martedì 7 gennaio 2020

Povertà? seconda versione


 Povertà?

 …e lo scenario si  apre  su una pagina di un giornale,  sulle  pagine di  un  componimento che   possono essere giudicati dall’ insegnate o dal lettore ” poveri”  perché  c’è una limitazione di notizie e di fonti  o semplicemente si scrive con un linguaggio ristretto nell’ uso di termini e parole,  una pagina”povera” non risponde alle nostre curiosità, alle aspettative ci delude  e se  fossero pagine  di  un libro peggio  ancora,  ne abbandoniamo la lettura perché non stimolati !  Quella stessa parola  povertà  apre ancora   anche a  scenari  disperati:  persone che per calamità naturali: disastri ambientali o  guerre, distruzioni, epidemie  perdono ogni avere materiale ed affettivo;  senza  tetto  senza denaro  non si può più comprare cibo,( nella devastazione anche i campi divengon “poveri” e i frutti non nascono  aridità di terre ) non  si può usufruire dell’ acqua per bere,  per lavarsi …  e la mancanza di igiene  personale  allontana dal contesto sociale;  ognuno di noi ha sperimentato,  passando per luoghi deputati alla raccolta della spazzatura che  allunghiamo il passo quasi corriamo per allontanarci dal fetore  o semplicemente per una sudata il nostro corpo esala  sentori non graditi che  fanno allontanare gli altri,  la caduta del singolo nella povertà ha risvolti sociali molto preoccupanti ;  cadendo in un malessere  fisico  arriviamo  alla malattia, arma crudele che non conosce tregua alcuna  e potrebbe farci cadere nella disperazione  nella perdita della speranza e della voglia di vivere!   Che cosa ci porta a pensare   la presenza   per le strade delle città  di  persone  che chiedono l’ elemosina?  Persone che dal sorgere del sole fino a tarda sera siedono  d’ inverno riscaldandosi con coperte sulle ginocchia chiedono  per fame  perché non hanno risorse economiche che gli possano permettere una casa dove vivere ?  il numero aumenta in maniera esponenziale se  ai richiedenti l’ elemosina aggiungiamo  persone malformate o che si propongono con malformazioni inventate   e giovani  questi,  spesso caduti nelle dipendenze che  tendono la mano in bus o in tramvia per un euro   e  incrociando il loro sguardo  si capisce  che non chiedono  denaro  per un panino per fame, ma per  comprarsi la droga  o  il super alcoolico  o per andare a giocare . Caduti nelle dipendenze  non riuscendo più a svolgere  una attività e tanto meno a cercarla arrivano  a tendere la mano ad essere dipendenti da altri impegnando  ogni momento del giorno  a chiedere aiuto economico atto che   umilia  la dignità della vita   e  non alimenta  e stimola alla ricerca  di una realizzazione  lavorativa produttiva  in un cerchio dove individuo e società  si contendono la colpevolezza  senza accettare il singolo e la società di essere frutto  e risultato di un certo processo!  Mi spiego meglio se un terremoto mi distruggesse la casa   e non potessi accedere all’ acqua potabile  ed altri servizi “può il singolo  recuperare  ogni suo avere”? O ci deve essere una alleanza sociale  un aiuto  per rimettere quella persona in condizioni di abitare una casa  l’  io e gli altri insieme….  se una malattia mi impedisce di svolgere la mia attività lavorativa chi dovrebbe intervenire  nel periodo del malessere?   I posti di potere sono molto ambiti  per la voglia o il desiderio di essere al servizio di alleviare le sofferenze dell’ altro? O  son  divenute cariche per godere in prima persona di privilegi e talvolta   chiusi sprofondati in poltrone sempre più moderne non si vuole ascoltare non si vuol vedere si diventa poveri di valori primo fra tutti  l’ altruismo il rispetto per l’ altro!  Non volendo vedere non si comprende.    Al non volere vedere, al non volere ascoltare  ci sarebbero rimedi molti dei quali ci vengono dagli scrittori, si’ avete capito bene   da persone che scrivendo palesano realtà non dette A VOCE ALTA  come  Mark twain  che nel 1881 scrive un romanzo dal titolo: ” il principe e il povero “ ambientato  in Inghilterra nei ghetti di Londra ( XVI secolo) quando  nello stesso giorno nascono due bambini dalle condizioni opposte uno  è Edoardo VI, figlio del re Enrico VIII, l’ altro  è Tom Canty, figlio di un criminale e destinato ad una vita povera e misera. Cresciuti, i due si incontrano e, entrambi stanchi della loro vita, trovandosi molto simili nell'aspetto fisico si scambiano i "ruoli":  Il romanzo rimette sul tappeto la connessione individuo –società, società individuo   di come la vita di ognuno  sia  condizionata dall'ambiente e dalla famiglia in cui viene alla luce  e nello scambio dei ruoli è esplicito il richiamo  alla verifica  a verificare di persona quali siano le vere condizioni in cui vive la povera gente che dovrebbe  sempre, per coloro che devono governare,  costituire una conoscenza utile per prendere decisioni che siano giuste e non danneggino i più poveri capire i pro e i contro  di ruoli sociali  come quello del principe e del povero  è  di primaria importanza e vivere una esperienza riuscendo a carpirne i pro e i contro!

 La povertà implica non solo mancanza di denaro o beni materiali   e ci spinge ad interessarci  dei problemi della giustizia sociale e della dignità umana   nella fiaba dei fratelli Grimm gli uomini umili e generosi sono ricompensati, gli avari e gli avidi non saranno mai felici e soddisfatti. ……” Dio stesso che “nei tempi antichi (…) quando errava ancora sulla terra, fra gli uomini, una sera che era stanco gli accadde di essere sorpreso dalla notte prima di poter giungere a una locanda…“.La fiaba fa parte delle raccolte scritte dai fratelli tedeschi  nel  1812 il  mendicante chiede a un ricco mercante ospitalità per la notte,  il mercante non vuole seccature, specialmente da un povero. Poi bussa alla porta di un povero contadino che addirittura gli concede di dormire nel suo letto, mentre lui e la moglie vanno a sdraiarsi nella stalla accanto alla mucca. La mattina dopo il singolare viandante li ricompensa facendogli apparire una casa nuova, una villa più bella di quella del vicino, che, invidioso, chiede all’angelo di tornare anche da lui e di esaudire anche i suoi desideri. Ma poiché è accecato dall’ira, non riesce che a desiderare cose stupide e perde ogni cosa !

 I miserabili  (Les Misérables) è un romanzo storico di Victor Hugo, pubblicato nel 1862 e considerato uno dei più eccelsi romanzi del XIX secolo europeo, ambientato in un arco temporale che va dal 1815 al 1832, dalla Francia della Restaurazione postnapoleonica alla rivolta antimonarchica del giugno 1832, narrando le vicende di numerosi personaggi: in particolare la vita dell'ex galeotto Jean Valjean e le sue lotte per la redenzione. 20 anni di storia francese, con digressioni sulle vicende della Rivoluzione francese, sulle Guerre napoleoniche - in particolare la battaglia di Waterloo - fino alla Monarchia di luglio.  I personaggi appartengono agli strati più bassi della società francese dell'Ottocento, i cosiddetti "miserabili" - persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà... - la cui condizione non era mutata né con la Rivoluzione né con Napoleone, o Luigi XVIII. È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Hugo santifica una plebe perseguitata, ma intimamente innocente e generosa; la legge, che dovrebbe combattere il male, spesso lo incarna, come l'inesorabile personaggio di Javert. Il grande eroe è il popolo, rappresentato da Jean Valjean, fondamentalmente buono e ingiustamente condannato per un reato insignificante. Ed è appunto l'immagine di "Madonna Povertà", (inventata da Francesco) , l'immagine meno amabile e tuttavia la più inquietante e affascinante messa in circolazione in una società piena di poveri per forza, deserta di poveri per amore.  "Madonna Povertà" che fu la sposa di Francesco. Egli aveva contemplato nei suoi occhi il mistero della incarnazione del Verbo. "Madonna Povertà"  per Francesco, poter testimoniare a se stesso e agli altri che solo Dio gli bastava e che non doveva preoccuparsi di nulla, proprio di nulla, come " i gigli del campo che non filano e non tessono ma nemmeno Salomone è vestito come loro!

 Carmelina Rotundo  Auro

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