martedì 2 febbraio 2010

La PIAGNONA

Storia di una campana illustre.

La campana posta nel chiostro di S.Antonino del museo di S.Marco è molto famosa ed in fatto di fortuna e sfortuna, anche se oggi ridotta al silenzio, ha ben da dir la sua! Proprio con la forza che hanno le cose del passato e che nessuno può far tacere.
Essa è cosi particolare che ha persino un suo nome proprio: “Piagnona”, il che la diversifica da tutte le altre campane che in genere, sappiamo, vengono denominate dalla dedica.
Come mai allora questo nome?
L’origine della parola nasce proprio da quel modo tipico dei fiorentini di trovare espressioni vivaci e colorite. In questo caso particolare,a darle il nome, furono i nemici del Savonarola: gli “Arrabbiati”,i “Compagnacci” e i “Palleschi” i quali definirono Piagnoni i seguaci di quel frate.
Dagli ascoltatori la parola passò quindi a designare lo squillo che li chiamava a raccolta.
Il 5 Aprile 1498 la “Piagnona” suonò a martello per radunare il popolo allo scopo di difendere S.Marco e Fra Girolamo dall’assalto dei suoi nemici, ma invano.
Savonarola venne preso, imprigionato, processato, torturato, condannato alla forca e, dopo essere stato impiccato, arso in Piazza della Signoria dove una lapide oggi ne ricorda il martirio.
La campana non ebbe più vita tranquilla e subì alterne vicende dopo la morte di Savonarola, i nemici del quale si accanirono proprio su di essa.
Non appena Savonarola fu arso in Piazza, la campana venne calata giù dal campanile dove si trovava, infranta la sua corona,condotta a dorso di un somaro, frustata dal boia e relegata in esilio a S. Salvatore al Monte.
Nell’ordinanza della Signoria si giunse a decretare che la Piagnona, quale rea di alto tradimento e qual nemica della patria, fosse bandita dalla città per cinquant’anni.
Mastro Cronaca, architetto, fu obbligato a dirigere i lavori di rimozione e di trasporto avvenuto in quella maniera singolare sopra riportata. La perdita della campana arrecò molto dispiacere ai Domenicani di S.Marco che iniziarono subito a chiederne la restituzione che avvenne il 5 giugno 1509. Da allora essa restò sul suo campanile fino all’ultimo rintocco del 5 giugno 1908, quindi per pericolo di essere frantumata dai colpi del battaglio, fu collocata a riposo nel chiostro dove attualmente si trova.
Nella sua lunga e travagliata vicenda la PIGNONA ha suonato per occasioni liete e tristi: per la morte del Santo vescovo Antonino, del Beato Angelico, per il trapasso di Lorenzo il Magnifico, molte cose ancora non sono del tutte conosciute come quella accaduta nel 1870.
Dal Necrologio dei Frati di S.Domenico di Fiesole si legge che nel 1870: “era sacrestano di S.Marco Fra Mario Binazzi e, quando il 20 settembre, in occasione della presa di Roma, tutte le campane della città dovettero, per forza, suonare a festa, lui aiutato soltanto dallo scaccino, respinse col vigore delle sue braccia un gruppo di giovinastri che si erano precipitati in chiesa a suonare anche la campana di S.Marco, la celebre Piagnona, ma questa per merito di lui non fu suonata".
Oggi sul campanile vi è una sua copia realizzata nella fonderia Rafanelli di Pistoia mentre lei, la campana incriminata si può ammirare nella sala del Capitolo adiacente al chiostro di S.Antonino nella parte museale del Convento di San Marco.
Sopra un ceppo di legno la Piagnona si presenta in tutta la sua bellezza con la parte superiore ornata di un fregio di graziosi puttini attribuito dal Carrocci alla scuola di Donatello. Più in basso, nei due tondi, in rilievo una figura della Vergine col Bambino e quattro angeli con l'iscrizione:
AVE-MARIA-GRATIA-PLENA DOMINUS TECUM
nell' altro tondo l'immagine di San Domenico in gloria tra gli angeli con l'iscrizione:
SCS DOMINICUS-FUNDATOR-ORDIS PREDICATORUM
l' iscrizione che gira sopra la danza dei putti dice:
< CRISTUS REX-GLORIE-VENIT-IN PACE-ET-DEMUS-HOMO-FACTUS-EST-VIR-CLA-COSMUS-MEDICES-IO-F-ME-SUIS-INPENSIS-FACIUNDUM-CURAVIT-UT-STATUTIS-TEMPORIBUS-SACRA-DEO-CELEBRENTUR-GLORIA-IN EXCELSIS-DEO>.. Sotto l’iscrizione principale, vi è anche, naturalmente, uno stemma Mediceo.
Piagnona e Savonarola uniti da un destino, mentre la Piagnona andava in esilio Savonarola era stato appena arso in Piazza della Signoria.
Il 23 maggio viene commemorato l'evento con una solenne celebrazione che si svolge in due momenti.
Dapprima, a metà mattinata, viene celebrata una Santa Messa nella Cappella dei Priori in Palazzo Vecchio, presieduta normalmente da un Padre di San Marco. Al termine della Messa si snoda una processione che, dalla cappella dei Priori, lungo la scala del palazzo, giunge fino a piazza della Signoria presso il medaglione di bronzo dedicato al Savonarola collocato sul pavimento della piazza nel luogo del supplizio.Tale medagione opera di D, Santi è una copia il cui originale si trova nell' antisacrestia di San Marco in esso si vede raffigurato il profilo di SAvonarola ditro al quale c'è una palma
sotto di lato un ramo di olivo con accanto incise le parole:
QUI-DOVE -CON -I SUOI--CONFRATELLI FRA DOMENICO BUONVICINI E FRA SIVESTRO MARUFFI IL XXXIII MAGGIO MCCCXCVIII PER INIQUA SENTENZA FU IMPICCATO ED ARSO VIVO FRA GIROLAMO SAVONAROLA DOPO QUATTRO SECOLI FU COLLOCATA QUESTA MEMORIA
Qui, mentre il coro di San Marco, diretto da padre Alfonso Fressola, esegue canti appropriati e, dopo un discorso del rappresentante del comune di Firenze,viene posta sul grande medaglione una corona di alloro, quindi i messi comunali porgono ai presenti un grosso cesto pieno di petali multocolori di diverse specie di fiori. Ognuno ne prende una manciata e la getta devotamente sul medaglione, motivo per cui questo secondo momento della manifestazione si chiama FIORITA.
Qui terminava l'omaggio a Savonarola.
da alcuni anni, però il corteo, preceduto dagli sbandieratori e dai figuranti , muove verso Ponte Vecchio dove si ripete il gesto della FIORITA con lo spargimento dei petali in Arno a ricordare il fatto che, dopo il rogo, le autorità fiorentine, vollero che, anche fosse cancellata in perpetuo la memoria di Savonarola le cui ceneri vennero disperse nel fiume.
Carmelina Rotundo

Nessun commento:

Posta un commento