domenica 5 giugno 2022

Il Pendolo

Mercoledì 1 Giugno, fantastico tutta la notte pensando alle parole di Benedetta su San Carlo, sulle proprietà delle acque, sull’impegno della sua famiglia a operare nel solco dell’onesta e della dedizione verso gli altri. Ricordo a Benedetta i suoi libri sui fiori, che li aspetto per poterli leggere e scrivere degli articoli. Sorpresa, ore 7, mi alzo per preparare l’equiseto, ma il barattolo è chiuso bene, proprio bene, non riesco ad aprirlo. Saluto le signore della pulizia delle scale del condominio, poi mi preparo una buona tazza di caffè d’orzo in cui inzuppo i biscotti Plasmom. Dopo aver divorato l’ultimo biscotto mi accorgo che questi fanno parte di “Ogni merenda è una storia da raccontare”, perché su ogni biscotto c’era scritta una parola per comporre una storia, quindi mi sono mangiata tante storie senza leggerle! Sarà per la prossima scatola. Pranzo, riso in bianco e salamini piccanti, li devo finire! Mi posiziono al sole, in una bacinella con acqua e sale chiudo e apro il pugno. Puntuale giunge il fisioterapista: esercizi passivi, il pendolo tra terrazza e cucina, poi mi attacca alla macchina della magnetoterapia dove sto 45 minuti. Telefonata a Cesare che è già a letto, ha la voce molto impastata e sta male che Dio lo protegga. Mi ritorna in mente padre Giustino, la Santa Comunione, un grande dono averlo conosciuto, non ho nulla da temere, Dio è vicino a mio fratello, una persona che è già luce. La sofferenza di mio fratello mi fa riflettere a queste persone che pensano di agire bene facendo del male al prossimo, sia con la guerra o con la sete di denaro e potere, convinti di essere cittadini o capi di stato esemplari e di dare anche il buon esempio agli altri. Tu pensi che la casa o la salute sia tua, loro no, pensano che sia di loro proprietà e con l'aiuto di complici e compari riescono a far valere le loro ragioni a scapito dei più deboli e pretendono pure che gli altri celebrino le loro "vittorie". Ogni tanto il bicchiere è mezzo vuoto.
Giovedì 2 Giugno Azzurro è il mio colore preferito, e questi biscotti alle mandorle prodotti dalla premiata fabbrica di biscotti Antonio Mattei a Prato, fin dal 1858, mi fa impazzire tanto sono buoni e tanto è bella la confezione azzurra, li inzuppo nella tisana preparata con l‘equiseto (finalmente ero riuscita a farmi aprire il barattolo da Alessandro). Al computer il dramma dell'email Virgilio, troppa pubblicità m'impedisce di ritrovare allegati di decine di anni fa, poi, dopo ore inutili, mi decido a prepararmi il pranzo, penne tricolore, basilico mozzarella e sugo, oggi si sa è il 2 giugno, festa della Repubblica, aggiungo i Bibanesi per quel tocco magico ed una Fanta. Pomeriggio impegnatissimo tra sole alla finestra del terrazzo, movimenti della mano in acqua e sale e tre cicli di magnetoterapia di 45 minuti ognuno. Per il tutore invito Maria Teresa a mettermelo guardando la foto. Cena con carciofi grigliati alla romana (barattolo sempre aperto da Alessandro) piccoli carciofi col gambo conditi secondo una antica ricetta romana con aglio mentucia e olio extravergine di oliva, viva l'azzurro e il sole.
Sabato 4 Giugno, apro il telefono e scopro che Alessandro, verso le 5 am mi ha mandato un messaggio per avvertirmi che si trovava in ospedale a causa di forti dolori alla spalla destra, entro nel panico ma il secondo messaggio mi rassicura dicendo che verrà ugualmente. Pranzo con risotto e sott'olio misto Polli prodotti di qualità che vantano una tradizione dal 1857. Termino, mentre prendo il sole dalla finestra di cucina, di leggere le "Otto montagne", lacrime sincere mi sgorgano dagli occhi e cadono sulle pagine scorrendo le ultime righe. 
Alle 3 arriva Alessandro accompagnato dalla madre, perché con la spalla dolorante non può guidare.
Sempre nel pomeriggio Leonardo mi porta la bozza finale del catalogo " Sul Pentagramma" e partiamo con il diario "Dodici anni della mia vita a Badia a Settimo". Esco per la mia passeggiata al Campone e una coppia, marito e moglie con il cane, mi raccontano dell'operazione della sorella in Romania, una protesi al ginocchio che poi si è infettata e hanno dovuto metterne una provvisoria e per questo usa una sedia a rotelle dalla quale però è caduta fratturandosi i polsi, le hanno tolto i gessi poco tempo fa e michiedono se conosc4ssi un bravo fisioterapista ed io gli parlo di Alessandro un giovane preparato e volenteroso Chiedono cosa mi fosse successo, con entusiasmo ricordano che ogni giorno ero attivissima, andavo su e giù (come un pendolo, questo era il ritmo delle mie giornate) passando velocemente per il Campone e venendo fagogitata dalla tranvia. Per loro ero familiare, in un certo senso mi conoscevano, io non me n'ero mai accorta, non li "percepivo", ero solo di passaggio, ora dovendo restare intorno casa scopro questo mondo, questa umanità sofferente, ma piena di tatto e attenta ai rapporti umani. Ci si ritrova in questo campone , simile ad un metafisico purgatorio, dove chi più e chi meno si purifica, guarisce, arricchendosi con discorsi cordiali fatti senza fretta, il tempo scorre diversamente nel Campone. Sono grata anche per questa esperienza, il cambiamento genera sofferenza, la sofferenza fa crescere e la vita serve a questo, a fare esperienze che c'indirizzino, individualmente, verso la "meta" comune.
Senza questo grande affetto intorno, tutti i miei amici, conoscenti, i vicini, le mie figlie, sarebbe stato tutto impossibile, grazie di cuore, pur con tutte le vostre preoccupazioni e impegni avete trovato del tempo per aiutarmi, ve ne sono immensamente grata.


 

 



 
 
 












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