venerdì 12 agosto 2011

ARGELIDE

Pensiero invisibile, piu'grande, sempre piu' grande che occupa, per poi invadere
tutta questa mia maledetta scatola cranica..per diventar...
...diventando insopportabIle: Nadia aveva deciso di partire per Londra senza una meta precisa, ma con il fermo proposito di trovarsi un lavoro e viverci..
Il mio cuore si ferma, accellera...madre, figlia, ruoli?
Società in crisi economica, sociale, morale...
In questI giorni di agosto Londra è un inferno: città blindata: per le strade scoppiano desideri repressi, delusi..quelle insoddisfazioni che portavano Nadia a "volare" a Londra che diventano fuoco, violenza.
Perchè bisogna morire per cambiare le carte in tavola perchè, perchè..?

La partenza è da San Quirico d' Orcia, la Mercedes è pilotata alla grande da Maria..

Campagna estiva della Val d' Orcia quando il grano è stato tagliato e si inizia ad arare la terra, a prepararla, per la nuova semina.....ogni campo ha colori diversi,
e le sfumature vanno dal grigio, colore dell' argilla, al marrone, i cipressi si ergono come obelishi egiziani a caratterizzare un paesaggio d' incanto: stiamo costeggiando il fiume Orcia finchè giungiamo, l' alta torre lo preannuncia, a MONTICCHIELLO.

Sono appena le 19, ma l' animazione è alle stelle, molte auto già posteggiate ed un solerte vigile che fa le multe...
Maria che la posteggia in fondo al viale ed.. in tre, le tre grazie: Maria ,io, Daniela che facciamo l' entrata "trionfale" in questo paese che, piccolo, piccolo si erge su un cucuzzolo che dalla sua fondazione 1243, fino alle guerre senesi ha conosciuto periodi di grande prosperità economica e splendore, dove attualmente vivono 100 anime dentro le mura e, si raggiunge le 300 con quelle fuori, in campagna.
Il manifesto, che ci introduce all' autodramma della gente di Monticchiello, ci colpisce: sui capelli grigi pettinati ad onde-colline di lei, di Argelide, si erge MONTICCHIELLO colorato di verde, bianco e rosso; il rimando ai colori della bandiera italiana è immediato.

Alla taverna di Bronzone la fila è veramente lunga , ma scorrevole, arriva presto il nostro turno che ci vede riuniti intorno ad un tavolo di legno con, per compagni di mensa, una simpatica coppia lui che volentieri ci dice che viene qui da sempre perchè l'organizzazione lo entusiasma , sulle nostre tovagliette di carta gialla quella antica, bella di paglia, le portate arrivano abbondanti e di ottima qualità ci buttiamo tutte e tre su pici e ragu', pici all' aglione e trippa gustosissima.. una passeggiatina .. e ben presto siamo sedute nella piazzetta della Commenda, che via, via si riempie, persone di ogni nazionalità ed età venute ad assistere allo spettacolo creato, messo in scena,interpretato dalla gente del paese.
45 anni di aggregazione, persone che sono cresciute all' ombra di un palcoscenico su cui, per quasi tutta l' estate ogni sera,( 23 luglio- 14 agosto 2011) viene presentata una storia, nata, durante gli incontri-scontri della gente del posto al Granaio rimesso, ambiente grandioso dove le sedie non mancano mai e dove c'è chi propone, prova ..adatta, cambia, decide la tematica da sviluppare in un dialogo di crescita dove tutti sono importanti, un lavoro di squadra dove si vince perchè si gioca lealmente insieme;
a Montichiello, nessuno si tira indietro: si costruisce il palco, si organizzano le luci, l'audio , vengono preparati i piatti alla taverna di BRONZONE...
ed ora ciak MONTICCHIELLO
con l'idee della sua gente entra in scena.

Anche noi, spettatori veniamo subito accolti "in un certo senso portati" sul palcoscenico, quest'anno "tagliato" data la crisi... ..
un atto unico a celebrare i 150 anni dell unità d'Italia che, se da una parte festeggia un compleanno importante rivelando la sua grandezza, dall' altra sotto i venti spietati della crisi, mette a nudo bassezze, i suoi difetti..in un prenderene coscienza e tentare di risolverli, l' autodramma, interpretato con passione che, si è trasformata nel corso degli anni e delle prove, in professionalità è piacevole, divertente giocato da attori che si vestono di panni quotidiani, che parlano un linguaggio diretto, immediato, semplice,ma d'impatto sotto riflettori, ora in piena luce, ora in un gioco di luci in penombra, in ombra, in una regia magistrale seguita nei minimi particolari, con grande maestria, da Andrea Cresti...

Sul palco "ridotto" oggetti della vita quotidiana; dietro il telo, che divide come in primo e secondo piano, il palcoscenico, si giocherà la partita piu' importante: dietro quel velo il respiro di Argelide affannoso, metafora della corsa della vita; Argelide che tenta di cambiare le regole del gioco, nemmeno ora si da' per vinta e ricorda la mamma, nerina la pecora che scappava sempre dal gregge che non voleva... essere gregge e, il popolo di Monticchiello testimonia, anche questa estate 2011, la propria volontà di non essere gregge, di poter cambiare le regole, come?
Non vi resta che venire a vedere a sedervi in questa piazzetta delimitata dalle mura di case costuite di pietra, adorne di vasi di gerani e di ortensie, con per tetto il cielo blu notte oggi con una luna quasi piena e tante stelle che stanno cercando anche loro di veder che cosa mai succede d' estate da 45 anni a questa parte..e come son curiose tanto che si van concentratndo in quel piccolo spazio.
La crisi si puo' superare, ognuno di noi puo' dare il suo contributo,
parola della gente di Monticchiello.

Gli applausi che non finiscono mai... abbiamo assistito ad una cosa meravigliosa semplice e complessa che ci fa riflettere divertendo in un armonia che solo i cuori all' unisono possono interpretare e trasmettere ..

Perchè la gente di un intero paese crea, partecipa, mette in scena uno spettacolo?

"...è divertente ed è sacrificio; tutte e due le cose insieme: è sacrificio fare le prove da maggio fino a luglio, è divertente quando finalmente si fa la prima.. un po' come il contadino , ara, semina, lavora con sudore la terra che poi darà il frutto... e, salire su palcoscenico, è il frutto maturo da gustare fino in fondo.. quando la gente fa i complimenti . è felice, questo è il tesoro da raccogliere e portare dentro di noi."


"..si fa volentieri" dice il Guidotti,

.."quando si fa la prima volta, non si puo' piu' uscirne fuori, ti coinvolge" afferma Elda una veterana.

":: mi attrae- dice Lina- far parte di questo grande, bellissimo gruppo."

lucia aggiunge:" ero picoola quando ho cominciato."

qualcuno ricorda che un anno è venuta la rai, poi anche la tv tedesca,
che è stato costituito un museo -archivio dove sono raccolti scritti, copioni, foto, video a testimonianza dei 45 anni del percorso teatrale.

"Siamo veri dentro e fuori dal palcoscenico."

":...quando abbiamo cominciato, 45 anni fa, per la nostra generazione non c' era niente per noi il teatro fu una esperienza entusiasmante."

chi ricorda che, cominciando l' esodo alla ricerca di lavoro, il paese andava perdendo la sua identità..ormai non c'è piu' la scuola elemetare e l'ufficio postale è aperto solo due giorni la settimana.
il Granaio da questo punto di vista ha facilitato l' aggregaione è li' l'ufficio informazioni turistiche, c'è lo smistamento e la consegna dei medicinali, cosicchè gli abitanti, per tutto l' anno hanno aiuti ,i giovani un luogo di aggregazione

Maurizio afferma .."è una esperiena bellissima megalattica."

Nagis:" mi piace tantissimo."

Daniele:" io ci sono nato con questo spettacolo ho inizato a parteciparvi a sette anni e mi ha convinto a rimanere qui dove ho aperto una attività."

"::.si fa volentieri noi di Monticchiello l' abbiamo nel sangue,come il palio scorre nel sangue dei senesi."

"..è uno stile di vita, un percorso che mi ha portato a restare d' estate qui, non andare in vacanza e lo faccio senza sentire sacrificio"

"..spettacolo insolito immediato semplice e complesso..."

la notte dopo, la notte di San Loreno mi trova a Cerrecchio , ospite nel bellissimo appartamento che Maria ha chiamato Acacia, a cercar e stelle cadenti ed a parlar di Monticchiello magico eppur reale, piccolo eppur grande nel suo coraggio, nell' unità che si fa azione nel renderci consapevoli che ce la possiamo fare a superar le crisi siano esse personali, che sociali.
NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL' AMORE.
carmelina rotundo

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