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martedì 20 dicembre 2022

Intervista ACCADEMIA bronzi di Riace mostra fotografica

 MILLE  e più GRAZIE
 a ROSARIA GENCARELLI  che ha realizzato il video e a 
DOMENICO   FRANCESCO  EDUARDO FIORE 

 un momento storico di grande valenza  andare all ACCADEMIA per ammirare, oltre alle nuove sale, compreso nel biglietto della Galleria, anche

 I BRONZI DI RIACE

un percorso per immagini
, fotografie di Luigi Spina, a cura di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria, realizzata per il Cinquantesimo anno dalla loro scoperta. Un tributo alla potenza e alla bellezza iconografica delle due magnifiche statue bronzee, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C., ritrovate in mare il 16 agosto del 1972, nei pressi di Riace Marina. Sottoposte a un primo intervento di restauro al Museo Nazionale di Reggio Calabria, agli inizi del 1975 furono portate a Firenze per la prosecuzione del restauro, nel Laboratorio della Soprintendenza Archeologica della Toscana. E a Firenze, nel dicembre 1980, furono esposte al pubblico per la prima volta, un evento che richiamò centinaia di visitatori da ogni parte del mondo.

 

La mostra con i magnifici scatti di Luigi Spina fa parte del programma di DAVID 140, ideato da Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, per festeggiare i 140 anni del capolavoro di Michelangelo nella Tribuna. Un’esposizione suggestiva che riunisce due icone dell'arte: i Bronzi di Riace e il David di Michelangelo, un concreto esempio di collaborazione fra grandi musei italiani.La Galleria dell’Accademia di Firenze, in collaborazione con il MArRC, Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria, ospita dal 20 dicembre 2022 al 12 marzo 2023, la mostra I BRONZI DI RIACE un percorso per immagini, fotografie di Luigi Spina, a cura di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, realizzata per il Cinquantesimo anno dalla loro scoperta, un evento straordinario che ha segnato la storia del patrimonio artistico del nostro paese. 

 

“Nell’ambito del programma di DAVID 140, che celebra i 140 anni del capolavoro di Michelangelo nella Tribuna del nostro museo - racconta Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze - abbiamo voluto riunire, anche se solo virtualmente, le sculture degli Eroi più belli e potenti dell’arte: le statue emerse dal mare di Riace, restaurate ed esposte per la prima volta proprio a Firenze, raccontate qui dai bellissimi scatti di Luigi Spina, e il nostro David, per festeggiare, insieme a Carmelo Malacrino e al MArRC, due compleanni importanti. Un’occasione unica per creare una significativa e proficua collaborazione tra due istituzioni del MiC- Ministero della Cultura, come le nostre.”

 

"Riportare l'immagine dei Bronzi di Riace nella città in cui furono esposti per la prima volta al pubblico sarà una grande emozione” commenta il Direttore Malacrino. “A cinquanta anni dalla loro scoperta questi due "capolavori del Mediterraneo" continuano ad attrarre in Calabria centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. Ringrazio la direttrice Hollberg per aver voluto riunire due icone dell'arte: i Bronzi di Riace e il David di Michelangelo. Una suggestiva offerta espositiva e un concreto esempio di sinergia fra grandi musei italiani.”

 

Le due magnifiche statue in bronzo furono scoperte il 16 agosto 1972, durante una battuta di pesca subacquea nei pressi di Riace Marina, a 8 metri di profondità. Dopo un avventuroso recupero, i due guerrieri - due figure maschili nude, convenzionalmente chiamate A e B, oppure il “Giovane” e il “Vecchio”, di dimensioni leggermente superiori al normale - furono trasportati al Museo Nazionale di Reggio Calabria, dove vennero sottoposte a un primo intervento di restauro, affidato successivamente, agli inizi del 1975, al Laboratorio della Soprintendenza Archeologica della Toscana. I Bronzi furono esposti per la prima volta al pubblico nel dicembre del 1980, a Firenze, nel Museo Archeologico, e poi, nel 1981, al palazzo del Quirinale, a Roma. Un evento di grande risonanza mediatica, che richiamò folle di visitatori da ogni dove. Gli studi hanno consentito di stabilire che le due opere sono riconducibili al secolo d'oro dell'arte greca, databili intorno alla metà del V sec. a.C., esempio di una sapiente e fine tecnica bronzistica, forse realizzate da due maestri diversi ma comunque per una destinazione pubblica.

 

Alla Galleria dell’Accademia di Firenze, nelle sale per le mostre temporanee al piano terra, saranno esposte 16 fotografie di grande formato (90 X 134 cm), un lavoro che nasce da Carmelo Malacrino e Luigi Spina per celebrare proprio i 50 anni dalla scoperta. Un tributo alla potenza e alla bellezza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C. La sequenza delle immagini, otto più otto, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, crea, come spiega Spina, un lento e incessante racconto. “Sottolinea l’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto, che prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore.” L’obiettivo del fotografo è quello di far emergere aspetti che non sono solo quelli oggettivamente visibili, ma riguardano nel profondo la nostra cultura. 

 

La mostra è accompagnata da un prezioso volume in tre lingue (italiano, inglese e francese), edito da 5 Continents Editions, nella collana “Tesori Nascosti”, dove le immagini di Spina sono affiancate da una narrazione storica e artistica sulle due statue, con testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare, archeologo e docente presso l’Università di Foggia, che permette al lettore di immergersi nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte.

LUIGI SPINA. I suoi principali campi di ricerca sono gli anfiteatri, il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, le antiche identità culturali, il confronto con la scultura classica, l’ossessiva ricerca sul mare, le cassette dell’archeologo sognatore (Giorgio Buchner). Ha pubblicato oltre 22 libri fotografici di ricerca personale e ha realizzato prestigiose campagne fotografiche per Enti e Musei. Fra i volumi pubblicati, in diverse lingue e distribuiti in tutto il mondo, si citano il progetto sul Foro romano, L’Ora Incerta, Electaphoto (2014); The Buchner Boxes (2014), Le Danzatrici della Villa dei Papiri (2015), Diario Mitico, Cronache visive sulla collezione Farnese (2017), Canova. Quattro tempi (2020), I Confratelli (2020), tutti editi da 5 Continents Editions; Volti di Roma alla Centrale Montemartini, Silvana Editoriale (2019), Sing Sing, il corpo di Pompei (2020), e Bronzi di Riace (2022) tutti con 5 Continents Editions. 

Nel 2020 Artribune l’ha insignito del titolo di miglior fotografo dell’anno. Nel 2022 è tra i finalisti del 73mo Premio Michetti per l’Arte Contemporanea e vincitore del primo Digital Michetti. 

Tra le istituzioni culturali nelle quali ha esposto si segnalano: Museo Archeologico di Napoli; Musei Capitolini di Roma; Museo Campano di Capua; Galleria San Fedele, Milano; Museo MADRE, Napoli; Palazzo dell’EUR, Roma; Reggia di Caserta; MACRO, Roma; Galerie Patrick Mestdagh, Bruxelles; MIAFAIR Milano; Postermostra, Lisbona, Kranj, Slovenia; Gallery of Fine Art Uzbekistan; MART Rovereto; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. 

Sue opere sono conservate ed esposte, in permanenza, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Roma; Aeroporto di Capodichino, Napoli; Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Fondazione Michetti, Francavilla al Mare (CH). 

 

 

 

sabato 12 maggio 2018

Ritratti di luoghi paesaggi dell’ anima di UMBERTO ALLORI presentati da LA PERGOLA ARTE


Di conti in banca cosi preziosi nessuna banca ha ancora la gestione!

 In dialogo con i racconti di viaggio di UMBERTO ALLORI in un luogo, la BIBLIOTECA  di  SPIRITUALITA’ ARRIGO LEVASTI  dove tutte, ogni religione  dialoga!

 Ritratti di luoghi paesaggi dell’ anima

 in una mostra voluta ed organizzata come omaggio ad un artista contemporaneo da due artisti : PETER E LILLY nel percorso di scoperta e riscoperta dei livornesi, una città Livorno da dove si salpa… dove si approda, si  approda si salpa.  Un progetto, questo intrapreso da la PERGOLA ARTE da anni con amore e passione, dedizione  e gioia  per condividere esperienze artistiche di spessore dove trovarsi e ritrovarsi ognuno  con la propria identità per vivere  e rivivere emozioni con la tentazione  di andarci davvero  in quelle terre visitate da UMBERTO: luoghi del nostro meraviglioso pianeta mai conosciuto abbastanza.

  Permanentemente transitori  eppur diretti verso l’ eternità, piccoli piccolissimi eppur parte di una immensità: salpare approdare il viaggio  ci permette di guardarci allo specchio e di conoscere  e conoscerci: tutti diversi, ma  uguali nel battito del cuore in- per   arricchimento interiore che ci porta ad avere un  “conto” talmente prezioso che nessuna banca potrebbe gestire !... ed è bello  bellissimo “esporsi” a questi racconti di viaggio: ritratti di luoghi paesaggi dell’ anima dove anche l’ astro  rotondo  per un gioco del pennello divien parte  del tutto in una composizione dove natura monumenti e  i segreti dell’ anima parlano ai cuori

.Carmelina Rotundo
VI ASPETTIAMO LUNEDI 14 MAGGIO ORE 18  per meravigliarvi

martedì 26 novembre 2013

1&2 ARRIVA A ROMA foto NICOLA RAPUANO commento Carmelina Rotundo


Cinema AZZURRO SCIPIONI Sala Chaplin’
Via degli Scipioni, 82 - ROMA

1 & 2
mostra fotografica di Nicola Rapuano
dal 7 al 22 dicembre 2013

Il Cinema è aperto dal venerdì alla domenica, dalle 17.00 alle 24.00.

1 & 2
Parole e numeri
mettendo insieme il valore dei numeri e delle parole, per provare che ambedue sono essenziali elementi.
Dove l'uno incontrando un altro 1 può arricchirsi di un dialogar continuo, senza la paura che tornando ad 1 possa perdere la sua identità.
1+1=2
2-1=1
La prova che non perdiamo la nostra unicità allontanando la paura di dialogare, di stare insieme, perché restiamo sempre noi stessi: persone, cose, animali, unici, soli, coppia, insieme.

1 & 2
Unica ed insieme
mettendo in evidenza l'importanza e l'unicità di 1, ed al contempo capendo la bellezza del dialogo col 2.
Unici, irripetibili, permanentemente transitori, destinati a trovare la felicità nell'incontro, condividendo pregi, limando difetti... perché in questo sta il valore e la bellezza dell'esistere: riuscire nella nostra unicità a donarsi, a donare.
...E se 1 più 1 facesse 1?
1+1=2
2-1=1
questa è matematica, ma...?
un uomo ed una donna = una coppia
1 donna + 1 uomo + 1 figlio = una famiglia
...e se metto accanto ad 1 il 2 diventa dodici:
12 ore + 12 ore fanno 1 giorno ed 1 notte.
...e se metto il 2 prima di 1 faccio 21 e nel calendario 21 giugno, 21 settembre, 21 dicembre, 21 marzo:
estate, autunno, inverno, primavera.
...E leggere e scrivere è sul sistema binario basato su 2 sole cifre: 0 e 1
...e.......................................
"È l'amore che insegna a dimenticare l'esistenza di 1 tu ed 1 io per vivere con gioia il nuovo modo di chiamarsi: noi." Don Benso Benni.

a cura di Carmelina Rotundo, giornalista.

venerdì 15 novembre 2013

L' INVITO AL COMPLEANNO quota ZERO


 A CHI DICE CHE GLI ZERI
NON CONTANO
 cerco di pensare alla bellezza della vita

 lo so mi siete sempre vicini in occasioni importanti
insieme abbiamo sempre realizzato cose belle
di cui vi sono grata;
se riesco a fare tante cose è anche grazie ad ognuno di voi che mi stimolate,
  mi date idee suggerimenti, limate i miei scatti;
  insieme per la costruzione di un mondo dove  bellezza e serenità
ci continueranno ad accompagnare
spero questa volta anche con la vostra presenza allieteremo questo pomeriggio

vi aspetto  personalmente il 24 novembre per darvi anche ad ognuno un piccolo dono che sto preparando per fare un incontro all' insegna....?  e no questo ve lo lascio come sorpresa, se non potrete arrivare sareste cosi' gentili da inviarmi una cartolina che metterò nell' album  che vorrei comporre
 e far vedere quel giorno ?
grazie a voi intanto dedico la copertina del mio secondo volume uscito nel 1981 nella copertina che ci vedete? che vi comunica? incominciamo il dialogo e da qui al 24 ne usciranno delle belle sono certa e tutte documentate...........lo zero è veramente importante......... si comincia da 0, poi il 10 l' infanzia; il 20 l' adolescenza; il 30 la maturità il 40....? per non dire del valore dei due 00 che messi accanto all' uno fanno 100, ma per quella data ci risentiamo,  lo spero
             non abbiamo altre strade che quelle dell' amore
vostra
                   





 Carmelina Rotundo

domenica 30 giugno 2013

1 & 2

                                   Un invito a cui non potrete mancare per provare emozioni indimenticabili alla      MENTE ed al CUORE da  condividere nell' intimo del proprio io, nella felicità dell' essere in  2
 unici e irrepetibili eppur parte di una immensità!?
Parole e numeri
mettendo insieme il valore dei numeri e delle parole
per provare che ambedue sono essenziali elementi
di un dialogar continuo.
Dove l'uno incontrando un altro 1 può arricchirsi
senza la paura che tornando ad 1 possa perdere la sua identità.
1+1=2
2-1=1
La prova che non perdiamo la nostra unicità
allontanando la paura di dialogare,
di stare insieme, perché restiamo sempre noi stessi:
persone, cose, animali, unici, soli, coppia, insieme.
1 & 2
Unica ed insieme
mettendo in evidenza l'importanza e l'unicità di 1,
ed al contempo capendo la bellezza del dialogo col 2.
Unici, irripetibili, permanentemente transitori,
destinati a trovare la felicità nell'incontro,
condividendo pregi, limando difetti…
perché in questo sta il valore e la bellezza dell'esistere:
riuscire nella nostra unicità a donarsi, a donare.
…E se 1 più 1 facesse 1?
1+1=2
2-1=1
questa è matematica, ma...?
un uomo ed una donna = una coppia
1 donna + 1 uomo + 1 figlio = una famiglia
…e se metto accanto ad 1 il 2 diventa dodici:
12 ore + 12 ore fanno 1 giorno ed 1 notte.
…e se metto il 2 prima di 1 faccio 21 e nel calendario
21 giugno, 21 settembre, 21 dicembre, 21 marzo:
estate, autunno, inverno, primavera.
…E leggere e scrivere è sul sistema binario
basato su 2 sole cifre: 0 e 1
…e………………………...
“È l'amore che insegna a dimenticare l'esistenza di 1 tu ed 1 io
per vivere con gioia il nuovo modo di chiamarsi: noi.” (Don Benso Benni)
(Carmelina Rotundo, giornalista)





domenica 26 febbraio 2012

FESTA DELLA DONNA ?!

DONNA AUTRICE ISPIRATRICE

Mostra di grafica, pittura ,poesia e scultura del gruppo artistico
EV' ART al caffè MOMUS via Pisana 208 Scandicci (Fi) partecipano:
Carla Brizzi, Gisèle Breresseau, Claudia Cinciripini, Antonia Ggiuffré, Carmelina Rotundo.
Inaugurazione 8 marzo ore 16,30

domenica 22 giugno 2008

LA PARTECIPAZIONE???

La partecipazione ad una mostra è cosa ovvia ?
La partecipazione è scontata?
Quanto scientificità di contenuti,grandezza e splendore di cose presenate possono incontrare l'interesse delle persone?
CULTURA CHE TRANSITA O NON TRANSITA??
TROVARSI NELLA CHIESA DI SAN CARLO AI BARNABITI durante la NOTTE BIANCA TRA OPERE,GIRARCI INTORNO,QUASI AVVOLTI DA TENDAGGI ARANCIO SU AZZURRO,VIOLA SU ROSSO,COLONNE,VETRINETTE, SACCHI... AMBIENTAZIONE FANTASTICA CURATA DALL'ARCHITETTO NICOLETTA PERRONE PER SCOPRIRE I GIOIELLI DI :PAOLO VENTURINI, GIANNI TESTI, UGO BELLINI, LE FOTO DI MAURIZIO RUFINO E FRANCESCO DE MASI, LE POESIE DI CARMELINA ROTUNDO.
LA PARTECIPAZIONE AD UNA MOSTRA SI LEGGE NEGLI SGUARDI, NEL MUOVERSI TRA, CON ,IN QUALCHE PAROLA CHE SI ODE,MAGARI PRONUNCIATA A MEZZA VOCE....
CON LA GIOIA CHE VIENE dalle COSE C0STRUITE INSIEME NELLA LUCE DELL'AMICIZIA CARMELINA dedica

domenica 30 marzo 2008

ACCETTARE LA POLVERE E LE STELLE

HO FATTO BENE A RITORNARE, A RITOCCARE CON LO SGUARDO: IL PORTONE ,IL CANCELLO,LA FONTANA, IL POZZO,LA PAVIMENTAZIONE DI COTTO ,DI PIETRA SERENA VERDE, LE LAPIDI TOMBALI CON INCISE LE PAROLE -CON SCOLPITI :I CAVALIERI, IL LEONE, LE STELLE... QUESTE CAMPANE CHE SUONANO PORTANO I MIEI PENSIERI AL CIELO , LA MIA PREGHIERA E I RICORDI DI QUESTA AVVENTURA CHE HA DELL'IRREALE TANTO è BELLA. MI RITROVO NEL COLORATO CORTEO DEL CAPODANNO FIORENTINO: RULLO DI TAMBURI,CHIARINE,SBANDIERATORI,DESTREZZA E VOLO DI STENDARDI COLORATISSIMI,LE DAME VESTITE DI BROCCATI AI CAPELLI PORTANO INTRECCIATE CANDIDE PERLE..... LA VITA è COME LA PRIMAVERA E LE GEMME SBOCCIANO ;DEVONO SBOCCIARE

ACCETTARE LA POLVERE E LE STELLE 2

L' MPORTANZA DI ESSERE MARZO

Il 21 ENTRA IN SCENA PRIMAVERA
QESTO 8 MArZO SEGNA 100 ANNI DA QUANDO è STATA ISTITUITA LA FESTA DELLA DONNA.
IL 30 CAPODANNO FIORENTINO COLORATISSIMO RICCO DI MUSICHE E DESTREZZA ,DI MUSICI MADONNE FIORENTINE, MESSERI , SBANDIERATORI, PRIORI, SIGNORI....
IL 31 ARRIVO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA PER FESTEGGIARE DUE IMPORTANTISSIMI COMPLEANNI:
85 ANNI PER L'AERONAUTICA MILITARE
60 ANNI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

ACCETTARE LA POLVERE E LE STELLE

Grandi cose sono rimaste nel cuore
è vero la mostra è terminata
ed è tramontato il mio srare nello SPAZIO DI ARTE CONTEMPORANEA,MA LA BELLEZZA NON CONOSCE LIMITI ED HA INVASO I RICORDI DEI MOMENTI FELICI
BRILLANTI, POETICI ,RICCHI DI ORI DI ARGENTI DI PIETERE PREZIOSISSIME DI FOTO RUBATE ALLA NOTTE DI POESIE D'AMORE

ACCETTARE LA POLVERE E LE STELLE

Quest'aria tiepida di primavera che stenta a farsi sentire...
ore 10:il respiro,la luce
un battito d'ali cinguetii
giochi di scalette ,porte ,la fontana
che si conclude con lo stemma mediceo
quel gioco di tettoie finestre alcune ad arco altre asquadrate divise a 2 a 6
questo suono immenso di campane che
accompagnano il mio sguardo ai coppi dove piccioni impettiti saltellano poi all'ultimo limite
sopra i tetti
un cielo uniforme azzurro intenso
voli di piccioni che disegnano ombre,gorgheggi,quasi voci
ritorno con lo sguardo a terra
dove tutta al pavimentazione ha preso verde come muschio
ancora voli

PER LA MOSTRA

Viverti cosi',quasi ogni giorno di Marzo
viverti nella pioggia fitta ,fitta silente
viverti sotto nuvole grigie
viverti nel temporale scrosciante
viverti nel freddo di questa stagione piu' invernale che primaverile.
Senza che me ne accorgessi
museo di SANTO STEFANO AL PONTE
mi sei entrato, attraverso lo sguardo nel cuore
silenzioso,discreto,
Io che mi vado innamorando del luogo
dei momenti,degli incontri,
delle voci,degli sguardi, delle finestre illuminate ,vivaci,silenziose
Il mio corpo ti ha ascoltato nei silenzi nella vivacità
nei colori nel vibrare di questi bastioni,
come nel gioco delle volute
come hai fatto non lo so,ma gia' sento che mi mancherai......
Dico sempre che amo ed odio Firenze
e nel momento in cui l'odio questa città tira fuori la sua carta magica per incatenarmi di nuovo
immancabilmente farmi rinnamorare

PER LA MOSTRA

NON POSSO MENTIRE A ME STESSA
questo non so che dell'anima mia
è velata tristezza che tento di nascondere
tra piccole lacrime.

Non posso mentire a me stessa
che fatica staccarmi da questo luogo pulito,
sacro ,cosi' luminoso, cosi' prezioso.

NON POSSO MENTIRE A ME STESSA
Sotto il porticato: la sfilata di foto,gioielli,poesie;
sotto il cielo :il pozzo di pietra serena ottagonale,la fontana,le finestere
i giochi architettonici
anima mia in dialogo in silenzio
nella luce come ,come mi è doloroso
lasciarti
MUSEO DI SANTO STEFANO AL PONTE.

PER LA MOSTRA

Una giornata di sole,
splendente di luce dove la Primavera prorompe.
Sta per avvicinarsi l'ora dell'ultimo
pomeriggio alla mostra:
LUCI DELLA CITTà.
Al tempo,lo so devo consegnare
questa avventura
vissuta nella luce.per la luce
verso la luce.
Foto, gioielli...
Tanti mazzi di fiori : le calle,
le mimose,le rose,le gerbere,gli
iris ,le rosse campanule,le piccole
pansè colorate che hanno vissuto
tra foto,gioielli, poesie stanno
per appasire, il tempo...
Io che, tra un incontro e l'altro
nelle parole dI amIcizia e stima
non,non vorrei...
devo pagare la moneta al tempo.

sabato 29 marzo 2008

MUSEO DIOCESANO DI SANTO STEFANO AL PONTE

Lo so,quando si parla di un museo ci si dovrebbe attenere ai dati storici,ma questa volta chiedo venia all'editore e ai lettori per la dedica.
Alla migliore guida che poteva capitarmi
a DON SERGIO PACCIANI
...QUANDO CI SI AVVICINA ALLA CONOSCENZA DELLE COSE è LA COMPETENZA ,LA SENSIBILITà DEL MAESTRO A RENDERLE AMABILMENTE INDIMENTICABILI...

Preziosissimo gioiello incastonato tra Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, gli Uffizi ,il Corridoio Vasariano
IL MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA DI SANTO STEFANO AL PONTE
viene inaugurato nel 1995 per esporre al pubblico le opere raccolte,per un percorso, che sa anche dell'avventuroso e di miracoloso" il rischio era calcolato e,salvo la fatica,non ho avuto problemi,a dispetto delle apparenze tutto è stato fatto con consapevolezza- sono parole del DIRETTORE DELL'UFFICIO ARTE SACRA-Forse non è mancato l'aiuto di qualche Santo!" già dal 1983 dalle chiese dismesse o prive di parroco residente della diocesi fiorentina.
Gli ambienti che lo ospitano sono quelli adiacenti alla chiesa intitolata ai Santi Stefano e Cecilia al Ponte ( la chiesa, nota fino dal X secolo,ma probabilmente di costruzione molto precedente era tra le chiese della Firenze cristiana con S. Felicita, S. Lorenzo, SS. Apostoli, al di fuori delle mura).
Ritornando, ai locali del MUSEO essi non sono stati risparmiati:
nè dalle mine poste dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che, in ritirata minarono sulla riva destra e sinistra del PONTE VECCHIO,
nè dall'alluvione del 4 NOVEMBRE 1966, quando l'ACQUA DELL'ARNO arrivò all'altezza della mensa degli altari;
ne' dall'attentato dei Gergofili del 27 Maggio 1993 che arrecò danni molto gravi alla chiesa e al deposito: andarono persi candelieri ,reliquari, pianete, stoffe tra le macerie e l'acqua.
L'oreficeria fu poi restaurata dall'Associazione degli Orafi.
Tre avveniventi tragici, ma nonostante questo, molti i talenti che caratterizzano questo museo:
la favolosa ubicazione nel cuore storico di Firenze.
La rarità e prezosità del materiale ,qui giunto per avventurosi percorsi,che scropiremo scegliendo la migliore guida :il sacerdote attento e sensibilissimo DON SERGIO PACCIANI.
Nella CAPPELLA DEGLI ORAFI da menzionare : la tavola di FRANCESCO GRANACCI (DEPOSIZIONE),la tela di Luca Giordano, raffigurante i MAGI,la tela di SANTI di TITO datata 1603, raffigurante REBECCA al pozzo; due vetrine contenenti oreficeria dal 1200 al 1800.
NEL CORRIDOIO:una serie di dipinti dal secolo XIII al XV in particolare un trittico di Filippo Lippi raffigurante Cristo in pietà;nella parte piu'alta del Corridoio un presepe in terracotta del secolo XVI che presenta i personaggi principali:Gesu',Giuseppe e Maria a grandezza quasi reale.:in tutto tra piccoli e grandi sono 10 i pezzi di questo bel presepe ATTRIBUITO ALLA BOTTEGA DI BENEDETTO BUGLIONNI proveniente dalla chiesa di S. ANDREA A CAMOGGIANO ( a qualche km da BARBERINO DEL MUGELLO.)
Nella SACRESTIA le opere principali sono:la tavola di Giotto,proveniente dalla chiesa di SAN Giorgio alla Costa,trasportata a mano dai depositi degliUffizi protetta solo da un po' di carta da imballo;la predella di Quarate di Paolo Uccello,SAN Giuliano di Masolino,un bronzo di Pietro Tacca raffigurante il BEATO DAvanzati, e un busto in argento dell' Holzman ,che rappresenta San Cresci ,SECOLO XVIII e molte altre tavole di secoli XIII-XVI,INOLTRE UNA IMPORTANTE ESPOSIZIONE IN VETRINE DI OREFICERIA D'AUTORE CHE VA DAI SECOLI XIV al XIX.
Una rarità, da far invidia allo stesso museo del Costume di PITTI: la collezione, unica al mondo ,di 62 FIGURINI, acquerelli su carta,(15x10) risalenti alla prima metà del Settecento,che presentano una vera e propria sfilata di moda di abiti dei religiosi; attualmente 32 quelli esposti alla base del campanile.Nel mese di settembre 2006 è stato edito da POLISTAMPA un volume :QUANDO L'ABITO FACEVA IL MONACO con prefazione di Don Sergio Pacciani ,curato da Laura Mercanti e Giovanni Straffi ."...lungo le pareti di una sala a terreno,in prossimità della sagrestia della BADIA FIORENTINA erano appese le 62 immagini a colori racchiuse in piccole cornicette nere.....era deceduto da pochi giorni Monsignor Gino Bonanni.... la chiesa e la canonica della badia restarono vuote dovevano essere eseguiti lavori. Come ormai ero solito fare da anni in casi del genere- a parlare è don Pacciani- organizzai il trasferimento degli oggetti piu importanti nel depsito di Santo Stefano che in quei giorni veniva riassettato per divenire museo. Ripenso a quel pomeriggio,a metà agosto del 1995,un gruppetto di cinque persone-me compreso- transitava per piazza Signoria,con ostensori,calici,messali,pergamene e gli oltre sessanta figurini protetti alla meglio in contenitori di fortuna,sotto un sole che di solito a Firenze,in quei giorni fa sentire la sua presenza....Tutte le opere "viaggiano",in quanto, sono richieste spesso in prestito per essere esposte in varie parti del mondo, un esempio ?La tavola di Giotto CHE E' STATA A ROMA a FIRENZE alla mostra di Arnolfo e di GIOTTO e che, nel 2009 andra' in Giappone. per una mostra sul RINASCIMENTO FIORENTINO... Un talento in piu',anche questo curato con grande sensibilita' ed attenzione dall'eccezionale Don Sergio Pacciani.
Lo SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA inizia nel 2003 l' attività del museo ed ha ospitato vari autori contemporanei di Firenze e di altre regioni d'Italia,alla bellezza di questo spazio si aggiunge la particolarità delle LASTRE TOMBALI datate dal 1303 al 1778 e raccolte nell'800 dalla chiesa di Santo Stefano e da altre chiese fiorentine come la chiesa di via del Corso alle iscrizioni ci sono sculture come i cavalieri . Il museo DIOCESANO VIENE VISITATO REGOLARMENTE OGNI VENERDI' ORARIO 15'30 18 E LE VISITE IN MASSA NON ESISTONO PERCHè IL MUSEO MANTIENE LE CARATTERISTICHE DI DEPOSITO, è POCO VISIBILE , NON RIENTRA NEI PERCORSI ORDINARI DEL TURISMO.
Carmelina Rotundo

mercoledì 26 marzo 2008

«Luci della città»: a Santo Stefano al Ponte un percorso tra poesia e arte contemporanea

l Museo diocesano d’Arte Sacra di S. Stefano al Ponte, è in corso – inaugurata il 7 marzo – una singolare mostra per «Spazio Incontri di Arte Contemporanea». Singolare intanto per la suggestiva cornice in cui è inserita – il chiostretto col delizioso pozzo – al quale si accede dalla piazzetta S. Stefano – e la peculiarità della mostra appunto, in cui si ripropone ad ogni piccolo stand, il connubio tra arte e poesia. Le fotografie degli angoli più noti di Firenze, per lo più notturni, sapientemente «mosse», in un’interpretazione tutta pittorica, sono di Francesco De Masi.
Per ognuna, le commenta le poesie di Carmelina Rotundo, tratte dal poemetto «Verso la luce»: un percorso che va dalla Fano archeologia ai bronzi dorati di Cartaceto a Pergola. E la mostra tutta parla di luce «Luci della Città», appunto. Perché di luce parlano i gioielli: «le cose preziose» di Ugo Bellini e ancora gioielli di Gianni Testa e Paolo Vanturini, espressioni di un artigianato tutto nostro.
Per esprimere l’impatto emotivo con questa bella mostra, verrebbe da usare alcuni versi di Carmelina Rotundo: «Come raccontarti? / le parole non sono sufficienti / le frasi non sono abbastanza intense».
Fanno da sfondo, nella parte coperta del chiostretto, le lapidi sepolcrali dei primi secoli dopo il Mille che incuriosiscono il visitatore. Ecco una delle più «giovani»: «per i fratelli della venerabile Compagnia de’ Santi Antonio Abate e Riccardo Vescovo dette de’ Cocchieri» MDCCLXII. E per il cristiano non sono anche queste proiettate verso la Luce? La mostra, allestita, con raffinatezza, dall’architetto Nicoletta Perrone, si conclude il 29 marzo.
Mariella Cambi