Leonardo .....
.........E la mente si accende:
un
nome conosciuto in tutto il mondo perché
lui ha spaziato in lungo e in largo nelle strade maestre e nei sentieri che portano alla conoscenza: osservatore, artista, inventore, ingegnere, architetto, scopritore
che non teme confronti in ogni
tempo ed in ogni luogo del nostro pianeta
e, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua morte avvenuta nel 1519, il Museo del Tessuto di
Prato , area legata al mondo del tessile da oltre nove secoli, che ancora oggi
rappresenta il polo produttivo del settore e dell'abbigliamento più esteso
d'Europa, per numero di addetti (35mila) e per aziende (circa 6.500) e dove
operano anche realtà di eccellenza nel settore meccanotessile presenta: ” Leonardo
da Vinci , l’ ingegno il tessuto” fino al 26 maggio 2019. Mostra multimediale organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto
in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
di Milano e il Museo Leonardiano di Vinci col
patrocinio e il contributo del Comitato Nazionale per le
celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Dopo l’ istinto di
provvedere al sostentamento del corpo quello di proteggersi dalle
intemperie come dal calore del sole
viene subito dopo e l’ arte di
tessere è tra le più antiche in cui l’
umanità si cimenta cosi il genio
di Leonardo inventa dispositivi e
macchine anche per l’arte tessile. La mostra si propone come strumento di comprensione e di divulgazione
delle invenzioni leonardesche attraverso ricostruzioni 3d, apparati
multimediali e modellini in scala ed occasione per valorizzare l’importanza
dell’ingegneria meccanica applicata all’industria tessile, elemento che la
collega saldamente alla storia del distretto pratese. Principale sponsor dell’iniziativa ESTRA, la holding
toscana tra i primi dieci gruppi industriali per vendita di energia in Italia.
La mostra si avvale inoltre del contributo della Regione Toscana,
dell’Associazione Acimit e delle imprese del Gruppo meccanotessili di Confindustria Toscana Nord.
Prima di entrare nel cuore del percorso espositivo, dove si vedono ricostruzioni 3d, apparati multimediali e modellini in scala; le riproduzioni in grande scala di alcuni dipinti di Leonardo : ritratti e soggetti religiosi in cui si evidenziano studi sul panneggio e osservazioni per una migliore restituzione in pittura della consistenza delle stoffe e del movimento delle pieghe secondo i diversi tipi di tessuto. Dai dipinti emerge l’attenzione alla decorazione delle vesti sottolineata dai celebri “nodi” che testimoniano ulteriormente il suo approccio “universale” alla natura. Di particolare effetto la colonna sonora creata da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore della Minus&Plus, ispirata a un immaginario spartito ideato a partire dai progetti di Leonardo degli strumenti musicali. La ciclicità della composizione è un richiamo ai motori, alle ripetizioni, ai meccanismi circolari al nodo vinciano, mentre nella concretezza del suono sordo dei legni risuona la materia prima alla base delle invenzioni. I meccanismi delle ruote dentate presenti nei disegni di Leonardo introduce al tema degli studi sui dispositivi e sulle macchine. Studi che durante il soggiorno milanese, oltre alla meccanica, ingegneria e architettura sono stati dedicati al settore tessile, industria che in ambito lombardo – grazie alla corte dei Visconti e poi degli Sforza, conosceva nel corso del Quattrocento un significativo sviluppo. Rappresentativo di questo momento storico, i due i ritratti della Pinacoteca di Brera “Ritratto di Francesco Sforza” e “Ritratto di Bianca Maria Visconti”, (ad opera di un ignoto pittore lombardo nel 1480 circa). Il dettagli delle maniche dialogano con il frammento di tessuto del Museo del Tessuto : un velluto operato rosso a fondo bianco della fine del Quattrocento esempio dell’eccellenza della produzione tessile italiana per l’abbigliamento delle corti. Sempre dalle collezioni del Museo del Tessuto proviene il rarissimo frammento di veste “frappata” con motivo a code di pavone, in panno di lana garzato ricamato in oro, argento filato e seta su cui è applicato un gallone in oro filato. In questa sezione, un sistema di videoproiezioni illustra le diverse fasi del processo di trasformazione della lana e della seta, nelle quali affreschi, miniature e dipinti prendono vita illustrando le fasi produttive del tessuto nel Rinascimento. Un multimediale immersivo affianca i disegni di Leonardo presenti nel Codice Atlantico e Codice Madrid I e i modelli dinamici 3d realizzati dal Museo Leonardiano di Vinci e dal Museo del Tessuto grazie alla collaborazione di Lorenzo Barni della Lido Barni presenta, al pubblico, le parti del processo produttivo laniero e serico sulle quali si concentrò Leonardo. Grazie ai modelli storici in legno e metallo concessi in prestito dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il visitatore potrà apprezzare al meglio i dispositivi per la ritorcitura e binatura del filato di seta dotati di meccanismi di arresto, un maglio battiloro per la produzione di lamine da sbalzo, medaglie, monete e borchiette che trovavano applicazione nel settore del ricamo, un telaio meccanico, tra le macchine più complesse da lui concepite, sviluppato dagli esemplari manuali, ma dotato di navetta lanciata in automatico, meccanismo che sarà riproposto poi solo in epoca preindustriale. Anche il processo di rifinizione del panno di lana diventa oggetto d’interesse da parte di Leonardo, con progetti per macchina garzatrice e cimatrice visibili in mostra attraverso i modellini del MUST. La mostra si avvale della sponsorizzazione tecnica di Unicoop Firenze e Trenitalia.
I soci coop e i possessori di un biglietto o abbonamento ferroviario regionale in corso di validità per raggiungere Prato avranno diritto all’acquisto dei biglietti a tariffa ridotta per l’ingresso al Museo e alla mostra. Per l’occasione il Museo del Tessuto e il Museo Leonardiano di Vinci hanno stipulato una convezione che prevede, per tutta la durata della mostra una reciprocità di riduzioni per l’ingresso nei due musei.
Prima di entrare nel cuore del percorso espositivo, dove si vedono ricostruzioni 3d, apparati multimediali e modellini in scala; le riproduzioni in grande scala di alcuni dipinti di Leonardo : ritratti e soggetti religiosi in cui si evidenziano studi sul panneggio e osservazioni per una migliore restituzione in pittura della consistenza delle stoffe e del movimento delle pieghe secondo i diversi tipi di tessuto. Dai dipinti emerge l’attenzione alla decorazione delle vesti sottolineata dai celebri “nodi” che testimoniano ulteriormente il suo approccio “universale” alla natura. Di particolare effetto la colonna sonora creata da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore della Minus&Plus, ispirata a un immaginario spartito ideato a partire dai progetti di Leonardo degli strumenti musicali. La ciclicità della composizione è un richiamo ai motori, alle ripetizioni, ai meccanismi circolari al nodo vinciano, mentre nella concretezza del suono sordo dei legni risuona la materia prima alla base delle invenzioni. I meccanismi delle ruote dentate presenti nei disegni di Leonardo introduce al tema degli studi sui dispositivi e sulle macchine. Studi che durante il soggiorno milanese, oltre alla meccanica, ingegneria e architettura sono stati dedicati al settore tessile, industria che in ambito lombardo – grazie alla corte dei Visconti e poi degli Sforza, conosceva nel corso del Quattrocento un significativo sviluppo. Rappresentativo di questo momento storico, i due i ritratti della Pinacoteca di Brera “Ritratto di Francesco Sforza” e “Ritratto di Bianca Maria Visconti”, (ad opera di un ignoto pittore lombardo nel 1480 circa). Il dettagli delle maniche dialogano con il frammento di tessuto del Museo del Tessuto : un velluto operato rosso a fondo bianco della fine del Quattrocento esempio dell’eccellenza della produzione tessile italiana per l’abbigliamento delle corti. Sempre dalle collezioni del Museo del Tessuto proviene il rarissimo frammento di veste “frappata” con motivo a code di pavone, in panno di lana garzato ricamato in oro, argento filato e seta su cui è applicato un gallone in oro filato. In questa sezione, un sistema di videoproiezioni illustra le diverse fasi del processo di trasformazione della lana e della seta, nelle quali affreschi, miniature e dipinti prendono vita illustrando le fasi produttive del tessuto nel Rinascimento. Un multimediale immersivo affianca i disegni di Leonardo presenti nel Codice Atlantico e Codice Madrid I e i modelli dinamici 3d realizzati dal Museo Leonardiano di Vinci e dal Museo del Tessuto grazie alla collaborazione di Lorenzo Barni della Lido Barni presenta, al pubblico, le parti del processo produttivo laniero e serico sulle quali si concentrò Leonardo. Grazie ai modelli storici in legno e metallo concessi in prestito dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il visitatore potrà apprezzare al meglio i dispositivi per la ritorcitura e binatura del filato di seta dotati di meccanismi di arresto, un maglio battiloro per la produzione di lamine da sbalzo, medaglie, monete e borchiette che trovavano applicazione nel settore del ricamo, un telaio meccanico, tra le macchine più complesse da lui concepite, sviluppato dagli esemplari manuali, ma dotato di navetta lanciata in automatico, meccanismo che sarà riproposto poi solo in epoca preindustriale. Anche il processo di rifinizione del panno di lana diventa oggetto d’interesse da parte di Leonardo, con progetti per macchina garzatrice e cimatrice visibili in mostra attraverso i modellini del MUST. La mostra si avvale della sponsorizzazione tecnica di Unicoop Firenze e Trenitalia.
I soci coop e i possessori di un biglietto o abbonamento ferroviario regionale in corso di validità per raggiungere Prato avranno diritto all’acquisto dei biglietti a tariffa ridotta per l’ingresso al Museo e alla mostra. Per l’occasione il Museo del Tessuto e il Museo Leonardiano di Vinci hanno stipulato una convezione che prevede, per tutta la durata della mostra una reciprocità di riduzioni per l’ingresso nei due musei.
Carmelina Rotundo Auro
Nessun commento:
Posta un commento