martedì 7 gennaio 2020

Fuoco al pronunciar la parola…. che potrebbe succedere? Un gioco che propongo ai lettori di ECHI LIBERI


 Fuoco al pronunciar la parola…. che potrebbe succedere? Un gioco che propongo ai lettori di ECHI LIBERI   con  l’ invito e la speranza di continuar
          Fuoco       
                            e la mente va ad immagini del camino intorno a cui si riunivano generazioni:  nonni,  figli, nipoti a godere del calore della bellezza  dello scintillio delle fiamme  su cui  si erano cotti cibi e del calore del dialogar  insieme a raccontar  ed ancora raccontar di ciò che era accaduto, o a sognar, a sperar a legger favole …….
 La cenere in cui vive Cenerentola è legata al fuoco e appare chiara la visione del “Custode del focolare”, atto a conservare il fuoco della  dimora…
…..da piccola fiammiferaia   del  danese Hans Christian Andersen …. Per riscaldarsi le dita congelate, prese un fiammifero dalla scatola e crac! Lo strofinò contro il muro. Si accese una fiamma calda e brillante. Si accese una luce bizzarra, alla bambina sembrò di vedere una stufa di rame luccicante nella quale bruciavano alcuni ceppi. Avvicinò i suoi piedini al fuoco... ma la fiamma si spense e la stufa scomparve.
  Ancora da una fiaba di  Andersen  la Sirenetta  …«Va bene!» esclamò la sirenetta, e la strega mise sul fuoco la pentola per far bollire la bevanda magica. «La pulizia è un'ottima cosa! disse mentre strofinava la pentola ...
l'italiano Carlo Collodi crea addirittura  un personaggio : Mangiafoco, o "Mangiafuoco” che di mestiere  fa  il burattinaio del "Gran Teatro dei Burattini",  «un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d'inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso, col lume acceso di dietro; e con le mani schioccava una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme».
Il fuoco che ringiovanisce  lo inventano  in una  Fiaba i fratelli Grimm il Signore disse dolcemente: -Fabbro, imprestami la tua fucina, e mettici del carbone: voglio ringiovanire il vecchio infermo-. Il fabbro era pronto, san Pietro tirò il mantice, e quando le fiamme divamparono belle alte, Nostro Signore prese il vecchietto e lo spinse nella fucina in mezzo al fuoco rosso, sicché‚ egli ardeva come un rosaio e lodava Iddio a gran voce. Poi il Signore si avvicinò alla tinozza, vi mise dentro l'omino arroventato, in modo che l'acqua lo ricoprisse, e quando si fu freddato per bene, gli diede la sua benedizione. Subito l'omino saltò fuori agile, dritto e sano come se avesse vent'anni. Il fabbro, che aveva guardato tutto quanto con molta attenzione
 Fuoco
            e il cuore va ad immagini di passione  all’ amore verso  l’ altro e gli altri  verso le creature e il creato tutto: “ Amor, ch'a nullo amato amar perdona..”… “ L'amor che move il sole e l'altre stelle  l'ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia di Dante Alighieri.
San Francesco d'Assisi Santo patrono d'Italia, esprime nel Cantico  delle Creature  un grande amore per Dio e per tutto il creato. “ Lodato sii mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. È bello, giocondo, robusto e forte”.
 
 Fuoco
                   e gli occhi  ritrovano  le  drammatiche immagini del rogo sui monti pisani una apocalisse dai numeri impressionanti: mille ettari andati in fumo tra bosco e ulivi, settecento sfollati nella prima fase, danni per milioni di euro al patrimonio ambientale e paesaggistico…… ad altri roghi distruttivi ..
 Fuoco
                        e la mente va  al   fuoco olimpico, o fiamma olimpica  ricordando che  vanno distinti e tenuti separati il fuoco dalla torcia che, attraverso una staffetta, viene portata in giro per il mondo (introdotta successivamente, nelle olimpiadi del 1936 dal regime nazionalsocialista di Adolf Hitler), e dal braciere, che mantiene la fiamma viva durante lo svolgimento delle gare.
 Fuoco
            e  con la parola  viene naturale   aggiungere   aria, acqua e terra, il fuoco è infatti uno dei quattro elementi in cui è suddiviso lo Zodiaco; i segni di fuoco, in particolare, comprendono Ariete, Leone e Sagittario. Al pari dell'aria, inoltre, è considerato un elemento leggero in quanto tendente verso l'alto e composto di poca materia.
 Nel simbolo del fuoco
                        Dio si rivela come il Santo, il Giudice, colui che illumina, purifica e trasforma il cuore dell'uomo; nell'esperienza cristiana esso è collegato all'azione dello Spirito, che agisce nella Chiesa, brucia la paura e accende l'amore.
 
Il fuoco riveste nella storia dell'uomo un ruolo che ha segnato la nostra evoluzione in misura almeno pari alla postura eretta conquistata dai nostri antenati. La possibilità di controllarlo prima e di riprodurlo poi ha infatti reso possibili alcuni cambiamenti fondamentali nell'uomo e nel suo rapportarsi con i propri simili e con l'ambiente che lo circonda.
 Fuoco
 Nel linguaggio militare armi da fuoco   fare fuoco  Ed esplosione di polveri ottenuta per mezzo della miccia o con altro congegno in mine e in ordigni guerreschi e anche lo sparo e il lancio di proiettili
 E che dire in una società  dell’ immagine  della  messa a fuoco di un'immagine  o dell’ immagine sfocata  o fuori fuoco? Ripensando che  quasi tutti i vari strumenti ottici creati dall'uomo (macchine fotografiche, cannocchiali, binocoli, telescopi….) utilizzano lenti o specchi per concentrare la luce dell'immagine catturata, direttamente sul piano focale  e quando la regolazione fornisce un risultato nitido, si dice che l'immagine è a fuoco, in caso contrario si dice che è fuori fuoco o sfocata.
 E…il gioco  POTREBBE CONTINUARE ALL’ INFINITO  proprio come inventando  una favola una filastrocca un….  C’era una volta un “I” senza il puntino:
 gliel’aveva soffiato via
 un vento sventato
 scambiandolo per un cappellino.
 Rimasto così
 senza testa,
 che male ci resta
 quel povero “I”
davanti ai suoi fratelli e ai suoi cugini
 tutti ricconi e pieni di puntini.
 
Ma una matita rossa
 che passava di là
 gli regalò un puntino di fuoco,
 rosso come una mela,
 così bello e fiammante
 che tutta la parentela
 per la gelosia
 ci fece una malattia.
A voi il piacer di continuar a pronunciar la parola FUOCO
 Carmelina Rotundo Auro
 
 
 

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