CARMELINA
Il Blog di Carmelina Rotundo
lunedì 5 gennaio 2026
domenica 4 gennaio 2026
IMMAGINI
In questa settimana invernale trascorrere alcuni minuti, passeggiando lungo il Naviglio
della Marchesana, osservando il contesto che mi circonda mi offre la possibilità di porgere,
agli amanti del gioco delle luci, il gradevole centellinare delle immagini di ciò che ci viene
donato, auspicandone il rispetto. In occasione del Natale il rapporto con la Natura trova il
suo più sentito essere negli eletti del credo cristiano che onorano la nascita del figlio del
suo Creatore. BUON NATALE 2025.
inganno di GIUSEPPE TOCCHETTI
INGANNO
Partiamo dal convincimento:
Il nostro Cervello è stanziato per agire in difesa della struttura che lo contiene,e si oppone a
qualsiasi forma che ritiene pericolosa alla sua Esistenza.
Occorre ingannarlo sapendo il suo operare .
Risulta indispensabile utilizzare un frasario innovativo.
Facciamo un esempio:
dico a me stesso.
”Sono stanco”.
La parola stanco diventa un allarme per il Cervello e di conseguenza pone la struttura
fisica in uno stato di inattività.
Se invece utilizziamo la frase;
“Non sono energico”.
Il Cervello pone la sua attenzione sulla parola Energico.
Pertanto non blocca l’operatività della sua struttura fisica.
Il Cervello nell'analisi della frase pone la sua maggiore attenzione sulla parte finale.
Facciamo un nuovo esempio:
“l’esame di matematica è molto difficile”.
Il Cervello pone la sua maggiore attenzione sulla parola Difficile.
Creando problemi psicologici all'attore.
Utilizzando invece la frase:
”L'esame di matematica non è facile”
Inganniamo il cervello.
In quanto si sofferma sulla parola Facile rendendo l'attore non affranto.
Un'altro esempio ancora:
”Oggi sono particolarmente triste”.
Il cervello si sofferma sulla parola Triste.
Creando uno stato di ambascia.
Ma se modifichiamo la frase in:
"Oggi non sono allegro”.
Inganniamo il cervello.
L'ultima parola su cui esso si soffermerà sarà Allegro.
Pertanto non crea, al soggetto,alcuna forma di depressione.
Tocchetti Giuseppe
giuseppetocchetti.blogspot.com
GIUSEPPE TOCCHETTI E ROBERTO ALBORGHETTI
ANTEFATTO
Quando mi è stato detto che avrei avuto l';opportunità di dialogare con Roberto mi
sono reso conto che applicare la metodica suggerita dagli esperti intervistatori
avrebbe suscitato l'analogo effetto che mi colpiva ogni qualvolta venivo intervistato .
Da cosa derivava questo ambascia?
Preciso:
sono del 1938 quindi tutto quello che racconto fa parte di un'epoca di gran lunga
diversa da quella attuale.
Ebbene ogni volta che mi intervistavano la prima cosa che mi chiedevano:
chi sei
da dove vieni
che corsi studi
come hai raggiunto questi mete
quali viaggi hai fatto
In quale università sei stato
che mostre d'arte
e così via.
Ero di fronte a l'asino di Buridano
se dicevo troppo sembrava un auto in censimento
se dicevo poco apparivo come un poveraccio intervistato da qualche mente poco
eletta .
Trovare l'equilibrio ,vi assicuro,era un perverso incubo.
Detto questo ho pensato Roberto ,persona di alto lignaggio,avrebbe avuto la stessa
sensazione se avessi cominciato a chiedergli ciò che ho scritto in precedenza.
Iniziata l'intervista ero già pronto per avversare qualsiasi legame a quello che poteva
essere il curriculum vitae del nostro Roberto.
Ai miei tempi forse era necessaria la domanda per l'uditorio ,ma oggi essa è
un'offesa.
Perchè?
se io ero interessato a sapere di Roberto andavo sui database in rete densi di
informazioni sul curriculum di Roberto e tra l'altro supervisionati dallo stesso che ha
potuto accertarne la veridicità.
Fare questa domanda a Roberto sarebbe stato offensivo avrebbe pensato ”come tu
non sai chi sono ma che ci stai a fare qua che sei venuto a fare ?
per farmi queste domande.
FASE 1
Arriviamo al dunque:
a me interessava principalmente capire lo spirito ,l'essenza di Roberto:
che voleva rappresentare
cosa voleva dirmi
quale messaggio voleva dare
Per poter ricavare, in maniera sempre approssimativa, avrei dovuto spendere una
parte della mia vita a leggere i suoi 70 e più libri e tutti gli articoli .
Sono andato a prendermi uno degli ultimi libri.
Da lì sono partito,a valle ovviamente di precedenti aggiornamenti ,poichè sono un
pignolo ,quindi uso essere molto preparato; non mi piace improvvisare .
Di Roberto mi mancava l'anima, lo spirito.
Il libro che ho preso in esame è stato ottimo allo scopo, e premetto non parlerò della
trama poichè toglierei il gusto al lettore .
Vado invece a domandare a Roberto ciò che ho notato e chiedere conferma.
Orbene la prima cosa che ho notato è il concetto di coraggio.
Per Roberto il coraggio non è un una meta, non è la punta di diamante che avvolge il
libro , i personaggi sono “ Sì” dotati di coraggio ma è un coraggio che possiamo
riscontrare in altri ,certamente tutti noi per affrontare il quotidiano dobbiamo avere del
coraggio.
Dov'è il succo,il bello di questo testo .
Nella volontà di rinascere e risollevarsi dall'accadimento negativo e dal prendere
resilienza da ciò che è accaduto.
Questo ho chiesto .
Egli con cimento ha descritto questo aspetto .
Badate bene non è frutto di un occasionale ma di una lunga esperienza vissuta per i
giovani
La domanda ha avuto una risposta molto bella, esaustiva.
Non solo mi ha risposto sul concetto di coraggio e di resilienza ma è entrato nel
dettaglio dell'introspezione dei giovani, del loro macerare interno ,delle problematiche
nell'impatto con la realtà che li circonda e che non sempre li rende felice e sereni ma
anzi li ostacola , rende sempre più complesso il loro esprimersi.
Data la velocità con cui tutto accade non c'è più il pensiero dominante, la digestione
delle sensazioni.
Forse esagero nel voler intendere quando dice che lo strumento più importante è lo
sport e vorrei aggiungere, essendo stato il capitano del CUS Napoli di rugby ,che il
gruppo è importante partecipare ad un'attività che coinvolge altre persone e che fai
parte di un gruppo che deve raggiungere un obiettivo comune è molto educativo.
Lo sport “È” una zattera , dà la possibilità al giovane di uscire dai vincoli e di fare
affidamento sulle sue capacità, sulle sue doti e principalmente lavorare molto dal
punto di vista psicologico per raggiungere con tutto il suo essere un obiettivo.
Che poi non venga raggiunto non ha importanza .
Ecco termino questa prima parte riferendomi a ciò che cercavo :
Roberto mi ha dato conferma che uno dei cardini dell'umano è l'empatia che bisogna
trasferire uno all'altro .
Mi fermo qui .
Se siete interessati andate a leggere il libro
FASE2
a valle di altre domande , le cui risposte ,potete andare a leggere su YouTube et
similia.
Non rientra nelle mie corde parlare di ciò che altri esperti e più validi intervistatori
hanno fatto .
Su Roberto però mi era rimasta una domanda .
È stata la seguente :
che differenza c'è tra te e Rotella .
Ebbene Roberto si è fatto una risata ,però mi ha risposto .
Eh la domanda l'ho fatta furbescamente perché sapevo bene quale fosse la
differenza.
La mia astuzia è stata quella di mettere in condizione Roberto di esprimere il suo
punto di vista .Sappiate che quando passeggio con il mio piccolo cane, un maltese,
mi attraggono le cose semplici la foglia , il riflesso sull'acqua della luce ,il fiore tra le
piante , la corteccia di un albero e li espongo in foto. Roberto mi ha rivelato che
camminando vede dei manifesti, vede delle scritture ,vede delle crepe e rimane
colpito dalla semplicità e attraverso quest’ insieme di elementi costituisce la
caratteristica pittorica .
Dai manifesti, dalle crepe del muro vede un mondo fantastico, un proprio mondo, una
propria ideologia .
Rotella lo costruisce, bello senza meno, con creatività e cultura .
Non c'è l'improvvisazione.
Roberto gradì perché avevo colto il suo intimo, avevo colto il suo hobby avevo colto
ciò che lo distrae avevo colto ciò che gli dà serenità indipendentemente dal
successo.
E’ la sua zattera .
Ritorniamo al suo libro”Sogni, brividi e rotelle” lì dovete andare a trovare la vostra
zattera .
E qui finisco.
Tocchetti
giuseppetocchetti.blogspot.com
sabato 3 gennaio 2026
martedì 30 dicembre 2025
Inizierei una serie di racconti dedicati agli uomini della mia vita tra cui GAUDI'
Omaggio agli uomini della mia vita !!!
Uomini incontrati conosciuti amati in un susseguirsi di emozioni ricordi che vuol lanciare, in questo inizio anno, un messaggio di amore di pace un ponte tra passato e presente fatto di ricordi di emozioni di quel qualcosa di magico che fa tintinnare il cuore,crea armonia in noi stessi - con gli altri - con il Creato tutto!
Mi iscrivo all'Università a Firenze facoltà di lingue e letterature straniere scegliendo di apprendere: russo, inglese e spagnolo perché mi configuravo una vita di viaggi in giro per il mondo.
La vincita del concorso magistrale cambia le carte in tavola: mi permetteva di entrare nel mondo del lavoro con 167 mila lire al mese di stipendio.
Docente unica a soli 19 anni con una classe di bambini e bambine alle quali insegnavo tutto: italiano, storia, geografia, matematica in una giornata scolastica che allora cominciava dal segno della croce fino ad allacciare le scarpette ed andare a fare ginnastica.
Gli orari di lavoro e la distanza per raggiungere la scuola non mi permetteva di frequentare le lezioni di russo ,avrei dovuto andare a lezioni provate, ma a caro prezzo abbandonai così lo studio di quella lingua rimanevano: spagnolo e lnglese e così decisi di passare una estate a Barcellona.
La trovai città allegra molto accogliente e, dato che erano tempi anti internet quando per telefonare ci voleva il gettone da usare nelle cabine telefoniche e si spedivano cartoline con tanto di francobollo ritmi pacati lenti quando -dove mi fermavo davanti a ciò che incontravo ad-per ascoltarlo a capirne i messaggi.
Scoprii Barcellona al tempo de las flores e delle
pajarerías en las Ramblas
scoprii le architetture di Gaudì non mi ero mai interessata di architettura, ma Gaudi lo trovai semplicemente straordinariamente fantastico unico.
Cominciano così i pellegrinaggi alla Sagrada familia il parc Guell innamorandomi di quel genio che riempiva gli occhi e la mia fantasia il mio cuore di sogni arditi
Riporto di seguito solo parte del EL ABANICO titolo del diario scritto a BARCELLONA dove anche scorpo GAUDI'
SPAGNA terra caliente.
Ecco alcune impressioni, stese in punta di penna, da chi ci ha vissuto per qualche giorno cogliendo quelle voci, quei profumi, quei suoni e quelle tinte che rappresentano la dimensione umana di un popolo. Carmelina Rotundo Auro
Tutte le impressioni che scriverò mancano di quel calore-colore proprio dell’idioma spagnolo; una non perfetta qualità di linguaggio di questa lingua mi impedisce di offrirne a pieno tutte le sfumature che verranno quindi tradotte nella mia.
Le emozioni di questo viaggio si sono super sommate in un caleidoscopio di voci, visioni e odori che hanno lasciato pochissimo tempo alle riflessioni; un tempo della mia vita, in cui i limiti tra fantasia e realtà si sono più volte cancellati per coincidere.
El abanico ( Il ventaglio )
La notte che fa perdere alle cose i contorni distinti e le luci nella Ramblas che nuovamente ne mostrano le sagome: sedie l’una accanto all’altra a formare più file ordinate, mentre sull’asfalto ad onde grigie che si ripetono fino al mare un passeggiare continuo di gente; tutto il mondo vi passa. Un sorso d’acqua a la fuente de Canaletas una muyer espanola, questa mattina ci ha narrato l’antica leggenda della fortuna bendata che toglie la sua benda per guardare chi si accosta alla fonte.
La nostra passeggiata en las Ramblas: chioschi di giornali aperti " La Vanguardia" la noticias como son, cartoline, maps, giornali, gli uomini che le vendono hanno la pelle abbronzata, giacchetta blù, capelli e baffi scuri.
Avanti le Pajare Rias, la notte son chiuse, ma se ti accosti a quella gran varietà di Canarios, Periquitos, Loros Tortolas Palomas, Galinhas, Pavos reales li vedi saltare, li senti ripetere il loro verso.
Anche i chioschi dei fiori son chiusi, vetrine dove las flores si nascondono quasi: suono intanto di orologio che richiama le ore, si disperde, riprende fra la gente che passa: una notte di fata può essere anche questa en las Ramblas e nella noche d’Agosto un sorriso sincero che ruba la limpieza al cielo e il profumo al mare quello di Harouit: i suoi occhi scuri indecifrabili, grandi di un uomo maturo, i riccioli, molti, neri e il suo parlare poquito espanol, francese perfetto e inglese.
La plaza Real, le luci, giocano contorni. las farolas de Gaudi, palme diritte, bar tutto intorno e qui la sua prima cerveza Estrella dorada e la mia prima horchata; Isabella e Ceasid cerveza anche loro.
Cervantes, Don Quijote, le ruote dei grandi molini a vento i canti spagnoli, la corrida de Toros, guitarras y castanuelas emozioni che ora nel primo giorno di Spagna si sommano, gli occhi ubriachi, l’udito, tutti i sensi partecipi di questa realtà alla quale io e Isabella eravamo appena approdate questa mattina. Una mattina d’Agosto, quando scese dalla nave con le valigie in mano, avevamo lasciato lentamente il porto alla ricerca dell’Hotel: poi, una volta sistemate, la calma per aver trovato una camera bella, pulita: il portiere Sergio è il primo incontro con la simpatia e cortesia spagnola, muy bien.
La prima passeggiata di giorno a las Ramblas, immagini suoni, profumi, tanti, troppo difficile registrarli tutti.La cosa più originale, l’animazione nelle Pajare Rias ora aperte, non finiresti mai di osservare le forme, i colori, i suoni: gli animali in genere devono essere molto amati dagli spagnoli e in quelle pajare rias tutti gli alimenti, la comida, come la chiamano qui para peces, para tortugas de agua e una gamma completa di tutta una " clase de medicamentos", persino una carta del Garantia viene consegnata a chi compra un animale dalla quale risulta: Sexo y color. Accanto, las Ramblas de las Flores:grandi vasi con fiori, rose rosso violento incartate in argento, garofani belli di tutti i colori, margherite, cestini bianchi piccolissimi di vimini, pieni di boccioli colorati, piantine grasse: una muyer espanola si offre per farci una foto ricordo e al termine della Ramblas la statua di Colombo, lo scopritore, ardita, alta proiettata verso il mare; ore così non hanno bisogno di fantasia per esser dipinte meglio.
Tra fantasia e realtà c’è
un ventaglio
che di quando in quando
si chiude:
è quella l’ora in cui
i sogni diventano veri.
Las palomas partiron.
Las palomas, las palomas così frequenti elementi del paesaggio di Barcellona stavano per lasciare il posto ad un aspetto ugualmente tipico, ma molto diverso della vita spagnola. L’arena, piena di gente, insieme di punti a formare spicchi di colore che si ripetono sulle gremite scalinate de la Monumental Plaza de Toros. La banda interpreta un arioso pasodoble; l’animazione intorno è grande mentre el panuelo bianco annuncia el principio de la fiesta: suonano clarini, rullano tamburi: suoni, colori de banderillas, toro, cavalli, picadores, torero. Movenze di un ballo, signorilità di gesti, bellezza di abiti; ma il toro è ferito, perde sangue, il rosso violento sul suo corpo nero, la capa roja, las palomas non estan aquì, partiron. Personaggi en las Ramblas
.En las Ramblas, la strada del mondo, ogni volta una scoperta, dalle prime ore del mattino sparsi qua e là lustrascarpe seduti con dignità, in attesa del cliente o già, all’opera con maestria, muovendo la spazzola come suonando un violino? Puedo tomar una foto? Puedo darte un beso? Es Francesa? No, soy italiana. Isabella può preparare la macchina e mentre mi chino, il singolare ombre espanol mi imprime sulla mano destra un bacio, con timbro, si fa per dire, indelebile, al lucido nero per scarpe, Quiescos de diarios, revistas y libro grandi pajarerias animate, profumi dei fiori, i bar e quasi al termine de las Ramblas il quiosco verde dell’informazione, regno di Juan; l’amicizia fatta realtà: è difficile non notare i suoi modi gentili, la sua mente e il suo cuore aperti all’ incontro con la gente del mondo, " Quando potete ripassate di qui" ci dice risalutandoci con un simpatico Holà ! ed un gesto cordiale della voce. Gelato di vaniglia, cioccolato tra due falde di biscotto e il nostro vagabondare per il porto dive c’è un ombre in cappello bianco di paglia e una muyer. muy volitiva che ci invita a fare una foto ricordo.
Io e Isabella esitiamo, poi ci decidiamo in men che non si dica. "Olè" indossiamo abiti tipicamente spagnoli, due splendidi vestiti a cinque gale.scialle, sombrero e tanti fiori tra i capelli e nelle mani " Sembrate proprio due muyer espanole, io Andalusa" si complimenta la donna; intorno un capannello do gente che applaude al ritmo cadenzato degli Olè! Siamo veramente imbarazzate, ma gli spagnoli sono gente muy agradable e questo è un modo cortese per salutare noi,ospiti della loro terra.
Un viaggio nel tempo sulla Carabela Santa Maria, una delle tre famosissime. Colon dall’alto la guarda: la sua statua domina il porto.Alla sera en las Ramblas, il mercatino, bancarelle multicolori, musicisti, prestigiatori, mimi.altri stanno dipingendo con gessetti splendidi volti; la festa di luci: passano zingare, dicono di saper leggere la mano, di poter indovinare la suerte, el Gran teatro del Liceu, il Bal de la Opera: Sui tavolini della terrazza Brasil un chico espanol offre i suoi fogli con scritta poesia. Pensamientos flotantes, sensaciones agradables, se captan en los vajes de verano. Que nos duren todo el ano. ! Buon Verano ! Buona Estate! escribe el poeta. La voglia di vivere,l a gioia di voler scoprire, dipinge i tratti del suo corpo trasmettendoci il desiderio della scoperta. Il ballo dei giganti.
Barcelona, la grande città moderna, il movimento, i bar, i ristoranti. Ora ecco en la placa Nova lascia i rumori, le luci per perdersi lontano, molto lontano nel tempo. L’allegria del ballo de gigantes ci contagia, alti personaggi vestiti sontuosamente son mossi da chicos y chicas che a turno si nascondono sotto i loro abiti, la muyer gigante balla proprio bene e mentre volteggia mostra il suo mazzolino di fiori, la segue il suo cavaliere prode guerriero con la spada al fianco; oggi en plaza Nova è bandita la tristezza. Una Cap-grosas si avvicina per darci simpaticamente la mano e poi va dietro a loro per le strade che portano ovunque nel tempo la grande facciata della Cattedrale, le grondaie dalla cui bocca a doccia cade l’acqua dopo la pioggia, la via del Vescovo, il ponte sospeso che ricorda quello di Venezia, uno sguardo appena al chiostro molto fresco, sorgenti di acqua verde e le 12 oche bianche consacrate a Santa Eulalia. Che strano, è proprio una buca per lettere veramente singolare, su di essa sono scolpite rondini, una bilancia e una tartaruga, negozi di antiquariato, l’antica fabbrica tessile.
la Plaza del Rey, il Tinello famoso per la festa tenuta in onore di Colombo e via per la stretta Calle Paradis,la via delle stelle si sa è sempre difficile, ma è così bello questo giorno dedicato all’allegria. E ora, scusate, anche a me è venuta voglia di ballare.
Un architetto geniale.
Barcelona: una emozione, tre emozioni, dieci, cento emozioni, stava per incantarci di nuovo per un hombre espanol che con la sua genialità aveva realizzato sogni architettonici: Antonio Gaudì. La sua divisione dello spazio che supera i limiti del definito per aprirsi nuovamente verso altri orizzonti univa forza e delicatezza.
Sembrano i castelli fatti al mare e dipinto con i sogni più belli di quando eravamo bambini, sta pensando ad alta voce Isabella mentre passiamo per i cancelli stupendi del Park Güell La tavola continua la scalinata, la rana gigante, il grande arco, la selva di colonne e in alto le grandi panchine a curve profonde che si rincorrono per un interminabile cerchio da mille e una notte. Colori, vetri, bottiglie e pezzi di ceramica creano contorni di fiori,giochi geometrici.anticipazioni ardite della pittura astratta e surrealista.
Antoni Gaudì e mi ritornano chiaramente alla mente le sue meraviglie, la Cascada de la Ciudadela, las tarolas de la Plaza Real, la Sagrada Famiglia e penso: a Barcellona ho conosciuto el grande ombre GAUDI’. Tanto più non conosciamo le cose quanto più quando le scopriamo e ci piacciono, ne veniamo colpiti e così accade a Barcellona, quando i miei occhi videro i messaggi lasciati da Gaudì . La sua fantasia sempre diversa conteneva la mia ed io come bambina mi lasciavo cullare da essa perché nei sogni miei non ricordavo di aver ideato castelli più belli di quelli fatti dal genio Gaudi'.
Incredibile ma vero
Queste poche righe scritte a mano su un foglio di lettera di mio pugno le ho mandate al catedratico Gaudi in quanto d' agosto trovai la sede chiusa che mi rispose che avevo colto l'animo di Gaudì ... una corrispondenza che è continuata per anni finché non si interrompe penso per scomparsa del cattedratico Juan Bassegoda-Nonell una persona di grande sensibilità che non ho mai conosciuto personalmente.
Carmelina Rotundo Auro
Antoni Gaudí y Cornet è stato un architetto spagnolo di cultura catalana. Massimo esponente del modernismo catalano, pur essendo la personalità meno organica a tale movimento artistico.
Nascita: 25 giugno 1852, Reus, Spagna
Morte: 10 giugno 1926, Hospital de la Santa Creu, Barcellona, Spagna
Luogo di sepoltura: Sagrada Família, Barcellona, Spagna
Fratelli e sorelle: Rosa Gaudí, Maria Gaudí, Francesc Gaudí
Luogo di esposizione: Museu nacional d'art de Catalunya, Museo d'Orsay
Genitori: Antònia Cornet i Bertran, Francesc Gaudí i Serra
lunedì 29 dicembre 2025
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