martedì 31 ottobre 2023
lfons Maria Mucha nacque il 24 luglio 1860 a Ivančice, in Moravia (una regione dell'odierna Repubblica Ceca, allora facente parte dell'Impero austro-ungarico). Figlio di un usciere del tribunale, Ondřej Mucha (1825-1891), e della sua seconda moglie Amálie Malá (1822-1880), donna di umile origine ma di grande intelligenza, Alfons già giovanissimo rivelò la propria vocazione artistica, che si manifestava nei suoi molteplici disegni della realtà intorno a lui: fiori, cavalli, scimmie erano tutti soggetti che catturavano la sua fervida attenzione, diventando in questo modo ricorrenti nella sua primissima produzione grafica.[1]
Un impulso decisivo, in ogni caso, gli venne fornito dalla formazione religiosa che ricevette per iniziativa della madre, una devota cattolica praticante. Il giovane Mucha, infatti, trascorse diversi anni alla chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine di Ivančice, dove era accolito e corista; fu proprio il suo talento nel canto a consentirgli, all'età di undici anni, di passare al coro della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, nella città di Brno, dove compì anche gli studi secondari al ginnasio Slovanské. A Brno il giovane Alfons crebbe nell'ambiente patriottico che faceva capo al movimento di rinascita nazionale ceco, dal quale trasse l'amore per la civiltà morava e le sue tradizioni; anche l'ambiente ecclesiastico lasciò tracce profonde sulla sua fantasia, animata dall'imponente mole delle cattedrali, dal penetrante aroma dell'incenso, dal suono delle campane e generalmente da
A Vienna
Nell'autunno del 1878, su consiglio di Josef Zelený, Mucha presentò la domanda d'iscrizione per l'Accademia di Belle Arti di Praga; non venendo ammesso (gli venne suggerito addirittura di scegliere una «professione differente»), a soli diciannove anni si trasferì a Vienna dove lavorò per la compagnia Kautsky-Brioschi-Burghardt come pittore per scenografie teatrali.[1]
Per un ragazzo che a malapena si era inoltrato oltre Praga, città sì pittoresca, ma ancora profondamente provinciale, Vienna dovette apparire imponente, quasi maestosa. La città, capitale dell'Impero austro-ungarico, era stata tra l'altro appena rivoluzionata da un vasto piano di ristrutturazione urbanistica, culminato con l'apertura di una monumentale arteria che demarcava il perimetro del centro abitato, la Ringstraße, circoscritta da eleganti edifici in stile neogotico, rinascimentale, barocco e neoclassico.[2]
Mucha, insomma, approdò in una metropoli ricca di iniziative e di fermenti, e qui si divideva tra la faticosa attività lavorativa e gli svaghi e le frequentazioni concesse da una grande città; conobbe Hans Makart, e partecipò attivamente alla vita culturale intensa e vivace, animata dai musei, dalle sale da concerto e soprattutto dagli spettacoli che si rappresentavano nei diversi teatri esistenti, che visitò assiduamente disponendo di ingressi gratuiti e illimitati fornitigli dalla compagnia teatrale.
Mucha rimase a Vienna per ben due anni. Un tragico evento, tuttavia, pose fine al suo soggiorno viennese: un violento incendio divampato nel Ringtheater l'8 dicembre 1881, che uccise almeno 449 persone e devastò totalmente la struttura. In seguito a questa tragedia, la compagnia Kautsky-Brioschi-Burghardt si ritrovò a fronteggiare una profonda crisi, che portò Mucha ad esser licenziato per motivi di riorganizzazione aziendale.[1]impressioni che lo accompagnarono per tutta la vita e ne segnarono in modo particolarmente intenso la produzione artistica.[1]
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