mercoledì 19 luglio 2023

Oasy Contemporary Art un progetto di Oasi Dynamo OCA

Oasy Contemporary Art uno straordinario progetto di Oasi Dynamo a San Marcello Piteglio, Pistoia.

Sull’Appennino Pistoiese, all’interno della splendida Oasi Dynamo, nasce nell'estate 2023 

                                          OCA Oasy Contemporary Art, 

un luogo- non luogo,   uno spazio sospeso  tra cielo e terra, tra pensiero e realtà,  per raggiungere il quale  si percorre un sentiero nel bosco ( l' auto infatti deve essere  parcheggiata in località Piteglio) La camminata di  circa 45 minuti permetterà  di iniziare la "metamorfosi"  completamente immersi nei mille e più verdi,  di chiome di maestosi alberi: castagni, abeti, betulle, nelle voci  del vento  che fa palpitare ogni foglia, nei silenzi dell'anima nostra e della natura, nei colori di quei  fiori spontanei cosi tenaci  che qui nascono,  piccoli, piccolissimi eppur parte di una immensità  tutta ricreando i contatti  noi parte del tutto!   Al termine della passeggiata-viaggio  ci ritroveremo all'inizio di una nuova avventura  nel  pianoro da  cui  lo sguardo  può andare  verso le montagne circostanti e, in quella che è stata la stalla per le mucche, nasce uno spazio espositivo, che fino al 5 novembre 2023 ospiterà   la mostra di Massimo Vitali, a cura di Giovanna Calvenzi, “La Grande Oasi. The way we live now”. Il progetto realizzato per Oasy Contemporary Art ha come protagonisti gli uomini ed il territorio, in un dialogo nel quale la presenza umana è misura stessa del paesaggio. Per questo nuovo lavoro, Vitali ha rinunciato alla sua tecnica d’elezione, ossia alle riprese dall’alto di un cavalletto di cinque metri, per rispettare invece un’“equa distanza” che gli ha  permesso di testimoniare il dialogo tra l’uomo e la natura. Le riprese dall’alto di quello che a suo tempo aveva definito “il punto di vista del principe”, le ritroviamo invece in mostra, in una selezione di opere realizzate sulle spiagge europee a partire dal 1995. Oltre lo spazio museo  la Home of the world Installazione di David Svensons dove,  in un percorso che segue la curva della collina, sventolano bandiere. L’installazione l’artista svedese  la realizza con  centinaia di bandiere.  Bandiere,  simbolo per eccellenza delle identità, espressione grafica, o meglio iconografica, di un sentire popolare, di una storia, di tradizioni e di cultura che  talvolta vengono esposte ed esibite contro gli altri? Gli eserciti in guerra marciano sempre dietro a una bandiera e issarne una su una porzione di territorio equivale a rivendicarne il possesso esclusivo. Il percorso realizzato da Svensson per OCA, lungo alcune centinaia di metri, è caratterizzato da un grande collage con tutte le bandiere del mondo, che sono state de-costruite e ricomposte in modo totalmente inedito. L’effetto è straniante: ogni singola bandiera perde il proprio carattere distintivo e viene in qualche modo contaminata dall’accostamento di forme e di colori con le altre. Uno dei propositi dell’opera è proprio quello di mettere in discussione ogni distinzione in chiave nazionale che le bandiere normalmente portano con sè. La natura non ha confini, le linee che delimitano le nostre mappe sono pure convenzioni, per giunta molto instabili nel tempo.




Oasi Dynamo, si estende per circa mille ettari, arriva sino a 1100 metri di altitudine, un tempo riserva di caccia della famiglia Orlando, che sulla montagna pistoiese, nel 1911, aveva fondato lo stabilimento della SMI, la Società Metallurgica Italiana. Recuperata nel 2006, la riserva è oggi un territorio prevalentemente boschivo, dove vivono specie di piante rare ed una grande varietà di animali selvatici. In parte dedicata alle tradizionali attività dell’agricoltura e dell’allevamento, l’oasi si è aperta negli anni anche all’ospitalità, all’eco turismo, alla divulgazione di una cultura sostenibile dell’ambiente. Ed oggi, con OCA Oasy Contemporary Art, arriva in alta quota.




 OCA sarà aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 17. Al vicino Centro Visitatori della riserva, sarà in funzione il ristorante Casa Luigi che, su prenotazione, offrirà proposte gastronomiche di assoluta qualità. I visitatori potranno usufruirne oppure godere del prato e degli spazi all’aperto Il tema della convivenza tra l’uomo e la natura sarà sviluppato da OCA anche nei prossimi anni, proponendo ogni stagione una nuova mostra nello spazio-museo, e nuove installazioni nel verde, che poi resteranno nell’oasi, creando nel tempo un luogo d’arte. Emanuele Montibeller ha già invitato per il futuro gli architetti Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Kengo Kuma, Alejandro Aravena e Matteo Thun, gli artisti Diana Scherer, Edoardo Tresoldi, Davide Quayola, la poetessa Mariangela Gualtieri, il filosofo Emanuele Coccia, la curatrice Diletta Cancellato, lo scrittore Leonardo Caffo e tanti altri. A Giovanna Calvenzi è invece stato affidato un progetto triennale dedicato alla fotografia, che dopo Vitali vedrà ospiti Joan Fontcuberta e Thomas Struth. Per riflettere sul tema del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, infine, verranno realizzate a cura di Diletta Cancellato delle installazioni che vogliono riconnettere il tessile e la natura, sfidando designer, stilisti e artisti a trovare nuove soluzioni che possano coesistere e nutrire gli ecosistemi. Nel periodo di esposizione, quest’anno come nei prossimi, saranno infine organizzatii ncontri con scienziati, filosofi,  artisti, architetti, antropologi, poeti e scrittori, chiamati tutti a confrontarsi sui temi lanciati da OCA.


Informazioni

www.oasycontemporaryart.com

Ingresso: intero 12,00 €, bambini fino ai 10 anni gratuito

La Montagna pistoiese è posta sulla dorsale meridionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, quasi un confine naturale tra il nord e il centro della penisola italica. Prima dell'avvento dei romani, nell'area si registrò la presenza di Celti, come ad esempio i Boi, di Liguri e di Etruschi. Pur non avendo avuto insediamenti rilevanti di queste civiltà, fu certamente terra di scambi, di guerre e di non facile passaggio. Divenne provincia romana e dalla caduta dell'impero, passò in mano alla dominazione degli Ostrogoti e successivamente dei Longobardi. In seguito con la suddivisione dell'Italia, questo territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana, trovandosi come terra di confine fra quest'ultimo, il Ducato di Modena, il Ducato di Lucca e lo Stato della Chiesa. Durante la seconda guerra mondiale, la Montagna pistoiese fu un punto cruciale, come passante della Linea Gotica, del movimento di Resistenza italiana. Sulle sue montagne agivano diverse brigate partigiane, fra cui quelle di Manrico Ducceschi, capo della XI Zona Patrioti, e di Silvano Fedi, che era alla guida delle Squadre franche della partigianeria pistoiese.


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