approdo nella piazza degli Scarlatti ad un ristorante
che si propone con una eccellente cucina italiana in particolare toscana e pugliese tradizionale capace di riportaci al piacere ed al profumi di una pasta fatta in casa, del pane fragrante e di una pasticceria dolcissimissima lasciando gustose senzazioni a tutti e 5 i sensi che ci tentano a ritornare .
Non mancano le ricette internazionali, il cuoco ha sempre un menù da proporci, idee che unite all' ottima qualità delle materie prime, a tanta professionalità e fantasia aggiungono gustosità agli itinerari di bellezza fiorentina in ogni tempo e stagione per augurarvi
BUON APPETITO!!!
domenica 13 ottobre 2013
FLORIAN
FLORIAN
Basta
aprire gli occhi e tenerli ben spalancati per vivere nella realtà un
sogno di bellezza e preziosità che appartiene a un immaginario
comune: VENEZIA la SERENISSIMA!
Luoghi e persone in una sorta di scrigno che riserba straordinarie sorprese per la storia, i fasti, varietà di realizzazioni e materiali, idee profuse per calli e canali, in trasparenze di vetri e merletti sorgenti di acque solcate da gondole e gondolieri, dogi e maschere, inchini e vesti sfarzose, sontuosi locali, musei, bisbigli e ciacole, passioni, amori e intrighi, sguardi dietro ventagli... Casanova, Goldoni, Marco Polo, sete, spezie... e tra le meraviglie di piazza SAN MARCO:
FLORIAN, il Caffè Florian che Florian Francesconi aprì nel 1720, il 29 dicembre!
Un Locale all'avanguardia fin dalla sua fondazione: il più antico del mondo, l'unico locale del tempo aperto anche alle donne: dove si poteva acquistare la gazzetta veneta, uno dei primi quotidiani italiani!
Tra i meriti di Florian, la sua apertura mentale che lo portò ad essere mecenate di artisti tra cui Antonio Canova, il quale intagliò un modello del piede dell'amico per permettere al calzolaio di prendergli le misure per realizzare delle scarpe senza infliggergli sofferenze.
L' idea di organizzare una esposizione di arte biennale nasce qui: la prima esposizione internazionale d'arte, divenuta poi famosa nel modo come LA BIENNALE DI VENEZIA è stata organizzata 1895, in questi locali in piazza San Marco.
Con gli inizi del '900 anche il Florian adotta l' idea di caffè concerto con un’orchestra permanente.
Un mito con un grande futuro, legato alla tradizione e proteso verso il domani per l' esclusiva caffetteria e l'innovativa ristorazione dove è possibile ritrovare oasi di gusto e bellezza, pause da regalarsi ora anche a FIRENZE nella sede di via del Parione, via artigiana dove si aprono botteghe storiche che hanno portato nel mondo il buon nome ed ingegno dell'Italia, dal Bisone pelletteria, a legatorie, alla botteghe, per non aggiungere del fascino del principesco palazzo Corsini, in questa via si è collocata per decenni la sede universitaria in un continuo flusso di studenti , una perla il FLORIAN anche per la particolarità delle sale dove, oltre a godere delle gustosità firmate Florian, le persone potranno ammirare opere di artisti contemporanei dal fondo artistico Florian.
Unicità e fascino di una inaugurazione che si arricchisce di una musica da uno strumento che vedo per la prima volta tanto da indurmi ad aspettare che finisca per parlare con colui che lo suona con le mani
LA VITA?!
una mattonata
in testa e
una gondola a Venezia!
Al FLORIAN i progetti per il futuro fioriscono:
FLORIAN UNDERGROUND
nello spazio, situato sotto il piano stradale della location fiorentina verrà collocata un' opera commissionata ad artisti contemporanei per questo particolare luogo non accessibile al pubblico che, però potrà ammirarla attraverso telecamere;
ed è in ponte un progetto fotografico che avrà per protagonista la città di Firenze con l' esposizione poi delle migliori foto al FLORIAN di Venezia e Firenze e tutto è in progress.. MARCO PAOLINI, amministratore delegato del Caffè Florian con i soci ANDREA FORMILLI FENDI e MARCO CREMONA hanno l' obiettivo di estendere, partendo dal modello fiorentino, questo concept nelle città del mondo e che questa sia la strada giusta mi sovviene quando ritornando verso l' Arno mi trovo a rimirare la statua di Carlo Goldoni chi meglio di lui può dare il la alla nostra fantasia a questo sogno che si concretizza unendo Venezia e Firenze…
basta aprire gli occhi e tenerli ben spalancati... per entrare da protagonisti in questa storia-avventura di gusto e non solo...
carmelina rotundo
Luoghi e persone in una sorta di scrigno che riserba straordinarie sorprese per la storia, i fasti, varietà di realizzazioni e materiali, idee profuse per calli e canali, in trasparenze di vetri e merletti sorgenti di acque solcate da gondole e gondolieri, dogi e maschere, inchini e vesti sfarzose, sontuosi locali, musei, bisbigli e ciacole, passioni, amori e intrighi, sguardi dietro ventagli... Casanova, Goldoni, Marco Polo, sete, spezie... e tra le meraviglie di piazza SAN MARCO:
FLORIAN, il Caffè Florian che Florian Francesconi aprì nel 1720, il 29 dicembre!
Un Locale all'avanguardia fin dalla sua fondazione: il più antico del mondo, l'unico locale del tempo aperto anche alle donne: dove si poteva acquistare la gazzetta veneta, uno dei primi quotidiani italiani!
Tra i meriti di Florian, la sua apertura mentale che lo portò ad essere mecenate di artisti tra cui Antonio Canova, il quale intagliò un modello del piede dell'amico per permettere al calzolaio di prendergli le misure per realizzare delle scarpe senza infliggergli sofferenze.
L' idea di organizzare una esposizione di arte biennale nasce qui: la prima esposizione internazionale d'arte, divenuta poi famosa nel modo come LA BIENNALE DI VENEZIA è stata organizzata 1895, in questi locali in piazza San Marco.
Con gli inizi del '900 anche il Florian adotta l' idea di caffè concerto con un’orchestra permanente.
Un mito con un grande futuro, legato alla tradizione e proteso verso il domani per l' esclusiva caffetteria e l'innovativa ristorazione dove è possibile ritrovare oasi di gusto e bellezza, pause da regalarsi ora anche a FIRENZE nella sede di via del Parione, via artigiana dove si aprono botteghe storiche che hanno portato nel mondo il buon nome ed ingegno dell'Italia, dal Bisone pelletteria, a legatorie, alla botteghe, per non aggiungere del fascino del principesco palazzo Corsini, in questa via si è collocata per decenni la sede universitaria in un continuo flusso di studenti , una perla il FLORIAN anche per la particolarità delle sale dove, oltre a godere delle gustosità firmate Florian, le persone potranno ammirare opere di artisti contemporanei dal fondo artistico Florian.
Unicità e fascino di una inaugurazione che si arricchisce di una musica da uno strumento che vedo per la prima volta tanto da indurmi ad aspettare che finisca per parlare con colui che lo suona con le mani
"Hang significa mano
in dialetto bernese, deriva da uno
strumento chiamato Steel drum (caraibico) che si suona con le bacchette.
La forma è stata studiata appositamente per avere un volume e una
risonanza che ne determinano il timbro così particolare! E' l'ultima
percussione acustica inventata (nel 2000).
Tantissimi anni fa
cercando di rispondere alla domanda: che cosa è per me la vita,
scrissi :
Sono l'unico in Italia a possederne quattro in diverse tonalità, è
attualmente lo strumento più ricercato al mondo in quanto la produzione
si è fermata.
Ho
scoperto questo strumento facendo delle ricerche di muscicoterapia,
cercavo strumenti particolari per accostarli al benessere psicofisico
delle persone." ..e Paolo Borghi Hang-player e musicoterapista riprende a suonare ...unica-divina musica chee aggiunge serenità ai nostri cuori.
Dalla
tradizione italiana e veneta per la crescita della ricerca
culturale per la circolazione di idee in un arricchimento culturale
che permetterà di capire e di capirsi in un mondo che dia
prova di saper trovare la via per gioire di questo
dono meraviglioso che è la vita!
LA VITA?!
una mattonata
in testa e
una gondola a Venezia!
Al FLORIAN i progetti per il futuro fioriscono:
FLORIAN UNDERGROUND
nello spazio, situato sotto il piano stradale della location fiorentina verrà collocata un' opera commissionata ad artisti contemporanei per questo particolare luogo non accessibile al pubblico che, però potrà ammirarla attraverso telecamere;
ed è in ponte un progetto fotografico che avrà per protagonista la città di Firenze con l' esposizione poi delle migliori foto al FLORIAN di Venezia e Firenze e tutto è in progress.. MARCO PAOLINI, amministratore delegato del Caffè Florian con i soci ANDREA FORMILLI FENDI e MARCO CREMONA hanno l' obiettivo di estendere, partendo dal modello fiorentino, questo concept nelle città del mondo e che questa sia la strada giusta mi sovviene quando ritornando verso l' Arno mi trovo a rimirare la statua di Carlo Goldoni chi meglio di lui può dare il la alla nostra fantasia a questo sogno che si concretizza unendo Venezia e Firenze…
basta aprire gli occhi e tenerli ben spalancati... per entrare da protagonisti in questa storia-avventura di gusto e non solo...
carmelina rotundo
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