CARMELINA???
Dorian Kaiber
I was lucky enough to meet Carmelina during a trip to Florence. She is such an amazing and inspiring person, our encounter felt to me like serendipity, like it was meant to be. Her words of peace, her genuine kindness and beautiful heart really touched me and reminded me of the goodness all around us. If you are ever lucky enough to cross path with Carmelina, please stop for second, listen to what she has to share, and you will find yourself reenergized, warm and full of hope for the future. I found that true, genuine kindess and selflessness has become a rarity - our digital world has taken away our ability to physically and spiritually connect with one another - and Carmelina was there to remind me how positive words and a helping hand can make a difference. She is the true ambassador of peace and I hope our paths will cross again some day! Thank you again Carmelina :
Uno studente, Fabio Vivarelli, al primo anno di Scienze della Formazione primaria, così si è espresso in risposta ad una delle domande formulate nel questionario di fine corso 2003-2004:" la Tutor nelle prime lezioni poteva apparire una professoressa come tante, ma se l'anno scolastico si è concluso col suo lancio in alto da parte di tutto il gruppo, tale azione deve pure avere un significato?! Non interpretatelo in malo modo, poiché la professoressa è stata a tutti gli effetti attenta alle nostre esigenze scolastiche ed extra scolastiche, Per me il tirocinio non è stato un ulteriore impegno universitario ma bensì un momento nel quale affrontare l'apprendimento in modo diverso".
LA MIA VITA E LA CULTURA?
Storie di un intreccio ancora non risolto!
Da bambina comincio a scrivere poesie decidendomi a leggerle, solo a 17 anni, a mia madre Maria Auro, la
quale determina i contenuti del mio futuro poetare: non devi opprimere gli altri con i tuoi dolori, si soffre
già nella vita... racconta le cose belle; ama, fai il bene... perché il tuo scrivere “profumi! " Mio padre,
Rosario Rotundo ci infonderà coraggio insegnando a me e a mio fratello Cesare ad essere capaci di
attraversar tempeste per costruire arcobaleni; insieme due genitori stupendi per costruire una società
felice sicuri che non abbiamo altre strade che quelle dell’amore
Suor Piera Bonadé dell’Istituto Sacro Cuore di Casale Monferrato (AL): “Ti auguro un proficuo lavoro tra i futuri insegnanti, invidio un po’ il tuo ardire; lo slogan ‘Non sei fatta per facili imprese’ – che mi dico tante volte per prendere coraggio – ti si addice molto”;
Charo Marin, artista spagnola di fama mondiale: “Tengo tutte le tue tante lettere e di tanto in tanto, quando ho un po’ di tempo libero, mi piace vederle e leggerle…Le tue lettere sono tanto belle! Per quell’ottimismo e felicità, per la vita bene accettata! Grazie mille per la tua amicizia e spero di partecipare ad un’attività artistica con te a Firenze”.
“Sono Eleonora Noto, la ragazza della mostra di Han Yuchen a Palazzo Medici Riccardi …. Le scrivo, sperando di non rubarle troppo tempo, per ringraziarla. La nostra conversazione ha continuato a girarmi per la testa tutto il giorno, e anche oggi, dandomi spunti di riflessione continui. In questi tempi, in cui è facile abbandonarsi ai luoghi comuni, al furore e al malcontento, in cui troppo spesso additiamo il prossimo di colpe che sono troppo spesso nostre, è stata una fortuna e una ricchezza aver incontrato lei, che si è dimostrata non ingenuamente ottimista, ma fortemente attenta, riflessiva e speranzosa quanto basta. La ringrazio per le sue parole, la sua sensibilità e per aver dimostrato di aver fiducia in noi giovani, che credo siamo purtroppo costretti a sentire frasi come "i giovani non sono capaci di far nulla, sanno solo stare a telefono", pronunciate di chi ha pochi anni più di noi ma non si mette nei nostri panni, si limita a osservare la superficie e giudicare. Infine, mi sembrava cortesia farle sapere che, purtroppo solo dopo il nostro incontro, ho ricordato di averla già conosciuta in precedenza: quando ho vinto il primo premio nella sezione racconti nel concorso dell'anno scorso indetto da "Aghi di Pino" e al momento della premiazione ho avuto il privilegio di conoscerla. Vorrei perciò aggiungere ai ringraziamenti che le rivolgo per la conversazione di ieri quelli per avermi dato la possibilità di ottenere tale risultato al suddetto concorso e di vedere la mia scrittura apprezzata pubblicamente per la prima volta. Sperando di non averle arrecato troppo disturbo,
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