Se van giocando insieme progettualità e casualità che cosa può accadere ?
Se van giocando insieme la tua sensibilità e importanti avvenimenti frutto di
accurate ricerche che cosa ne può venir fuori ?
La mia personale ammirazione per il Tacca, nasce appena giungo nella piazza della SS;Annunziata dove sono conquistata dalla dimensione architettonica degli spazi da quella suddivisione aerea dalla leggerezza colorata dal fascino del grigio della pietra serena dagli azzurri e bianchi dei tondi Della Robbia, la mia passione.
Linee circolari, rettilinee scandiscono l’insieme in una armonia che rimanda alla purezza del Santuario, all’animosità di una piazza dove gioca l’acqua di due fontane gemelle opera del Tacca un nome che imprimendosi nella mia mente, come un “colpo “ deciso e fermo giammai dimenticherò.
Anche il monumento equestre a Ferdinando I ,opera in bronzo è del Giambologna e del Tacca, maestro e discepolo insieme a realizzare capolavori.
Visioni del cuore che nell’anno 2007 torno a ripercorrere ed arricchire a contestualizzare grazie all’evento: Pietro Tacca,Carrara, la Toscana. le Corti europee ,esposizione che si colloca
nell’ambito della XII Biennale internazionale d i scultura curato da Franca Falletti, direttrice dell’Accademia di Firenze.
I fili del tempo e dello spazio che si vanno ricollegando permettendomi di scolpire a tutto tondo questo artista il cui nome, data la sua particolarità sonora del “tocco”, come ho già detto facilmente, ricordavo.
Nell’ex convento di San Francesco .splendidamente restaurato trenta opere del Tacca dialogano con i visitatori in un suggestivo allestimento dove anche la tecnologia gioca il suo ruolo con
proiezioni video, su piccoli e grandi schermi.
Al Tacca spetta un destino insolito “ aver fama e gloria in vita per poi essere obliato,”
Nel ‘ 900 sino al 2007 quando viene realizzata questa mostra monografica, la prima dedicata a lui che a Carrara nacque il 6 Settembre 1577, da una famiglia di marmisti.
Intanto la grande scoperta suggeritami da Bruno Corà :
su uno ei due bassorilievi che il Tacca collocò nel 1640 sul basamento del monumento equestre nella piazza della SS, Annunziata ,è modellato un gruppo di api , novantanove per l’esattezza, con in più la regina, cento operose api in alveare simbolo del modo di lavorare insieme nella bottega, in equipe come diremmo oggi.
Un altro importante particolare è che questa mostra idealmente si ricollega a quella dedicata nel 2006 nel Bargello al Giambologna che fu appunto il maestro di Tacca, una bottega che Pietro erediterà alla morte del Giambologna stesso, ma vediamola più da vicino la mostra monografica che si apre con una prima sezione dedicata ai monumenti simboli del Tacca : il monumento dei quattro mori a Livorno a Firenze le due fontane gemelle nella piazza della SS,a Annunziata e il più famoso Porcellino del mondo che ogni turista tocca buttando nella fontana una monetina perché si dice che , così facendo ,ritornerà a Firenze.. c’è anche la favola di Andersen…
Nella seconda sezione alcune testimonianze iconografiche, scelte tra le più pertinenti
sui protagonisti della “Firenze del Tacca”.
I Medici come committenti privilegiati e il Giambologna come indiscusso maestro, e ai Medici rimanda il Pantheon sepolcrale , la Cappella dei Principi annessa alla Basilica di San Lorenzo, per il cui arredamento il Tacca fu chiamato a realizzare due statue bronzee di Ferdinando I° e di Cosimo II°.
La terza sezione è dedicata alle grandi imprese dei monumenti equestri documentati dai
disegni preparatori per l’opera, o tratti dall’opera compiuta , bronzetti o dipinti siano
dello stesso Tacca,siano di altri artisti contemporanei , come Stefano della Bella, Lodovico
Cigoli o il Susini.
Il monumento equestre a Filippo IV per Madrid testimonia la perizia tecnica più alta mai
raggiunta nella scultura occidentale ; lo sviluppo della tecnica fusoria durante una vita cul
mina nella soluzione del problema di creare un cavallo impersonato in bronzo di colossali
dimensioni senza supporto . nel 1636 il Tacca progetta il cavallo in posa impennato, probabilmente con l’aiuto di Galileo e completa la fusione nel 1640 , anno in cui ad Ottobre il
Tacca muore.
La quarta sezione illustra la produzione nel campo dell’arte religiosa ed offre la possibilità
di ammirare crocifissi e arredi liturgici in cui si può vedere anche l’operato del figlio di
Pietro, Ferdinando Tacca, Del Tacca so che non lavorò il marmo , prediligendo cartapesta o i metalli come il bronzo e l’argento …. materiali che confermano la predilezione dell’artista per la scultura modellata cioè “per via di porre” e non “per via di levare “.
Comune di Carrara. Cassa di Risparmio di Carrara e Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara
ancora una volta uniti a fare squadra per promuovere l’arte dell’intera provincia apuana all’interno
del panorama mondiale
Dal 5 Maggio al 19 Agosto 2007 la Mostra rimarrà testimoniata da uno splendido catalogo magistralmente edito da MANDRAGORA, casa editrice nata a Firenze.
Carmelina Rotundo
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