Tra le mani il profumato geranio bianco che mi conduce a rimembrar i momenti vissuti all'Istituto Tecnico di Agraria in via delle Cascine.
Vi sono approdata quasi per forza d'inerzia perchè il cielo prometteva pioggia ...
...ma oltrepassato quel cancello ogni mia preoccupazione svanita per lasciar posto alla meraviglia, la meraviglia della scoperta di un mondo verde: piante che offrono frescura, fiori di ogni varietà colore e profumi, un universo popolato da persone, che non esito a definire principi e principesse di gentilezza!
Qui tutti e tutte sono cortesi: dal personale ATA, ai Docenti, agli Studenti; mi trattengo volentieri in un dialogo con il Preside: sono circa 900 gli studenti accolti all'Istituto ed oltre alla didattica per i giovani ci sono corsi per adulti per chi volesse rintraprendere gli studi o continuarli. All'attività didattica si affianca l'azienda agricola con la coltivazione e raccolta di ortaggi, frutta e, grazie al pollaio dove sono tornate le galline, si possono qui trovare uova freschissime;
ciò che vien raccolto in parte è anche trasformato in marmellate, si produce un ottimo olio e la coltivazione di piante in serra presenta varietà di scelte.
Mi diverte fermarmi con gruppo dei giovani che propongono osservazioni al microscopio: ciò che ad occhio nudo non si vede, riscopro quell'euforia delle scoperte scientifiche fatte durante i mie studi oramai lontane nel tempo, ma che rinverdiscono in questo pomeriggio.
Una vera operosa cittadella dove nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdi, dalle ore 9 alle 13 si può accedere per comprare ortaggi freschi, uova freschissime, marmellate, olio, piante ornamentali, aromatiche, alcune piante sono messe insieme in composizioni fantasiose che al vederle il cuor si rallegra tanta la professionalità e il buon gusto per l'abbinamento.
..
I laboratori della cucina sono attivi per preparare le pizze e i biscotti, professori guidano volenterosi studenti per i sentieri del gusto.
Mi coinvolgono gli studenti e le studentesse alla bancarella delle piante aromatiche presentandomi ben tre varietà di basilico e mi invitano ad accarezzar quelle foglioline per poi avvicinar le dita al naso ed aspirar quei profumi intensi e delicatissimi allo stesso tempo. Percorro piacevolmente il tratto di strada che mi porta a scopire il luogo dove sta avvenendo una dimostrazione pratica della ferratura del cavallo e qui è la realtà a superar la fantasia: il Maestro maniscalco Enrico Stefano è un innamorato dei cavalli: professionalità e dedizione si avvertono dalle sue parole che narra di storie e mettono in luce i suoi studi tante che egli sta per dare alle stampe un volume testimonianza e guida per tutti coloro che saranno attratti dal fare il maniscalco. didattica e storia... recuperi dal giornale "l' Eco del cavallo..."
Ogni gesto del Maestro è preciso come un orefice come un musicista coadiuvato dall' aiuto -maniscalco Lorenzo ci offrono una grande spettacolo di armonia dell'uomo con il creato, del dialogo con gli animali.
Lorenzo con la grande lima pulisce lo zoccolo del cavallo, un bellissimo cavallo dal manto nero e dalla coda folta, il quale docile si presta volentieri a sollevar la zampa che Lorenzo sostien tra le sue gambe;
viene approntato un piccolo forno: al fuoco son temperate due aste di ferro che, magistralmente, estratte da Lorenzo con le pinze, vengono poste sull'incudine dove il Maestro maniscalco le forgia a forma di ferro di cavallo;
nel mastello di legno l'acqua serve a stemperare il calore del ferro, poi il Maestro fa i fori battendo a ritmo cadenzato il martello, in quei fori verranno inseriti i chiodi per fissare la calzatura al piede del cavallo, vien piegata l' appendice,
fuoco e acqua, musicalità forza e precisione sono tutt'uno... io che ripercorro il sentiero lentamente quasi a voler allungar quel tempo di meraviglia nella consapevolezza di aver vissuto una favola con il corpo e fino al tramonto rimango seduta con la meraviglia in mano del mio geranio bianco, ad ascoltar la musica delle piante.... si' perché ogni pianta ha le sue note da porre sul pentagramma !!!
Dedica e ringraziamenti da parte di
Carmelina Rotundo Auro.
L'Istituto Agrario si trova nel verde del Parco delle Cascine.
Sono presenti due indirizzi Istituto Tecnico e Istituto Professionale Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
L'Istituto dispone di una Azienda Agraria di circa 16 ha, la cui storia affonda le sue radici nel lontano 1500.
Conta 3 Laboratori di Chimica, 1 Laboratorio di Trasformazione Prodotti, 3 di Informatica, 2 di Scienze, 1 di Meristematica e Micropropagazione, la Biblioteca storica "Cosimo Ridolfi" e Il Museo della "Didattica in Agricoltura".
Dirigente
Prof. Andrea Marchetti marchetti.andrea@agrariofirenze.eu
Collaboratori
Prof.ssa Maria Vincenza Tota collaboratori.ds@agrariofirenze.eu
Prof. Stefano Sabatini collaboratori.ds@agrariofirenze.eu
Direttore Azienda
Prof. Davide Miracula miracula.davide@agrariofirenze.eu
Presidenza e uffici di segreteria:
Sede:
Via delle Cascine 11 50144 Firenze
Tel. 055 362161 -
Orari di apertura del negozio dell' istituto
Lunedi 9-13:00
Mercoledi 9-13:00
Venerdi 9-13
Alcune divagazioni una mia poesia dove divengo cavallo.....
Ali azzurre di Porto Selvaggio.
L’ho visto
l’azzurro cadere
l’ho sentito
il profumo forte
di pini.
Il mare azzurro
sembra il cielo
giorno alto.
Porto Selvaggio
L’ho messe
le ali per volare
l’ho ricordati
sorrisi per
non morire.
L’acqua profonda
sembra cielo
sole alto.
Porto Selvaggio.
Divengo cavallo
impazzito per
fuggire al mondo
bagnarmi nel mare
sapore di sale
rubare i raggi di sole.
Porto Selvaggio.
Al posto dei pensieri
Ali azzurre; questo è
Porto Selvaggio.
Le nuvole no
C’è aria di paradiso
la sabbia granelli cristallini
si rincorrono.
Sei già nell’azzurro
nel mare mentre
bevi il sale, godi il sole.
Grande luce.
C’è aria di paradiso
gli archi di sabbia
si susseguono
è l’ora di correre
nel vento di aprire le
tue mani;
sei già in paradiso
a Porto Selvaggio.
Le nuvole NO
le nuvole NO
siamo nel mondo di Porto Selvaggio.
Carmelina dal diario interamente scritto in poesia in terra di PUGLIA
Una citazione dal Riccardo III (Shakespeare.)
Nonostante il combattimento inizialmente sembri procedere per il verso giusto, Riccardo si ritrova presto solo in mezzo al campo di battaglia, e urla sconsolato "Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!".
Al giovane Lorenzo Tommasi ho chiesto perché questa decisione ? Riporto la sua risposta:
"La mia compagna di banco mi parlava del mestiere di suo padre
Nella mia mente memorizzai quella figura come un personaggio mistico, perché ero troppo piccolo per capire un'arte cosí rara.Passarono venti anni e mi tornó in mente il pensiero che avevo cullato nella mia testa, dopo essermi accorto, a 25 anni, che avevo un ferro di cavallo appeso a un chiodo vicino alla finestra di camera mia ."
Nessun commento:
Posta un commento