Il giorno 10 dicembre, alle ore 12.00, sulla facciata della sede della Misericordia di Firenze, verrà esposto un telo di 4 m per 3,20 m contente una semplice frase. Il Provveditore Andrea Ceccherini ha intuito la profondità di questo pensiero e ha scelto questa frase di Carmelina Rotundo - come messaggio, in grado di rispecchiare appieno il cammino intrapreso, da secoli, dalla Misericordia di Firenze – per rivolgere gli auguri natalizi alla città.
Nel cuore pulsante della città, in luogo di rara bellezza terrena e grande spiritualità, la casa della Misericordia guarda alla Cattedrale come simbolo del genio umano, capace di creare un immaginario ponte fra terra e cielo, che regala la speranza di condurci dove saremo solo luce e Amore, questo telo sarà visibile fino all’Epifania.
Nel periodo che precede il Natale, dove tutto risplende di addobbi e colori, questo telo nella sua austera semplicità, riverbera una luce speciale.
Amore: motore inesauribile della nostra vita.
Amore: strumento per raggiungere la pienezza del proprio io.
Amore: strada che ci conduce ad una dimensione superiore.
Carmelina Rotundo ha voluto, con una semplice frase che apre i cuori e le menti, tracciare un via da percorrere. E’ un pensiero che nasce alla fine di un suo lungo percorso spirituale. Il dolore per le cadute, le sconfitte, la morte delle persone care, spingono a cercare delle risposte, a trovare una ragione della nostra umana sofferenza, del nostro continuare ad esistere, del nostro vivere la vita. La paura e la sofferenza relegano in una sorta di tunnel buio del quale non riusciamo a intravedere l’uscita. Poi, la Fede ci impone il dovere di vivere e di non sprecare la nostra esistenza, in quanto dono prezioso ed irripetibile. E’ un percorso lento, faticoso e doloroso, dove all’inizio ci si trascina avanti, compiangendosi per le ferite che non smettono di sanguinare. Un giorno, asciugando la ferita che dà più dolore, con lo sguardo rivolto al cielo, ecco la risposta a lungo attesa. Solo amare gli altri permette di lenire i propri dolori e dà un senso al nostro esistere terreno. Andare incontro ai propri fratelli offrendo un sorriso, asciugare le lacrime di chi ci è accanto, accettare le offese più umilianti e avere la forza di porgere l’altra guancia. Non abbiamo altre strade da percorrere se non quelle dell’amore, un amore da vivere nel completo abbandono della sua grandezza e potenza.
Questo il pensiero che Carmelina, al termine di quello che lei definisce il suo “terreno pellegrinaggio”, ha voluto offrire a sua madre, a coloro che le sono stati vicini, ma anche a tutti noi.
Alla fine della cerimonia, alla quale prenderà parte il Provveditore della Misericordia, seguirà un piccolo rinfresco.
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