PER LE VIE DEL CIELO
Mi è bastato un attimo per capire che è questo l’angelo azzurro nel cielo turchino che da sempre
avevo cercato,ma andiamo con ordine.
Tutto era cominciato per e con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che aveva promosso una di
quelle iniziative mozzafiato.
Rinascimento in Valdarno, una mostra per cinque maestri : Giotto,il Beato Angelico, Masaccio, Andrea della Robbia, Domenico Ghirlandaio, l’itinerario proposto per il giorno 6,la prima Domenica di Maggio.
La partenza con ritardo di un’ora del pullman numero 6 dal viale Paoli ,di fronte al Mandela Forum mi permette di guardare il cielo blu, acquerellato intenso con appena, appena finestrelle di luce ;dietro di me un azzurro che si va disponendo come a montagne coperte di neve ed improvvisamente tutto quel cielo che si divide in bambagia di nuvole bianche ed azzurro come sabbia e mare : uno spettacolo !.
Alle 9 e 30 il pullman numero 6 si decide a partire. Federica intanto ci presenta la nostra guida, Costanza e le chiacchiere salottiere che tutti ci vanno unendo sino a Vallombrosa raggiunta per altro, mi fanno notare i miei due più prossimi compagni di viaggio, per un itinerario lunghissimo con inserimento sull’autostrada a Ponte a Ema, e uscita a Incisa per raggiungere Reggello ed infine Vallombrosa!
La natura intorno è meravigliosamente affascinante con i suoi mille e più verdi appena bagnati dalla pioggia, qua e là, iris a cespugli, ginestra, rossi papaveri dispersi che mi fanno impazzire!
Vallombrosa ! è sempre favola, immensa avvolta nella natura prorompente..
Le campane, che meraviglia suonano a distesa proprio mentre stiamo varcando l’ingresso dove ci aveva allietato uno spettacolo di sbandieratori introducendoci in atmosfere antiche al rullo dei tamburi!
L’accoglienza è delle migliori e come non poteva esserlo dato che a fare gli onori di casa è il
mitico don Pier Damiani .
Dalla chiesa ,dove fra pochi minuti sarà celebrata la santa Messa, al Museo di arte sacra, piccolo,
raccolto con tesori infiniti, codici miniati, antichi messali, scagliole riproducenti scorci di
paesaggi da mille e una notte, di pregevolissima fattura, prezioso il bastone a gruccia con ai
lati due teste di leone. Da ammirare il Parato Altoviti ,composto da paliotto, due tonache, una
pianeta, tessuti preziosi, ricami di sogno, la Natività e l’Adorazione dei pastori presa in prestito
dalla Cappella Sassetti della Basilica di S,Trinita a Firenze che “dialoga” con la Madonna in trono
col bambino e 4 santi, capolavori realizzati dal Ghirlandaio.
Ammiro i colori, la composizione …ma di tutto questo parlerò in seguito.
A Cascia di Reggello, la scoperta., con una bravissima guida, della Chiesa Romanica dalle 24 finestre, 24,il numero delle ore che il cristiano ha a disposizione per rendere omaggio al Signore.
Nel Museo d’arte sacra la Madonna Casini, presa a prestito dagli Uffizi dialoga col Trittico di San
Giovenale che il ventunenne Masaccio compose e che costituisce l’inaugurazione al Rinascimento.
La piccola per dimensioni, ma grande nella sua semplicità Madonna Casini detta anche del
sollecito mi cattura letteralmente sguardo e cuore,.
A Figline. Arrivo in ritardassimo, anche se il Sole aspetta il pullman numero 6 per decidersi ad uscire ed illuminare la piazza dove è allestito dal Ristorante“ la Torre Guelfa” un pranzo
eccellentissimo ed è qui che tutti ci rincontriamo, le autorità del Pullman Number One, Avvocato Edoardo Speranza in primis, i colleghi Fiamma, Carlo, Carmelo, Lucia, Salvatore, Emanuele, Mario, Beatrice che viene dalla Colombia.
La visione della piazza “ me gusta” con i suoi ampi archi e alzando lo sguardo scopro sul muro
graffiti i leoni.
La visita della Chiesa e il Museo d’Arte Sacra ove mi colpisce il dipinto del Cigoli che mi rimanda
alla luce della Conversione di S Paolo del Caravaggio : paramenti sacri, le note musicali quadrate
La Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto, presa dal museo diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze che “dialoga” con la grande pala del Museo di Figline suo contemporaneo
A Figline è stata presa la decisione di andare a Montevarchi per poi visitare San Giovanni Valdarno, invertendo la sequenza prevista.
Il pullman numero 6 era ormai uscito dall’orbita del circuito per scaraventarsi in un improvvisato
“avvistamento” delle tappe tenendoci lontano da inaugurazioni e discorsi che in verità ci avrebbero fatto piacere perché nelle piccole aree é in queste occasioni che la gente tutta si riunisce e dialoga
il primo cittadino con i suoi concittadini.
Ma ciò che è stato è stato La macchina del tempo per tornare indietro ancora non è stata inventata.
A Montevarchi. Dai finestrini del pullman godiamo della visione, di eleganti edifici liberty della
villa Galeffi dove Benigni ha girato la prima parte del film “la vita è bella”
Saliamo nella biblioteca, visitiamo il museo paleontologico che ci riporta indietro nel tempo quando
sulla terra vivevano i dinosauri quei fossili che mi risucchiano in una dimensione lontanissimo, mi affascinano: li ascolto !
Nel chiostro alla nostra discesa intanto fervono i preparativi per il rinfresco dell’inaugurazione :
baccelli, panzanella, la pappa al pomodoro, la mia passione, verdure, pecorino da favola, ricotta.
ci dice il cameriere .calda, calda, leccornie di cui apprezziamo la qualità. per la voce del personale
all’opera, ma che noi non gustiamo sia perché appena reduci dal pranzo nella bellissima piazza di Figline, sia perché dobbiamo prima dell’arrivo degli altri “diligenti” pullman lasciare le zone di
avvistamento: chiesa e museo.
La guida al museo di arte sacra è eccezionale come quella che avevamo avuto a S. Chiara.
Nel Museo d’arte sacra della Collegiata di S. Lorenzo a Montevarchi il busto di giovane Santa
di Luca della Robbia, il mitico inventore della terracotta invetriata, opera presa a prestito dal Bargello, dialoga col tempietto realizzato da Andrea, nipote di Luca. Un tempietto di purissima bellezza che custodisce la preziosa reliquia del sacro latte..la cui storia è narrata nel grande capolavoro sempre in terracotta invetriata,
Mi piace questo dialogo di colore, di forma che mi rimanda al piacere di stare ora nella Piazza
di Santa Maria Novella, ora nella Piazza SS .Annunziata in ammirazione dei Tondi di Della Robbia che, non so perché, sempre mi riconquistano, la magnifica piazza,.
A San Giovanni Valdarno. Starei ore lì seduta, al mercato visto al volo, tanto però mi basta per rubare con gli occhi le bambole di stoffa cucite, abbigliate in modo originale, elegante, sfizioso ,
tutte le comprerei e poi le fragole, la mia passione in bella mostra., nel grande recipiente di vetro, pronte per essere gustate.
Nella Pieve scopriamo la mostra O sacrum Convivium di arredi del culto eucaristico nella diocesi di Fiesole dal XIV al XV secolo c’è anche l’antico attrezzo in uso fino agli anni ’50 per fare le ostie ( lo stesso usato per i brigidini di Lamporecchio )
Nel Museo d’arte sacra, con una guida eccezionale, nientemeno che la Direttrice stessa del Museo
l’Annunciazione del Beato Angelico messa in dialogo con il pannello della predella del taverna-
colo dei linaioli. ,opera presa in prestito dal Museo di San Marco che raffigura la predica di San
Pietro.
Il Beato mi piace da impazzire primo fra tutti perché l’ho conosciuto attraverso le parole del
padre Innocenzo Colosio, frate anche lui di San Domenico di Fiesole. padre Colosio è stato il mio
maestro ideale, quello che sempre avevo desiderato e che avevo avuto la fortuna di incontrare
per i colori usati dall’Angelico, per la sua invenzione delle ali colorate dell’angelo, per quel pavimento così dipinto che mi sembra prato, che mi rimanda a Matisse ?
Il nostro gruppo è ormai decisamente fuori dell’orbita e l’ultimo “colpo di scena” non poteva
mancare.
Piero, Michele e Alberto non arrivano. Adriana che rintracciando telefonicamente il marito riconduce il gruppo nella giusta direzione. ed anche il pullman numero 6 può ripartire.
Per me intanto è arrivato il tempo di svelare il mio segreto perché l’angelo azzurro che da sempre
avevo cercato vola nel cielo di un capolavoro del Ghirlandaio era stato lui a dipingermelo. !
Ma il piacere è la fatica di scoprire in quale capolavoro concedetelo di lasciarlo a voi . lettori.-
A tutti i miei vicini e lontani compagni di questo viaggio, pieno di colori, di ori e ricami, di leggende, di storie di luce, di segreti, di scoperte di cose del cuore e .. di cielo ,
Vostra Carmelina
e all’Ente dedico un grazie colorato naturalmente azzurro, azzurro chiaro ,acquerellato
turchino, turchese …. azzurro .….azzurro, la mia passione …
Giornalista ?
Per una serie di circostanze non sto a dilungarmi se brutte e spiacevoli, se belle e gradite è capitato di dovermi interrogare sul significato di questa professione che ha per me un primo dovere .
comunicare o, ancor meglio favorire il dialogo attraverso quello che ,comunemente si chiama articolo.
Articolo determinativo o indeterminativo ?
Bene, né l’uno né l’altro, mi sono detta, ma allora ??
La mia proposta è di tentare di fare i
NON ARTICOLI.,
cose cioè non da leggere ,ma da capire, da entrarci dentro per essere coinvolti e se necessario sconvolti ; informare, comunicare notizie ed insieme colori, toni, tonalità, tutto quello che si può provare di fronte ad opere artistiche o alla visione di un paesaggio, assistere ad una conversazione, come ad uno spettacolo, sia esso teatrale, cinematografico, musicale o ad una danza od altro, cercando di colmare il GAP tra cultura e quotidianità, così che nello scambio uno possa arricchire e completare l’altro possa far piacere::
“ alla bellezza non ci si abitua mai”
Ciò che ci piace.si fa e non costa alcuna fatica, tutto ci appare leggero.
La bellezza è una conquista continua.
Esiste un rapporto tra ciò che ci appare bello e come noi ci sentiamo dentro ?
La stessa cosa vista in stati d’animo diversi può apparire bella o brutta, brutta o bella e le variabili aumentano se siamo soli, oppure no , ma i miei non articoli
da dove, come, perché dovevano cominciare ?
I pretesti non si sono fatti attendere, tanto la vita stessa è ricca di occasioni e tanto si danno da fare enti ed associazioni, banche e privati, nel bene e nel male ,a proporre e venti ( intanto mi piace giocare tra (e) congiunzione e la parola venti una unisce, l’altra separa o numera.)
Così come li sto vivendo, vi affido i miei non articoli e vogliatemi concedere di farli precedere da una immagine.
L’acqua di un fiume è stretta tra argini precisi eppure non lascia mai la sua libertà di scorrere ; gli argini in questo caso me li dà la grammatica e la libertà quel qualcosa che attraverso tutti e cinque i nostri sensi parla al cuore per quei segreti sentieri che ancora nessuno riesce a tracciare esattamente e per i quali tento disperatamente, appassionatamente di vivere io, io con gli altri.
Le montagne in lontananza sembrano azzurre per il loro anelito verso il cielo ?
Le montagne in lontananza sembrano azzurre perché tra noi e loro esiste l’aria ?
Scienza- poesia , poesia – scienza ?
Ancora non ho trovato le risposte che voglio cercare proprie insieme a voi che entrerete nei miei non-articoli.
Vostra Carmelina
La quotidianità che si fa cultura, la cultura che si fa quotidianità e Firenze splendida città-museo ne è prova., dalla porta del Paradiso alla cupola del Brunelleschi, alle urne di nostri grandi in Santa Croce, al David di Michelangelo, al Carmine, al Cestello Oltrarno , un pentagramma di armonie e proporzioni così coinvolgente e sconvolgente, che caratterizza non solo la città, ma anche
l’intorno, dove dal 10 Maggio al 25 Novembre, promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze inserita nell’ambito del progetto “piccoli grandi Musei” realizzato con il contributo della Regione Toscana è possibile godere dell’itinerario del Rinascimento in Valdano, una mostra per cinque maestri :Giotto, il Beato Angelico, Masaccio, Andrea della Robbia. Domenico del Ghirlandaio,
La zona del Valdarno fiorentino ed aretino con i suoi paesaggi di superba bellezza, ricchi di verdi di ogni tonalità di piante di castagni, come di Iris, ginestre e papaveri, ulivi e cipressi e acacie costituisce il background del percorso dove chiese e i musei d’arte sacra di Vallombrosa ,Cascia di Reggello, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno e Montevarchi aprono le loro porte per svelare tesori di pura bellezza.
Una scelta incuriosisce ancora di più perché accanto alle opere permanenti esposte nei musei sono stati portati i capolavori conservati a Firenze ;così al Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa la pala con la Natività e l’Adorazione dei pastori di Domenico del Ghirlandaio della Cappella Sassetti nella Basilica di Santa Trìnita a Firenze é insieme alla Madonna in trono col Bambino e quattro santi eseguita sempre dal Ghirlandaio per la chiesa dell’Abbazia.
Nel Museo Masaccio d’arte sacra a Cascia di Reggello è la Madonna Casini, o Madonna
del solletico del Masaccio, proveniente dagli Uffizi, a dialogare con il Trittico di San
Giovenale che è la prima opera dell’artista, allora ventunenne, trittico che inaugura ufficialmente la pittura del Rinascimento…
Nel Museo d’arte sacra della Collegiata di Santa Maria a Figline, la Madonna di San Giorgio alla Costa ,di Giotto proveniente dal Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte di Firenze è messa al confronto con la grande pala del Maestro di Figline, contemporaneo di Giotto.
Al Museo d’arte sacra della Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi il busto della giovane santa proveniente dal Bargello, opera di Luca della Robbia ,l’inventore della terracotta invetriata, “dialoga “con il tempietto realizzato da Andrea Della Robbia, nipote di Luca, per custodire la preziosa reliquia del Sacro Latte.
A San Giovanni Valdarno nel Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie è giunto
dal Museo di San Marco un pannello della predella del tabernacolo dei linaioli che dialoga con l’Annunciazione, sempre del Beato Angelico.
Un percorso ricco di mille opportunità ,di bellezze, di paesaggi di architetture, di pitture ,di oggetti preziosi ove si svelano segreti e –perché no ?- anche gustose scoperte perché
ogni terra ha le sue specialità gastronomiche. Tutto magistralmente documentato con immagine e testi dal catalogo edito da Polistampa.
Come per Magia ,distanze e tempi si annulleranno in un presente più che affascinante, intrigante, per i visitatori che vorranno accedere a tanto straordinario quanto quotidiano
percorso con unico biglietto di ingresso : la speciale CARD Rinascimento, in Valdarno del
costo di 5 €uro
C’è anche la CARD ridotta a 3,50 €uro. dal Giovedì alla Domenica 10-13 15-19
Ne vale o non ne vale la pena ?
lunedì 5 novembre 2007
RINASCIMENTO IN VALDARNO2 versioni GIORNALISTA? PIETRO TACCA
PER LE VIE DEL CIELO
Mi è bastato un attimo per capire che è questo l’angelo azzurro nel cielo turchino che da sempre
avevo cercato,ma andiamo con ordine.
Tutto era cominciato per e con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che aveva promosso una di
quelle iniziative mozzafiato.
Rinascimento in Valdarno, una mostra per cinque maestri : Giotto,il Beato Angelico, Masaccio, Andrea della Robbia, Domenico Ghirlandaio, l’itinerario proposto per il giorno 6,la prima Domenica di Maggio.
La partenza con ritardo di un’ora del pullman numero 6 dal viale Paoli ,di fronte al Mandela Forum mi permette di guardare il cielo blu, acquerellato intenso con appena, appena finestrelle di luce ;dietro di me un azzurro che si va disponendo come a montagne coperte di neve ed improvvisamente tutto quel cielo che si divide in bambagia di nuvole bianche ed azzurro come sabbia e mare : uno spettacolo !.
Alle 9 e 30 il pullman numero 6 si decide a partire. Federica intanto ci presenta la nostra guida, Costanza e le chiacchiere salottiere che tutti ci vanno unendo sino a Vallombrosa raggiunta per altro, mi fanno notare i miei due più prossimi compagni di viaggio, per un itinerario lunghissimo con inserimento sull’autostrada a Ponte a Ema, e uscita a Incisa per raggiungere Reggello ed infine Vallombrosa!
La natura intorno è meravigliosamente affascinante con i suoi mille e più verdi appena bagnati dalla pioggia, qua e là, iris a cespugli, ginestra, rossi papaveri dispersi che mi fanno impazzire!
Vallombrosa ! è sempre favola, immensa avvolta nella natura prorompente..
Le campane, che meraviglia suonano a distesa proprio mentre stiamo varcando l’ingresso dove ci aveva allietato uno spettacolo di sbandieratori introducendoci in atmosfere antiche al rullo dei tamburi!
L’accoglienza è delle migliori e come non poteva esserlo dato che a fare gli onori di casa è il
mitico don Pier Damiani .
Dalla chiesa ,dove fra pochi minuti sarà celebrata la santa Messa, al Museo di arte sacra, piccolo,
raccolto con tesori infiniti, codici miniati, antichi messali, scagliole riproducenti scorci di
paesaggi da mille e una notte, di pregevolissima fattura, prezioso il bastone a gruccia con ai
lati due teste di leone. Da ammirare il Parato Altoviti ,composto da paliotto, due tonache, una
pianeta, tessuti preziosi, ricami di sogno, la Natività e l’Adorazione dei pastori presa in prestito
dalla Cappella Sassetti della Basilica di S,Trinita a Firenze che “dialoga” con la Madonna in trono
col bambino e 4 santi, capolavori realizzati dal Ghirlandaio.
Ammiro i colori, la composizione …ma di tutto questo parlerò in seguito.
A Cascia di Reggello, la scoperta., con una bravissima guida, della Chiesa Romanica dalle 24 finestre, 24,il numero delle ore che il cristiano ha a disposizione per rendere omaggio al Signore.
Nel Museo d’arte sacra la Madonna Casini, presa a prestito dagli Uffizi dialoga col Trittico di San
Giovenale che il ventunenne Masaccio compose e che costituisce l’inaugurazione al Rinascimento.
La piccola per dimensioni, ma grande nella sua semplicità Madonna Casini detta anche del
sollecito mi cattura letteralmente sguardo e cuore,.
A Figline. Arrivo in ritardassimo, anche se il Sole aspetta il pullman numero 6 per decidersi ad uscire ed illuminare la piazza dove è allestito dal Ristorante“ la Torre Guelfa” un pranzo
eccellentissimo ed è qui che tutti ci rincontriamo, le autorità del Pullman Number One, Avvocato Edoardo Speranza in primis, i colleghi Fiamma, Carlo, Carmelo, Lucia, Salvatore, Emanuele, Mario, Beatrice che viene dalla Colombia.
La visione della piazza “ me gusta” con i suoi ampi archi e alzando lo sguardo scopro sul muro
graffiti i leoni.
La visita della Chiesa e il Museo d’Arte Sacra ove mi colpisce il dipinto del Cigoli che mi rimanda
alla luce della Conversione di S Paolo del Caravaggio : paramenti sacri, le note musicali quadrate
La Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto, presa dal museo diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze che “dialoga” con la grande pala del Museo di Figline suo contemporaneo
A Figline è stata presa la decisione di andare a Montevarchi per poi visitare San Giovanni Valdarno, invertendo la sequenza prevista.
Il pullman numero 6 era ormai uscito dall’orbita del circuito per scaraventarsi in un improvvisato
“avvistamento” delle tappe tenendoci lontano da inaugurazioni e discorsi che in verità ci avrebbero fatto piacere perché nelle piccole aree é in queste occasioni che la gente tutta si riunisce e dialoga
il primo cittadino con i suoi concittadini.
Ma ciò che è stato è stato La macchina del tempo per tornare indietro ancora non è stata inventata.
A Montevarchi. Dai finestrini del pullman godiamo della visione, di eleganti edifici liberty della
villa Galeffi dove Benigni ha girato la prima parte del film “la vita è bella”
Saliamo nella biblioteca, visitiamo il museo paleontologico che ci riporta indietro nel tempo quando
sulla terra vivevano i dinosauri quei fossili che mi risucchiano in una dimensione lontanissimo, mi affascinano: li ascolto !
Nel chiostro alla nostra discesa intanto fervono i preparativi per il rinfresco dell’inaugurazione :
baccelli, panzanella, la pappa al pomodoro, la mia passione, verdure, pecorino da favola, ricotta.
ci dice il cameriere .calda, calda, leccornie di cui apprezziamo la qualità. per la voce del personale
all’opera, ma che noi non gustiamo sia perché appena reduci dal pranzo nella bellissima piazza di Figline, sia perché dobbiamo prima dell’arrivo degli altri “diligenti” pullman lasciare le zone di
avvistamento: chiesa e museo.
La guida al museo di arte sacra è eccezionale come quella che avevamo avuto a S. Chiara.
Nel Museo d’arte sacra della Collegiata di S. Lorenzo a Montevarchi il busto di giovane Santa
di Luca della Robbia, il mitico inventore della terracotta invetriata, opera presa a prestito dal Bargello, dialoga col tempietto realizzato da Andrea, nipote di Luca. Un tempietto di purissima bellezza che custodisce la preziosa reliquia del sacro latte..la cui storia è narrata nel grande capolavoro sempre in terracotta invetriata,
Mi piace questo dialogo di colore, di forma che mi rimanda al piacere di stare ora nella Piazza
di Santa Maria Novella, ora nella Piazza SS .Annunziata in ammirazione dei Tondi di Della Robbia che, non so perché, sempre mi riconquistano, la magnifica piazza,.
A San Giovanni Valdarno. Starei ore lì seduta, al mercato visto al volo, tanto però mi basta per rubare con gli occhi le bambole di stoffa cucite, abbigliate in modo originale, elegante, sfizioso ,
tutte le comprerei e poi le fragole, la mia passione in bella mostra., nel grande recipiente di vetro, pronte per essere gustate.
Nella Pieve scopriamo la mostra O sacrum Convivium di arredi del culto eucaristico nella diocesi di Fiesole dal XIV al XV secolo c’è anche l’antico attrezzo in uso fino agli anni ’50 per fare le ostie ( lo stesso usato per i brigidini di Lamporecchio )
Nel Museo d’arte sacra, con una guida eccezionale, nientemeno che la Direttrice stessa del Museo
l’Annunciazione del Beato Angelico messa in dialogo con il pannello della predella del taverna-
colo dei linaioli. ,opera presa in prestito dal Museo di San Marco che raffigura la predica di San
Pietro.
Il Beato mi piace da impazzire primo fra tutti perché l’ho conosciuto attraverso le parole del
padre Innocenzo Colosio, frate anche lui di San Domenico di Fiesole. padre Colosio è stato il mio
maestro ideale, quello che sempre avevo desiderato e che avevo avuto la fortuna di incontrare
per i colori usati dall’Angelico, per la sua invenzione delle ali colorate dell’angelo, per quel pavimento così dipinto che mi sembra prato, che mi rimanda a Matisse ?
Il nostro gruppo è ormai decisamente fuori dell’orbita e l’ultimo “colpo di scena” non poteva
mancare.
Piero, Michele e Alberto non arrivano. Adriana che rintracciando telefonicamente il marito riconduce il gruppo nella giusta direzione. ed anche il pullman numero 6 può ripartire.
Per me intanto è arrivato il tempo di svelare il mio segreto perché l’angelo azzurro che da sempre
avevo cercato vola nel cielo di un capolavoro del Ghirlandaio era stato lui a dipingermelo. !
Ma il piacere è la fatica di scoprire in quale capolavoro concedetelo di lasciarlo a voi . lettori.-
A tutti i miei vicini e lontani compagni di questo viaggio, pieno di colori, di ori e ricami, di leggende, di storie di luce, di segreti, di scoperte di cose del cuore e .. di cielo ,
Vostra Carmelina
e all’Ente dedico un grazie colorato naturalmente azzurro, azzurro chiaro ,acquerellato
turchino, turchese …. azzurro .….azzurro, la mia passione …
Giornalista ?
Per una serie di circostanze non sto a dilungarmi se brutte e spiacevoli, se belle e gradite è capitato di dovermi interrogare sul significato di questa professione che ha per me un primo dovere .
comunicare o, ancor meglio favorire il dialogo attraverso quello che ,comunemente si chiama articolo.
Articolo determinativo o indeterminativo ?
Bene, né l’uno né l’altro, mi sono detta, ma allora ??
La mia proposta è di tentare di fare i
NON ARTICOLI.,
cose cioè non da leggere ,ma da capire, da entrarci dentro per essere coinvolti e se necessario sconvolti ; informare, comunicare notizie ed insieme colori, toni, tonalità, tutto quello che si può provare di fronte ad opere artistiche o alla visione di un paesaggio, assistere ad una conversazione, come ad uno spettacolo, sia esso teatrale, cinematografico, musicale o ad una danza od altro, cercando di colmare il GAP tra cultura e quotidianità, così che nello scambio uno possa arricchire e completare l’altro possa far piacere::
“ alla bellezza non ci si abitua mai”
Ciò che ci piace.si fa e non costa alcuna fatica, tutto ci appare leggero.
La bellezza è una conquista continua.
Esiste un rapporto tra ciò che ci appare bello e come noi ci sentiamo dentro ?
La stessa cosa vista in stati d’animo diversi può apparire bella o brutta, brutta o bella e le variabili aumentano se siamo soli, oppure no , ma i miei non articoli
da dove, come, perché dovevano cominciare ?
I pretesti non si sono fatti attendere, tanto la vita stessa è ricca di occasioni e tanto si danno da fare enti ed associazioni, banche e privati, nel bene e nel male ,a proporre e venti ( intanto mi piace giocare tra (e) congiunzione e la parola venti una unisce, l’altra separa o numera.)
Così come li sto vivendo, vi affido i miei non articoli e vogliatemi concedere di farli precedere da una immagine.
L’acqua di un fiume è stretta tra argini precisi eppure non lascia mai la sua libertà di scorrere ; gli argini in questo caso me li dà la grammatica e la libertà quel qualcosa che attraverso tutti e cinque i nostri sensi parla al cuore per quei segreti sentieri che ancora nessuno riesce a tracciare esattamente e per i quali tento disperatamente, appassionatamente di vivere io, io con gli altri.
Le montagne in lontananza sembrano azzurre per il loro anelito verso il cielo ?
Le montagne in lontananza sembrano azzurre perché tra noi e loro esiste l’aria ?
Scienza- poesia , poesia – scienza ?
Ancora non ho trovato le risposte che voglio cercare proprie insieme a voi che entrerete nei miei non-articoli.
Vostra Carmelina
La quotidianità che si fa cultura, la cultura che si fa quotidianità e Firenze splendida città-museo ne è prova., dalla porta del Paradiso alla cupola del Brunelleschi, alle urne di nostri grandi in Santa Croce, al David di Michelangelo, al Carmine, al Cestello Oltrarno , un pentagramma di armonie e proporzioni così coinvolgente e sconvolgente, che caratterizza non solo la città, ma anche
l’intorno, dove dal 10 Maggio al 25 Novembre, promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze inserita nell’ambito del progetto “piccoli grandi Musei” realizzato con il contributo della Regione Toscana è possibile godere dell’itinerario del Rinascimento in Valdano, una mostra per cinque maestri :Giotto, il Beato Angelico, Masaccio, Andrea della Robbia. Domenico del Ghirlandaio,
La zona del Valdarno fiorentino ed aretino con i suoi paesaggi di superba bellezza, ricchi di verdi di ogni tonalità di piante di castagni, come di Iris, ginestre e papaveri, ulivi e cipressi e acacie costituisce il background del percorso dove chiese e i musei d’arte sacra di Vallombrosa ,Cascia di Reggello, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno e Montevarchi aprono le loro porte per svelare tesori di pura bellezza.
Una scelta incuriosisce ancora di più perché accanto alle opere permanenti esposte nei musei sono stati portati i capolavori conservati a Firenze ;così al Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa la pala con la Natività e l’Adorazione dei pastori di Domenico del Ghirlandaio della Cappella Sassetti nella Basilica di Santa Trìnita a Firenze é insieme alla Madonna in trono col Bambino e quattro santi eseguita sempre dal Ghirlandaio per la chiesa dell’Abbazia.
Nel Museo Masaccio d’arte sacra a Cascia di Reggello è la Madonna Casini, o Madonna
del solletico del Masaccio, proveniente dagli Uffizi, a dialogare con il Trittico di San
Giovenale che è la prima opera dell’artista, allora ventunenne, trittico che inaugura ufficialmente la pittura del Rinascimento…
Nel Museo d’arte sacra della Collegiata di Santa Maria a Figline, la Madonna di San Giorgio alla Costa ,di Giotto proveniente dal Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte di Firenze è messa al confronto con la grande pala del Maestro di Figline, contemporaneo di Giotto.
Al Museo d’arte sacra della Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi il busto della giovane santa proveniente dal Bargello, opera di Luca della Robbia ,l’inventore della terracotta invetriata, “dialoga “con il tempietto realizzato da Andrea Della Robbia, nipote di Luca, per custodire la preziosa reliquia del Sacro Latte.
A San Giovanni Valdarno nel Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie è giunto
dal Museo di San Marco un pannello della predella del tabernacolo dei linaioli che dialoga con l’Annunciazione, sempre del Beato Angelico.
Un percorso ricco di mille opportunità ,di bellezze, di paesaggi di architetture, di pitture ,di oggetti preziosi ove si svelano segreti e –perché no ?- anche gustose scoperte perché
ogni terra ha le sue specialità gastronomiche. Tutto magistralmente documentato con immagine e testi dal catalogo edito da Polistampa.
Come per Magia ,distanze e tempi si annulleranno in un presente più che affascinante, intrigante, per i visitatori che vorranno accedere a tanto straordinario quanto quotidiano
percorso con unico biglietto di ingresso : la speciale CARD Rinascimento, in Valdarno del
costo di 5 €uro
C’è anche la CARD ridotta a 3,50 €uro. dal Giovedì alla Domenica 10-13 15-19
Ne vale o non ne vale la pena ?
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