Via Cavour (da Biforcazioni, Vincenzo Villani, Aracne editrice)
Voi credete che una grande e bella casa debba avere grandi e antiche stanze lungo un corridoio di almeno 30 metri. Debba, tra l’alternarsi di quadri e specchi, tappeti e tende andare dal soggiorno alla sala da pranzo ed infine alle camere da letto dai soffitti affrescati. Ebbene, miei cari amici, il corridoio e le sale che ho il piacere di praticare, vi assicuro che vivono in tutt’altra dimensione!
La mia casa, come le più nobili di tutte le magioni, comincia da quella che possiamo definire ‘La cappella di famiglia’ e finisce nello ‘Studio nobile’, nonché punto di connessione col mondo intero, se così si può dire. Attraversa grandiose ‘Sale di rappresentanza’, ‘Loggiati’, ‘Salotti’, ‘Cucine’ nonché ‘Teatro di Corte’…
Il mio nome è Carmelina e ogni mattina sono comodamente scarrozzata, col sole o la pioggia, col vento caldo o freddo, in modo puntuale da uno dei miei numerosi autisti. A tutti voglio un gran bene sebbene non possa di tutti ricordare il nome. Dalla dimora fuori le mura, dove amo trascorrere la notte, scendo in città dove ho imparato a conosce il sapore agrodolce della pletora cittadina. La ‘Cappella’, dove Padre Fausto amorevolmente m’avvicina a Dio, è di dimensioni colossali in tutti i sensi, sia materiale che spirituale. E’ grande quanto la chiesa ed il convento di San Marco, con annesse biblioteche storiche e di spiritualità. Dotata di sagrestie e sale conferenze che riconoscerei ad occhi bendati in compagnia di una mano amorevole che mi conduca per il complesso monumentale.
Quante volte abbiamo addobbato la ‘Sala Chiostrini’ e fatto festa ragionando amorevolmente di Arte e Religione, Cultura e Amore… E quando un dolce ricordo l’assale, lei diventa assorta cambia voce, lo sguardo assente… lo si vede che come farfalla è volata via in un’altra dimensione; ma subito dopo sgrana gli occhi in un sorriso che si allarga sul suo viso, a dirti che è tornata giù più felice di prima per farti festa con una parola buona o con un sogno che veloce zampilla come il gorgo nella cascata.
Prendiamo il tè? Beh, per questo ci sono le apposite sale animate dalle più cordiali signorine dell’Ufficio Informazioni per turisti. Allora, in bella compagnia scorre a fiumi il tè al limone o alla cannella, classico o verde come più piace.
E’ ora di pranzo o di cena? Allora c’è Mariotto che prepara tutto espresso: il piatto vegetariano è tipicamente toscano col fritto misto ed il pecorino, i pomodori e le olive, naturalmente accompagnato da un calice generoso di Chianti…
Che succede? Una musica lieve s’avvicina, come il fischio di una barca sospinta dal vento! Niente paura è un duo d’eccezione chitarra e percussione che si è attrezzato per benino e viene avanti con un carretto pedalando la bici… Che spasso, sono fermi innanzi a noi ed intonano una musica americana che ha il ritmo divino di un gospel! Siamo incantati con la polpetta in bocca… C’è sempre uno spettacolo nuovo nel mio Corridoio colossale!
A casa mia succede di tutto, non spolvero non ordino e tutto si svolge in autonomia! Stamattina, mentre andavo nelle stanze di rappresentanza grandi e riccamente ornate come quelle della Regione, mi sbarra il passo un cordone di carabinieri dispiegato da parte a parte della via. ‘Prego, signora… Sa oggi c’è la manifestazione dei precari…’. Passo, mentre guardo il mio portone inondato di fischi e spintoni… Più tardi, tornata la calma, potrò finalmente salire nelle mie stanze site al piano nobile!
Adesso non posso indugiare, debbo scrivere per ‘Toscana Oggi’, la rubrica di poesie per Aghi di Pino e poi i racconti per il nuovo libro con Vincenzo… Sono nello Studio a scrivere una e-mail all’avvocato, tra scale antiche e sotto ritratti ed epigrafi d’altri tempi in un ambiente grande quanto i locali della Misericordia di Santa Maria del Fiore. Vogliono che io firmi, ho già firmato troppe volte, stavolta non mi avranno, non risponderò al telefono, non mi presenterò all’udienza… tanto faranno comunque quello che gli pare. Farò opposizione passiva, almeno mi risparmierò l’agonia che mi hanno riservato…
Via Cavour e Via de’ Martelli, da San Marco a Santa Maria del Fiore è diventato il corridoio grandioso della mia casa monumentale. Da quando non vivo più in una piccola casa tra quattro mura come tutti i più fortunati cittadini del mondo, io ne ho una enormemente più grande, con le sale e i confort da fare invidia a tutti quanti! Ivi, ho tanti amici che mi vogliono bene e qualche faccia storta da perdonare… Da quando non conduco più una piatta esistenza borghese, sono qui a calcare i basali arroventati a Ferragosto, inondati d’autunno e ghiacciati a Carnevale… Ma è qui che ascolto musica, che consumo un boccone, dove svolgo il mio lavoro e la mia difesa.
‘Trasformare tempeste in arcobaleni’ è diventato il mio modo di vivere, ‘Incubi in favole’! Grazie, dottoresse, per il bel regalo che mi avete fatto! Abbraccio tutti quelli che mi sono vicini! La paura del dolore, della povertà… ci attanaglia e come in una morsa sconvolge il cervello rimescolando l’alto con il basso… scambiando i vizi in virtù! Grazie a voi tutti ce l’ho fatta a rompere la molla che mi schiacciava, ho imparato a vivere di poco! Volevo essere infelice come voi altri ma non è stato possibile, la sorte mi ha concesso un’altra via… grande quanto tutta Via Cavour.
— con Lucia
garbata satira
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