venerdì 21 agosto 2009

tipologia e storia delle biblioteche, servizi e cataloghi

Tipologia, organizzazione e storia delle biblioteche, servizi e cataloghI Raccomandazioni dell’IFLA per le biblioteche pubbliche La biblioteca pubblica deve essere aperta a tutti, anche nel senso che deve formare le sue raccolte avendo presenti gli interessi, il livello di cultura e le capacità di lettura di tutti i membri della comunità. La biblioteca pubblica deve essere aperta a tutti gratuitamente…” Manifesto UNESCO sulle biblioteche (cfr. “AIB notizie”, 7 (1995), n.5, pp. 1-2). • “La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza ed informazione”. • Il termine “biblioteca” deriva dalle parole greche: “biblos (=libro) e “theca”(ripostiglio) e significa “luogo dove si conservano i libri”. TIPOLOGIA • In Italia sono censite oltre 15.780 biblioteche, che si possono classificare come: ...
 Biblioteche di conservazione e ricerca a carattere generale;  Biblioteche di carattere specialistico;  Biblioteche di pubblica lettura. BIBLIOTECHE IN ITALIA Pubbliche • Statali • Di enti locali (regionali, comunali, provinciali) • Di istituti di studio e di ricerca Private • Di enti, fondazioni e istituti privati LE BIBLIOTECHE STATALI  Nazionali centrali;  Nazionali;  Universitarie (le biblioteche delle Università fanno capo al Ministero per l’Università e la Ricerca scientifica);  a carattere generale,  specialistiche;  annesse ai Monumenti nazionali. BIBLIOTECHE A ROMA Circa 800 biblioteche: • pubbliche statali • di Università • comunali • di istituti culturali • scolastiche Riferimenti normativi • D.P.R. 5 luglio 1995, n. 417 (G.U. 5 ottobre 1995, n.118, parte I,): Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali (in sostituzione del vecchio Regolamento organico approvato con D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1501). • D. lgs.31 marzo 1998, n. 112 (G.U. 21 aprile 1998, n.92): Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali • D. lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 (G.U. 27 dicembre 1999, n.202): T.U. delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali; SBN SERVIZIO BIBLIOTECARIO NAZIONALE • Che cos’è: una rete creata con l’obiettivo di realizzare un catalogo collettivo nazionale in linea. • Accesso: http://opac.sbn.it Basi dati SBN:  Info SBN = informazioni sulla rete  OPAC SBN = ricerca nel catalogo collettivo  SBN online = ricerca in cataloghi italiani e di altri paesi, e richiesta di servizi  Cataloghi storici = ricerca nei cataloghi storici di biblioteche italiane della copia digitale delle schede  Biblioteche italiane = informazioni sulle biblioteche italiane  Edizioni del XVI secolo  BibMan = bibliografia dei manoscritti in alfabeto latino  Manus = ricerca dei manoscritti in alfabeto latino in biblioteche italiane STORIA DELLE BIBLIOTECHE nel tempo ETA’ ANTICA • Biblioteca di Ninive, situata nel palazzo di Assurbanipal (668 – 627), dove sono state ritrovate 22.000 tavolette d’argilla a caratteri cuneiformi, con documenti amministrativi e testi letterari come l’Epopea di Gilgamesh e il mito della creazione. Era destinata ad uso esclusivo del re. • Biblioteca di Boghazkoi, capitale degli Ittiti, dove sono state ritrovate 11.000 tavolette d’argilla, che costituivano i cataloghi di documenti conservati e allineati nei banconi. BLIOTECHE GRECHE • In età classica vengono ricordate le biblioteche di Aristotele, di Teofrasto e dei figli di Pisistrato. • In età ellenistica famose erano le biblioteche di Alessandria d’Egitto e di Pergamo. Biblioteca di Alessandria • Progettata da Tolomeo Soter (305-282 a.C.) e fondata dal figlio, Tolomeo II Filadelfo dopo il 300 a. C., fu un importante centro di studi, con centinaia di rotoli di papiro, un proprio scrittorio e una scuola filologica. • Raccoglieva testi di ogni argomento ed era pubblica, cioè aperta a letterati e studiosi. • Fu distrutta nel 48 a. C.a causa di un incendio. Biblioteca di Alessandria • A capo della biblioteca era un direttore designato dalla corte: il primo a ricoprire tale incarico fu Zenodoto, che stabilì anche i criteri di sistemazione del patrimonio della biblioteca. • Altri direttori furono Callimaco, Eratostene (dal 245 al 205), Aristofane di Bisanzio (dal 200 al 185), e Aristarco (dal 175 al 145). Biblioteca di Pergamo • Fondata da Eumene II (197–158 a.C.), fu un importante centro di cultura greca che rivaleggiava con la biblioteca di Alessandria. Era annessa al Tempio di Atena, la dea della sapienza. • Secondo Plinio fu Eumene II ad introdurre l’uso della pergamena come materiale scrittorio al posto del papiro, perché più resistente e tale da permettere la scrittura su entrambe le facce. BIBLIOTECHE ROMANE • Le prime biblioteche romane furono private, di proprietà di uomini dotti e bibliofili. • Sono ricordate:  la biblioteca di Lucullo, proveniente dal bottino ottenuto nel corso della campagne militari nella parte settentrionale dell’Asia Minore;  la biblioteca di Cicerone (nella quale confluirono anche i libri frutto del bottino di Silla, con la raccolta libraria di Aristotele);  la biblioteca di Attico, uomo di profonda cultura;  la biblioteca di Varrone;  e quella dei Pisoni ad Ercolano. • Il primo progetto di biblioteca pubblica romana risale a Giulio Cesare, che ne affidò la realizzazione a Terenzio Varrone, ma la biblioteca sorse soltanto nel 37 a.C. sull’Aventino nell’atrio del tempio della Libertà nel 37 a.C. ad opera di Asinio Pollione. • L’edificio era decorato con eleganti colonne ed era suddiviso in 2 sezioni: una per le opere in greco e una per quelle in latino. • Altre biblioteche furono istituite da Augusto e dai suoi successori:  la Biblioteca Palatina o Biblioteca del Tempio di Apollo, annessa al Tempio di Apollo,  e un’altra biblioteca situata nella zona del Campo Marzio all’interno del Portico d’Ottavia.  Anche Tiberio fondò una o due biblioteche sul Palatino.  Vespasiano ne istituì un’altra annessa al Tempio della Pace. • Nel Foro Traiano c’erano 2 biblioteche, una greca e una latina. • Nel IV secolo a Roma si contavano 28 biblioteche pubbliche, organizzate con un sistema di classificazione per generi e per materie analogo a quello della Biblioteca di Alessandria d’Egitto. • Il personale che gestiva e amministrava le biblioteche romane era spesso costituito da schiavi e liberti, come nel caso di Gaio Mecenate Melisso per la biblioteca del Portico d’Ottavia e Gaio Giulio Igino per la Biblioteca Palatina BIBLIOTECHE MEDIEVALI • Periodo oscuro per le biblioteche, dovuto a:  invasioni barbariche  decadenza della cultura classica  trasferimento della sede imperiale da Roma a Costantinopoli nel 330 d. C., ove esistevano 3 grandi biblioteche:  una presso l’università,  una nel Palazzo imperiale,  e una nella sede del Patriarca. BIBLIOTECHE MONASTICHE • Dopo la caduta di Bisanzio (Costantinopoli) furono le biblioteche monastiche ad occuparsi della conservazione e della trasmissione dei testi greci e delle opere classiche, ricopiandole e diffondendone la conoscenza. VI SECOLO • Nel Monastero di Montecassino, fondato da S. Benedetto nel 527, esisteva una biblioteca e uno scriptorium. • Fra il 540 e il 550 Cassiodoro fondò una scuola scrittoria nel monastero di Vivarium vicino a Squillace, in Calabria, dove si copiavano testi sacri e profani greci e latini. VII SECOLO  Nel 612 San Colombano fondò a Bobbio (in provincia di Piacenza) un monastero dotato di scriptorium e biblioteca.  Missionari irlandesi fondarono alcuni dei centri scrittori più importanti: Luxeuil, Corbie, San Gallo, Fulda.  Isidoro di Siviglia costituì nella sua città una delle più ricche biblioteche del tempo. • Nel XIII secolo le biblioteche erano affidate per la maggior parte agli ordini religiosi (Domenicani e Francescani) e fin dal 1246 si ebbero le prime embrionali regole per la gestione delle biblioteche conventuali: • S. Domenico aveva dettato precise norme per l’acquisto e la proprietà comune dei libri necessari per una seria ed approfondita preparazione teologica. • Necessità di avere a disposizione un locale idoneo per ospitare la biblioteca: un locale abbastanza capace per poter contenere i volumi e abbastanza luminoso da consentire la lettura a parecchi studiosi. • Una sala rettangolare non troppo larga, con molte finestre sui 2 lati più lunghi, che si aprivano su chiostri o giardini, in modo da garantire la massima illuminazione possibile. UMANESIMO • Nel XIV secolo nasce una nuova figura di studioso, appassionato di ricerca storica e filosofica e innamorato degli autori classici: l’Umanista • Sorge così l’esigenza di una collezione personale di testi letterari. RINASCIMENTO Nel XV secolo: • Rinnovato interesse per i classici • Maggiore importanza delle biblioteche • Eredità di illustri umanisti e dei primi bibliofili • Nuovo interesse dei principi e delle grandi famiglie per la cultura e per l’arte • Il cardinal Bessarione donò la sua collezione di codici greci alla Basilica di S. Marco a Venezia; • Anche Petrarca aveva stipulato una convenzione con la Repubblica di Venezia per lasciare i suoi libri alla biblioteca di S. Marco, ma la cosa non andò in porto; • A Firenze Poggio Bracciolini aveva auspicato la fondazione di una biblioteca, che fu creata poi dalla famiglia Medici nel convento dei frati domenicani di S. Marco e aperta a studiosi e dotti, dove confluirono i libri di Niccolò Niccoli e quelli di Coluccio Salutati, mentre i libri di Boccaccio passarono al convento di S. Spirito. Grandi famiglie di mecenati della cultura • I Medici a Firenze • I Visconti e gli Sforza a Milano • I Gonzaga a Mantova • Gli Estensi a Modena • Gli Aragonesi a Napoli Invenzione della stampa a caratteri mobili, ideata da Giovanni Gutenberg a Magonza • In Italia i primi libri a stampa videro la luce a Subiaco, dove i due chierici Conrad Sweynheim e Arnold Pannartz emigrarono da Magonza, messa a sacco nel 1462. • Fra il 1467 e il 1470 si stamparono libri anche a Roma, Foligno, Trevi e Venezia. Il Cinquecento • Il ricchissimo patrimonio che gli umanisti ereditarono dalle generazioni precedenti si accrebbe sempre di più con la produzione di libri a stampa, anche se contemporaneamente continuava la produzione dei manoscritti. Nuove importanti biblioteche venivano create: • A Firenze la Biblioteca Medicea – Laurenziana • A Napoli la Biblioteca dei re d’Aragona • A Venezia la Biblioteca Marciana XVII SECOLO • Grande fervore di studi scientifici • Ristagno degli studi umanistici • Sviluppo delle biblioteche in senso moderno • Apertura delle prime biblioteche pubbliche XVII SECOLO • Biblioteca Ambrosiana a Milano (1609) • Biblioteca Angelica a Roma (1614) • Biblioteca Gambalunghiana a Rimini (1617) • Biblioteca Augusta a Perugia (1623) • Biblioteca Universitaria a Padova (1626) XVIII SECOLO • Grazie al contributo di bibliofili e principi mecenati si costituiscono i più cospicui e pregevoli nuclei librari:  Biblioteca del Magliabechi e Biblioteca Palatina a Firenze  Biblioteca fondata da Carlo III di Borbone a Napoli  Biblioteca Casanatense a Roma XIX SECOLO  Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze  Biblioteca Nazionale Centrale di Roma  Biblioteca Vittorio Emanuele III di Napoli. STORIA DELLE BIBLIOTECHE NELLO SPAZIO PRINCIPALI BIBLIOTECHE ITALIANE A FIRENZE  Biblioteca Nazionale Centrale  Biblioteca Medicea Laurenziana  Biblioteca Marucelliana BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di FIRENZE • Nacque nel 1862 dalla fusione di 2 importanti biblioteche fiorentine:  la Biblioteca Magliabechiana (biblioteca privata del letterato Antonio Magliabechi, 1633-1714, lasciata in testamento a “beneficio universale della città di Firenze”)  e la Biblioteca Palatina (la biblioteca di Palazzo Pitti, fondata da Ferdinando III di Lorena e continuata dal successore Leopoldo II). • Si arricchì con le opere che si stampavano nel Granducato di Toscana, con lasciti e doni, e dal 1870 riceve per diritto di stampa copia di tutte le pubblicazioni edite in Italia. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di FIRENZE  Dal 1886 al 1957 la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF) ha pubblicato il "Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa", divenuto a partire dal 1958 "Bibliografia nazionale italiana" (BNI).  La BNCF è anche sede pilota nella creazione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) che ha come obiettivo l'automazione dei servizi bibliotecari e la costruzione di un indice nazionale delle raccolte librarie possedute dalle biblioteche italiane. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di FIRENZE L'alluvione del 1966 ha causato gravissimi danni, in particolare all'intera emeroteca, alla preziosa raccolta delle Miscellanee, al fondo Magliabechiano, al fondo Palatino e a numerose altre raccolte, nonché a tutti i cataloghi a schede e a volume, all'apparato bibliografico delle sale di lettura e agli arredi. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di FIRENZE Patrimonio librario La Biblioteca dispone di un patrimonio di oltre 5.300.000 volumi a stampa, 115.000 testate di periodici di cui circa 15.000 in corso, 3.700 incunaboli, 25.000 manoscritti, 29.000 edizioni del XVI secolo e circa 1.000.000 di autografi. Le scaffalature dei depositi librari coprono attualmente 105 Km lineari, con un incremento annuo di 1 Km e 475 metri. BIBLIOTECA MEDICEA - LAURENZIANA • Biblioteca privata della famiglia de’ Medici, istituita da Cosimo il Vecchio nel Convento di S. Lorenzo e arricchita con importanti acquisti ordinati soprattutto da in Oriente da Lorenzo il Magnifico. BIBLIOTECA MEDICEA - LAURENZIANA • L’edificio, su disegno di Michelangelo, fu portato a termine dall’Ammannati nel 1560 e la biblioteca fu inaugurata l’11 giugno 1571 nel complesso di S. Lorenzo dal Granduca di Toscana Cosimo I come servizio “publicae utilitate”, con un patrimonio di 3000 manoscritti. BIBLIOTECA MEDICEA - LAURENZIANA Nel 1757 Angelo Maria Bandini, canonico di S. Lorenzo, fu nominato bibliotecario della Laurenziana, carica che mantenne per circa 50 anni. BIBLIOTECA MEDICEA - LAURENZIANA • Il patrimonio della Biblioteca, ricco di 11.000 manoscritti, 2.500 papiri e 566 incunaboli, è costituito dall’originario nucleo della Biblioteca Medicea, costantemente accresciuto nel corso degli anni con i preziosi fondi degli umanisti fiorentini. • Nel 1818 il bibliofilo Angelo Maria D’Elci donò la sua preziosa raccolta di classici greci e latini. BIBLIOTECA MARUCELLIANA • Voluta dall’abate Francesco Marucelli come biblioteca di cultura generale aperta ad una vasta utenza, fu inaugurata il 18 settembre 1752 in un edificio fatto costruire ex novo dal nipote del fondatore, Alessandro Marucelli, che donò anche i propri libri e nominò come bibliotecario Angelo Maria Bandini. BIBLIOTECA MARUCELLIANA • Il modello ligneo Il modello di questo tipo di edificio, realizzato nella seconda metà del Settecento dall'architetto romano Alessandro Dori e presentato, insieme ai relativi disegni, per mostrare la validità del progetto di costruzione della Marucelliana. A ROMA  Biblioteca Nazionale Centrale  Biblioteca Angelica  Biblioteca Casanatense  Biblioteca Vallicelliana  Biblioteca Universitaria Alessandrina  Biblioteca di Archeologia e storia dell’arte  Biblioteca di Storia moderna e contemporanea  Biblioteca Medica Statale  Biblioteca Baldini  Biblioteca Apostolica Vaticana BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di ROMA Fondata nel 1875 per volere del mini- stro Ruggero Bonghi e inaugurata il 14 marzo 1876 nella sede del Collegio Romano, dove era presente la Bibliotheca Major del Collegio dei Gesuiti, il primo nucleo della Biblioteca fu costituito da preziosi fondi, manoscritti e a stampa, provenienti dalla confisca dei beni degli ordini religiosi soppressi dopo la costituzione del Regno d’Italia. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di ROMA • Negli anni ’60 il patrimonio librario si era talmente accresciuto che la sede del Collegio Romano non era più sufficiente ad accogliere le nuove acquisizioni; si pensò dunque di costruire un nuovo edificio nell’area del Castro Pretorio, che fu inaugurato il 31 gennaio 1975. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE di ROMA • Infine, nel 1997 è stata attuata una ristrutturazione, che in 5 anni di lavori ha notevolmente modificato e rinnovato l’aspetto delle sale di lettura e di consultazione aperte al pubblico. La nuova struttura è stata inaugurata il 29 marzo 2001. I compiti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono:  raccogliere e conservare la produzione editoriale italiana,  documentare la principale produzione estera ed in particolare quella dedicata al nostro paese,  produrre servizi bibliografici nazionali,  diffondere e rendere disponibile il proprio patrimonio.  La BncR cura dal 1886 la pubblicazione del “Bollettino delle opere moderne straniere” (BOMS) ed ha curato la pubblicazione dell”Indice generale degli incunaboli”, 1943-1981 (IGI).  Dal 1989 è attivo il Centro nazionale per lo studio del manoscritto, che conserva oltre 100.000 microfilm di manoscritti posseduti dalle principali biblioteche italiane, pubbliche e private. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA • La Biblioteca conserva circa 6 milioni di volumi, 84.000 manoscritti, 1.938 incunaboli, oltre 25.000 cinquecentine e circa 20.000 carte geografiche, 10.000 fra stampe e disegni, oltre quelli raccolti in volume, e più di 44.000 testate di periodici. È in continuo incremento anche il patrimonio audiovisivo e multimediale. BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA BIBLIOTECA ANGELICA Deriva il suo nome dal vescovo agostiniano Angelo Rocca, erudito e bibliofilo, responsabile della Tipografia Vaticana, che alla fine del XVI secolo affidò la sua raccolta libraria ai frati del convento di Sant’Agostino di Roma, dove già dalla fine del XIII secolo esisteva una biblioteca. Angelo Rocca fondò una nuova biblioteca in una sede idonea, con proprie rendite e un proprio regolamento, e volle che fosse aperta a tutti, senza limiti di stato e di censo. BIBLIOTECA ANGELICA • Fino alla sua morte Angelo Rocca continuò ad occuparsi personalmente della biblioteca, che contava allora circa 20.000 volumi, prevalentemente di natura religiosa. • La biblioteca era regolata da precise norme per l’elezione del bibliotecario, per il prestito, la distribuzione e ricollocazione dei libri, per il restauro, ecc. BIBLIOTECA ANGELICA • Trent’anni dopo la morte del Rocca gli agostiniani fecero costruire una nuova sede per la biblioteca, affidandone il progetto a Francesco Borromini, che lasciò l’esecuzione al suo assistente Francesco Righi. • Un secolo dopo vennero eseguiti dei lavori di ristrutturazione, che furono commissionati all’architetto Vanvitelli. BIBLIOTECA ANGELICA • Nel 1661 pervenne alla Biblioteca un importante fondo, lasciato da Lukas Holste, custode della Biblioteca Vaticana, con una raccolta di opere notevole nel campo della geografia e dell’osservazione scientifica della realtà. • Nel 1762 fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Domenico Passionei, comprendente i più celebri autori cattolici, e inoltre libri rari, incunaboli e codici di grande pregio. BIBLIOTECA ANGELICA • Nel 1798, quando la Repubblica Giacobina rovesciò il governo dei Papi, i frati chiusero la Biblioteca per timore di incursioni e saccheggi. • Gli agostiniani tornarono nel loro convento nel 1814 e riaprirono la Biblioteca fino al 1848. • Essi furono però definitivamente allontanati nel 1873, quando lo Stato italiano prese possesso della Biblioteca, nominando Ettore Novelli primo direttore laico. BIBLIOTECA CASANATENSE • Deriva il suo nome e il suo patrimonio da mons. Girolamo Casanate, che il 27 agosto 1655 scriveva al cardinale Facchinetti, annunciandogli la sua decisione di ampliare la biblioteca paterna e di metterla a disposizione, affidandola al Collegio di Propaganda Fide. • Il 26 luglio 1655 Giovanni Maria Castellani, illustre medico e professore di anatomia, aveva lasciato per testamento i suoi cospicui averi al Convento di S. Maria sopra Minerva, destinandone una parte alla fondazione di una ”libraria publica”, aperta ai frati del convento e agli studiosi, che conservasse “libri di tutte sorte di professioni lecite”. BIBLIOTECA CASANATENSE • Alla morte del cardinale Casanate (3 marzo 1700) fu aperto il suo testamento, nel quale il Convento della Minerva risultava erede di tutti i beni posseduti fuori del Regno di Napoli per “fondare una biblioteca publica in Roma” che fosse “a beneficio commune di tutti quelli che vorranno approfittarsi nelle Lettere…”. BIBLIOTECA CASANATENSE • La biblioteca doveva essere aperta nel convento ed essere affidata alla direzione di sei alti prelati domenicani. • C’erano poi regole dettagliate sull’elezione dei bibliotecari, sui compiti, sugli stipendi, sul funzionamento e sull’orario della biblioteca, che doveva rimanere aperta al pubblico tutti i giorni per 3 ore la mattina e 3 ore la sera, tranne il giovedì e nei giorni di festa. BIBLIOTECA CASANATENSE • Venne progettato e allestito un salone con 2 ordini sovrapposti di scaffalature, con un ballatoio per accedere al piano superiore. • I volumi furono collocati per materia e all’interno della materia per formato. BIBLIOTECA CASANATENSE • Il 3 novembre 1701 venne finalmente inaugurata la biblioteca, che, grazie ai cospicui fondi, si accrebbe ben presto con l’acquisto di intere biblioteche appartenute a privati defunti, diventando per lungo tempo la più ricca biblioteca di Roma. BIBLIOTECA CASANATENSE • Soltanto nel 1876, a seguito della fondazione della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II nella sede del Collegio Romano, attigua alla Casanatense, si ebbe una diminuzione dei fondi e dell’importanza della biblioteca, e tuttavia ancora oggi essa assume un enorme valore culturale per il suo patrimonio di fondi manoscritti e a stampa, per i suoi indici e cataloghi, per la sua architettura e per i suoi arredi. BIBLIOTECA VALLICELLIANA • L’origine della Biblioteca è legata al nome di San Filippo Neri (1515 – 1595) e alla Congregazione dell’Oratorio da lui fondata. • Nacque ufficialmente il 25 maggio 1581, data del testamento dell’umanista portoghese Achille Stazio, che donò la sua biblioteca (1700 libri a stampa e 300 manoscritti) a S. Filippo Neri e che costituì poi il primo nucleo della biblioteca. BIBLIOTECA VALLICELLIANA • Il primo bibliotecario (dal 1584 al 1587) fu Cesare Baronio, ma fu il Padre Fabiano Giustiniani, che fra il 1605 e il 1617 le diede un ordinamento moderno, dotandola di cataloghi per autore e per soggetto. • Nel XVII secolo si arricchì di numerose biblioteche private e di parte dei manoscritti e dei libri del cardinale Cesare Baronio. BIBLIOTECA VALLICELLIANA Negli anni fra il 1637 e il 1644 Francesco Borromini costruì il salone monumentale, disegnandone anche la scaffalatura lignea. BIBLIOTECA VALLICELLIANA • La Vallicelliana si arricchì in seguito di 236 manoscritti di Leone Allacci, contenenti i suoi studi e la sua corrispondenza con gli eruditi del suo tempo e dei 299 manoscritti del Padre Francesco Bianchini e del nipote, Padre Giuseppe Bianchini (XVII-XVIII secolo). • Pervennero in dono anche altre biblioteche private di eruditi e bibliofili. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ALESSANDRINA • Deriva il suo nome dal Papa Alessandro VII (Fabio Chigi), che volle dotare l’Università di Roma, fondata da Bonifacio VIII (Bolla del 20 aprile 1303 per lo Studium Urbis), di una biblioteca. • La biblioteca occupò l’area attigua al Palazzo della Sapienza e ala Chiesa di S. Ivo. La costruzione fu terminata alla fine del 1660 e il progetto della scaffalatura fu affidato al Borromini. • L’ordinamento della biblioteca fu promulgato il 21 aprile 1667 e la biblioteca fu aperta “a pubblico uso e comodità” il 6 novembre 1670. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ALESSANDRINA • Al momento dell’apertura la biblioteca possedeva 35.000 volumi ed era dotata di un catalogo alfabetico per autore e di un catalogo per materie. • Successivamente vi confluirono diversi importanti fondi:  i libri del padre somasco Agostino De Angelis,  i duplicati della Biblioteca Chigiana,  la libreria del vescovo di Mileto, mons. Gregorio Panzani,  i duplicati della Biblioteca Vaticana. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ALESSANDRINA • Nel Settecento la Biblioteca, come pure l’Università, perse la sua importanza, ma restò pur sempre un centro di ritrovo per intellettuali, studiosi e letterati. • La sua rinascita si ebbe a partire dal 1815, quando il Papa Pio VII promulgò l’editto che stabiliva l’obbligo per i tipografi e gli editori dello Stato Pontificio di consegnare alla Biblioteca una copia delle opere stampate. • Infine, dopo il 1870 l’Alessandrina ebbe il diritto di stampa per la provincia di Roma e un nuovo regolamento. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ALESSANDRINA • Nel 1930 la costruzione della nuova Città Universitaria, progettata dall’architetto Marcello Piacentini, prevedeva anche uno spazio per la Biblioteca Alessandrina, che fu trasferita nella nuova sede 1935. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE • Nasce ufficialmente con la legge 15 gennaio 1922, n. 10, ma la sue origini risalgono al 1876, quando era poco più di una raccolta di libri annessa alla Direzione degli scavi e dei musei, situata a Piazza della Minerva. • Era costituita da poche centinaia di opere, prevalentemente di archeologia, a disposizione dei funzionari di quella Direzione. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE • Il 27 ottobre del 1918, per iniziativa di Corrado Ricci, viene fondato l'Istituto italiano di archeologia e storia dell'arte, al quale sono attribuiti essenzialmente compiti di documentazione bibliografica nell’ambito di queste discipline; pertanto la biblioteca della Direzione generale delle antichità e belle arti viene trasferita nella sede dell’Istituto, a Palazzo Venezia. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE • Il 6 giugno 1922 viene ufficialmente inaugurata la Biblioteca dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte e la sua direzione è affidata a Luigi De Gregori. Essa occupa le sale al piano rialzato del Palazzo e successivamente i locali sottostanti, ex-residenza del Cardinale Pietro Barbo (poi Papa Paolo II). Dal 1929 occuperà anche la Torre della Biscia. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE • Nel 1922 riceve in dono un fondo di circa 30.000 volumi da parte dello scrittore napoletano Rocco Pagliara e nel 1929 acquisisce la prestigiosa collezione di Rodolfo Lanciani, ricca di stampe, disegni, manoscritti e appunti autografi di topografia romana. • Seguono nel 1930 la donazione dell'orafo Alfredo Csatellani, nel 1933 la raccolta musicale di Alessandro Vessella, e nel 1934 il lascito di Corrado Ricci. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE Nell'autunno del 1939, per motivi di sicurezza legati alla imminente entrata in guerra dell’Italia, la Biblioteca è costretta a trasferirsi dalla sede di Palazzo Venezia nella Palazzina degli uffici dell'Accademia d'Italia alla Farnesina, dove rimane fino al 1947. BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE In occasione del rientro della Biblioteca nella sede originaria si procede ad una ristrutturazione anche con l’intento di utilizzare al massimo la superficie disponibile sia in senso orizzontale che in senso verticale, con scaffalature, ballatoi e soppalchi, per poter collocare il patrimonio librario in continuo aumento. Negli anni '50-'54 la Biblioteca riceve in dono il fondo Alfredo Dusmet e nel '55 quello di Ugo Monneret de Villard, comprendente volumi e opuscoli di archeologia e storia dell'arte orientale, nel 1958 la raccolta Giglioli. BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA • Ha origini relativamente recenti: nacque ai primi del Novecento per volere del Parlamento italiano come luogo deputato a raccogliere le testimonianze del Risorgimento. • Il primo nucleo della biblioteca fu costituito da libri, periodici e documenti attestanti il processo unitario raccolto presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma e denominato "Sezione Risorgimento". BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA • Nel 1906 il Ministro dell'Istruzione Paolo Boselli, presentò il progetto per la creazione di un istituto autonomo, concepito come biblioteca, museo e archivio del Risorgimento, ottenuto dal distacco della "Sezione Risorgimento", la cui sede avrebbe dovuto essere il monumento a Vittorio Emanuele II. BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA • Nel 1935, le raccolte furono affidate a due istituzioni distinte: la parte archivistica e documentaria venne destinata all’Istituto storico per il Risorgimento italiano con sede nel Vittoriano, mentre la parte bibliografica venne annessa nel 1937 all'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, con sede, dal 1939, in Palazzo Mattei di Giove e con la nuova denominazione di Biblioteca di storia moderna e contemporanea. BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA • Il Regolamento del 1937 definisce così i compiti e le funzioni della nuova Biblioteca: "Fine precipuo della Biblioteca è la raccolta della collezione delle fonti e della letteratura storica, di carattere strettamente scientifico, relative alla storia d'Italia e degli altri stati dal secolo XVI alla guerra mondiale". BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA • Fin dai primi anni del Cristianesimo esisteva in Laterano una biblioteca, più volte dispersa e ricostituita. • Durante il periodo trascorso ad Avignone i Papi fondarono un’importante biblioteca di carattere pre-umanistico. • Tentativo di far tornare i codici da Avignone, ma questi furono poi offerti a Scipione Borghese e rimasero nella Biblioteca Borghese fino al 1891, quando vennero acquistati per la Biblioteca Vaticana. BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA • La Biblioteca Vaticana comincia a formarsi grazie all’apporto di Pontefici umanistici dopo il rientro a Roma da Avignone: Eugenio IV, Nicolò V, Callisto III, Pio II, Paolo II, ecc. • Sisto IV nel 1475 emana la bolla che segna l’atto di nascita della Biblioteca. • Il primo bibliotecario fu Bartolomeo Secchi, detto il Platina. BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA • Nell’inventario del Platina i volumi, in numero di 2524, erano classificati per materie (I° esempio nella storia delle biblioteche). • Nel 1481 il numero dei volumi nell’inventario topografico era salito a 3498. BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA • I locali della Biblioteca erano stati riattati e affrescati al piano terra di un edificio fatto costruire da Nicolò V fra il cortile del Belvedere e quello del Pappagallo. • Nel ‘500 prosegue l’incremento con i Papi: Giulio II, Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico), Paolo III Farnese, Pio V. A MILANO • Biblioteca Nazionale Braidense • Biblioteca Ambrosiana BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE • Deriva la sua origine dalla biblioteca del Conte Carlo Pertusati, che fu donata all'Arciduca Ferdinando, figlio dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria e futuro governatore della Lombardia e poi acquistata dalla Congregazione di Stato per la Lombardia. BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE • Nel 1770 Maria Teresa, constatando la mancanza in Milano "di una biblioteca aperta ad uso comune di chi desidera maggiormente coltivare il proprio ingegno, e acquistare nuove cognizioni" e considerando insufficiente l'Ambrosiana, "ricca bensì di manoscritti", ma non di "libri stampati", decise di destinare ad uso pubblico la biblioteca del Pertusati. BIBLIOTECA AMBROSIANA • Fondata nel 1609 dal cardinale Federico Borromeo, che vi raccolse un gran numero di codici greci, latini e orientali fu aperta al pubblico come centro di studio e di cultura e vi furono annessi il Collegio dei Dottori, l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca. • Preziosi fondi pervennero dal monastero benedettino di Bobbio e dal Capitolo Metropolitano di Milano, come pure da importanti collezioni private di eruditi e bibliofili del ‘500. BIBLIOTECA AMBROSIANA • La Biblioteca ha carattere storico, letterario e religioso. • Illustri bibliotecari furono lo storico milanese Giuseppe Ripamonti, Ludovico Antonio Muratori, Giuseppe Antonio Sassi, il cardinale Angelo Mai, Antonio Maria Ceriani, il cardinale Giovanni Mercati e Achille Ratti, divenuto pontefice con il nome di Pio XI. A NAPOLI • Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III • Biblioteca Universitaria BIBLIOTECA NAZIONALE VITTORIO EMANUELE III • Situata nel Palazzo degli Studi (oggi sede del Museo Archeologico), la Biblioteca fu fondata alla fine del XVIII secolo, quando vi furono trasferite le collezioni librarie conservate nella Reggia di Capodimonte: fra queste la Libreria Farnesiana, che Carlo di Borbone aveva fatto trasportare a Napoli nel 1734. • La Biblioteca fu aperta al pubblico il 13 gennaio 1804 e assunse il nome di Reale Biblioteca di Napoli. BIBLIOTECA NAZIONALE VITTORIO EMANUELE III • Nel 1860 fu dichiarata Biblioteca Nazionale e si accrebbe con i fondi provenienti dai conventi degli ordini religiosi soppressi e con importanti doni e lasciti. • Nel 1910 fu annessa alla Biblioteca l’Officina dei Papiri Ercolanensi, istituita per custodire i papiri provenienti dagli scavi di Ercolano. BIBLIOTECA NAZIONALE VITTORIO EMANUELE III • Divenuta ormai inadeguata la vecchia sede, grazie anche all’interessamento di Benedetto Croce, nel 1922 la Biblioteca fu trasferita nell’ala orientale del Palazzo Reale. • In quegli anni furono annesse la Biblioteca del Museo di San Martino, la Brancacciana, la Provinciale, la San Giacomo e, in seguito al trattato di Saínt Germain ed alla convenzione artistica di Vienna, fecero ritorno a Napoli i preziosissimi manoscritti che nel 1718 Carlo VI d'Asburgo aveva forzatamente fatto trasferire a Vienna e che comunemente sono chiamati "ex viennesi". A VENEZIA • Biblioteca Marciana BIBLIOTECA MARCIANA La Libreria di san Marco deve la sua origine al mecenatismo del cardinale Bessarione, che donò, nel 1468, la sua raccolta di circa 750 codici greci, cui egli aggiunse poi altri 250 manoscritti e alcune opere a stampa. Venezia accettò solennemente il dono: veniva così realizzato il disegno di una "pubblica Libreria" a Venezia; un disegno che già Francesco Petrarca aveva concepito un secolo prima, nel 1362, senza peraltro poter condurre a termine il suo progetto. BIBLIOTECA MARCIANA • Lo Stato Veneto si impegnò a collocare i volumi in una sede degna dell'importanza del dono; ma solo nel 1537 fu possibile iniziare la costruzione della “Libreria”, ideata da Jacopo Sansovino, che armonizza lo stile classico della Rinascenza con il pittoresco ambiente veneziano. BIBLIOTECA MARCIANA • Incrementò poi le sue raccolte grazie a doni, lasciti e al trasferimento di parte delle biblioteche di alcuni monasteri, come SS. Giovanni e Paolo di Venezia e S. Giovanni di Verdara di Padova (fine secolo XVIII), nonchè per effetto dell'obbligo imposto agli stampatori di depositarvi un esemplare di ogni libro pubblicato, come previsto da una legge veneta del 1603 (la prima in Italia in materia). BIBLIOTECA MARCIANA • La Marciana conta oggi circa un milione di volumi, di cui circa 13.000 manoscritti, molti dei quali ricchi di miniature. Gli incunaboli sono 2.883; le cinquecentine 24.055. • Ricchissima per quanto riguarda la cultura greca, la storia veneta, l'editoria veneta, la Marciana, accresciuta in questo secolo da importanti donazioni (la raccolta Teza: circa 30 mila volumi, in buona parte relativi alle civiltà orientali; la raccolta Tursi, circa l5 mila volumi di viaggiatori stranieri in Italia), svolge una funzione importante nella vita culturale veneta e al servizio degli studiosi di tutto il mondo. A TORINO • Biblioteca Nazionale Universitaria • Biblioteca Reale BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA • La Biblioteca Nazionale Universitaria ha sede nelle ex scuderie di Palazzo Carignano. La struttura ospita circa un milione di volumi ed è stata fondata da Vittorio Amedeo II, che nel 1723 la collocò nei locali della Regia Università. BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA • Incrementò il suo patrimonio di libri a stampa, grazie al privilegio concesso del diritto di stampa, a cospicui doni e all’acquisto di svariati fondi. • Ulteriori collezioni (oltre 30.000 volumi) pervennero in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù e di numerose biblioteche ecclesiastiche. • Per la ricchezza dei suoi fondi, la Biblioteca fu inclusa (R. D. del 20 gennaio 1876) tra quelle "autonome" di primo grado e fregiata del titolo di "Nazionale" preposto a quello tradizionale di "Universitaria", in quanto incaricata "di rappresentare, nella sua continuità e generalità, il progresso e lo stato della cultura italiana e straniera". BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA • Nel 1904 un fatto catastrofico sconvolse la vita dell’Istituto: nella notte tra il 25 e il 26 gennaio il fuoco avvolse cinque sale della biblioteca, compromettendo irrimediabilmente la sezione dei manoscritti, degli incunaboli piemontesi, delle aldine e della consultazione. BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA • Nel XX secolo continuarono le acquisizioni, anche di fondi preziosissimi, ma durante il secondo conflitto mondiale, nel bombardamento di Torino dell’8 dicembre 1942, furono distrutti più di 15.000 volumi (tra cui quelli geografici con gli atlanti antichi ricchi di mappe) e porzioni del catalogo generale. • Nel 1957 iniziò la costruzione dell’attuale sede di piazza Carlo Alberto che terminò nel 1973, quando si procedette al trasloco dei volumi e degli uffici. • Il 15 ottobre 1973 veniva inaugurata la nuova Biblioteca. BIBLIOTECA REALE Il Palazzo Reale è un insieme di costruzioni diverse e successive, comunicanti fra loro, a cui lavorarono diversi esponenti del Seicento piemontese, dal rococò al neoclassico. BIBLIOTECA REALE • Al piano terra del Palazzo ha sede la Biblioteca Reale, opera, fra gli altri, di Pelagio Pelagi, che vi lavorò per incarico di Carlo Alberto. BIBLIOTECA REALE • La sala di lettura, rettangolare, presenta una volta a botte affrescata con i soggetti delle Scienze, delle Lettere e delle Arti. BIBLIOTECA REALE • La Biblioteca possiede oltre 185.000 volumi, 4.300 manoscritti, preziosi codici miniati, incisioni ed oltre 2000 disegni. • Importante è sopratutto il fondo, acquistato da Carlo Alberto, che comprende i disegni di Leonardo da Vinci. questo viaggio è stato realizzato grazie al contributo della prof PATRIZIA CALABRESI

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