martedì 17 dicembre 2019

Museo del Gatto PAOLO GAMBACURTA a Casa Urbani in Vico del Pensiero e link da le meridie sul museo


Museo del Gatto PAOLO GAMBACURTA

 a Casa Urbani  in Vico del Pensiero.

Una regione  della nostra bella Italia, una regione che ha origini molto antiche, riconducibili ai Piceni e ai Pretuzi, che dominavano fino al III secolo a.C., prima del dominio romano, l'area di Aprutium, da cui il termine "Abruzzo" è divenuta dal 2016 meta irrinunciabile
 
per  tutti coloro che amano il gatto,  un felino che molti cuori ha conquistato !

Dal 20 dicembre  2016 infatti a  Teramo,  città situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti, che sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico,  è nato il museo del  Gatto   per una “simpatica” storia di collezionismo e grazie  all’ amore  tra sorelle e fratelli . Due sorelle   che  alla scomparsa  dell’ amato fratello  professore Paolo Gambacurta ,  donano la collezione all'Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”(IZSAM). Il museo, primo in Italia, ha il  sostegno economico della Regione Abruzzo  e l’appoggio del Comune di Teramo che ha messo a disposizione  la medievale Casa Urbani una delle pochissime abitazioni che conservano testimonianze dell’edilizia privata teramana del periodo medioevale, poiché è una delle poche scampate alla distruzione operata dal normanno conte di Loretello nella metà del XII secolo , casa  che nella veste attuale, risale alla prima metà del XV secolo.  La collezione, fotografata e catalogata dall’Istituto nel 2004, si  articola  per -in un curioso percorso museale su più livelli, che rispecchia l’incedere dei gatti randagi  il visitatore  potrà cosi vedere
 più di 400 pezzi: sculture, soprammobili, dipinti, stampe, incisioni, cartoline, francobolli, maschere, libri e materiale vario, che il professor Gambacurta ha raccolto  con fine gusto   e intuito da tutta Europa, dal Sudamerica e da Africa, India, Cina, Giappone, Cambogia, Indonesia, Filippine e Corea per  preziosità da menzionare  i  gatti egiziani di lapislazzuli, alabastro, ossidiana, terracotta, porcellane e smalti cinesi, cartoline francesi del primo Novecento, due dipinti di Novella Parigini, olii e acqueforti dell'Ottocento di Cecov e H. Ronner Knips e  “un gatto cinese poggiatesta per fumatori d'oppio” del  primo Novecento, in porcellana bianca con cromature azzurre e base dorata particolare anche  la   raccolta, protetta in teche, presenta  ceramiche policrome dipinte a mano, legno, marmo, gesso smaltato, vetro di Murano, alabastro, latta, cartapesta, alluminio e terracotta e tra   gli  oggetti con firme locali: l’acrilico dell’artista teramano Marco Chiarini “Gatto con due mele”per  preziosità un museo da godere e rivedere ,ma non solo  l’ ’IZSAM cura  anche gli aspetti tecnico-scientifici del Museo, con particolare riferimento al Benessere animale e alle “implicazioni feline” in materia di Sanità Pubblica Veterinaria; il Museo, inoltre, è oggetto per l’Istituto anche di ricerca scientifica, quale strumento per incrementare il benessere cittadino attraverso la partecipazione attiva alla costruzione di uno spazio condiviso e alla riqualificazione di un’area urbana. L’IZSAM è impegnato anche nella diffusione dei contenuti informativi con incontri nelle Scuole Primarie finalizzati alla divulgazione degli aspetti comportamentali del cane e del gatto, accogliendo delegazioni e studenti stranieri negli spazi museali e organizzando serate divulgative per discutere con i cittadini e diffondere tematiche istituzionali, con il supporto di cortometraggi e lungometraggi dalle trame affini. Tra i principali eventi nel Museo del Gatto di Teramo, la manifestazione “Incontriamoci in Piazzetta”, ideata e organizzata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM), in collaborazione con il Comune di Teramo che, nel 2019, è giunta alla sua 3a edizione. La Terza Edizione di “Incontriamoci in Piazzetta”, da sempre occasione per aprirsi alla città e far conoscere, con scopi divulgativi, le attività dell’Ente scientifico, è stata dedicata esclusivamente ai “piccoli visitatori” e a tutti coloro che volessero accompagnarli; la manifestazione, dal titolo "Conosciamo insieme il Gatto Ragù" si è articolata in  più incontri guidati a cura di esperti ricercatori dell’IZSAM, attraverso cui  far conoscere meglio l’amico felino di nome RAGU’. Gli incontri hanno rappresentato l’occasione per distribuire a tutti i visitatori del Museo - gratuitamente - il volumetto “Miaooo! GATTOniamo insieme a Ragù”, realizzato dal reparto Comunicazione Istituzionale dell’IZSAM, e destinato ai bambini e ai ragazzi della scuola materna e della scuola elementare.  Ma chi è Ragù? “E’ un Gatto dal pelo rosso come il fuoco che ha deciso di tenerci compagnia per tutte le pagine del libro … ma vuole farsi conoscere meglio e così, attraverso il volumetto, ha pensato di svelare alcuni segreti del suo comportamento”. Da segnalare, nel luglio 2017, la visita al Museo del Gatto, di alcune studentesse della prestigiosa School of Veterinary Medicine (Penn Vet) dell’Università della Pennsylvania, nell’ambito di una più ampia visita tecnico-scientifica alle strutture dell’IZSAM, finalizzata ad approfondire i temi del benessere animale e della legislazione europea di riferimento. A Teramo, in IZSAM, le studentesse hanno avuto modo di approfondire gli indirizzi comunitari in materia di gestione della popolazione canina e felina, focalizzando l’attenzione sulle principali differenze con la legislazione degli Stati Uniti d’America.

Per donazioni al Museo, è necessario rivolgersi all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” di Teramo, e-mail comunicazione@izs.it  telefono 0861332265.

 Una appendice  ci piace dedicare ad un suggerimento ?  perché anche non dedicare  spazio e tempo  al gatto che,  entrato a far parte della vita dell’uomo ha  stimolato  artisti che  hanno cominciato a filosofare, immaginare, scrivere di lui. Aldilà delle leggende, che resistono ancora oggi e vengono tramandate da generazioni, ci sono favole provenienti da tutti i paesi del mondo, dal Giappone, alla Russia, dalla Scandinavia all’Antica Roma e alle Americhe I primi a scrivere del gatto e del suo elegante garbo sono stati due grandi scrittori di favole, Esopo e Fedro, il primo greco e l’altro latino. Specialmente Esopo trattò il carattere del gatto arricchendolo di allegorie riferibili al genere umano e ai suoi difetti. Successivamente del gatto scrissero lo storico greco Erodoto nel 480 a.C., l’oratore latino Cicerone (106 a.C.) e lo scrittore Plinio il Vecchio intorno al 23 d.C. Nella letteratura del Rinascimento Intorno al 1300 i poeti rinascimentali iniziano a rioccuparsi del gatto e delle sue storie. È significativa l’immagine del poeta Francesco Petrarca che ritiratosi in vecchiaia nella quiete dei colli Euganei, trova sollievo solo nella compagnia del suo gatto. Dal Rinascimento in poi il gatto suscita quindi simpatia nel mondo dell’arte e della lettaratura divenendo spesso la figura che accompagna l’artista anche fino alla sua morte. Torquato Tasso, caduto in disgrazia alla corte di Ferrara e ridotto in miseria, quasi cieco e senza soldi dedica un intero sonetto alla sua gatta implorando in dono un po’ di luce dai suoi occhi splendenti. Lope de Vega, grande drammaturgo spagnolo, vissuto a cavallo del XVI e XVIII secolo scrisse addirittura una “Gattomachia” in 2500 versi, poema dove scrive di gatti per evidenziare e criticare le passioni e i difetti tipici dell’uomo.

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