mercoledì 12 luglio 2023

GALLERIA DELL' ACCADEMIA DAL 12 luglio 2023

 

Galleria dell’Accademia di Firenze

SCOPRI la GALLERIA

Muriel Vervat

 

LA PENTECOSTE DI ANDREA DI CIONE, detto l’ORCAGNA

e la tecnica a foglia d’oro e foglia d’argento

 

il nuovo video su Accademiaonline e sul canale YouTube della Galleria

 

da mercoledì 12 luglio

 

Mercoledì 12 luglio sarà online un nuovissimo appuntamento con SCOPRI la GALLERIA, il

format ideato e realizzato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, dove le opere conservate

nel museo sono raccontate, di volta in volta, in italiano e in inglese, in brevi pillole video da

storici dell’arte, esperti della musica, direttori di istituzioni del mondo della cultura

internazionale (sul sito della Galleria, Accademiaonline SCOPRI LA GALLERIA e DISCOVER

THE GALLERIA).

Questo inedito episodio ha come narratrice la restauratrice Muriel Vervat che illustrerà la

Pentecoste di Andrea Di Cione, soprannominato l’Orcagna, trittico che ha restaurato per

conto della Galleria dell’Accademia di Firenze.

“Il nostro impegno nel coinvolgere chi continua a seguirci da casa non si è mai fermato in questi

anni, e non si è limitato all’infausto periodo della pandemia che ha bloccato molti dei nostri

progetti” racconta Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze.

“Abbiamo sempre rinnovato le nostre offerte culturali con contenuti studiati per differenti fasce di

pubblico, dai più piccoli ai più grandi. I video di SCOPRI la Galleria, come quelli della serie

DIDATTICA, o per esempio della serie Open Art, sono molto seguiti e apprezzati. I diversi format

danno la possibilità di approfondire le collezioni del museo, scoprire sempre qualcosa di nuovo,

guidati da esperti che, grazie alle loro competenze specifiche, introducono alle singole opere con

uno sguardo diverso. In questo, in particolare, Vervat ci permette di addentrarci in uno dei

capolavori dell’Orcagna e nella maestria del pittore nell’utilizzo dell’oro e dell’argento.”

Muriel Vervat, nota restauratrice che collabora con importanti musei e con l’allora Soprintendenza

Speciale per il Polo Museale di Firenze, ci farà scoprire i segreti della lavorazione di una tavola

come quella dipinta, nel 1362-65, dal maestro fiorentino Andrea di Cione, che raffigura la

Pentecoste, dove la Madonna inginocchiata è circondata dai dodici apostoli. La Vervat si sofferma

in particolare sulla tecnica della foglia d’oro e della foglia d’argento, applicate su un fondo ad argilla

di colore rosso; sulla realizzazione delle aureole, ognuna diversa dall’altra, con motivi floreali, che

creano una pittura senza colore; sulle vesti dei Santi dove l’oro, in alcuni casi, è applicato sotto al

colore, come nel san Jacopo sulla destra, il cui abito sembra avere una consistenza pesante, quasi

 

fosse un velluto, arricchito da ricami, oppure della Vergine dove il metallo è apposto a pennello

sopra con l’intento ben riuscito di conferirgli la leggerezza della seta.

Belli e curiosi sono gli animali fantastici che popolano la cornice della tavola, grifoni o aquile che

sputano fuoco, eseguiti dall’Orcagna con una tecnica particolarissima e raffinatissima: una foglia

d’argento sopra una foglia d’oro per dare un effetto bronzato alla superficie, animali fatti con un

tratto unico che non consente ne’ di sbagliare ne’ di poter rimediare.

Il dipinto rappresenta uno dei vertici della pittura di Andrea di Cione, al quale l’artista lavorò con

l’intervento del fratello, opera che probabilmente Vasari vide sull’altare maggiore della chiesa dei

Santi Apostoli a Firenze. Muriel Vervat è intervenuta con il suo restauro sulla superficie pittorica del

trittico, soprattutto per quanto riguarda i rifacimenti successivi. Ha proceduto al consolidamento

degli strati pittorici per eseguire, poi in due fasi distinte, la pulitura. Prima sono stati asportati i

residui di colla che avevano provocato, in alcuni punti, micro sollevamenti del colore, poi è stata

assottigliata la vernice a contatto con il colore stesso, che risaliva probabilmente ad un precedente

restauro effettuato nel 1953. Conclusa la pulitura, si sono stuccate tutte le cadute di colore. In

corrispondenza delle parti dorate, si è scelto di rimettere una foglia d’oro, e di imitare lo stato di

invecchiamento della foglia metallica.

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