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| CARMELINA ROTUNDO Insegnante , artista e mamma mia raccontata da Sara Di Badia. Facesti come quei che va di notte e reca seco il lume e sé non giova “ ( Dante, Purg, XXII) Accadde la notte del 24 Novembre 1953 ad Orbetello. Questa città è passata alla storia per un volo nel cielo, ma anche quella notte, secondo la favola che si raccon- ta ai bambini, dopo un volo nuziale, scendeva dal cielo un angelo e chiedeva: Dove è nata Carmelina? Come l'araba fenice che vi sia ognun lo dice dove sia nessun lo sa! Ripeteva così i versi di un poeta, per alludere a quelli di cui si sarebbe piaciuta un giorno la bimba Carmelina piovuta dal cielo. dove? appunto ad Orbetello. Così comincia il mio racconto. Carmelina Rotundo insegnante Dalla mia finestra e lontano il canto dei grilli e di uccelli. Giorno della Candelora Badia a Settimo 2 Febbraio 1989. Un arco costruito con pietre rosse. Un vaso semidistrutto di terra cotta tutto ornato. La luce. Il buio . Le colonne seminterrate. La voce di don Fu r n o. Questo sole,il giorno della Candelora! ALLA BADIA di giorno. Toccarla di giorno con lo sguardo, rimirarla, rimirarla ancora. Penetrare le sue navate alte per giungere in ginocchio all'altare intarsiato ed alzare lo sguardo per godere di un volo di angeli, nei bianchi e negli azzurri robbiani. Toccarla di giorno con lo sguardo rimirarla, rimirarla ancora.
da don Giorgio Bruni nell'Agosto 1991 DIARIO SECONDO Sabato, 20 Novembre 1999 Protagoniste : Quattro SARE NADIA, FRANCESCA , ALESSIO , SIMONE , VINCENZO….. Il teatro giocando a Badia a Settimo. A riscaldare questo freddo, freddo Sabato di Novembre. è arrivato alla Casa del popolo “ Vittorio Mariani di Badia a Settimo il Teatrogiocando. Che bello! A me Nadia è toccata addirittura la fortuna di salire sul palcoscenico a fare una scenetta molto curiosa : quella della fotografia E' stato molto divertente quando gli attori di “Un sogno per te”sono venuti tra noi piccoli spettatori con due grandi ombrelli rovesciati da cui facevano cadere tante leggere veline colorate:: azzurre, gialle, verdi, rosse. Così noi tutti siamo rimasti coperti da una allegra pioggia colorata e alla mia mamma che insegna inglese alla scuola AldoPettini, soffiando sulle loro manine colme di quei bei coriandoloni colorati, l'abbiamo rivestita d'allegria ..e lei è stata ancora più felice. Sara e Nadia Gabl . LA PROVA DEL FUOCO MILLE ANNI DOPOdi Carmelina Rotundo Due giornate piene dì esultanza per Badia a Settimo, l'antica abbazia alle porte di Scandicci, l'inaugurazione delle sette campane alla presenza delle massime autorità civili e religiose è stata celebrata dal parroco don Carlo Maurizi nell'au- gurio che il campanile, simbolo di civiltà, possa risplendere nelle tenebre circostanti illuminando tutto l'orizzonte. Il campanile è un canto, una preghiera che si innalza al cielo che ci ricorda chi siamo e per questo don Carlo si è fatto portavoce, durante l'inaugurazione, della provocatoria proposta: che sia vietato a chi proviene dagli stati che con servano l'uso barbaro della pena di morte, di entrare nei musei, di fruire cioè della nostra cultura che è civiltà a tutto campo. Le sette campane del peso totale di due tonnellate e seicento kg. sono sorrette da una struttura autoportante realizzata con maestria dalla ditta Scarselli di Signa. La giornata è stata allietata dai bravi giullari dell'Allegra Brigata e dalla rievocazione storica del passaggio nel fuoco di Pietro Igneo, monaco di Vallombrosa nell'anno Domini 1068 quando la Chiesa fiorentina era governata da un vescovo Pietro da Pavia ( detto Mezzabarba) il quale era accusato di avere acquistato la carica vescovile macchiandosi del peccato di simonia. I monaci vallombrosani, con a capo Giovanni Gualberto, denunciarono il Vesco- vo e la Chiesa si spaccò in due fazioni : una,facente capo ai monaci di Vallom- brosa e l'altra che riconosceva come guida Pietro di Pavia.Il Papa non riuscendo a sanare la profonda divisione, acconsentì alla prova del fuoco proposta dai mo- naci vallombrosani perché il giudizio di Dio venisse manifestato davanti a tutta la comunità fiorentina. Il 13 febbraio1068 nonostante il tempo inclemente ed il lungo viaggio più di tremila persone da Firenze ( all'epoca erano cinquemila gli abitanti )si recarono a Badia a Settimo dove il monaco Pietro Igneo passò illeso in un'immensa catasta di fuoco e di carboni accesi. A distanza di mille anni, in una scenografia più che perfetta,delimitata allora come oggi dalla possente e splendida Basilica, davanti al popolo ( 5000 persone) la rievocazione di questo importante evento della storia fiorentina assume – ha dichiarato l'assessore alla pubblica istruzione Claudio Raspollini - un profondo significato anche civile perché “ il potere si raggiunga con onestà e rettitudine per amministrare il bene comune “. L'organizzazione della rievocazione storica è stata sollecitata dai giovani del- la parrocchia guidati da Benedetta e Sara e ha richiesto sette mesi di prepara- zione. L'attiva partecipazione di molte donne nella realizzazione dei costumi d'epoca per gli 87 figuranti tra monaci, prelati, nobili, soldati. E' la prima volta che questa rievocazione è realizzata ed ,oltre ad unire popolo ed autorità è stato spunto per rinsaldare i rapporti con la “casa madre “ di Vallombrosa, rappresentata dall'abate Lorenzo Russo. LA CARMELITE Che cos'è ? E' una condizione particolare indotta da un agente di nome Carmelina. Può essere una malattia o uno stato di grazia. Qualcuno sostiene che è una malattia quando la Carmelina è assente ed uno stato di grazia quando è presente. Potrebbe essere contagiosa se altri ne soffrono , oppure epidemica Sono allo studio metodi di cura. Vaccinazione? Omeopatia? Si sta provando con un FIORE DA BADIA A SETTIMO Località Grioli.Gli amici del Presepio danno testimonianza d'amore e lanciano un massaggio di pace perché la buona novella parli ancora agli uomini di buona volontà..In Toscana, terra di grandi, vicino a Firenze, culla del Rinascimento, a tredici chilometri di distanza,prima di giungere a Lastra a Signa, tra San Colombano e borgo ai Fossi, sorge Badia a Settimo, popoloso attivo paese che vanta la splendida Badia di San Lorenzo gioiello di preziosità, scrigno di bellezze artistiche ..e sul prolungamento della via che costeggia questo capolavoro architettonico,sulla via degli Stagnacci, per andare a San Colombano, nella loca- lità di Grioli, per Natale,ogni Natale dal 1990 avviene qualche cosa che fa parlare di sé. Artigiani.,valenti ed operosi, da Ottobre mettono a disposizione tempo e talenti per realizzare un presepe. accolto in una serra allestita all'uopo. Tutto cominciò nel 1990. quando ad Eraldo e Daniele venne in mente di realizzare un piccolo pre- sepe su una “bancarella” coperta. Un presepe, tangibile segno di amore, un messaggio di pace che calamita sin da allora attorno a sé ben presto l'attenzione dei cittadini ; anche il Sindaco di Scandicci viene ogni anno ad inaugurarla dal 1993 e la tradizione si conserva ancora oggi.; con lui c'è il maresciallo dei Carabinieri in rappre- sentenza delle forze dell'ordine e il parroco di Badia,don Carlo, con don Rossano, parroco di Ugna- no e Mantignano. Per migliorare sempre di più Eraldo e Daniele vanno a Roma per conoscere e vedere personalmen- te l' Associazione italiana del presepe , ove traggono suggerimenti, idee e tanto, tanto entusiasmo. Entusiasmo ed interesse verso il presepe di Grioli crescono in maniera direttamente proporzionale anche alle sue dimensioni ; da piccolo, grazie al contributo volontario della gente del luogo, il presepe diventa grande ( attualmente si estende su una superficie totale di trentacinque mq.) Per contenerlo viene allestita dal 1992 una serra, donata da Fabrizio, nel giardino messo a disposi- zione da Giovanni e sotto quella serra piccoli e grandi accorrono con serenità e gioia.. Ad Eraldo e Daniele bnen presto si aggiungono altri volonterosi :Luciano, Roberto, Francesco, Giovanni Guido e Fabrizio,tutti mettendo a disposizione talenti e tempo: c'è chi costruisce le casine, curate nei minimi dettagli, chi crea i personaggi in movimento; così c'è la donna che rimesta la polenta nel paiolo piccolo, piccolo di rame sopra un camino acceso e la polenta bella e calda è venduta a fette sul desco accanto al vasaio alacremente all'opera¸ la donna al fiume la- va i panni sull'asse . Il pastorello di notte alza in alto il lume per rischiarare la strada e nella capannuccia il Bambinello si muove, mentre l'asinello gira lentamente la testa. Anche con il computer ci sanno fare e da vedere vi sono gli effetti. Al cielo stellato,dove passa la cometa, segue l'effetto sconvolgente del temporale che poi si rasserena in uno splendido arcobaleno e il sole luminoso che al tramonto cala lentamente.cer- chio rosso fiammeggiante dietro la grande grotta dove i pastori si sono riuniti attorno al fuoco scoppiettante. I Re Magi , sontuosamente dipinti ,portano oro ,incenso e mirra al Redentore. L'effetto della carta da pacchi lavorata a mano è proprio quello della roccia che tutto circon- da in una prospettiva particolare, coinvolgente. Il segreto del risultati positivi ottenuti in pochi anni ? Nell'amore per il presepe,nel piacere di fare le cose insieme per donarle agli altri, nell'avere tanta, tantissima pazienza nell'ideare invenzioni, nel realizzare nuove ingegnosità con grande passione per le cose semplici,nel rispetto della Natura, specchio meraviglioso del Creatore. G r i o l i è facilmente raggiungibile in macchina dall'uscita dell'Autosole per Scandicci o Lastra a Signa: Il presepe a Badia a Settimo in via degli Stagnacci è visibile dalla notte santa a tutto Gennaio. Carmelina RotundoFirenze Aprile 2003 Al rev, Padre Tarcisio Locri. Rev, Padre. Per tramite del dott. Romolo Mazzucco di Firenze ho potuto leggere i due messaggi e la lettera pastorale di S.E. il vescovo di Locri-Gerace. Ne sono entusiasta. Questi racconti,oltre ad esser fatti godere dai miei alunni faranno parte della nostra Biblioteca Scolastica. Vorrei aggiungere e comunicare a Mons. Bregantini che essi meritano di trovare un editore che li diffonda nelle nostri scuole. In questo sarei felice di poter collaborare. Mentre ringrazio Dio, Le porgo i miei ossequi, V I A G G I A R E Nella scuola elementare l'introduzione della lingua straniera è un dato di fatto reale, e una situazione di confronto tra culture non può che offrire stimoli positivi anche se le proble- matiche esistono ancora. L'aspetto ludico,lo stimolo a maturare sul piano della conoscenza linguistica. culturale della civiltà del popolo che parla quella lingua è un centro di interesse a cui ci si può avvicinare in tanti modi. Tra le esperienze realizzate con i ragazzi della scuola elementare “G.Marconi”, secondo circolo didattico Scandicci, particolarmente significativa è risultata quella dedicata alle interviste. Perché e come le nostre intervistePerché ? Per conoscere altri “mondi “ tenendo presente il concetto “lingua e civiltà”. Come ? Preparando domande su sette argomenti :il viaggio,la lingua,la scuola,l'Ita- lia,gli italiani. il mangiare , il tempo libero .Le domande sono state rivolte in lingua italiana o in inglese a stranieri. Domande e risposte sono state registrate,poi,dove necessario,tradotte e infine trascritte in clas- se, cercando di conservare il tono colloquiale originario. Dove ? In giro per Firenze, perché è una città che offre la possibilità di incontrare turisti in ogni periodo dell'anno. Le interviste ci sono servite anche come confronto e stimolo per conoscerci meglio, guardarsi allo specchio qualche volta è utile ! Ho ritenuto opportuno presentare qui le interviste relative al viaggio,, perché più rappresentative di quest'ansia di confrontarsi e conoscere altri popoli ,usi e costu- mi. Tutte le interviste sono state raccolte in un volume pubblicato internamente alla scuola di cui ogni allievo ha avuto una copia.. Le domande Sulla scheda di lavoro le domande sono state così formulate. A . Quando viaggi a che cosa dai la preferenza ? ( Preferisci vedere luoghi nuovi o conoscere gente ?) B .Che cosa significa per te viaggiare ? C. Qual è il tuo rapporto con la gente ? Tu cambi ? Nel modo di pensare ? Di volere? D. Rifaresti qualcuno dei tuoi viaggi ? Perché ? Le persone intervistate.1 Una ragazza americana, Gia Borelli che ha studiato italiano per due anni in America e ha continuato a farlo in Italia alla Gonzaga University in piazza Antinori.
è uno scrittore.
liano e l'aiuta.
risposte a volta sono doppie. Le risposte.A : Quando viaggi a che cosa dai la preferenza ? ( Preferisce vedere luoghi nuovi o conoscere gente ?)1 . A conoscere altri luoghi,soprattutto ad incontrare la gente.
8 Vedere come vivono gli altri popoli,conoscere la loro cultura, 9 conoscere un po' altri paesi, le abitudini. 10 Viaggiare significa tante cose ; una è che ti offre la possibilità di aprire noi stessi ( la nostra mente) verso nuove esperienze: Un'altra è che si può con- siderare un test di quello che si può aver imparato. Una terza, viaggiare ti da l'opportunità di provare (feel) un sentimento per la storia di quel paese per la sua arte,per le relazioni della società moderna per la gente che vi vive. Viaggiare è dal mio punto di vista un grande complessa esperienza di vita.
io cambio, mi sento più aperta verso gli altri. 2 .Le nostre abitudini cambiano ; ad esempio negli Stati Uniti quando an – diamo in qualche posto viaggiamo quasi sempre in automobile. Qui in Italia normalmente andiamo a piedi,solo se abbiamo fretta prendiamo il taxi. Riguardo alla gente,se si dimostra socievole, noi,come stranieri, ab- biamo la possibilità di vedere. di apprezzare di più, di capire e divertirci nello stesso tempo; se c'è disponibilità é tutto molto meglio.
13 Sì , Sì ! Dobbiamo cambiare. Già per gli orari ad esempio del mangiare ci sono delle differenze.. D. Rifaresti qualcuno dei tuoi viaggi ? Perché ?
Attraverso le interviste si sono realizzati due obiettivi fondamentali : linguistico-comunicativo e culturale . Dal punto di vista linguistico.comunicativo l'uso diretto di domande in lingua e l'ascolto delle risposte,quasi sem- pre in inglese, ha permesso di familiarizzare ancor di più con la lingua oggetto di studio.Si sono anche potuti ap- profondire aspetti già conosciuti,venendo a contatto con elementi nuovi. Molte volte gli allievi pur non essendo capaci di comprendere tutte le parole,si sono dimostrati capaci di interpretare e spiegare in italiano il senso corretto della ri- sposta,realizzando così passi significativi nei loro processi di apprendimento. Dal punto di vista culturale inoltre,attraverso il coinvolgimen- to diretto gli alunni sono venuti a contatto, in molti casi per prima volta, con persone appartenenti a culture diverse,con diverse opinioni e modi di pensare. Una prima apertura quindi per vedere gli stranieri non più come qualcosa di lontano dalle nostre realtà,ma come parte di una diversità che nel confronto può portare ad un arricchimento reciproco. La va- lutazione e la verifica finale si sono potute attuare grazie alla realizzazione di disegni,qui sotto riprodotti.Questo lavoro didattico è stato pubblicato sulla rivista LEND ed arricchito da molti disegni degli alunni,visibili nel volume This Superstar Book che raccoglie le esperienze didattiche di 4 anni. |
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