La scelta
Nella vita si sceglie? Si può scegliere?
La scelta delle città dove vivere è stata condizionata dall'attività di mio padre ( succedeva spesso che la gente del sud emigrasse o in paesi lontani o si arruolasse) mio papà, il primogenito di tre figli entra in Finanza all'età di 18 anni, lavorerà al confine e a 27 anni ( la legge prevedeva a quel età di potersi sposare) prende per moglie Maria Auro il miglior partito di quel momento storico a Magisano, figlia di Salvatore Auro capo cantoniere e Rosaria Catizone
A febbraio la neve impedirà al fotografo di arrivare, mamma mi narrava infatti che cosi non ha avuto alcuna foto di quel momento. I due sposini partono subito per Orbetello dove io a novembre nasco, la primogenita. vengo alla luce con il forcipe, sono battezzata immediatamente in ospedale e consegnata a mio padre in un fagotto per andarmi a seppellire mentre mia madre , squarciata rimarrà molti giorni in ospedale. Sarà il coraggio da combattente, l'intraprendenza di mio padre e, perché Dio ha voluto, a salvarci.
Come comandante di brigata a Orbetello, alla porta di casa Rotondo Auro c'erano cassette di pesce che mia madre, che veniva da un paese di montagna, s' ingegnava a pulire e cucinare fatto sta che che vado pazza per il pesce!
Da Orbetello papà venne trasferito a Prato, ( mio padre sempre coll'obiettivo di tenere unita la famiglia ci condusse tutti e tre ) a Prato: abitavamo in una villetta con giardino del costruttore De Filomeno sulla via Pistoiese allora popolata da gente del sud Italia, oggi divenuta di cittadinanza cinese. A Castel fiorentino io incomincio a frequentare le prima classi della scuola elementare in una scuola che è rimasta tale e quale nella struttura dell' edificio e nel nome: a Santa Verdiana. A castel fiorentino nasce Cesare anzi, dato che al primo parto c'erano stati gravi problemi per mia madre squarciata letteralmente ed a me, erano rimasti in testa i segni della presa del forcipe ,papà penso di far partorire Maria nella migliore clinica di Firenze villa ADA dove nascerà senza problemi Cesare. La nascita del figlio maschio aveva fatto vincere una scommessa a papà dato che un grosso distributore di liquori aveva voluto scommettere: lui sostseneva che, data la forma della pancia, sarebbe stata femmina mio, padre maschio (lontane e a venire le ecografie ). fatto sta che con la nascita di Cesare arrivarono a casa grandi quantità di liquori pregiatissimi in parte ancora rimasti!
Il trasferimento a Perugia è caratterizzato dalla frequenza delle ultime classi delle elementari con l'indimenticabile Maestro Armando Zuccherini e dell'iscrizione all' istituto magistrale Assunta Pieralli dove conseguo il diploma magistrale che allora permetteva, vincendo un concorso, di insegnare alle elementari. Perugia un vero salotto centro di grandi aziende famose nel mondo: Perugina, Buitoni, Luisa Spagnoli, Piselli.
Passati 10 anni di permanenza in un città per legge papà viene trasferito la scelta è tra: Assisi e Firenze e, perché avevo scelto di frequentare lingue e e letterature straniere la scelta cadde su Firenze:
.."vi porterò in una città dove mi chiamerete babbo ".
La scelta degli studi da intraprendere si era diretta verso l'istituto magistrale per il numero degli anni di studio 4 e per la probabilità- possibilità di entrare subito nel mondo del lavoro dato che il diploma previo concorso dava accesso all'insegnamento nelle elementari. All' istituto magistrale Assunta Pieralli ho conseguito con successo 60 su 60 il diploma e come vincitrice di concorso di stato , bandito l'anno dopo, entrai insegnate nella scuola elementare in pratica io non sono mai uscita dall' aula prima frequentata come alunna poi come docente . Maestra unica all'età di 19 anni, che dal segno della croce all' allacciare le scarpette ed andare in palestra ho poi in seguito al progetto ministeriale I..L.S.S.E. a Tutor alla facoltà di scienze della formazione primaria università degli studi quando ai primi anni del 2000 non era più sufficiente il diploma ma occorreva la laurea anche per insegnare nella scuola elementare e dell' infanzia.
Ho esercitato la professione più bella del mondo tanto da scrivere
Che mestiere faccio?
Li ricordo ancora gli occhi,
i loro occhi lucenti come stelle
a rischiarare le notti più tempestose:
le ricordo ancora le corse, i loro giochi:
acchiappino, nascondino, con la palla;
le ricordo ancora le grida gioiose,
le loro birichinate, le piccole bugie;
ho tutto impresso nella mente:
la speranza, quell'incoscienza del coraggio
che rende POSSIBILE L'IMPOSSIBILE
impressa nel cuore
perché io ho fatto il mestiere più bello del mondo: l'insegnante.
Nessun essere umano mi ha protetto, non ne ho avuto
bisogno
il cielo mi ha protetto ed all'ALTISSIMAO ho rivolto
preghiere perché mi aiutasse ad essere una brava
insegnate .
Giorno dopo giorno, anno dopo anno
per trarre il meglio da ogni persona;
insieme io con gli alunni con gli studenti piccoli ed adolescenti
per i quali mi è stata richiesta umiltà
nell’ascolto per capire e poter dar tutta me stessa
perché ogni professione sbocciasse e desse frutti
copiosi e maturi.
Li ricordo ancora i disegni colorati, le frasi gentili
i pesci d'aprile che mi trovavo
sempre simpaticamente attaccati,
lo ricordo ancora quel profumo di gesso …la polvere
bianca, la lavagna nera, la cimosa..
E’ dentro me la curiosità quella forza di andare oltre
per scoprire... riscoprire insieme.
Un po' Colombo un po' Galileo,
non potente, non protetta, non facente parte di …
Ai potenti, ai protetti a coloro che fanno parte di...
che vogliono negare il mio amore verso l'altro testimonio
che sono un insegnate…
Quella voglia di stare in cerchio imparando molto, molto
di più di quello che ho insegnato!
Illusione- immaginazione- ingenuità insieme, incoscienza;
quella voglia di fare girotondo mano nella mano:
anelli di una catena giammai disgiunti
permanentemente transitori eppur diretti verso l'eternità
piccoli, piccolissimi eppur parte di una immensità;
imparando molto, molto più di quello che ho insegnato!
NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL'AMORE
NOI CAPACI DI ATTRAVERSAR TEMPESTE PER COSTRUIR
ARCOBALENI.
CHE MESTIERE FACCIO?
FACCIO il PIU' BEL MESTIERE al MONDO,
perchè vivo con l'infanzia e la giovinezza
il tempo della spensieratezza, il tempo del volo;
il tempo del sogno, il tempo della speranza e
mi ritrovo negli occhi dei bimbi e di bimbe,
sulle ali forti e generose dei giovani, nella spontaneità e nell'incoscienza del coraggio e..
volete sapere che mestiere faccio?
La Maestra alla Primaria e il tutor Supervisore all'Università.
LA VITA?
Una mattonata
in testa e
una gondola a Venezia?!
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