Il padre di Nino Barene si arruolò in finanza; quattro anni, si congedò e ritornò qua a Magisano.
Dato che eravamo amici ,essendo cresciuti insieme pensammo con un altro compagno, di comprare una camion, 18 mila lire di spesa, 6 mila lire ciascuno per formare la società.
In Sila trovammo una segheria e così trasportavamo legname.
Un poco di benzina a Catanzaro e partimmo verso la Sila dove caricavamo i pezzi di legno.
La strada era una mulattiera, tutta pietre, pietre, fosse, fosse, arrivammo con quel camion ch’era diventato rosso.
Al ritorno dal carico fatto, a Sersale, dove c’era una curva secca, il camion andò fuori strada
“ne incavunammo”.
Il camion restò con due ruote all’aria e due in terra; con picche e pale facemmo un piazzale sotto le ruote, poi ci attaccammo quattro muli, 100 lire di spesa per alzarlo sulla strada e agli otto giorni riuscimmo a tirar fuori il camion.
In quelle otto notti dormivamo fuori, non c’era problema d’estate, per magiare uno di noi andava a Sersale a comprare mortadella e pane.
Per quei viaggi in Sila ci davano 300 lire, ma dopo quell’esperienza, visto che la strada era cattiva pensammo di non andarci più!
Andammo così a Catanzaro: ogni tanto là arrivava un vagone carico di legna per la caserma dei soldati.
Venne il tempo delle castagne e riuscimmo a fare un paio di viaggi. Al terzo, a Catanzaro prima di arrivare fuori porta andammo a cozzare contro un muro dove c’era una rarroza che riducemmo pezzo, pezzo.
Dopo, questa fu l’ultima “camionata” perché la macchina poi rimase ferma alla cabina svariato tempo; non c’era lavoro vendemmo così tutto per tornare a lavorare la terra.
Il padre di Nino Barese partì di nuovo, trovò da fare il commesso di fotografie a Bari e si sposò.
A 56 anni morì, poi anche la moglie e lasciarono tre figli maschi: Nino che si sposò a Magisano, Vincenzo a Vincolise e Nicola che si trova in Australia con due sorelle.
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