giovedì 25 settembre 2025
IL NUOVO ACCORDO REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE
La sanità territoriale toscana si rinnova, con un accordo regionale appena firmato e l'impegno di centinaia di
medici. Il congresso della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie che si tiene a Firenze il
27 settembre sarà l'occasione per presentare i modelli innovativi prossimi all’applicazione
SIMG – La Toscana pioniera nella rivoluzione della medicina generale
tra nuove prestazioni, Case di Comunità e tecnologia. Presenti anche
gli infermieri nella nuova sanità del territorio
“In Toscana la rete delle Case di Comunità cresce rapidamente, ma resta da definire con chiarezza il
funzionamento di queste strutture: dai finanziamenti ai servizi, dal personale ai percorsi di cura” sottolinea
il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG
La Toscana si conferma un laboratorio a livello nazionale nella trasformazione della sanità italiana, in
particolare nella medicina generale e nelle cure primarie. Restano però sfide cruciali: definire con
precisione il ruolo delle Case di Comunità, formare i medici di famiglia all’uso delle nuove tecnologie e
affrontare i cambiamenti socio-demografici in atto. Questi temi sono al centro del 12° Congresso
Regionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) della
Toscana, intitolato “Conoscere per decidere (il nostro futuro)”, che si tiene il 27 settembre a Firenze.
Presidenti del Congresso sono il Prof Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG, Alessandro Rossi,
Presidente SIMG nazionale, Andrea Salvetti, Segretario SIMG Toscana.
LE CASE DI COMUNITÀ E LE AFT: UN MODELLO IN VIA DI DEFINIZIONE - Le Case di Comunità e le
Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), nate in Toscana e in Emilia-Romagna, sono destinate a
diventare un pilastro della nuova organizzazione sanitaria, coinvolgendo medici e infermieri territoriali.
“Stiamo vivendo una fase evolutiva cruciale – spiega il Prof. Claudio Cricelli – In Toscana la rete delle Case
di Comunità cresce rapidamente, ma resta da definire con chiarezza il funzionamento di queste strutture:
dai finanziamenti ai servizi, dal personale ai percorsi di cura. Solo così potranno diventare un punto di
riferimento concreto per i cittadini”.
“Le Case di Comunità non devono essere viste come un piccolo pronto soccorso o un insieme di ambulatori –
sottolinea Andrea Salvetti – Sono centri che organizzano livelli assistenziali più avanzati, con strumenti
diagnostici moderni e un maggiore sviluppo dell’assistenza domiciliare. Nonostante i progressi fatti, la
definizione di funzioni e dotazioni è ancora in corso”.
IL NUOVO ACCORDO REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE – Lo scorso 11 agosto è stato firmato il
nuovo Accordo Integrativo Regionale, che rafforza il ruolo della medicina generale in Toscana. L’intesa
prevede di ridurre le liste d’attesa trasferendo ai medici di famiglia alcune prestazioni di base e
diagnostiche, grazie a un investimento dedicato. Oltre 400 medici di medicina generale hanno già aderito,
Ufficio Stampa Diessecom
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dotandosi di strumentazioni evolute per i propri studi, trasformando così l'offerta teorica in contenuti
concreti. “L’Accordo integrativo regionale caratterizza la Toscana per diversi elementi – evidenzia
Francesca Guerra, delegata SIMG Firenze e membro del Comitato Scientifico del Congresso – L'accordo
grazie alle associazioni di AFT permetterà ai pazienti di essere seguiti non solo dal proprio medico, ma, in
caso di necessità, anche da altri professionisti della stessa associazione, senza rischiare di rimanere senza
assistenza. Inoltre, per tutti i medici ci sarà la possibilità di usufruire del collaboratore di studio e del
collaboratore infermieristico che sono figure ormai indispensabili per il corretto funzionamento dei nostri
ambulatori”.
FORMAZIONE, ANZIANI, TECNOLOGIE. IL “PROGETTO RADAR” E IL “LIBRO BIANCO” – Le novità non
hanno efficacia se non vengono inquadrate in uno sviluppo reale. La tecnologia non basta, serve la
formazione dei clinici, su cui la SIMG sta lavorando.
“La tecnologia è utile solo se i medici sono formati a usarla – commenta il Prof. Claudio Cricelli –
Strumenti come la POCUS (ecografia al letto del paziente) aprono nuove possibilità, ma richiedono
competenze specifiche, soprattutto per i giovani colleghi. Un’altra sfida è l’invecchiamento della
popolazione: gli anziani assorbono circa il 65% delle risorse sanitarie, pertanto servono équipe
multidisciplinari e un potenziamento dell’assistenza domiciliare. In questa direzione si inserisce ad esempio
il progetto RADAR, volto a formare medici nella presa in carico dei pazienti anziani alla luce delle Linee
Guida sulla Valutazione Multidimensionale. Nelle prossime settimane poi sarà presentato il "Libro Bianco",
basato sui concetti di demografia clinica e sulle geroscienze, che propone una visione a lungo termine per
mantenere la popolazione sana e giovane il più a lungo possibile”.
L’IMPORTANZA DI UN’OMOGENEITÀ REGIONALE - La Toscana, con la sua vasta e diversificata
configurazione territoriale – dalle coste alle vette dell'Appennino, dalle grandi città come Firenze, Pisa e
Livorno ai piccoli centri, fino alle isole e all'entroterra del Grossetano – presenta sfide uniche per la
medicina generale. "La medicina generale che si fa a Firenze è diversa da quella che si fa in un paese
dell'entroterra del Grossetano - sottolinea Andrea Salvetti – Sarà necessario organizzare un'assistenza
territoriale differenziata, che si avvicini anche ai colleghi che operano in aree più isolate. La SIMG, nata
proprio a Firenze, ha un profondo legame storico con la regione e si impegna a diffondere la conoscenza e le
pratiche innovative su tutto il territorio”.
A FIRENZE 300 DELEGATI DA TUTTA LA REGIONE. PRESENTI ANCHE GLI INFERMIERI – Il 12°
Congresso Regionale SIMG Toscana si tiene sabato 27 settembre a Firenze, presso il Nilhotel. Patrocinato
dalla Regione Toscana, vedrà la partecipazione di circa 300 medici di famiglia provenienti dalla regione,
con un grande coinvolgimento di giovani clinici per far emergere i problemi e per cercare insieme le
soluzioni. Per la prima volta è aperto anche agli infermieri, che risultano centrali nella nuova concezione
del lavoro della Medicina Generale nell’ottica di un lavoro di equipe. Le sessioni scientifiche affrontano i
temi di competenza della medicina generale, come la prevenzione, la gestione delle cronicità,
l’appropriatezza terapeutica, gli aggiornamenti dalla letteratura e le nuove indicazioni ministeriali. I
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