24 giugno, 2017

lezione d' inglese

  video recuperato da MARCO TAFFURI
  messo in onda da  LUCIANA ZANCHINI


un periodo davvero unico irrepitibile
 7 insegnati d' inglese  alla scuola elementare
a

 SAFFRON WALDEN PER UN CORSO DI AGGIORNAMENTO
  ognuno con la sua impostazione questa
era la mia lezione di fronte ai colleghi
 have fun
https://www.youtube.com/watch?v=m5FEL-kA_ys&feature=youtu.be

20 giugno, 2017

HENRI CARTIER BRESSON a SAN GIMIGNANO fino 20 ottobre


Le foto? Le foto come la  vita sembra ricordarci  HENRI CARTIER BRESSON,
rimane  SCONOSCIUTA dal primo all’ ultimo scatto,  dal primo all’ ultimo giorno.

 Mai conosciuta eppure  quell’ atomo di attimo fuggevole con la macchina fotografica puoi fissarlo consegnarlo visibile godibile  a chi lo guarderà.

 Un attimo fuggevole che può essere  cosi recuperato dai nostri sguardi di contemporanei,

  alla ricerca dello scatto giusto ( forse non esite ) e dentro i140 scatti dentro ognuno di quegli scatti esposti  nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada  traspare la passione per la pittura  e quella per il cinema ; non si può non cogliere il guizzo  degli occhi nelle foto dei  ritratti  o il movimento il salto,  il volo  inquadrati in una scenografia da spettacolo,  una scenografia data dal caso ? Data dal caso che pero è vista  da HENRI CARTIER BRESSON  grazie anche  al camminare;  lui che   cammina per cercare  il momento giusto  l’ inquadratura giusta  la scenografia giusta la luce giusta ..  “compone “ quando:

 occhio- sguardo- mente e cuore,  CUORE - MENTE –OCCHIO- SGUARDO sono li allineati  proprio dietro

 l’ obiettivo!

  Camminare sempre costantemente curiosi alla ricerca della foto  giusta  anche a costo di non trovarla


 ( forse la foto giusta non è ancora stata trovata.)  ogni foto unica, ogni foto diversa, come ogni giorno della vita  mai uguale all’ altro   permanentemente transitori eppur diretti verso l’ eternità, atomi piccolissimi eppur parte di una immensità!

   Grande mostra questa a SAN GIMIGNAO coinvolgente,  ci coinvolge perché  ogni scatto riesce a raccontare con  freschezza un attimo  ed ancora un attimo ed anche noi visitatori camminiamo e ritorniamo indietro a rivedere  a rimirare  per scoprire anche che quella stessa foto è diversa perché ci colpisce, ora  un particolare,  perché la luce  è diversa, perché noi siamo diversi, il nostro stato d’ animo è diverso, perché il grande  HENRI CARTIER BRESSON  ha scattato capolavori che parlano agli occhi al cuore e alla mente, alla nostra  MENTE , al nostro  CUORE ai nostri OCCHI, allo SGUARDO  

 

 A  San Gimignano in provincia di Siena che,( nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi è borgo  quasi intatto nell'aspetto due-trecentesco, uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità) , è nel cuore  di chi l’ha visto  e nel desiderio di chi ancora non ha potuto visitarlo,  meta piacevole ed unica, ha aggiunto  la proposta di  mostre  fotografiche  nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada

                                             dal  16 Giugno  al 15 Ottobre 2017 

 sarà possibile  godere di 140 scatti  di “Henri Cartier-Bresson Fotografo”,    

   “Sono solo un tipo nervoso, e amo la pittura. Per quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla”
 
nel  mio omaggio a HENRI CARTIER BRESSON  una sua frase aggiungendo,

 per fortuna  egli era fermamente convinto di non capirci nulla  perché è proprio questa sua umiltà che gli ha permesso di  elevarsi a padre della fotografia,  un padre che ama i suoi scatti  e non vuole che vengano cambiati- stravolti tanto da delimitarne i contorni con una “cornice” nera (sono solo due in questa mostra  gli scatti  non delimitati) tanto da cercarli  sempre curiosamente “camminando” alla ricerca!
  grande fotografo, grande uomo

 grazie HENRI CARTIER BRESSON con l’ augurio che la sua Fondazione voli,

Con LUNGIMIRANZA   egli fondava nel 2000 con  la moglie Martine Franck ed la figlia Mélanie  la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti; nel 2002 la Fondazione viene riconosciuta dallo stato francese come ente di pubblica utilità.

 Denis Curti ha curato la mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Gimignano,
prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi. Carmelina  Rotundo

 

 Carmelina  con ammirazione

17 giugno, 2017

la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada a San Gimignano (SI).

“Henri Cartier-Bresson Fotografo”

 Dal 16 Giugno 2017 al 15 Ottobre 2017
presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada a San Gimignano (SI).

San Gimignano in provincia di Siena che, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi è borgo  quasi intatto nell'aspetto due-trecentesco, uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità , è nel cuore  di chi l’ha visto  e nel desiderio di chi ancora non ha potuto visitarlo,  meta piacevole ed unica, ha aggiunto  la proposta di  mostre  fotografiche  nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada dove


                                             dal  16 Giugno  al 15 Ottobre 2017 


 sarà possibile  godere di 140 scatti  di “Henri Cartier-Bresson Fotografo”,


  Uno dei padri della fotografia   considerato  pioniere del foto-giornalismo tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo” – (grazie a questa mostra si è provveduto ad una risistemazione ed adeguamento dell’ impianto di climatizzazione

 “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge. In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale”.

 140 mondi unici irrepetibili  a cui il fotografo francese conferisce l’ aurea dell’ eternità 140  preziose testimonianze  sociali che   offrono  spaccati di atomi di attimi che diventano storia tutti rigorosamente in bianco e nero o meglio in un ventaglio di bianchi e neri;

  ogni foto, ad eccezione di due, sono  delimitate da una cornice nera onde impedirne manipolazioni o cambi di prospettive   

Quando scatta la sua prima fotografia, “Place de l’Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi” – scelta per questa sua nuova rassegna monografica allestita a San Gimignano,  Henri Cartier-Bresson che  ha  24 anni, ha  comprato da due anni  la sua prima macchina fotografica, una Leica 1 da 35 mm con lente 50 mm ed è ancora alla ricerca del suo futuro professionale. Henry Cartier incerto e tentato da molte strade: durante i suoi novantacinque anni di vita, Henri Cartier-Bresson ha tentato molte strade: la sua prima passione, come lui stesso scrive, in realtà è stata la pittura: “da bambino, la facevo il giovedì e la domenica, ma la sognavo tutti gli altri giorni”. Proprio a partire dagli anni Venti, fin quando non entra nell’Accademia di André Lhote, dipinge con una certa regolarità negli studi di Jacque-Emile Blanche e Jean Cottenet:  tentato dalla pittura, come dal cinema tanto che  1931 lavorava nel cinema come assistente del regista francese Jean Renoir e, nel 1937, firma personalmente il film Return to life.

        “Sono solo un tipo nervoso, e amo la pittura. Per quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla” affermava ed è proprio  questa sua convinzione di non sapere nulla che lo condurrà tutta la vita a allineare dietro l’ obiettivo  con  la capacità visiva, mente e cuore. cuore e mente per fare di ogni scatto un capolavoro    Non capire nulla di fotografia significa, tra l’altro, non sviluppare personalmente i propri scatti: è un lavoro che lascia agli specialisti del settore. Non vuole apportare alcun miglioramento al negativo, non vuole rivedere le inquadrature, perché lo scatto deve essere giudicato secondo quanto fatto nel qui e ora, nella risposta immediata del soggetto. Durante la Seconda guerra mondiale, Cartier-Bresson entra nella resistenza francese, continuando a svolgere costantemente la sua attività fotografica. Catturato dalle truppe naziste nel 1940, riesce a fuggire dal carcere al terzo tentativo. Al suo rientro si unirà a un'organizzazione di assistenza ai prigionieri evasi. Nel 1944 fotograferà la liberazione di Parigi.

Finita la guerra, ritorna al cinema e dirige il film Le Retour, documentario sul ritorno in patria dei prigionieri di guerra e dei deportati. Nel 1946 viene a sapere che il MOMA di New York intende dedicargli una mostra "postuma", credendolo morto in guerra: si mette in contatto con il museo e dedica oltre un anno alla preparazione dell'esposizione, inaugurata il 1947.

Per Cartier-Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, quel famoso “momento decisivo” in cui si decide il significato e la qualità di un’opera.

La mostra “Henri Cartier Bresson Fotografo” è una selezione curata in origine dall’amico ed editore Robert Delpire e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson.

Obiettivo della rassegna è far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni più diverse, alla ricerca della sorpresa che rompe le nostre abitudini, la meraviglia che libererà le nostre menti, grazie alla fotocamera che ci aiuta ad essere pronti a coglierne e ad immortalarne il contenuto.

Nel 1968, Henri Cartier-Bresson inizia gradualmente a ridurre la sua attività fotografica per dedicarsi al suo primo amore artistico: la pittura, dichiarando: «In realtà la fotografia di per sé non mi interessa proprio; l'unica cosa che voglio è fissare una frazione di secondo di realtà». Con l'unica eccezione dei ritratti. Continuerà infatti a dedicarsi ai ritratti fotografici almeno fin al 1980, anno in cui fotografa Hortense Cartier-Bresson.Nel 1979 viene organizzata a New York una mostra tributo al genio del fotogiornalismo e del reportage.

Nel 2000 con  la moglie Martine Franck ed la figlia Mélanie
crea la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti; nel 2002 la Fondazione viene riconosciuta dallo stato francese come ente di pubblica utilità.

Muore a Céreste, (Alpes-de-Haute-Provence, Francia) il 3 agosto 2004, all'età di 95 anni.

 Denis Curti ha curato la mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Gimignano, 
prodotta da Opera-Civita con la collaborazione
della Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi. Carmelina Rotundo ringrazia per le foto LILLI

 

 

 

PITTI UOMO 2017

 Colore ARANCIO


  energetico  solare  gioioso per questa edizione di PITTI UOMO 2017
  documentata attraverso scatti di amici colleghi  giornalisti
 c'è di che "colorare" la vita  per esser



FELICI
per una estate da sballo  SPERIAMO!!!




 Capaci di attraversar tempeste per
costruire arcobaleni

magliette dipinte  ventagli coloratissimissimi








 FRASI  CHE FANNO PENSARE STIMOLANO IL PENSIERO   e
sempre graditissimo attesissimo l' incontro con gli amici






giapponesi  PER POI IMBATTERSI  IN manichini che hanno  volti senza  occhi  naso e bocca ????? per stimolar la nostra identità ad uscire fuori ?