Dopo avere disseminato il colle di Fiesole con le sue raffigurazioni dei santi e dei simboli della cattolicità, Amalia Ciardi Duprè porta adesso nel cuore dell’antica città etrusca un singolare «pantheon» di terrecotte dipinte. Opere che portano i segni e i caratteri suggeriti da una ininterrotta stratificazione culturale, sintetizzati nella consapevolezza di una comune umanità che lega culture e generazioni attraversando i secoli e i millenni. «Turan e il Mistero Etrusco di Amalia Ciardi Duprè» è il titolo della mostra, curata da Maria Grazia Tonioni, in programma dal 4 dicembre al 6 febbraio 2011 nella Sala Costantini del Museo Civico Archeologico di Fiesole (orario: tutti i giorni dalle 10 alle 14. Chiuso il martedì). In questa esposizione l’artista, famosa per avere tradotto nel linguaggio plastico contemporaneo l’iconografia cristiana, rinnovandola profondamente, ma mantenendone la carica comunicativa ed emozionale, si confronta con un mondo completamente diverso. Amalia Ciardi Duprè evoca le divinità etrusche attingendo alla profondità del mito. Una sfida in cui la filologia si sposa con la creatività, in una dialettica che riesce a conciliare gli opposti con immagini di grande originalità.
di Carmelina Rotundo
Plasmate, modellate dalle mani di una artista queste sculture, realizzate tra l’autunno del 2009 e 2010, parlano, raccontano, si muovono, palpitano per l’ispirazione di Amalia Ciardi Dupre discendente di quel popolo etrusco di cui lei ha respirato l’ atmosfera, il fascino: lei vive sul colle degli etruschi. Il 4 dicembre questa donna torna protagonista, primo attore in quel museo archeologico che l’ ha vista tante volte visitatrice, con una mostra «Turan e il mistero etrusco» per permetterci di entrare nel mistero, per condurci, in un percorso a dir poco avvincente! Sulla via Giovanni Duprè che conduce al museo sono posti i grandi bronzi ispirati ai miti greci realizzati da Amalia in questi ultimi 10 anni: Orfeo ed Euridice, la Grande Madre, Demetra e Persefone, Giuditta ed Oloferne. Queste opere vogliono preparare il visitatore a capire l’opera di questa artista che sviluppa a pieno il programma figurativo nel museo ed In particolare nella sala Costantini ed è lì che si respira il mito nella sua profonda simbologia; in quella sala del museo archeologico 16 capolavori in terracotta policroma circondano il frammento della lupa, animale sacro agli etruschi, lupa realizzata in bronzo con perizia testimonianza della loro abilità d fonditori. Ed il respiro dei miti esplorati e raccontati si fa palpito, emozione. Turan, la dea dell’amore, è rappresentata sotto l’ aspetto di donatrice di vita mentre spreme il suo latte; di amore che rispetta il Creato ed ha accanto i suoi animali sacri: il cigno nero e il piccione... Ma come Amalia Ciardi Duprè sia potuta giungere ad un risultato più che avvincente si deve, a quanto lei racconta, alla consultazione di testi greci e latini, insieme allo studio delle incisioni su specchi che attualmente si trovano nei musei di Londra, di Parigi, Boston. Gli etruschi erano un popolo ritenuto molto religioso e socialmente evoluto, dove la donna godeva di pari dignità con l’uomo, e ammirato dagli intelletuali latini: Cicerone, Tito Livio, Plinio rappresentano anelli di una catena umana giammai interrota e che il progresso è un «continuum» di esperienze che, collegandosi ci maturano e ci mutano, mai fissi nel tempo e nello spazio in continuo movimento! Destinati a cercare il perchè dei fenomeni, il perchè dell’esistere, delle varie culture e dell’agire come del pensare. Le 16 sculture policrome in terracotta di tonalità blu quelle degli inferi e di tonalità rosse quelle dei viventi, di altezza dai 30 ai 50 centimetri, sono a tutto tondo, mentre i disegni, gli originali relalizzati a «gouache», riprodotti su teli trasparenti fanno da sfondo scenografico ai gruppi. Linee e forme, danza e musica nel tratto che Amalia riesce a catturare con una perizia tecnica che la porta a fare e a fare forte di una ispirazione sempre viva e presnte in lei alimentata dalla cultura e dal dialogo che da sempre ha con studenti, ha insegnato infatti al liceo artistico statale, alla scuola d’arte di Porta Romana, ha studiato chitarra e pianoforte; ha interpretato testi medievali di carattere sacro ed attualmente collabora all’ organizzazione di incontri formativi al teatro le Laudi.
Un miracolo l’esposizione al museo archeologico di Fiesole da godere anche per i suoi odori, profumi: 12 mortai in pietra saranno ricolmi delle erbe sacre alle divinità. Una mostra da vivere nella musicalità e nelle plasicità, nei colori, nei suoni, nel museo si potranno asoltare musiche per flauto. Amalia addita l’amore degli Etruschi per il pianeta terra perchè il destino del mondo è nelle nostre mani, basta solo far brillare il diamante che c’è in noi e darci la mano, unirci e sorregerci per svegliare, al battito dei piatti dorati l’ aurora dalle dita rosate che ogni giorno può sorgere sempre più bella. Uno spendido catalogo accompagna la mostra ed un libro curato dal Servizio editoriale fiesolano: «Arte sacra a Fiesole di Amalia Ciardi Duprè» con introduzione di Mariarita Gerini e del Sindaco Fabio Incatasciato.
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