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giovedì 5 settembre 2024

LA BURRATA di ANDRIA IGP

IL RE DELLA SALUTE

No non  potevo aver dubbi  era proprio lui                                             il re della salute sempre di buon umore   e  sempre in movimento sulla sua super bici pedali alata che non conosce ostacoli addirittura in incognito  aveva perlustrato parte dello spazio  anche oltre i pianeti Si perchè signori miei anche nell'universo  viaggiava per cercare di scoprire come vivere in armonia con se stessi, con gli altri  e con il creato tutto tanto più che le distanze  ed il tempo per lui non costituivano problemi  quel mezzo di locomozione  andava ad aria e riguardo alla sua età nessuno sapeva se avesse scoperto la formula per l'eternità  sia con la luce del sole che della luna  spariva e ricompariva all'occorrenza  quindi nessun problema di parcheggio. Tanti e tanti anni fa  per amore  di un passato terrestre  di un suo grande amico  quel mezzo di locomozione  lo aveva chiamato   Cesare  un nome importante .. quella domenica  il primo giorno di settembre  il re della salute aveva saputo che a Firenze, guarda caso, ci sarebbe stato il 75°congresso simposio EAAP dove si sarebbero riuniti studiosi ricercatori da ogni longitudine e latitudine del globo terreste e tornare sulla terra, dopo la vacanza  splendida sulla luna,   era un a grande tentazione.. come fu come non fu  arrivato a Firenze  e informazioni sulle sedi del congresso entro nella bella villa Vittoria e alla fortezza  molte le conferenze  che ribadiscono in maniera chiara chiara la necessità di alimentarsi in equilibrio  dove ogni cibo ha il suo posto e la sua valenza  tanto che nessun alimento può sostituire l'altro  come le membra del nostro corpo  necessarie ed insostituibili così  anche  la varietà nei prodotti alimentari  è la strada n maestra per stare bene e lui il re della salute non poteva abdicare al suo ruolo.    la cena italiana alla fortezza  lo porta per le strade d'Italia dal nord al sud alla conoscenza approfondita  del Parmigiano Reggiano e della Burrata di Andria   Le tre grandi forme  sono sontuose regali  enormi troneggiano in un angolo illuminato  un po' si un po' no appena discosto lo sguardo viene attratto  dalle  mani del maestro caseario che  si muovono andata ritorno nel  latte è una meraviglia vedere all' opera Michele  dal liquido alla sfoglia  di pasta allo sfilacciamento al sacchetto bianco perla. incuriosito  il re della salute si ferma a parlare con Francesco presidente del consorzio e con Michele il mastro casaro  da li un viaggio incredibile nella cittadina di Andria  che si trova all'interno del parco nazionale dell'Alta Murgia,uno dei patrimoni dell'umanità dichiarati dall'UNESCO. Delle origini di Andria vi sono tracce che fanno presagire la sua esistenza fin dalla preistoria, forse fondata dal greco Diomede, eroe della guerra di Troia, dalla cui isola natìa (Andros) pare possa derivare il nome di Andria. La storia millenaria della città è testimoniata da significativi siti archeologici, tra i quali si evidenziano quelli di Santa Barbara e di Monte Faraone.  Federico II la elesse a sua residenza e per questo, sopra una delle colline più alte del territorio murgiano, fece costruire Castel del Monte nel 1240. Mentre per la burrata bisogna arrivare  ai primi del novecento  quando per una intesa nevicata tutto si paralizza    nemmeno il latte puo' raggiungere la città, il signor Lorenzo Bianchino  inventa la Burrata didovendo necessariamente trasformarlo e soprattutto utilizzare la panna, seguendo il concetto di produzione delle mantèche (involucri di pasta filata stagionata in cui è conservato il burro), provò a realizzare con lo stesso principio un prodotto fresco. Così il signor Bianchino pensò di mescolare insieme i residui della lavorazione della pasta filata con della panna e avvolgere il tutto in un involucro fatto anch’esso di pasta filata. Una delle prime segnalazioni risale al 1931 nella Guida del Touring Club, ottenendo sin da subito un successo enorme, tanto da trovare nello Scià di Persia uno dei suoi grandi estimatori.   Preziosa- candida -morbida la metti sul piatto e lei, al tocco della forchetta, si lascia penetrare. facendosi scoprire prelibata per  regalarci emozioni di bontà  e freschezza!  Unica inconfondibile  per la sua forma a sacchetto nata dall'ingegno umano capace di superare le difficoltà  creata manualmente  dalle mani, inventata  da  Lorenzo Bianchino agli inizi secolo causa una nevicata che paralizza le consegne del latte.  nutriente e  morbida candida  come quella neve che per causa della quale è nata preziosa  perché ricca di valori nutrizionali, si adatta ad ogni occasione è per ogni generazione chi vuol essere in salute sia   e nella dieta  giammai  mancherà  la Burrata  di ANDRIA sei mitica!    Michele  che muove le mani la destra la sinistra  nella vasca piena di latte vaccino, come ad accarezzarlo a schiaffeggiarlo.  a diverse temperature   ottiene la pasta che Michele fila una  parte riduce  in fettuccie  sfilacciate a mano quindi la  raffredda in acqua fino a formare un ammasso spugnoso che viene successivamente miscelato con panna per costituire il ripieno (stracciatella). Lo sfilaccio effettuato manualmente non deve subire processi di rottura tali da trasformare gli sfilacci irregolari in un ammasso tritato. La parte restante di pasta filata  forgiata in sacchetti è  riempita con la stracciatella e i sacchetti  richiusi modellando con cura l’imboccatura. Le forme sono  successivamente sottoposte a rassodamento in acqua fredda. Può seguire la salatura con immersione in salamoia, se non effettuata in pasta durante la filatura oppure in panna. METODO DI PRODUZIONE e INGREDIENTI Il latte può essere utilizzato sia crudo che pastorizzato a 72°C per 15 secondi e deve essere riscaldato a 35-37°C. La coagulazione, ottenuta con caglio di vitello naturale, è preceduta dalla fermentazione con addizione di acidi alimentari (acido citrico o lattico), latto-innesto o siero-innesto. La cagliata, rotta in grumi della grandezza di una nocciola, viene liberata dal siero e lasciata riposare per completare la maturazione lattica. La pasta così ottenuta viene filata con acqua bollente ed eventualmente addizionata di sale. Una parte di pasta filata viene ridotta in fettucce sfilacciate a mano, quindi raffreddate in acqua fino a formare un ammasso spugnoso che viene successivamente miscelato con panna per costituire il ripieno (stracciatella). Lo sfilaccio effettuato manualmente non deve subire processi di rottura tali da trasformare gli sfilacci irregolari in un ammasso tritato. La parte restante di pasta filata viene forgiata in sacchetti, successivamente riempiti con la stracciatella e richiusi modellando con cura l’imboccatura. Le forme vengono successivamente sottoposte a rassodamento in acqua fredda. Può seguire la salatura con immersione in salamoia, se non effettuata in pasta durante la filatura oppure in panna. ASPETTO E SAPORE La Burrata di Andria IGP ha l’aspetto di un piccolo sacchetto di pasta filata, bianco e lucido, dalla forma rotondeggiante con la caratteristica chiusura apicale, realizzata manualmente, di dimensioni tali da consentire eventuale legatura dell’apice tramite rafia alimentare. Il ripieno, o stracciatella, ha una consistenza spugnosa ed è composto da pasta filata stracciata a mano immersa nella panna. La Burrata di Andria IGP ha un peso variabile tra 100 g e 1 kg e un involucro di spessore pari o superiore a 2 mm. Il gusto è dato dal sapore di latte fresco o cotto unito a burro e panna.

ANDRIA

Simbolo di Andria è Castel del Monte, situato su una collina a 17 km dall'abitato all'interno del parco nazionale dell'Alta Murgia,[ uno dei patrimoni dell'umanità dichiarati dall'UNESCO. Ad Andria nasce e viene prodotta la burrata di Andria IGP Esistono diverse ipotesi sulle origini del nome ANDRIA Alcuni affermano che deriva da Andros isola dell'Egeo nome ricevuto dall'eroe greco Diomede Altri affermano che il nome deriva da Andreia, in seguito all'evangelizzazione della zona ad opera degli apostoli san Pietro e sant'Andrea, prendendo il nome da quest'ultimo, costretto a soggiornarvi a lungo a causa di una malattia In seguito agli insediamenti in epoca alto-medioevale di nuovi abitanti negli "antri", che diedero il nome al nuovo centro. Questi sarebbero stati costituiti dalle rovine dell'abitato greco di Netium (dove si erano rifugiati alcuni profughi in cerca di riparo dalle devastazioni della seconda guerra punica), che avrebbe cambiato nome in Andri, in Andra e infine in Andria, forse in epoca umanistica, ad opera del duca Francesco II Del Balzo o per conferire alla città natali più nobili e classici, ispirandosi alla commedia L'Andria di Terenzio, il cui volume risulta nell'elenco dei volumi presenti nella biblioteca del figlio Angilberto Del Balzo. l nome sta a significare "borgata" Dagli insediamenti di monaci basiliani, fuggiti dall'impero bizantino tra il VII secolo e il IX secolo: anche in questo caso il nome deriverebbe dal vocabolo latino antrum o "grotta", in riferimento ai ripari (le "Laure") che i religiosi avevano scavato nella roccia tufacea visibili ancora oggi in città. Andria, città dell’olio extravergine di oliva con la sua tipica “Coratina”, del vino rosso di uva Nero di Troia e del vino rosato di uva Bombino Nero, della famosa burrata, inventata nei primi anni del 1900 da Lorenzo Bianchino Chieppa, e dei tipici confetti ideati da Nicola Mucci nel 1894, fu una città cara all’Imperatore Federico II di Svevia tra il XII e il XIII secolo. Nella Cattedrale dimorano le spoglie di due delle mogli dell’Imperatore, Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra. In territorio andriese, inoltre, Federico II fece edificare nel 1240 l’edificio oggi diventato simbolo dell’intera Regione Puglia, meta ogni anno di migliaia di turisti e studiosi da tutto il mondo: il Castel del monte. Delle origini di Andria vi sono tracce che fanno presagire la sua esistenza fin dalla preistoria, forse fondata dal greco Diomede, eroe della guerra di Troia, dalla cui isola natìa (Andros) pare possa derivare il nome di Andria. La storia millenaria della città è testimoniata da significativi siti archeologici, tra i quali si evidenziano quelli di Santa Barbara e di Monte Faraone. Nel sito di Santa Barbara sorgeva un’antica città Illirico-Japigia, la misteriosa “Netion” o “Netium”, la cui distruzione pare possa essere collegata alla conquista dei Romani nel III sec. a.C. della Puglia, inizialmente colonizzata dai Greci. Lungo ciò che resta di una muraglia costruita intorno al colle di Santa Barbara, sono sparsi centinaia di frammenti di ceramica geometrica dipinta in stile dauno risalenti dal VII al V sec. a.C., e pezzi di ceramica grezza risalenti ad epoca anteriore. Andria, dunque, città dalle origini molto antiche nelle cui adiacenze, così come indicato nella Tabula Peutingeriana, scorreva il famoso fiume “Alvedium o Alvedius” che proseguiva la sua corsa nell’attuale lama Camaggio Ciappetta, e della cui esistenza, stando a quanto descritto da Raffaele Ruta di “Archeologia viva”, quasi tutti gli autori delle antiche Topografie Historiche del Regno di Napoli (Corcia e Romanelli) concordano. Andria acquistò importanza in epoca bizantina quale residenza dei monaci basiliani, fuggiti dall’oriente durante la lotta iconoclastica dei secc. VIII e IX. I basiliani hanno lasciato interessanti ipogei tufacei, ancora oggi visitabili, come le Chiese di S. Maria dei Miracoli, dell’Altomare, di Gesù della Misericordia e di Santa Croce. Nel 1046 Pietro I Normanno diede origine all’agglomerato urbano elevandola a “civitas”, cingendola di mura con 12 torri di guardia e una rocca di difesa, i cui resti sono ancora visibili nei pressi di Porta Castello. Sotto il dominio dei Normanni nel 1073 divenne “Contea” e fu elevata a Sede Vescovile con San Riccardo inglese, dichiarato in seguito patrono della città. Ai normanni nel XII secolo successero gli Svevi sotto i quali, con Federico II, accrebbe valore grazie alla sua fedeltà, favorendone lo sviluppo con privilegi ed esenzioni fiscali. Federico II la elesse a sua residenza e per questo, sopra una delle colline più alte del territorio murgiano, fece costruire Castel del Monte nel 1240. Andria divenne contea angioina dal 1305, quando fu data in dote dal Re Carlo II d’Angiò alla figlia Beatrice, andata sposa a Bertrando dei Conti del Balzo. Sotto i del Balzo Andria fu elevata a Ducato e nel 1350 subì un disastroso assedio con incendi, distruzioni e morti, da parte di mercenari tedeschi e lombardi al seguito dell’esercito ungherese. Andria fu feudo degli Orsini, poi di Consalvo di Cordova, infine dei Duchi Carafa, sotto i quali, nel 1799 subì un assedio con distruzione, incendi e stragi. Incorporata nel Regno delle due Sicilie, seguì le sorti di questo fino all’Unità d’Italia eleggendo Garibaldi primo deputato della città. Alla fine della seconda guerra mondiale con l’Italia liberata dalle forze alleate anglo-americane, Andria fu interessata da una vera e propria rivolta civile sfociata nella tragica giornata del 6 marzo 1946 caratterizzata dal martirio delle sorelle Luisa e Carolina Porro. BORGO DI MONTEGROSSO L’attuale villaggio rurale di Montegrosso venne realizzato agli inizi degli anni ’30 su iniziativa del Ministero dell’Agricoltura del Governo fascista e dall’Opera nazionale Combattenti, intorno allo “iazzo” (ricovero per greggi). Il borgo di Montegrosso prende il nome dalla collina omonima che la sovrasta dall’alto dei suoi 397 metri ed è ubicato a 18 km. dalla città di Andria. Fu centro di raccolta e deposito della produzione cerealicola della zona. In passato Montegrosso fu interessata dalla Transumanza di cui vi è traccia nell’affresco murale esistente nel palazzo rinascimentale del Duca Belgioioso, originariamente costituito da un unico piano, chiamato “Torre”, mentre oggi è composto da due piani, al cui interno è conservato un affresco che attesta le proprietà del Duca. Il borgo di Montegrosso attualmente ospita diverse decine di nuclei famigliari e si distingue per la presenza di attività per la ristorazione e ricevimenti nuziali come il ristorante pizzeria Borgo Montegrosso e Bontan. Famosa è la tipica osteria “Antichi sapori” di Pietro Zito.ESCRIZIONE
La Burrata di Andria IGP è un formaggio a pasta filata prodotto con latte vaccino e ottenuto dall’unione di panna e formaggio. L’involucro è costituito esclusivamente da pasta filata che racchiude, al suo interno, una miscela di panna e pasta filata sfilacciata a mano. ZONA DI PRODUZIONE La zona di produzione della Burrata di Andria IGP comprende l’intero territorio della regione Puglia. METODO DI PRODUZIONE Il latte può essere utilizzato sia crudo che pastorizzato a 72°C per 15 secondi e deve essere riscaldato a 35-37°C. La coagulazione, ottenuta con caglio di vitello naturale, è preceduta dalla fermentazione con addizione di acidi alimentari (acido citrico o lattico), latto-innesto o siero-innesto. La cagliata, rotta in grumi della grandezza di una nocciola, viene liberata dal siero e lasciata riposare per completare la maturazione lattica. La pasta così ottenuta viene filata con acqua bollente ed eventualmente addizionata di sale. Una parte di pasta filata viene ridotta in fettucce sfilacciate a mano, quindi raffreddate in acqua fino a formare un ammasso spugnoso che viene successivamente miscelato con panna per costituire il ripieno (stracciatella). Lo sfilaccio effettuato manualmente non deve subire processi di rottura tali da trasformare gli sfilacci irregolari in un ammasso tritato. La parte restante di pasta filata viene forgiata in sacchetti, successivamente riempiti con la stracciatella e richiusi modellando con cura l’imboccatura. Le forme vengono successivamente sottoposte a rassodamento in acqua fredda. Può seguire la salatura con immersione in salamoia, se non effettuata in pasta durante la filatura oppure in panna. ASPETTO E SAPORE La Burrata di Andria IGP ha l’aspetto di un piccolo sacchetto di pasta filata, bianco e lucido, dalla forma rotondeggiante con la caratteristica chiusura apicale, realizzata manualmente, di dimensioni tali da consentire eventuale legatura dell’apice tramite rafia alimentare. Il ripieno, o stracciatella, ha una consistenza spugnosa ed è composto da pasta filata stracciata a mano immersa nella panna. La Burrata di Andria IGP ha un peso variabile tra 100 g e 1 kg e un involucro di spessore pari o superiore a 2 mm. Il gusto è dato dal sapore di latte fresco o cotto unito a burro e panna. STORIA Si tramanda oralmente che in un’antica masseria, nei primi decenni del Novecento, il signor Lorenzo Bianchino abbia inventato la Burrata di Andria. Si racconta che a causa di una forte nevicata, non potendo trasferire il latte in città, dovendo necessariamente trasformarlo e soprattutto utilizzare la panna, seguendo il concetto di produzione delle mantèche (involucri di pasta filata stagionata in cui è conservato il burro), provò a realizzare con lo stesso principio un prodotto fresco. Così il signor Bianchino pensò di mescolare insieme i residui della lavorazione della pasta filata con della panna e avvolgere il tutto in un involucro fatto anch’esso di pasta filata. Una delle prime segnalazioni risale al 1931 nella Guida del Touring Club, ottenendo sin da subito un successo enorme, tanto da trovare nello Scià di Persia uno dei suoi grandi estimatori. GASTRONOMIA La Burrata di Andria IGP deve essere consumata fresca. La durata limitata del prodotto (shelf-life) è indice di un inalterato legame tra tradizione produttiva e territorio. Nonostante ciò, la Burrata di Andria IGP gode di una ottima reputazione presso i consumatori, come si evince anche dalla notevole presenza nei menu di numerosi ristoranti del mondo, nei quali si evidenzia il pregio di tale prodotto specificandone la provenienza andriese. COMMERCIALIZZAZIONE Il prodotto è immesso in commercio tutto l’anno come Burrata di Andria IGP. È confezionato in sacchetti di materiale plastificato per alimenti o di altro materiale consentito per legge, eventualmente avvolta in carta plastificata o di altro materiale e legata all’apice, avvolta con foglie plastificate o di altro materiale di colore verde, in vaschette, in barattoli o bicchieri e/o immersa nel liquido di governo. Il prodotto deve essere conservato a una temperatura di 4-6°C. Sono ammesse confezioni tra 100 g e 1 kg. NOTA DISTINTIVA Al taglio, la Burrata di Andria IGP presenta un ripieno di panna e pasta filata sfilacciata “stracciata” a mano. Il termine stracciatella prende origine da questo metodo di lavorazione del ripieno. La Burrata di Andria è un formaggio I.G.P. di latte vaccino, a pasta filata, a forma di sacca con la caratteristica chiusura apicale. Il suo ripieno morbido e filamentoso è composto da sfilacci di pasta filata e panna il cui insieme è detto stracciatella. Le materie prime selezionate, la particolare lavorazione manuale che prevede obbligatoriamente la sfilacciatura manuale della pasta filata e la caratteristica chiusura apicale (testa), sono gli elementi distintivi della Burrata di Andria. Per realizzare l'interno, infatti, la pasta filata deve essere necessariamente sfilacciata (stracciata) a mano fino ad ottenere dei "lucini" irregolari anche della dimensione di un capello (distinguendosi così facilmente da triti realizzati meccanicamente). Inoltre, lo sfilaccio manuale consente alla pasta filata interna di amalgamarsi alla panna in modo equilibrato, ottenendo così un ripieno "morbido", grazie al corretto assorbimento della panna (non troppo denso né troppo liquido); pertanto al taglio vi sarà la fuoriuscita di panna e sfilacci. Origine L'invenzione della burrata è frutto della sapiente arte casearia andriese. Si tramanda oralmente che in un’antica masseria nei primi decenni del secolo scorso Lorenzo Bianchino abbia inventato la burrata di Andria. Si racconta che a causa di una forte nevicata, non potendo trasferire il latte in città, dovendo necessariamente trasformarlo e soprattutto utilizzare la panna o crema che naturalmente affiorava, seguendo il concetto di produzione delle mantéche (involucri di pasta filata stagionata in cui è conservato il burro), provò a realizzare con lo stesso principio un prodotto fresco.[1] Pensò pertanto di mescolare insieme i residui della lavorazione della pasta filata con della panna richiudendo il tutto in un involucro fatto anch'esso di pasta filata, donandole, infine, la caratteristica chiusura apicaleCaratteristiche principali La burrata di Andria si presenta come una sacchetto di pasta filata foggiato a mano nel quale include "sfilacci" della stessa pasta filata e panna. L'insieme di panna e "sfilacci" di pasta filata è detto "stracciatella". La stracciatella deriva proprio dalle modalità di preparazione del contenuto. La pasta filata viene stracciata a mano a formare dei "lucini" irregolari. Il peso varia da 100 g a 1000 g e si presenta all'aspetto di colore bianco latte, con un involucro spesso circa 2 mm. La consistenza del ripieno è di una massa sfilacciata immersa nella panna. La forma è di una sacca tonda, dalla caratteristica chiusura apicale. L'aroma con piacevoli sentori di lattico fresco o cotto, burro e panna. Al gusto si apprezzano note dolci, sapide e acide ben in equilibrio. Processo di produzione La burrata di Andria viene prodotta tutto l'anno e il metodo di lavorazione prevede le seguenti fasi: Acidificazione: Si procede alla fermentazione del latte in modo naturale con fermenti selezionati, latte innesto o siero innesto, oppure con l'aggiunta di acidi alimentari (acido citrico o lattico). Riscaldamento: all'acidificazione del latte segue il riscaldamento in caldaia alla temperatura di 35° - 37 °C Coagulazione: segue l'aggiunta del caglio naturale di vitello o microbico vegetale che deve favorire in pochi minuti la coagulazione del latte. A coagulazione avvenuta si procede alla rottura della cagliata fino all'ottenimento di grani di dimensione di una nocciola. Dopo la rottura segue un periodo di risposo nel corso del quale il siero sgronda dalla cagliata che si assesta e acidifica per la filatura. Filatura: Trascorso il periodo di maturazione, ove necessario, la cagliata viene filata con acqua bollente in alcuni casi salata. Formatura e raffreddamento: Opportunamente lavorata, una parte di pasta filata deve essere ridotta in fettucce, quindi raffreddate in acqua, poi viene sfilacciata, formando un ammasso spugnoso, che miscelato con la panna liquida costituirà il ripieno della Burrata di Andria . La restante parte di pasta filata viene forgiata in sacchetti che vengono riempiti con la miscela precedentemente preparata. Dopo aver richiuso su se stesso il sacchetto con il suo contenuto, e modellata con cura l'imboccatura, la forma viene sigillata con acqua bollente e/o legata al collo con legacci, raffreddata immediatamente in acqua per un tempo che varia secondo la pezzatura. Salatura: La fase della salatura può avvenire mediante immersione in salamoia dopo il raffreddamento, o in pasta durante la filatura. Confezionamento: La Burrata di Andria deve essere confezionata nell'azienda di produzione all'interno della zona geografica delimitata, in quanto si tratta di un prodotto fresco che tende facilmente a deperire. La Burrata di Andria può essere confezionata: • in sacchetti di materiale plastificato per alimenti, quindi avvolta in carta plastificata e legata all'apice con steli di rafia per uso alimentare, • avvolta con foglie plastificate di colore verde; • in vaschette, in barattoli o bicchieri e/o immersa nel liquido di governo. Il prodotto deve essere conservato ad una temperatura di 4 °C ±2. La pezzatura di ogni confezione è compresa tra 100 g e 1000 g La manteca è un prodotto agroalimentare simile alla burrata, ma con l'involucro esterno più duro realizzato con la pasta della scamorza al cui interno è presente il burro. Il riconoscimento IGP A partire da novembre 2016, la Burrata di Andria ha ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di Indicazione geografica protetta (IGP). La produzione è consentita su tutto il territorio regionale. Il latte vaccino con cui viene prodotto deve soddisfare determinate caratteristiche organolettiche ed anche le fasi di produzione sono rigidamente regolamentate[2]. La produzione è tutelata dal Consorzio di Tutela della Burrata di Andria IGP.

lunedì 19 agosto 2024

Una foto che ci vede riuniti per il premio NUNZIA DE DONNO

un tempo davvero memorabile per la mia vita e per la mia poesia grazie a tutti e tutte ed in particolare alla famiglia Santoro Giurdignao ogni suo monumento ogni persona che vi ho conosciuto sono nel mio cuore Non abbiamo altre strade che quelle dell'amore noi capaci di ttraversar tempeste per costuir arcobaleni ancora grazie

lunedì 10 aprile 2023

diario di Giurdignano PREMIO NUNZIA DE DONNO

https://www.youtube.com/watch?v=jAgEQ-W86Bw&t=47s



Un diario per immagini che vuol essere ringraziamento per l'onore ricevuto di essere stata la madrina del concorso nazionale NUNZIA DE DONNO. 

Grazie a Donato Fanciullo, alla Famiglia Santoro: Roberta, Lorenzo, Luigi,  ad Aldo.... a tutti della giuria a Marco Gabrieli, a Gianenrico che ha unito le mille immagini del paese e delle persone: insieme felici per costruire momenti di indimenticabile bellezza!!!




venerdì 13 gennaio 2023

GRANDI BELLE PERSONE PER LA IV EDIZIONE DEL PREMIO NUNZIA DE DONNO

   A Giurdignano









che giorni e notti stupende  un gruppo di persone fantastiche 






 i fiori  che meraviglia



















 momenti di poesia di balli e di canti di musica 


 FOTOGRAFIA  GABRIELI PALMARIGGI  AUTORE delle  FOTO GIURDIGNANO 





martedì 29 novembre 2022

A GIURDIGNANO per la IV edizione DEL PREMIO NUNZIA DE DONNO

La conosci la vita? Quella avventura meravigliosa che ti porta gioie e dolori dolori e gioie in una alternanza che nessuno può prevedere.  
Ero sta in PUGLIA nel 1982 ne ero rimasta colpita- attratta tanto da scrivere un diario per la prima volta in poesia,  un diario che ho presentato al premio NUNZIA DE DONNO e tutto è successo attraverso DONATO FANCIULLO che,  consultandosi con la giuria del premio mi ha nominato madrina giorni stupedi ho vissuto ospitata dalla famiglia Santoro e sul palco ho ricevuto applausi e fiori per vivere uno dei sogni più belli della mia vita,
  quello che non avresti mai pensato di poter vivere.
  Nella foto di gruppo davanti al sagrato della chiesta gli occhi parlano dei cuori
 felicità semplicità
 momenti indimenticabili tutto per la poesia che dialoga con i cuori
Grazie grazie grazie con amore per amore .


Alla serata sono intervenute le autorità Sindaco, Monica Gravante, Lucia Merico, Anna Rita Merico, Mimi'Mastria, Cesare Minutello, Gino Santoro, Roberto Muci,Giorgia Tecci, Federica Vilei, Sandro Tramacere... Umberto Bello  i componenti della giuria nella foto Aldo Corina,  l 'editore

Lucia Merico, Anna Rita  Merico, Mimi' Mastria, Cesare Minutello, Gino Santoro, Roberto Muci, Giorgia Tecci, Federica Vilei,  Sandro Tramacere





Autore foto-Fotografia Gabrieli-Giurdignano.

Foto a GIURDIGNANO in occasione del premio NUNZIA DE DONO 11 AGOSTO 2022

Un Fantastico gruppo di persone belle dentro attive in occasione della IV edizione del premio NUNZIA DE DONNO
magia di una serata d'agosto indimenticabile che fa battere il mio cuore ancora GRAZIE per avermi permesso di vivere ad occhi aperti un sogno. Grazie dell'onore, del mazzo stupendo di fiori del calore colore di un luogo affascinate unico piccolo grande per importanza paese del sud ormai nel mio cuore

domenica 4 settembre 2022

A TARANTO per un matrimonio dal mare sul mare per rimettersi il costume per incontri con grandi artiste

  Alla stazione SANTA MARIA NOVELLA mi  accompagna Nicoletta gentilissima  addirittura  scopro che lei viveva vicinissima ad Este,  a Monselice e che con piacere avrebbe visto il film realizzato sulla vita di Iole Cerchiari Pastorello mia collega  docente  e amica conosciuta durante uno dei fantastici soggiorni alla Casa Enam le  Case dove possono accedere tutti i Maestri d' Italia; un film magistralmente  realizzato da Dawson production .  Ci eravamo attardiamo  alla stazione  lato farmacia ma  vedendo che il tempo passava dopo essermi rivolta alla polizia ferroviaria  leggo e questa volta mi aspettano nell'atrio biglietteria  lato taxi  meno male che c' era Nicoletta con me !!!

   Dai finestrini del freccia rossa 500  ( un treno mi sta spiegando Valentina addetta al servizio sala blu Firenze  che ha 8 vagoni e sedili più ampi ) il tramonto  in movimento bellissimISSIMO;










  ogni tramonto è diverso dall'altro  non ci si abitua mai alla bellezza

 Arrivo a Taranto alla mezzanotte  come nelle favole che  si rispetto  le navi gli alberi illuminati il lungomare che  costeggiamo Federico, Angelo ed io, Sara è rimasta con Alessandro  il piccolino nato il 9 luglio 2022



 un matrimonio  dal mare una Sirenetta con il suo principe

 Un maggiolino tutto  infiocchettato che aveva portato gli sposi  dalla casa di Alessandro e Tina alla spiaggia  al CANNETO  per narrar la nuova favola  della  SIRENETTA  e del suo  PRINCIPE AZZURRO  di quelli che sogni sempre d'incontrare ....









 









 un bungalow 206 a Santomaj  un teatrino 




 un bar



 











 Una PISCINA  a cui manca uno scalino tanto da provocarmi ben presto uno sforzo  anca con regalo di dolore al fondo schiena che mi impedirà di rituffarmici 






















 riscaldamento muscolare  a Santomaj







 

  gli scogli  e la spighetta sugli scogli 












 una giornata  GANDOLI











 A LEPORANO AL COMUNE 

















 una giornata  con la grande amica MARIA LETIZIA GANGEMI conosciuta nel 1982  perché insieme   a Daniele Tempesti grazie al grande MARIO CONTI presentammo  una silloge di poesie  da allora Maria letizia è tornata  a Firenze dove si è laureata  per presentare suoi volumi di poesie  o romanzi   con lei siamo andate a conoscere MATILDE RICCIARDULLI  che in pieno centro storico a Taranto in via   DUCA DEGLI ABRUZZI  41 A ha  l'Atelier IL GIOIELLO  dove nel  TESSUTO  e nella CERAMICA  ARTIGIANALE PUGLIESE  ha disegnato  L'ORECCHINO degli  Ori di Taranto  e dove  produce  souvenir, oggettistica, complementi di arredo,  corredi su misura  ricamati a mano  ed esegue  tendaggi e tappezzeria  di alto valore artistico in un gemellaggio con Mantova.  Nello stesso locale IL GIOIELLO  Matilde  presenta una nutrita esposizione di quadri realizzati da lei  e organizza mostre  e presentazioni in un dialogo continuo artistico -culturale  e  durante la passeggiata eccola lei la divina 

l' AMERIGO VESPUCCI 
















 qui in attesa delle parole leggerete per immagini questo mio soggiornare a TARANTO.
  L'amicizia  meraviglia della vita  e intenso commuovente è stato l'incontro  con MARIA  LETIZIA ...ci vediamo  raramente con lei , ma quando ci vediamo è un evento .. grazie a Ruben  che da Santomaj mi accompagna a Taranto. Nella suontosa  sala una ricca colazione ci aspetta  con caffè splendide paste e  una bevanda al Ginger che mi piace molto....  le pareti di questa stanza sono letteralmente tappezzate  di quadri realizzati dalla Gangemi che  mi dona due stampa  una per me una per Sara,  una terza la dona a Ruben i soffitti altissimi, Ruben che riparte e noi due che andiamo nell' atelier  di Matilde  mi affascina il luogo le cose esposte i quadri di lei  quelli dedicati al mare  e al Canada...
 Maria Letizia che mi porta Lungomare  fino al ponte dove ormeggiata è lei la fantastica l' Amerigo Vespucci qualche foto e il ritorno per un pranzo dove c'è di tutto e di più Maria Letizia  mi accompagna per la valigia  dandomi in mano una elegante borsetta che contiene la schiacciata per il viaggio . Alla stazione  di Taranto l' intervista a Maria Letizia  per Kappa radio e la partenza con un saluto dal finestrino  come ai vecchi tempi
L' intercity fino a Napoli  amo  il lento il fermarsi alle stazioncine:
  Metaponto gelateria Dafne  bar ristoro primo binario
  paesaggi che mutano fichi d'india 
Fermina Scalo do not cross Railway Lines 
 Grassano piccole stazioncine
  Potenza 
 Bella -Muro
 Rocca Alta Sicignano
 Contursi Terme le mucche il ponte  pale bianche che girano 
Eboli 
Battipaglia 
Postena
 Salerno sottopassaggio Subway exit