sabato 18 aprile 2026

Giuseppe TOCCHETTI racconto del nonno

racconto del nonno                      In un giorno invernale con una pioggia battente il nonno raccoglie intorno al suo divano i nipoti  e si mette a raccontare una vecchia favola che la sua nonna soleva recitare. Un giorno Carnevale era molto affamato e non aveva i soldi per poter acquistare il cibo . Cominciò a pensare cosa potesse fare e risolse il problema asserendo che l'unica soluzione fosse quella di andare in Paradiso.  San Pietro udita questa aspirazione si rivolse a lui e disse: “con tutti i peccati che tieni veramente vuoi venire in Paradiso e come ?” Carnevale rispose “San Pietro dimmi quali sacrifici io debba fare e li farò pur di poter raggiungere il paradiso”. Il santo un po' divertito disse: "Va bene ,vieni su che ti porto a fare una passeggiata e per quello che vedi e per quello che senti  devi stare sempre zitto ;se vieni  meno a questo impegno tu vai all'inferno. Carnevale felice pensò: questa volta proprio raggiungerò il paradiso.  Oggi è il mio onomastico probabilmente in Paradiso troverò qualcosa da mangiare .  San Pietro gli diede appuntamento il giorno successivo e disse: “ Domani mattina andremo insieme a fare un giretto, ricorda però l'impegno che hai preso bada bene ti posso concedere solamente tre errori ma dopo andrai all'Inferno. Il giorno dopo Carnevale e  San Pietro pian pianino vanno in un bel giardino e si mettono a camminare incontrando tante persone.  C'era un omino che stava piantando della minestra ,la scarola. Carnevale si accorse che l'omino in maniera strana faceva il foro sul terreno ma invece di mettere la piantina nel verso giusto la metteva capovolta. Rimase veramente sbalordito.  Ma non poteva parlare ;altrimenti gli avrebbe detto “guarda che tu stai sbagliando”. Carnevale stava per andarsene ma mentre San Pietro era a lui davanti, non ce la fece più e tornato indietro disse”Senti amico tu stai sbagliando la minestra non si mette così”.  San Pietro si voltò e disse:” Carnevale, Carnevale hai perso una prima possibilità.  Adesso ne hai solo due per stare in Paradiso.”Continuarono a camminare, cammina cammina giunsero vicino ad una chiesa, in quel mentre passava una processione, alcuni giovani chierichetti portavano  lo stendardo della Madonna. Si trovarono di fronte al portone della chiesa, però lo stendardo era più alto, essi andavano avanti e indietro per cercare di passare attraverso la porta che non lo consentiva e questo accadeva più e più di una volta .Carnevale  “ma questi non sanno che per poter fare entrare questo benedetto stendardo lo devono piegare infilare e poi successivamente  alzarlo?” e si mise a guardare ma  lo stendardo stava sempre la..  Allora Carnevale non ce la fece più e disse a Pietro “ quello stendardo non entrerà mai.  ora vado e lo faccio entrare.” Detto fatto. Rivolgendosi a San Pietro” Hai visto queste persone non sono molto sagge e pure stanno in Paradiso.”  “Carnevale tu vai all'inferno perché ti è rimasta una sola ultima possibilità.  Facciamo una cosa ,ora sei stanco,vediamoci tra una settimana e facciamo l'ultima  prova.” Vabbè pensò Carnevale ora mi taglio la lingua e non parlo più. Giunto il giorno stabilito risalì in Paradiso, egli sempre più  affamato, fu invitato ad un lauto pranzo con molti Santi commensali. Giunse la prima portata:  ad  uno veniva dato un piatto capovolto,ad  un altro vuoto,ad  un altro con del cibo. Carnevale ebbe un piatto senza nulla dentro ma ,rassegnato ,non fiatò. Subito dopo gli  fu messo davanti una zuppiera con dei peperoni. Affamato affondò la forchetta e assaggiò. Ma come mise il cibo in bocca ebbe modo di strabuzzare gli occhi e urlare “ Mamma mia, questo è tanto forte che non si può mangiare”.Ma pensò se  mangio il tutto molto probabilmente riuscirò ad andare in Paradiso. Superata questa fase si accorse che San Pietro si mise ad arrostire della carne . Poiché forse si distraeva la fetta di carne si carbonizzava. Gli parve abbastanza strano che  prendesse la carne carbonizzata e la desse ad uno dei commensali mentre ad un altro dava  la carne cruda. Ad un tratto San Pietro rivolgendosi a Carnevale disse :”questa fetta è tua.”  A Carnevale la carne  piaceva né troppo cotta né troppo cruda, la gradiva a giusta cottura. Pietro presa la fetta di carne la mise sul fuoco, già cotta abbastanza ,Carnevale faceva segno gira, gira sennò quella si brucia, girala girala  e continuava a fare segno a San Pietro.  San Pietro non lo ascoltò e  la carne si carbonizzò. Carnevale pensò  per andare in Paradiso è una faticata e disse: “Senti San Pietro sai che c'è di nuovo io voglio andare all'inferno ,ma questa fetta di carne a me bruciata non piace..” E  Carnevale andò all'inferno . L'insegnamento che ne deriva da questa favola e’ che in certe occasioni occorre avere la sensibilità del silenzio, della tolleranza.   San Pietro che cosa voleva da Carnevale e il nonno cosa voleva far capire ai propri nipoti?  Raggiungere gli obiettivi desiderati impone essere predisposti  ad affrontare situazioni non condivisibili esaminando i vantaggi che ne deriverebbero dalla non tolleranza ,dalla non comprensione.  Quando l'obiettivo da raggiungere è complesso ,così come il raggiungere il Paradiso,occorre non  cadere  nella trappola del proprio narcisismo in quanto di fronte a tutti gli accadimenti che si incontrano pensare di essere più in gamba di quelli che operano conduce ad una probabile ricaduta negativa. Un obiettivo richiede la pianificazione prima e il rispetto poi  delle azioni da porre in essere . Cari ragazzi nella vostra vita vi troverete molto spesso in una situazione in cui vorreste intervenire ma non  potete offendere la sensibilità altrui e tra l'altro non essendo partecipi attivi all'evento potreste voi stessi commettere degli errori di valutazione.  Vi sembra  mai possibile che San Pietro fosse tanto sciocco da bruciare la carne senza un fine ,uno scopo?  No ,egli voleva verificare l'osservanza di un impegno ,nessuno aveva obbligato Carnevale ad accettare la sfida che gli era stata posta, ma nel momento che l'ha accettata doveva rispettare i gradi di libertà,i confini e le prerogative. Quando si prende un impegno,sia  anche quello scolastico,e non lo si  rispetta se ne pagano le conseguenze. Questa favola antica vuol suggerire di non cedere alle continue tentazioni o attenzioni da parte di una società ,certamente complessa,che possono nascondere  malvagi fini offrendovi falsi  paradisi  irraggiungibili. Tocchetti Giuseppe

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