giovedì 14 luglio 2022

DINO MIGLIORINI e LAURA FRULLINI

 

HO IMPARATO A COLORARE QUELLO CHE E’ DENTRO DI ME “


Da un “colorato “incontro con due artisti del pennello

ovvero DINO MIGLIORINI e LAURA FRULLINI

visti da CARMELINA ROTUNDO

Aprile 2003


…… il Maestro con pennellate di bianco, di giallo, di arancio, sta dando forma e volume al corpo del Cristo Crocifisso, attorno azzurro, ancora l’azzurro….segreti del colore, del pennello che si muove ora per gesti lunghi, ampi, ora minuziosi, quasi “puntiformi”. Accanto a lui al lavoro la sua allieva prediletta Laura, Laura Frullini che sta per dare alla luce un quadro di fiori davvero straordinario dove è il colore a dar forma ai fiori, spiccano il rosso, il bianco….non ci sono ancora parole tra noi eppure avverto che è già iniziato un intenso dialogo.

Uno sguardo veloce al di là dei vetri delle due finestre dello studio-abitazione mi conferma che tutto ciò è reale, quei tetti dai coppi rosso cotto dell’Impruneta lì riconoscerei tra mille; mi trovo nello studio dell’artista novantasettenne Dino Migliorini, vicinissimi al Palazzo della Signoria di cui “avvertiamo” la storia….il pulsare di una vita politico-sociale….ai gesti si uniscono parole, racconti di vita quando……

Fin da bambina amavo fare, sul pezzetto di carta che mi capitava, le illustrazioni….Laura segue il padre alle mostre, per musei. In una bella giornata vanno a far visita al Maestro Dino Migliorini il quale allora vive al 5° piano del signorile palazzo di via Condotta (tra P/z Duomo e P/z Signoria) studio-abitazione circondato da una terrazza da cui i tre possono godere di una vista mozzafiato della bella Firenze, Laura ricorda che era bellissimo stare lì.

Tra i disegni di Laura una maternità che viene molto elogiata.

La vita trascorre, ma quella visita a Dino rimane nel cuore di Laura che allora aveva un suo percorso tutto dedicato al disegno e che sente prorompente nascere l’amore per il colore….fino a decidere di frequentare il Maestro per scoprire come “usa” i colori, come li compone, e li divide, li amalgama e li scompone….

Non ti posso insegnare nulla – sono le prime parole che Laura ricorda dette da Dino – se uno non l’ha dentro….”

Laura Frullini incomincia a dipingere corpi, nudi, realizza nature morte, paesaggi, fiori.

Dino Migliorini viene colpito dal vigore, dall’intelligenza, da ciò che definisce “ l’entusiasmo di lotta “ di questa giovane.

l’impegno nell’arte, per l’arte non è un lavoro metodico…la ricerca di mettere su una tela piatta l’aria dentro è continua.”

Laura Frullini nello studio di Migliorini trova sfogo anche ad una sua altra grande passione, i libri. Così tra le sue mani scorrono immagini dei dipinti degli Impressionisti, dei Macchiaioli “io – sono parole di Laura- quando entro in una libreria non resisto alla tentazione di portarmi via dei libri…..raccolgo tutti i generi “

Mi appassionava – continua Laura – questa lezione non metodica.”

Dino” componeva” cercando così di dare alla sua allieva quello che anche lui aveva imparato dall’ambiente contadino….

Il colore….per arrivare al colore Laura nota che Dino li usa tutti, scopre l’uso del colore che resta nel pennello per creare effetti….nel verde c’è il viola, c’è il giallo….nasce la passione per dipingere i fiori, tanto che Dino scherzosamente le dice “ ti chiameranno la fioraia “

I fiori risponde Laura mi danno un qualcosa di vitalità, quando sono triste scrivo e dipingo quando sono allegra”

La maturità di pensiero del Migliorini, la capacità di ascoltare affascina Laura che grazie a Dino conosce anche Silvio Loffredo.

Incominciano anche gli inviti per partecipare a mostre. La prima Laura la realizza nel chiostro di San Remigio con un successo strepitoso di pubblico, tanto che vende tutti i quadri esposti.

Tra le curiosità, le cornici realizzate dal marito di Laura e le opere che lei dipinge o su tela o su faesite o pezzi di legno di barca che Laura recupera nelle sue passeggiate lungo le spiagge…sì perché il mare è ancora uno dei suoi grandi amori.” La pittura mi ha dato e continua a darmi tantissimo è una cosa che è entrata in me e che continuerò. Grazie a Dino sono riuscita a colorare quello che avevo dentro di me e il mio desiderio più forte è quello di confrontarmi, aprire il dialogo, sperando di trasmettere gioia.

Quasi in silenzio per paura di disturbare i due artisti, esco da questo luogo reale che reale non è, li lascio a dipingere con negli occhi il Cristo di Dino, e i fiori di Laura che continueranno a parlare nel cuore di una, di due, di cento vite umane, protese, aperte all’amore….quando ritornerò lo sento, sono sicura che li ritroverò così al lavoro a colorare quello che c’è dentro….


Carmelina dedica a Laura Frullini con colore, con gioia

Felice di averla conosciuta

Carmelina Rotundo




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