L'onore di aprire la stagione artistico-culturale 2010-2011 della Provincia di Firenze spetta all’eccezionale mostra «Aura - Valdarno, l’armonia del colore» dedicata ai dipinti di Dino Migliorini che ritraggono scorci del Valdarno fiorentino. Nella Limonaia di palazzo Medici Riccardi, grazie al sostegno del Comune di Rignano sull’Arno e dell’ Associazione culturale Dino Migliorini, si possono ammirare 26 dipinti suddivisi in tre sezioni: gli studi dal vero (1930-1950), la ricerca del colore (1950-1970), solari luminosità e fantasie di colori (1970-1995), che illustrano il percorso artistico del pittore nella rappresentazione della sua terra natia. Migliorini parte da una rappresentazione verista del paesaggio, nell’ambito del movimento novecentesco fiorentino combinato con la poetica di Strapaese. Nella seconda metà degli anni Quaranta spronato dagli autorevoli consigli e stimoli colti nelle sue frequentazioni (Soffici, Papini, Giò Ponti, Rosai), alla ricerca di una propria personalità pittorica, intraprende una lunga attività di studio coloristico che lo avvicinerà all’espressionismo e al cubismo. In questi anni la sua diviene pittura di stati d’animo, e questa ricerca interiore agli inizi degli anni Settanta, orienterà la sua attività di indagine verso lo studio della luce. Migliorini era solito dire che «la pittura luminosa non è mettere i colori chiari - si ha dentro, nell’anima - e questa schiavitù mi ha seguito tutta la vita». Nascono così, in questi anni, gli scorci toscani ricchi di un’aria di incanto contemplativo e di solenne spiritualità, in cui si manifesta un senso di solitudine e di velata nostalgia.
Accompagna questo straordinario iter pittorico un interessantissimo catalogo non solo per le belle e riuscite riproduzioni fotografiche, ma anche perchè viene pubblicata un’interessante raccolta di memorie e riflessioni dell’artista che permettono di avvicinarsi anche all’uomo, oltre che al pittore, Dino Migliorini. Gli argomenti proposti sono i racconti di vita relativi agli anni della sua formazione artistica, con le frequentazioni amicali dei pittori fiorentini (1928/1950), e le sue riflessioni sui temi fondamentali dell’esistenza umana e sulla sua vita, sia di pittore che di uomo. Sono gli appunti che Giovanni Graziano, il curatore della mostra e del catalogo, ha raccolto frequentando per più di 15 anni l’artista nel suo studio tra i tetti fiorentini, tra piazza della Signoria e il duomo. La mostra è aperta fino al 19 settembre tutti i giorni (escluso il lunedì) con orario 10-13 e 15-19.
Carmelina Rotundo
pubblicato sul settimanale
TOSCANA OGGI
12 settembre 2010
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