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giovedì 16 ottobre 2025

Come guarire dal raffreddore

Riposo a Casa: È fondamentale rimanere a casa per consentire al corpo di recuperare energia e per evitare di contagiare gli altri. Se devi viaggiare, usa decongestionanti da banco e porta con te uno spray nasale. Concentrati su alcune ore di riposo a letto. Idratazione: Bere molti fluidi caldi, come tè alle erbe o brodo, aiuta a lenire la gola infiammata e a prevenire la disidratazione. È consigliabile aggiungere miele al tè, ma non darlo ai bambini sotto i 12 mesi. Sonno di Qualità: Il sonno favorisce la guarigione. Assicurati di dormire a sufficienza, usando cuscini extra per ridurre la pressione sinusale.

giovedì 25 settembre 2025

IL NUOVO ACCORDO REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE

La sanità territoriale toscana si rinnova, con un accordo regionale appena firmato e l'impegno di centinaia di medici. Il congresso della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie che si tiene a Firenze il 27 settembre sarà l'occasione per presentare i modelli innovativi prossimi all’applicazione SIMG – La Toscana pioniera nella rivoluzione della medicina generale tra nuove prestazioni, Case di Comunità e tecnologia. Presenti anche gli infermieri nella nuova sanità del territorio “In Toscana la rete delle Case di Comunità cresce rapidamente, ma resta da definire con chiarezza il funzionamento di queste strutture: dai finanziamenti ai servizi, dal personale ai percorsi di cura” sottolinea il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG La Toscana si conferma un laboratorio a livello nazionale nella trasformazione della sanità italiana, in particolare nella medicina generale e nelle cure primarie. Restano però sfide cruciali: definire con precisione il ruolo delle Case di Comunità, formare i medici di famiglia all’uso delle nuove tecnologie e affrontare i cambiamenti socio-demografici in atto. Questi temi sono al centro del 12° Congresso Regionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) della Toscana, intitolato “Conoscere per decidere (il nostro futuro)”, che si tiene il 27 settembre a Firenze. Presidenti del Congresso sono il Prof Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG, Alessandro Rossi, Presidente SIMG nazionale, Andrea Salvetti, Segretario SIMG Toscana. LE CASE DI COMUNITÀ E LE AFT: UN MODELLO IN VIA DI DEFINIZIONE - Le Case di Comunità e le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), nate in Toscana e in Emilia-Romagna, sono destinate a diventare un pilastro della nuova organizzazione sanitaria, coinvolgendo medici e infermieri territoriali. “Stiamo vivendo una fase evolutiva cruciale – spiega il Prof. Claudio Cricelli – In Toscana la rete delle Case di Comunità cresce rapidamente, ma resta da definire con chiarezza il funzionamento di queste strutture: dai finanziamenti ai servizi, dal personale ai percorsi di cura. Solo così potranno diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini”. “Le Case di Comunità non devono essere viste come un piccolo pronto soccorso o un insieme di ambulatori – sottolinea Andrea Salvetti – Sono centri che organizzano livelli assistenziali più avanzati, con strumenti diagnostici moderni e un maggiore sviluppo dell’assistenza domiciliare. Nonostante i progressi fatti, la definizione di funzioni e dotazioni è ancora in corso”. IL NUOVO ACCORDO REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE – Lo scorso 11 agosto è stato firmato il nuovo Accordo Integrativo Regionale, che rafforza il ruolo della medicina generale in Toscana. L’intesa prevede di ridurre le liste d’attesa trasferendo ai medici di famiglia alcune prestazioni di base e diagnostiche, grazie a un investimento dedicato. Oltre 400 medici di medicina generale hanno già aderito, Ufficio Stampa Diessecom Davide Volterra 373 7500990 Daniele Toscano 333 3757361 dotandosi di strumentazioni evolute per i propri studi, trasformando così l'offerta teorica in contenuti concreti. “L’Accordo integrativo regionale caratterizza la Toscana per diversi elementi – evidenzia Francesca Guerra, delegata SIMG Firenze e membro del Comitato Scientifico del Congresso – L'accordo grazie alle associazioni di AFT permetterà ai pazienti di essere seguiti non solo dal proprio medico, ma, in caso di necessità, anche da altri professionisti della stessa associazione, senza rischiare di rimanere senza assistenza. Inoltre, per tutti i medici ci sarà la possibilità di usufruire del collaboratore di studio e del collaboratore infermieristico che sono figure ormai indispensabili per il corretto funzionamento dei nostri ambulatori”. FORMAZIONE, ANZIANI, TECNOLOGIE. IL “PROGETTO RADAR” E IL “LIBRO BIANCO” – Le novità non hanno efficacia se non vengono inquadrate in uno sviluppo reale. La tecnologia non basta, serve la formazione dei clinici, su cui la SIMG sta lavorando. “La tecnologia è utile solo se i medici sono formati a usarla – commenta il Prof. Claudio Cricelli – Strumenti come la POCUS (ecografia al letto del paziente) aprono nuove possibilità, ma richiedono competenze specifiche, soprattutto per i giovani colleghi. Un’altra sfida è l’invecchiamento della popolazione: gli anziani assorbono circa il 65% delle risorse sanitarie, pertanto servono équipe multidisciplinari e un potenziamento dell’assistenza domiciliare. In questa direzione si inserisce ad esempio il progetto RADAR, volto a formare medici nella presa in carico dei pazienti anziani alla luce delle Linee Guida sulla Valutazione Multidimensionale. Nelle prossime settimane poi sarà presentato il "Libro Bianco", basato sui concetti di demografia clinica e sulle geroscienze, che propone una visione a lungo termine per mantenere la popolazione sana e giovane il più a lungo possibile”. L’IMPORTANZA DI UN’OMOGENEITÀ REGIONALE - La Toscana, con la sua vasta e diversificata configurazione territoriale – dalle coste alle vette dell'Appennino, dalle grandi città come Firenze, Pisa e Livorno ai piccoli centri, fino alle isole e all'entroterra del Grossetano – presenta sfide uniche per la medicina generale. "La medicina generale che si fa a Firenze è diversa da quella che si fa in un paese dell'entroterra del Grossetano - sottolinea Andrea Salvetti – Sarà necessario organizzare un'assistenza territoriale differenziata, che si avvicini anche ai colleghi che operano in aree più isolate. La SIMG, nata proprio a Firenze, ha un profondo legame storico con la regione e si impegna a diffondere la conoscenza e le pratiche innovative su tutto il territorio”. A FIRENZE 300 DELEGATI DA TUTTA LA REGIONE. PRESENTI ANCHE GLI INFERMIERI – Il 12° Congresso Regionale SIMG Toscana si tiene sabato 27 settembre a Firenze, presso il Nilhotel. Patrocinato dalla Regione Toscana, vedrà la partecipazione di circa 300 medici di famiglia provenienti dalla regione, con un grande coinvolgimento di giovani clinici per far emergere i problemi e per cercare insieme le soluzioni. Per la prima volta è aperto anche agli infermieri, che risultano centrali nella nuova concezione del lavoro della Medicina Generale nell’ottica di un lavoro di equipe. Le sessioni scientifiche affrontano i temi di competenza della medicina generale, come la prevenzione, la gestione delle cronicità, l’appropriatezza terapeutica, gli aggiornamenti dalla letteratura e le nuove indicazioni ministeriali. I Ufficio Stampa Diessecom Davide Volterra 373 7500990 Daniele Toscano 333 3757361

giovedì 7 agosto 2025

Dottor Bonati, uno dei temi ricorrenti nei suoi scritti è quello della guerra e degli esiti dei conflitti sulla salute, anche nel lungo termine. Qual è la “cronicità” legata ai conflitti?

Dottor Bonati, uno dei temi ricorrenti nei suoi scritti è quello della guerra e degli esiti dei conflitti sulla salute, anche nel lungo termine. Qual è la “cronicità” legata ai conflitti? Inizierei rispondendo con una riflessione: la guerra stessa è una malattia cronica della condizione umana, che ci accompagna da sempre in forme diverse, dalla storia antica fino a quella contemporanea. Oggi le espressioni più diffuse sono le dispute territoriali e le guerre civili. Nel mondo, l’Africa è la regione con il maggior numero di conflitti, ma la geografia delle guerre non conosce confini. Nel 2023, 52 Stati erano coinvolti in guerre. Quattro di questi conflitti – in Ucraina, Palestina, Myanmar e Sudan – sono stati classificati come di massima intensità, avendo causato oltre 10.000 vittime ciascuno; a due anni di distanza, sono ancora attivi, e i primi due ad alta e quotidiana intensità. Altri venti conflitti, tra cui quelli in Nigeria, Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo (tutti con oltre 8.000 morti), rientrano nella categoria ad alta intensità, con un numero di vittime compreso tra 1.000 e 9.999. Le vittime sono perlopiù civili: donne, bambini, anziani. In questi contesti, il numero dei morti (sebbene sottostimati) diventa un indicatore crudele ma inequivocabile della gravità del conflitto. Quali sono le conseguenze di lungo periodo sulla salute delle popolazioni coinvolte? La guerra non può essere quantificata solo in termini di decessi, perché non è più solo un evento acuto e circoscritto: è una condizione che si prolunga nel tempo, attraversa i corpi e le società, generando effetti persistenti anche molto tempo dopo la fine delle ostilità. Ogni conflitto modifica in profondità i determinanti della salute: l’ambiente, l’accesso ai servizi, l’educazione, la sicurezza alimentare, la possibilità stessa di crescere. I bambini, in particolare, pagano il prezzo più alto. La mortalità sotto i cinque anni – uno degli indicatori essenziali nel definire lo stato di salute, di speranza e di sviluppo di una popolazione – aumenta in modo drammatico e resta elevata a lungo: servono in media quindici anni per riportarla ai livelli pre-bellici, come dimostrano i dati di Bosnia, Ruanda e Siria. Le malattie croniche – come diabete, ipertensione, tumori – peggiorano per la mancanza di cure, di continuità terapeutica, di accesso ai farmaci. Milioni di persone, esposte a fattori di stress legati alla guerra – sia militari che civili – sono affette da disturbi mentali, tra cui ansia, depressione e, non da ultimo, il disturbo da stress post-traumatico. La guerra, insomma, non finisce con il cessate il fuoco: continua, silenziosa, nelle statistiche demografiche e nella vita interrotta di intere generazioni. Prosegue alimentando e aggravando le disuguaglianze sanitarie e socio-economiche. Circa l’85 per cento della popolazione mondiale vive in uno dei 153 Paesi a basso e medio reddito, ovvero in aree che hanno conosciuto la maggior parte dei conflitti armati degli ultimi decenni. Molti di questi Paesi dispongono già di risorse limitate e della scarsa garanzia dei diritti umani. L’impatto nascosto della guerra sui bambini Oltre 400 milioni di bambini, circa 1 su 5, vivono in Paesi in guerra o coinvolti in conflitti violenti. La metà delle vittime civili delle mine sono bambini. La guerra provoca: morte diretta, denutrizione, mancanza di vaccinazioni, distruzione di scuole e servizi sanitari, traumi psicologici, rapimenti, stupri e reclutamento di bambini soldato. I bambini hanno maggiori probabilità di morire prima di uno o cinque anni rispetto ai bambini nati nella stessa regione in periodi senza conflitti. Il concetto di “toxic stress”, ovvero stress intenso e prolungato senza adeguato supporto, compromette lo sviluppo neurologico e mentale e ha effetti che possono durare tutta la vita. In che modo la cronicità della guerra sfida il concetto stesso di salute pubblica? Lo scoppio di un conflitto, acuto o prolungato, rappresenta uno shock per individui, comunità e intere società: altera le priorità di vita e sussistenza, modificando anche il significato del vivere. Il benessere vissuto e quello atteso diventano radicalmente diversi rispetto a prima del conflitto. In sostanza ogni guerra si configura come un determinante della salute che genera disuguaglianze o aggrava quelle già esistenti. In aggiunta rende impossibili interventi strutturali efficaci contro le malattie, in particolare quelle croniche. Per i sistemi sanitari, significa operare in condizioni in cui la prevenzione è impraticabile, la cura frammentata e la riabilitazione spesso tardiva. La risposta si limita all’emergenza, senza trasformarsi in un progetto stabile di salute. La guerra disgrega le strutture sanitarie e di organizzazione sociale, pubblica e privata: interrompe governance, logistica e risorse. In molti contesti, ospedali e ambulanze diventano bersagli, mentre medici e operatori sanitari fuggono o vengono uccisi. La salute diventa così un “diritto sospeso”, accessibile solo in modo parziale o casuale. La salute pubblica, orientata per definizione alla prevenzione, all’equità e alla continuità, viene sostituita da un modello emergenziale, inefficace nel lungo termine. La cronicità della guerra impone di ripensare gli interventi sanitari, includendo anche la prevenzione dei conflitti come parte integrante della promozione della salute. Nei suoi testi emerge con forza il tema dell’infanzia. I bambini sono descritti come le vittime più vulnerabili e invisibili dei conflitti. Quali forme assume questa vulnerabilità e quali priorità dovrebbe avere la comunità internazionale? I conflitti armati contemporanei hanno un volto sempre più civile. Le guerre di oggi uccidono soprattutto donne e bambini, come dimostrano drammaticamente i dati provenienti dalla Striscia di Gaza: tra ottobre 2023 e gennaio 2025, oltre 47.000 persone hanno perso la vita a causa di ferite traumatiche, tra cui circa 18.000 bambini, secondo il Ministero della salute palestinese. A questi si aggiunge una quota incerta ma significativa di vittime non registrate, perché intere famiglie vengono annientate in un colpo solo, oppure perché i corpi restano sepolti sotto le macerie senza mai raggiungere un obitorio. I bambini pagano il prezzo più alto dei conflitti bellici, e anche più silenzioso. Muoiono non solo sotto le bombe, ma anche per malattie curabili, fame, sete, mancanza di vaccini o assistenza neonatale. Per i bambini, il trauma non si limita alla perdita fisica. Molti sopravvissuti sono orfani, mutilati, affetti da disturbi mentali gravi. La vulnerabilità dell’infanzia è multiforme: fisica, psicologica, educativa. Spesso diventano profughi, orfani, vengono reclutati nei conflitti armati, o vengono rapiti come è successo (ancora una volta) nel Donbass. Da considerare inoltre che il trauma e lo stress legati alla guerra possono avere effetti transgenerazionali, trasmessi dai genitori ai figli attraverso modifiche epigenetiche nell’espressione del genoma. L’esposizione prenatale e postnatale a eventi traumatici aumenta il rischio, durante la crescita, di sviluppare depressione, disturbo post-traumatico da stress, dolore cronico, emicrania, malattie cardiache e diabete. La comunità internazionale dovrebbe mettere la tutela dell’infanzia al centro di ogni risposta umanitaria. Non solo intervenendo con aiuti immediati, ma costruendo percorsi stabili di protezione, educazione alla pace, salute mentale. Serve una responsabilità collettiva, che riconosca ogni bambino come patrimonio umano da preservare, attivamente. mortalità infantile e guerra Quanto tempo serve per tornare ai livelli di salute pre-bellici? I conflitti armati determinano un aumento significativo e duraturo della mortalità infantile sotto i cinque anni, un indicatore chiave della salute e del benessere della popolazione. Un’elevata mortalità infantile si associa a una riduzione della speranza di vita alla nascita e, nei contesti più fragili, può compromettere intere generazioni. Questo indicatore riflette l’interazione di fattori sociali, economici, ambientali e sanitari, ed è utile anche per pianificare interventi nelle fasi post-conflitto. L’analisi storica di tre contesti diversi – Bosnia ed Erzegovina, Ruanda e Siria – mostra che dopo la fase acuta di una guerra sono necessari in media quindici anni per ristabilire il trend di miglioramento dei livelli di mortalità infantile nei primi 5 anni di vita rispetto a quelli pre-conflitto. Una delle sue affermazioni più incisive è che “prevenire la guerra significa prevenire la cronicità delle disuguaglianze sanitarie”. In che modo questa idea può diventare azione concreta nelle politiche pubbliche? Credo che la chiave sia culturale prima ancora che tecnica. Prevenire la guerra significa agire sulle radici della violenza, sui fattori di esclusione, sulla retorica dell’odio. A livello di politiche pubbliche, questo significa integrare l’educazione alla pace nei programmi scolastici fin dall’infanzia, ma anche nella formazione universitaria, in particolare dei medici, degli operatori sanitari e sociali. La sanità può e deve farsi promotrice di pace, perché conosce da vicino le ferite della guerra. Un medico formato alla pace sarà più incline a farsi carico delle disuguaglianze, a promuovere inclusione, a denunciare le ingiustizie. Dobbiamo costruire una società che riconosca nella pace un determinante di salute, e nella guerra un fallimento della politica e della medicina insieme. Servono anche quelle doti che sfuggono alla logica attuale della politica, degli sguardi a distanza e del monitoraggio degli esiti – come il miglioramento del benessere delle popolazioni vittime di guerra nel tempo – insieme a investimenti in risorse economiche e umane: tutti elementi che nei trattati di tregua (sebbene etichettati come di “pace”) non sono contemplati o esplicitati. Qual è, oggi, secondo lei, il ruolo di ciascuno di noi nel contrastare la cronicità della guerra? Ognuno di noi ha un ruolo. Come cittadini, possiamo esercitare un pensiero critico, non cedere alla disumanizzazione dell’altro, non abituarci alle immagini di guerra come se fossero normali. Come professionisti, abbiamo il dovere di tenere accesa la coscienza civile, di denunciare, di educare, di costruire alternative. Come comunità, dobbiamo riscoprire il senso del legame: quello che ci unisce all’altro anche quando è lontano, anche quando non parla la nostra lingua. Contrastare la cronicità della guerra significa anche contrastare l’indifferenza. È un compito culturale, etico e politico che riguarda tutti. A cura di Laura Tonon Leggi anche Cronicità Cronicità e demenze. Immidem, per una sanità più equa e senza confini Valentina Guerzoni, Rossella Tozzi, Giorgia Maestri La cronicità dopo il cancro Intervista a Simona Carnio Ipertensione, tra invisibilità e cronicità Intervista a Paolo Verdecchia CRONICITÀ

giovedì 2 gennaio 2025

LATTE E AGLIO PER LE OSSA INTESTINO STITICHEZZA PELLE capelli

Latte e aglio: il miracoloso rimedio che fa bene a ossa, intestino e pelle Per quanto possa sembrare strana, l’accoppiata latte e aglio è una vera panacea per avere ossa forti, un intestino sano e dire addio ad acne e capelli fragili che cadono. Dalla tradizione ayurvedica arriva un rimedio portentoso a base di latte e aglio. Per quanto il gusto e l’odore non sembrino allettanti, questo mix riesce a regalare benefici all’intero organismo. L’aglio, ad esempio, ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie in grado di alleviare fastidi come la tosse o ridurre le imperfezioni del viso. Vediamo come preparare questo rimedio miracoloso e quali sono tutti i benefici che può offrire! Come preparare latte e aglio? Versate in una pentola due bicchieri di latte, un bicchiere di acqua e dieci spicchi di aglio puliti e sminuzzati. Lasciate che raggiunga il bollore e fate ridurre il liquido per circa dieci minuti: dobbiamo realizzare una sorta di infuso. Infine, aggiungete tre cucchiai di zucchero e mescolate il tutto. Prima di berlo, eliminate i pezzetti d’aglio. enefici del latte con l’aglio -Le nonne hanno sempre detto che mangiare aglio fa bene al cuore; in realtà, questo è collegato alla presenza di alligina, dall’effetto sedativo, in grado di prevenire malattie cardiovascolari, alterazioni della glicemia e altri disturbi legati alla circolazione. -Un’altra perla di benessere tramandata dalle nonne, riguarda le donne in gravidanza. Pare, infatti, che l’aglio sia in grado di stimolare la produzione di latte materno. -Se si hanno dolori alle ossa, oltre a ricorrere al classico impacco con l’aglio lo si può bere con il latte: vi aiuterà, infatti, ad alleviare il dolore. -Da provare anche latte e aglio per la tosse: grazie all’azione antinfiammatoria, riesce a ridurre la tosse e aiuta a sentirsi subito meglio. -Per i giovani che soffrono di acne, questo rimedio è un vero portento. Grazie alle proprietà antibatteriche dell’aglio si riesce a contrastare la formazione di acne e brufoletti. Inoltre, lo zolfo contenuto all’interno aiuta a purificare la pelle dall’interno distruggendo i batteri responsabili dell’acne. -È ottimo anche in caso di stitichezza e meteorismo: dopo aver mangiato pesante, oppure se si ha lo stomaco irritato, aiuta a contrastare l’infiammazione e a riportare l’equilibrio intestinale. -Avete mai pensato di usare aglio e latte per i capelli? Questo rimedio è a dir poco straordinario per rinforzare la radice e ridurre la caduta di capelli. Grazie alle vitamine e ai sali contenuti nell’aglio ritroverete una chioma più folta e luminosa. Sciacquate con un po’ di aceto di mele per stemperare l’odore e renderli più luminosi.

domenica 22 dicembre 2024

Come alleviare il mal di gola con ingredienti naturali come lo zenzero, il limone e gli oli essenziali.

Come alleviare il mal di gola con rimedi della nonna a base di ingredienti naturali come lo zenzero, il limone e gli oli essenziali. Il mal di gola è uno di quei malanni che colpisce in ogni momento dell’anno; basta uno sbalzo di temperatura o un colpo d’aria e la gola è la prima a risentirne. Innanzitutto, bisogna fare attenzione a coprirsi bene dal vento e a non farsi ingannare dai raggi del sole. Poi, ricordate che non sempre serve imbottirsi di medicine per stare meglio e recuperare la voce: grazie a dei metodi infallibili tramandati di generazione in generazione si può sconfiggere il mal di gola nel giro di due o tre giorni. Scopriamo quindi quali sono i rimedi della nonna per il mal di gola, da provare subito! Curare il mal di gola in modo naturale: 5 rimedi della nonna –Limone e miele. Per riuscire a liberarsi da un fastidioso mal di gola, anche in gravidanza, si possono fare dei gargarismi a base di limone e miele. Ecco come fare nel dettaglio: • Come primo step bisogna far scaldare circa 50 ml di acqua e versarla in un bicchiere. • Aggiungete poi due cucchiai di miele e mezzo limone spremuto. • Mescolate energicamente tutti gli ingredienti e utilizzare l’intero preparato. • Il limone è un vero toccasana per le infezioni battericheperché ha un alto potere disinfettante. Il miele, invece, ha una funzione addolcente. Tisana e decotto allo zenzero. Ogni volta che ne sentite il bisogno provate a preparare un decotto o una tisana allo zenzero.

domenica 1 dicembre 2024

La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie rilancia la nuova Sanità attraverso formazione, tecnologia, interdisciplinarietà.

La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie rilancia la nuova Sanità attraverso formazione, tecnologia, interdisciplinarietà. Il 23 novembre parte il 41° Congresso Nazionale. Simposi e laboratori in presenza da giovedì 28 a sabato 30 novembre alla Fortezza da Basso a Firenze SIMG – Oltre 3500 Medici di Medicina Generale a congresso a Firenze per disegnare il futuro della sanità territoriale. Il 70% è under 40. Innovazione e formazione per le cure territoriali “Serve un supporto delle cure territoriali, non solo per proteggere gli ospedali e i Pronto Soccorso, ma la popolazione stessa, sempre più anziana e con comorbidità. Non esiste un SSN pubblico ed efficiente senza cure primarie al passo coi tempi” sottolinea Alessandro Rossi, Presidente SIMG. La novità di quest’anno è la SIMG Academy: una palestra di ragionamento clinico con MMG a confronto con altri specialisti La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) è pronta ad accogliere oltre tremila medici di famiglia per il 41° Congresso Nazionale, che si svolgerà in forma ibrida. L’evento prenderà il via sabato 23 novembre con sessioni virtuali, mentre dal 28 al 30 novembre i partecipanti si riuniranno in presenza a Firenze, presso la Fortezza da Basso. Tutte le sessioni saranno consultabili on demand fino al 31 marzo 2025. In un momento di ripensamento per il SSN – segnato da risorse limitate, un progressivo invecchiamento della popolazione e la necessità di riforme territoriali – la SIMG risponde con iniziative innovative. Tra queste, spiccano la SIMG Academy e il SIMG Lab Village, strumenti all’avanguardia per la formazione delle nuove generazioni di medici. “La pandemia è ormai alle spalle, ma il SSN affronta nuove criticità, soprattutto per i Medici di Medicina Generale – sottolinea Alessandro Rossi, Presidente SIMG – Anche recentemente la Medicina Generale è stata sottoposta a critiche. La nostra risposta consiste nella condivisione di un’idea di una professione che può evolvere e stare al passo con i tempi, purché sia sostenuta dalle istituzioni e alla condizione che, come promesso proprio durante la pandemia, si dia un supporto alle cure territoriali, che servono non solo per proteggere gli ospedali e i Pronto Soccorso che sono in una situazione critica, ma la popolazione stessa, che è sempre più anziana e con molte comorbidità. In questa direzione realizziamo la formazione del Medico di Medicina Generale del domani. Non esiste un SSN pubblico ed efficiente senza cure primarie al passo coi tempi”. “Il Congresso Nazionale della SIMG è un momento unico di ritrovo tra Medici di Medicina Generale che provengono da differenti realtà italiane – evidenzia Ignazio Grattagliano, Vicepresidente SIMG - È un momento di confronto tra esperienze diverse che contribuisce a creare un crogiuolo di idee e di iniziative di Ufficio Stampa Diessecom Davide Volterra 373 7500990 Daniele Toscano 333 3757361 crescita professionale che partono dal dibattito di politica sanitaria per arrivare alla premiazione dei migliori elaborati della ricerca nel campo specifico delle cure primarie”. ACADEMY E LAB: LA SIMG GUARDA AL FUTURO – Uno dei punti di forza del congresso SIMG, dove oltre il 70% degli iscritti ha meno di 40 anni, oltre alle numerose sessioni scientifiche, è la formazione sul campo, promossa attraverso le più moderne tecnologie, disponibili nei venti laboratori del SIMG Lab Village. Questi laboratori permettono ai clinici di acquisire nuove competenze pratiche con robot, manichini ad alta fedeltà, software procedurali, realtà aumentata e altri strumenti che ricreano situazioni, ambienti, patologie, interventi, simulandoli in scenari realistici per insegnare procedure diagnostiche e terapeutiche, ripetere processi e concetti medici, assumere decisioni da parte di un professionista. Pratiche comuni come la lettura di un elettrocardiogramma, l’uso dello spirometro, l’applicazione di un catetere vescicale, la palpazione di noduli mammari, l’ecografia, la terapia palliativa, la gestione del paziente anziano potranno essere sperimentate dai giovani medici. La novità di quest’anno è la SIMG Academy: una palestra di ragionamento clinico dove i MMG saranno a confronto con specialisti di varie società scientifiche. Sarà un’occasione per affrontare alcune tematiche quotidiane della medicina generale, come la gestione della BPCO, il dolore infiammatorio, le infezioni delle vie urinarie, l’obesità e ciò che ruota intorno alle comorbidità cardio-metaboliche. Sempre nell’ottica della formazione, nel Congresso SIMG si svolgeranno gli esami conclusivi dei corsi di certificazione di Medico di Medicina Generale esperto in varie discipline, un titolo riconosciuto internazionalmente che permette a chi lo consegue di offrire consulenze cliniche ai colleghi sia nelle case di comunità che negli ospedali, partecipare a progetti di formazione, collaborare all’elaborazione dei PDTA e contribuire alla ricerca. Inoltre, le sessioni “SIMG discute di…” permetteranno anche un confronto su temi di particolare rilevanza etica e sociale. Saranno poi assegnati due premi alle ricerche scientifiche più originali pubblicate nel setting della Medicina Generale. Il 41° Congresso SIMG si presenta dunque non solo come il più importante appuntamento della Medicina Generale del Paese, ma anche un punto di partenza per ridisegnare il futuro delle cure primarie in Italia. Perché il futuro del SSN passa dalla forza della Medicina Generale.
musicale edizione bellissima

giovedì 14 novembre 2024

9^ edizione del Forum del Sistema Salute alla Leopolda di Firenze 12 e 13 novembre.

9^ edizione del Forum del Sistema Salute alla Leopolda di Firenze 12 e 13 novembre 2024. Il Forum con il suo tema "La chiameremo Umanità", è l'occasione giusta per lavorare su un manifesto per una sanità innovativa e profondamente umana: il manifesto "La Salute Bene Comune" Perché: Le trasformazioni tecnologiche e sociali di oggi, ci impongono di affrontare l’urgenza di reinventare il nostro approccio alla salute e ripensare il benessere delle persone, di ogni singola persona. L'avanzare dell'intelligenza artificiale in tutte le attività umane, anche di tipo intellettuale, unita alla necessità di migliorare i servizi in un contesto di risorse limitate, ci chiede di ridefinire la salute come un bene comune prezioso e insostituibile e di agire di conseguenza per tutelarla e trasformarla in una straordinaria occasione di crescita umana, sociale ed economica. Il manifesto "La Salute Bene Comune" che vogliamo condividere con te il 12 e 13 novembre al Forum del Sistema Salute alla Leopolda intende diventare una guida per una sanità innovativa e profondamente umana. Ti aspettiamo alla Leopolda per confrontarci e condividere il manifesto. La partecipazione è gratuita e per il fast track 

 

  

 

domenica 10 novembre 2024

FIRENZE - piazza Indipendenza 18 domenica 10 novembre 2024 'Fanfani 70 - arte, salute e pace in ricordo del Professore'iniziativa della Fondazione Fanfani per il 70/o anniversario dell'Istituto

FIRENZE - piazza Indipendenza 18 ore 17:00 'Fanfani 70 - arte, salute e pace in ricordo del Professore iniziativa della Fondazione Fanfani per il 70/o anniversario dell'Istituto
una giornata indimenticabile dedicata a MANFREDO FANFANI medico professionalmente eccellente, pioniere precursore dei tempi persona umile e devoto alla sua missione al servizio della persona appassionato d'arte e di letteratura tra i suoi amici: Renato Guttuso, Oriana Fallaci, il cardiochirurgo sudafricano Christian Barnard.

mercoledì 3 gennaio 2024

la nuova era della medicina generale

Ufficio Stampa Diessecom
Salvo Cagnazzo studiodiessecom@gmail.com Cell: +39 392 1105394 Davide Volterra diessecom@gmail.com Cell: +39 373 7500990 Daniele Toscano studiodiessecomdue@gmail.com Cell: +39 333 3757361 Comunicato stampa               Martedì 2 gennaio 2024 Diventano operative le designazioni annunciate al 40° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie a Firenze lo scorso novembre, dalla presidenza al Consiglio SIMG – Dal 2 gennaio 2024 in carica il nuovo Presidente Alessandro Rossi e la nuova dirigenza. Si insedia Claudio Cricelli come Presidente Emerito. Inizia una nuova èra per la Medicina Generale “Il nuovo gruppo dirigente è costituito da molti giovani che hanno già dimostrato il proprio valore. Io da Presidente Emerito affiancherò il Presidente e gli organismi Direttivi nelle funzioni di management tecnico e di supporto politico” ha dichiarato il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG L’inizio del 2024 segna un passaggio storico per la Società Italiana di medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG. Alessandro Rossi entra ufficialmente in carica come nuovo Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, dopo la nomina avvenuta nel 40° Congresso Nazionale della società scientifica, lo scorso novembre a Firenze. Raccoglie l’eredità di Claudio Cricelli, che si insedia come Presidente Emerito. Oltre a Rossi e entrano in carica il nuovo Consiglio e la Giunta. “Il nuovo anno inizia con un gruppo dirigente nazionale e regionale ampiamente rinnovato con l'elezione di molti giovani che hanno già ampiamente dimostrato il proprio valore - ha dichiarato il Prof. Claudio Cricelli – Da oggi assumo la carica di Presidente Emerito: in questo ruolo istituzionale affiancherò il Presidente e gli organismi Direttivi nelle funzioni di Management tecnico e di supporto politico all'associazione che accanto ad Aldo Pagni ho fondato e diretto per oltre 42 anni. La SIMG costituisce una realtà evoluta ed è leader di processi e soluzioni avanzate ed innovative che rappresentano motivo di profonda soddisfazione ed orgoglio per la professione della Medicina Generale. Rivolgo un caro saluto a tutti i soci, ai dirigenti, agli amici e ai collaboratori che hanno consentito la costruzione di questa realtà associativa e scientifica straordinaria". LA NUOVA GIUNTA - Insieme a Rossi entra in carica anche la nuova giunta. Ignazio Grattagliano è il nuovo Vicepresidente; Gaetano Piccinocchi è il Tesoriere, Luigi Spigola il Segretario. La Giunta sarà inoltre composta da Pierangelo Lora Aprile, Valeria Zurlo, Daniele Morini, Rosanna Cantarini, Damiano Parretti, Maurizio Cancian, Gerardo Medea, Martina Musto, Stefano Celotto, Luigi Galvano, oltre ai due membri di diritto Claudio Cricelli – Past President e Presidente emerito – e Ovidio Brignoli, Presidente Fondazione SIMG. Questo è il nuovo assetto dirigenziale della Società. La Giunta, insieme all’assemblea dei segretari regionali, anch’essi rinnovati con le elezioni, andrà a comporre l’assemblea generale della SIMG. LA NUOVA PRESIDENZA DI ALESSANDRO ROSSI NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’ – Il nuovo presidente Alessandro Rossi, nel ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto in questo percorso e in particolare il Presidente Ufficio Stampa Diessecom Salvo Cagnazzo studiodiessecom@gmail.com Cell: +39 392 1105394 Davide Volterra diessecom@gmail.com Cell: +39 373 7500990 Daniele Toscano studiodiessecomdue@gmail.com Cell: +39 333 3757361 Cricelli, ha promesso che si impegnerà a essere espressione di un gruppo coeso di dirigenti SIMG che ha tenuto insieme la società negli ultimi anni, che si sta integrando e rinnovando con nuove partecipazioni e che ancor più si dovrà sviluppare nel futuro verso un ricambio generazionale. In questi anni Rossi ha ricoperto diverse cariche: Responsabile Ufficio di Presidenza, Coordinatore per la Regione Umbria, Responsabile Area Patologie Acute, dedicandosi particolarmente al settore delle vaccinazioni e dell’antimicrobico resistenza. Laureato nel 1979 all’Università di Perugia, dal 1980 è stato medico di continuità assistenziale e poi medico di medicina generale a Narni (Terni). Negli anni ha svolto anche la docenza presso l’Università di Perugia come Professore incaricato di Medicina Generale.

domenica 19 novembre 2023

40° Congresso Nazionale della SIMG

La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie impegnata nella formazione del “MMG Esperto nella presa in carico e gestione del paziente complesso con diabete mellito di tipo 2 e patologie metaboliche correlate”. Tecnologia, innovazione, certificazione per una terapia sempre più personalizzata SIMG –Il Medico di famiglia sempre più punto di riferimento per il paziente diabetico con il nuovo progetto di formazione. Le novità della Nota 100 nella prescrizione dei farmaci “Il Medico di Medicina Generale Esperto può offrire consulenze cliniche ai colleghi sul tema delle malattie metaboliche, partecipare all’elaborazione di PDTA e alla gestione di progetti di formazione e di ricerca” sottolinea Gerardo Medea, Responsabile SIMG Area Prevenzione Metabolica
Nell’ultimo anno il ruolo del Medico di Medicina Generale nella presa in carico del paziente diabetico è cambiato profondamente: da una parte, infatti, il diabete mellito di tipo 2 sta attraversando una fase di crescita esponenziale, con una prevalenza del 6,2% e con una previsione di aumento; dall’altra, con la disponibilità di nuovi farmaci e con la Nota 100 di AIFA, aggiornata a giugno, il medico di famiglia è investito di nuove funzioni, visto che può prescrivere i più recenti farmaci ipoglicemizzanti, prima di esclusiva competenza dello specialista. In questo contesto è nata l’esigenza di un progetto di formazione aggiornato, che si è concretizzato con la “certificazione del Medico di Medicina Generale Esperto nella presa in carico e gestione del paziente complesso con diabete mellito e patologie metaboliche correlate, con pluripatologie e disabilità”. Questo progetto, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie con il contributo non condizionato di Astrazeneca, si è sviluppato nel corso dell’anno e giunge a compimento della metà del suo percorso a novembre con il Congresso SIMG. UN "NUOVO" MEDICO DI FAMIGLIA SEMPRE PIU' COMPETENTE E AGGIORNATO PER COMBATTERE IL DIABETE - Al termine del corso di alta formazione nell’ambito diabetologico, i medici di famiglia ottengono l’attestato di partecipazione, condizione essenziale per potersi iscrivere al percorso di certificazione professionale delle competenze. La certificazione ha come nucleo un esame nel quale, in un confronto professionale con gli esaminatori, professionisti di comprovata esperienza, i candidati vengono valutati e riconosciuti come Esperti. Il valore di questo percorso è assicurato da un ente di certificazione accreditato da Accredia (Ente Unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano). “Alla luce del nuovo corso che dovrà intraprendere la Medicina Generale, la SIMG si sta impegnando nella formazione dei giovani medici con varie attività didattiche tra cui la certificazione delle competenze per la gestione del paziente diabetico – sottolinea Gerardo Medea, Responsabile Area Metabolica SIMG – La certificazione delle competenze rappresenta il punto di arrivo di un percorso formativo fatto di studio e di esperienza sul campo, al termine del quale si accede a un esame, composto di tre fasi: un questionario, la soluzione di casi clinici, una parte orale. Il superamento di questo esame consente l’iscrizione in un apposito registro ed è riconosciuto a livello europeo. Per i Medici di Medicina Generale la certificazione rappresenta il riconoscimento del possesso di una competenza certificata da parte di una realtà terza, indipendente e accreditata, con cui il si arricchisce il proprio curriculum e si diventa punto di riferimento sul tema delle malattie metaboliche. Nelle case di comunità così come negli ospedali, il MMG Esperto può offrire consulenze cliniche ai colleghi, partecipare a progetti di formazione, all’elaborazione di PDTA, alla gestione di iniziative di ricerca. Per la società scientifica la certificazione delle competenze rappresenta uno strumento con cui avvalorare il ruolo del medico di famiglia in settori cruciali come l’area metabolica”. GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DELLA NOTA 100: I NUOVI FARMACI E IL RUOLO DEL MMG – La nota 100 di AIFA ha determinato l’allargamento della prescrivibilità alla Medicina Generale dei più recenti antidiabetici. In particolare, si fa riferimento all’uso dei farmaci DPP4i, GLP-1 e delle glifozine (SGLT2-i: inibitori del trasportatore sodio/glucosio di tipo 2), la cui efficacia è stata ampiamente documentata nelle recenti Linee Guida delle Società Diabetologiche europee e americane per le complicazioni cardiovascolari e renali. In particolare, il dapaglifozin ha riportato un effetto protettivo pari al 20-30% considerando sia la progressione della malattia cardiovascolare che la mortalità associata alla malattia cardiaca e ha dimostrato un’efficacia >=50% nella riduzione della progressione della malattia renale o del rischio di decesso per cause cardiovascolari o renali. “Anche le linee guida diabetologiche italiane hanno sposato la tendenza a concentrare l’attenzione dei trattamenti non solo sull’emoglobina glicata, ma anche sulla prevenzione delle complicanze cardiorenali, in modo anche indipendente – spiega Maurizio Ridolfi, SIMG Roma – Si assiste così al passaggio dal treat to target al treat to benefit, realizzato grazie allo sviluppo di farmaci, in particolare gli SLGT-2 inibitori, che hanno superato i precedenti trattamenti e offrono nuovi scenari terapeutici, affidando anche alla Medicina Generale un ruolo rilevante nella prescrizione della terapia del diabete”. L’ALGORITMO SIMG CHE AIUTA A SCEGLIERE LA TERAPIA ADATTA - “Le novità introdotte dalla Nota 100 di AIFA garantiscono al paziente il miglior trattamento possibile, che non risulta più basato solo sulla correzione dell’iperglicemia, ma anche sulla protezione cardio-renale – sottolinea Tindaro Iraci, SIMG Palermo – La SIMG ha elaborato una guida pratica al’uso dei farmaci previsti dalla Nota 100, sintetizzata in un algoritmo. Il farmaco di prima scelta per il diabete rimane la metformina, salvo controindicazioni o intolleranze. Nei soggetti che non raggiungono i target di emoglobina glicata, si valuta il rischio cardiovascolare e renale, in base al quale si stabilisce quale tra i farmaci della Nota 100 sia più indicato”.

SIMG – A Firenze oltre tremila medici di famiglia disegnano la prossima sanità

Comunicato stampa n°1 Novembre 2023 Formazione, confronto, analisi scientifiche. Da giovedì 23 a sabato 25 novembre alla Fortezza da Basso a Firenze si tiene il 40° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. Presenti oltre tremila medici di famiglia, il 65%ha meno di 40 anni SIMG – A Firenze oltre tremila medici di famiglia disegnano la prossima Sanità tra formazione e tecnologie. Ecco la nuova dorsale sanitaria “Oltre al SIMG Lab, in questo congresso proporremo anche la novità del SIMG Office, un’area realizzata con tecniche di realtà virtuale e filmati per disegnare un modello di ambiente moderno modulabile e adattabile alle esigenze professionali della Medicina Generale in questa fase di trasformazione” sottolinea il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG
Tutto pronto per il 40° Congresso Nazionale della SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che si tiene a Firenze presso la Fortezza da Basso da giovedì 23 a sabato 25 novembre. Un congresso ibrido, in virtù della sua parte online dal 18 novembre al 31 marzo 2024 che consentirà una consultazione on demand di ogni sessione. Attesi oltre tremila medici di famiglia, provenienti da tutta Italia e di ogni fascia d’età, con una prevalenza di giovani: oltre il 65% ha meno di 40 anni. Temi scientifici e politica sanitaria al centro dell’attenzione, con particolare riferimento alla formazione professionale. Oltre 54 aree disciplinari, 20 laboratori di SIMG Lab, il SIMG office, a cui si aggiungono le sessioni di “SIMG Incontra & SIMG Discute di…”, in cui si svilupperà un confronto con AIFA, Istituto Superiore di Sanità, altre istituzioni e società scientifiche per affrontare i temi della professione. DAL SIMG LAB AL SIMG OFFICE: CONTENUTI EVOLUTI E CONTENITORI ADEGUATI PER IL NUOVO MEDICO DI FAMIGLIA – Da sempre uno degli obiettivi di SIMG è la formazione del Medico di famiglia del futuro, un impegno che si accresce ulteriormente in questa fase di profonde trasformazioni sociali, demografiche, tecnologiche. Da qui partono due iniziative congiunte: anzitutto il SIMG Lab, un progetto ormai consolidato che permette ogni anno a centinaia di giovani clinici di cimentarsi con robot, manichini ad alta fedeltà, software procedurali, realtà aumentata e altri strumenti che ricreano situazioni, ambienti, patologie, interventi, simulandoli in scenari realistici per insegnare procedure diagnostiche e terapeutiche, ripetere processi e concetti medici, assumere decisioni da parte di un professionista. Quest’anno si aggiunge anche il SIMG Office. “Oltre all’esperienza consolidata del SIMG Lab, in questo congresso proporremo anche la novità del SIMG Office – sottolinea il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Il SIMG Office consiste in una grande area, inedita, realizzata attraverso tecniche di realtà virtuale e filmati, dedicata alla dimostrazione di come può essere disegnato un modello di ambiente moderno modulabile e adattabile alle esigenze professionali della Medicina Generale in questa fase di trasformazione. Qui tutto può essere elaborato e modificato in base alle esigenze; il cambiamento della Medicina Generale deve iniziare dalla struttura dove viene esercitata la professione, che deve essere in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini in tema di prevenzione, risposta efficiente alle acuzie, presa in carico dei pazienti cronici e fragili. SIMG Office non si propone di costruire dei luoghi fisici, ma dei contenuti evoluti all’interno di contenitori adeguati. La formazione dei medici si inserisce così in un modello organizzativo definito per una missione specifica”. “Una chiave innovativa del 40° Congresso SIMG risiederà nel viaggio virtuale che si popone verso la nuova Medicina Generale. In particolare, tra le altre cose, SIMG svilupperà un progetto di formazione dei medici di cure primarie, in sinergia con altre istituzioni e società scientifiche, diventando un polo di riferimento sui macrotemi scientifici come la fragilità, le cronicità, la prevenzione. Il progetto prevede una formazione residenziale, con pratica sul campo e con la certificazione delle competenze” aggiunge Alessandro Rossi, Responsabile Ufficio di Presidenza SIMG. VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE, SCREENING NELLE MALATTIE INFETTIVE, VACCINI CONTRO L’INFLUENZA TRA I TEMI SCIENTIFICI DEL CONGRESSO – Le numerose sessioni del 40° Congresso SIMG permetteranno di spaziare tra tutti i temi clinici che vedono coinvolti i medici di famiglia come prime sentinelle della nostra salute, che si potranno avvalere del contributo degli specialisti delle rispettive discipline per affrontare temi specifici. Tra gli approfondimenti, venerdì 24 novembre alle 11 vi sarà “SIMG DISCUTE DI... Un programma di salute pubblica per il controllo e l’eliminazione dell’Epatite C in Italia, domande agli esperti”: con la moderazione del giornalista scientifico Daniel Della Seta, interverranno Prof. Claudio Cricelli, Sen. Francesco Zaffini*, Prof.ssa Loreta Kondili, Alessandro Rossi, Claudio Marinai, Ignazio Grattagliano, Gianmarco Rea. Sempre venerdì 11 alle 14 vi sarà la sessione “Fragilità & invecchiamento: un percorso di cura con denominatore comune. La valutazione multidimensionale”: con la moderazione di Pierangelo Lora Aprile e del Prof. Alberto Pilotto interverranno Alberto Magni, Claudia Piccioni, Nicola Vanacore, Nicola Veronese. Sabato 25 alle 11 nella sessione “Influenza e vaccino antinfluenzale: le cose da migliorare per una prevenzione più efficace” con la moderazione di Alessandro Rossi parteciperanno Aurelio Sessa e Maria Angela Elefante.

domenica 27 novembre 2022

39° Congresso Nazionale della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie)

 S i è svolto  a Firenze (Fortezza da Basso) da  giovedì 24 novembre la tre giorni di sessioni in presenza del 39° Congresso Nazionale della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) 

partito con sessioni on line si è  attuato in presenza 

 Attesi circa 700 clinici con oltre 200 relatori. 


Qui tutte le informazioni a riguardo: https://congresso2022.simgvirtualcongress.it/
“I cittadini, veri fruitori del SSN, hanno bisogno di servizi, prestazioni e interventi di prossimità, vicini a casa, dove, sempre più vecchi e fragili, hanno necessità che tali servizi siano erogati. Altro elemento essenziale è la digitalizzazione, intesa come strumento che semplifichi i processi” spiega il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG Al via la fase in presenza del 39° Congresso Nazionale della SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che si tiene a Firenze presso la Fortezza da Basso da giovedì 24 novembre a sabato 26 novembre, dopo i primi giorni di sessioni online, che proseguiranno fino al 31 dicembre oltre mille medici di famiglia provenienti da tutta Italia si sono confroTnati emi scientifici e politica sanitaria al centro dell’attenzione, con particolare riferimento alla formazione professionale. LA PROPOSTA DI UNA NUOVA MEDICINA TERRITORIALE – Dopo due anni e mezzo di pandemia è giunto il momento di bilanci e di proporre un nuovo modello di medicina del territorio. Il Decreto Ministeriale 77 determina una ristrutturazione organizzativa e una ridefinizione di ruoli e compiti, che dovrà essere declinata soprattutto all’interno dei nuovi distretti e delle Case di Comunità. L’assegnazione di fondi del PNRR, le diverse impostazioni che verranno proposte e attuate dalle regioni, i diversi modelli organizzativi legati ai fondi disponibili e a diversità territoriali andranno a riconfigurare nuovi modelli organizzativi di cure primarie. Questa situazione molto dinamica richiede risposte adeguate sia in termini di capacità organizzativa che in termini di qualità di cure. “Occorre costruire una nuova e moderna Medicina Generale – afferma il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Attualmente c’è ancora molto da fare. La nostra proposta è di convogliare una maggiore quantità di servizi nella medicina del territorio, negli “spoke” periferici, piuttosto che negli “hub” centrali. I cittadini, veri fruitori del SSN, hanno bisogno di servizi, prestazioni e interventi di prossimità, vicini a casa, dove, sempre più vecchi e fragili, hanno necessità che tali servizi siano erogati. Altro elemento essenziale è la digitalizzazione, intesa come strumento che semplifichi i processi e che divenga l’alternativa allo spostamento fisico verso unità mastodontiche, come i distretti e le Case dalla Salute. Il modello oggi proposto è costoso e inefficiente”. FORMAZIONE DEI NUOVI MEDICI DI FAMIGLIA, TRA SIMULAZIONE E SIMG LAB – L’impegno della SIMG per la formazione del nuovo medico di famiglia si è recentemente arricchito di nuovi strumenti quali la certificazione delle competenze e la simulazione ad fedeltà, che trova nel SIMGLab una struttura di riferimento a questo proposito. “Il SIMGLab è da anni una presenza fissa dei congressi SIMG – spiega il Prof. Claudio Cricelli – Ma i simulatori evolvono e diventano sempre più pratici e facili da utilizzare. Stiamo pensando di farne un uso intensivo, al fine di apprenderne le tecniche dalle basi della medicina fino ai livelli più avanzati. In questo congresso abbiamo una grande partecipazione e cogliamo l’occasione per promuovere, accanto alla formazione teorica delle conoscenze, anche una formazione pratica, consistente nel saper fare delle attività, dimostrando di saperle fare. Il SIMGLab quindi non sarà solo all’interno del congresso, ma diventa una struttura permanente all’interno della nostra sede, come un laboratorio continuo di apprendimento”. Dal 39° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, alla Fortezza da Basso a Firenze, davanti a oltre duemila delegati. A confronto medici, politici, sanitari e manager sulle priorità delle politiche della nuova sanità SIMG – Appello all’esecutivo e alle Regioni. Cricelli “Urgente una riforma strutturale del Sistema Sanitario” “La sinergia tra il sistema sanitario pubblico e i medici di famiglia è la chiave per poter offrire un servizio che sia il migliore in termini di quantità e qualità nella prestazione che si offre al cittadino”, ha sottolineato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani È un grido di realismo e concretezza quello che promana dal 39° Congresso Nazionale della SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che si tiene a Firenze presso la Fortezza da Basso fino a sabato 26 novembre. Presenti oltre duemila medici di famiglia, il 12% di tutto il territorio nazionale. Il Presidente SIMG Claudio Cricelli si è appellato alle istituzioni nazionali e locali per la necessità di immediate riforme strategiche che intervengano strutturalmente sul sistema sanitario, anche in virtù dei fondi a disposizione con il PNRR. Nella sessione inaugurale, coordinata dal vicepresidente SIMG Ovidio Brignoli e dal Consigliere Luigi Galvano, sono intervenuti il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani; Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO; Alberto Oliveti, Presidente di Fondazione ENPAM; Silvestro Scotti, Presidente FIMMG, incalzati dal giornalista scientifico Cesare Fassari. “A mio avviso, la tutela della salute, costituzionalmente garantita dall’articolo 32, è tra le esigenze più importanti tra i diritti dei cittadini e per la costruzione di una società più evoluta. La sinergia tra il sistema sanitario pubblico e i medici di famiglia è la chiave per poter offrire un servizio che sia il migliore in termini di quantità e qualità nella prestazione che si offre al cittadino”, ha affermato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “In questa fase si presentano tre scenari possibili, dove la politica sanitaria si intreccia con aspetti sociali e politici – ha sottolineato il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Il primo scenario consiste nella gestione degli affari correnti, senza realizzare investimenti, limitando le riforme alle necessità improrogabili affinché l’attuale sistema continui a funzionare. La seconda opzione è data da una possibile riforma infrastrutturale limitata ad alcuni miglioramenti importanti, ma senza la reale capacità di investire sullo sviluppo e sulla reale crescita del sistema. Il terzo scenario invece è quello più dirompente: approfittare di questa situazione di discontinuità politica per andare verso una vera stagione di riforma del SSN del Paese. Questa riforma non dovrebbe essere limitata solo al SSN, ma dovrebbe tenere conto del fatto che l’assistenza sanitaria viene erogata da diversi pilastri, che in questa fase stanno crescendo e devono necessariamente interagire tra loro. Bisogna partire dalla domanda dei bisogni dei cittadini e dare risposte strutturali attraverso una profonda riforma che rappresenti un punto di partenza in grado di superare le ideologie preesistenti per definire un nuovo modello di assistenza sanitaria. Occorre poi definire i ruoli dei vari comparti delle cure primarie e specialistiche, stabilendo la metodologia di allocazione delle risorse. La SIMG auspica che si concretizzi il terzo scenario: si devono coinvolgere tutte le parti sociali, senza che il pensiero medico prevalga sulle altre componenti, al fine di lasciare la politica ai suoi compiti”.

giovedì 29 settembre 2022

SS ANNUNZIATA

PIAZZA DELLA SS ANNUNZIATA 











 UNA FESTA PER FAR CONOSCERE E PROMUOVERE LA RICERCA SU GRAVI MALATTIE  

mercoledì 21 settembre 2022

EAHP 2022 FIRENZE 17 - 22 september a VILLA VITTORIA

 EAHP European Association for a long adventure for  haematopathology

 wonderful congress dedicated to promote science, knowledge an education in

 hematopathology


wonderful interesting meetings September 2022

venerdì 8 luglio 2022

Prima Conferenza Nazionale del Club delle UTIC ANMCO

Prima Conferenza Nazionale del Club delle UTIC dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri ANMCO

Palazzo dei Congressi (Villa Vittoria), Firenze

8 luglio 2022 - 9 luglio 2022

 

Qualificati e interessanti gli interventi, ricchi di speranze per un futuro scientifico di grandi promesse, numerosa la partecipazione di giovani con rappresentanze dei farmacisti (specialisti in farmacia ospedaliera e territoriale); infermieri, fisioterapisti, tecnici della fisiopatologia cardiovascolatoria e perfusione cardiovascolare, psicologi specialisti in fisioterapia-psicologia. L’evento rappresenta il primo momento associativo del neonato CLUB Nazionale delle UTIC, il nuovo progetto, fortemente voluto dal Presidente Furio Colivicchi e dal Direttivo ANMCO 2021-2023. Si tratta di un progetto strategico, pensato per i cardiologi che già lavorano nelle UTIC o in area critica ma è, soprattutto, un progetto che guarda ai giovani cardiologi interessati alla cardiologia intensiva e che hanno bisogno di essere supportati nel loro cammino professionale. 

Evento a cura di SUMMEET

  

Link alla mia poesia su Villa Vittoria

 

Villa Vittoria