Giro girotondo.
Antichi gesti eterni.
Chi può dire di non aver mai unito le mani per fare girotondo ?
Il filo cosi duttile infilato nella cruna del grosso ago si muove a ritmo:
apre chiude- chiude apre per unire 4 quadrati della dimensione 50X50.
I confini geografici,
gli idiomi diversi
qui a VIVA VITTORIA si uniscono.
Il filo è rosso, rosso del cuore che palpita d'amore
rosso del sangue della violenza.
Le religioni diverse,
le età differenti qui a VIVA VITTORIA
convivono in armonie colorate
per un filo tutti e tutte insieme a realizzar tappeti di arcobaleni
con i quadrati di lana.
L' uncinetto, i ferri si muovono a ritmi di danza,
Bellezza di colori;
morbidezza di quadrati dai granny ai corner to corner,
ai ricamati- intarsiati filo su filo.
Cosi duttile, cosi docile
filo rosso unisci le nazioni e i popoli
le religioni e le diversità;
tessi tappeti di pace su cui far girotondi !!!
A nessuno sia impedito il volo
son di scena sorrisi l'11 e il 12 novembre 2023
a Santa Croce.
Il filo cosi duttile, cosi docile, cosi...
Seduta a Villa Vittoria aspettando il sogno realtà di piazza Santa Croce
per la prima ed unica volta nella storia con un tappeto magico,
morbido- unico- colorato ...
La superficie di piazza Santa Croce prevede la realizzazione di 12 mila quadrati per
un peso di tre tonnellate.
Per vedere come procede il lavoro in progress l'architetto
sulla piantina in scala sta colorando il numero dei quadrati ( numerati ) via via creati ognuno diverso rispondente al gusto ed alla fantasia di persone che con tanta passione dedizione si dedicano al progetto condiviso nello spirito del dono.
VIVA VITTORIA FIRENZE è organizzato da AILO the American-International League of Florence ODV, con il sostegno di Centro Servizi per Anziani il Gignoro della diaconia Valdese Fiorentina, Fondazione Conad, Campolmi Filati e con il patrocinio del Comune di Firenze, della Città Metropolitana di Firenze e della Regione Toscana
Curiosità
....a volte è detto che c'era una porta nelle mura di Gerusalemme chiamata "la cruna dell'ago", attraverso cui era possibile per un cammello passare se si inginocchiava ed era senza carico.
Le origini della lavorazione all'uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo: in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud. Si ritrovano anche nella cultura egizia. Alle volte la lavorazione veniva eseguita su uncini sottili con filati molto fini che producevano un delicato tessuto simile a trine, oppure con filati più spessi su uncini grossi dando origine ad un tessuto compatto e denso.Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani per fare i copricapi dei capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli. L'uncinetto dalla forma più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo; veniva usato soprattutto dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.
Santa Croce anticamente era una vera e propria isola formata da due bracci del fiume Arno che si separavano vicino all'attuale piazza Beccaria , per ricongiungersi davanti alle mura che passavano all'altezza di via Verdi-via de' Benci . Non a caso il toponimo del fossato restava nel nome dell'antica e vicina chiesa di San Jacopo tra i Fossi. I francescani giunti a Firenze nel 1226 1228 scelsero questa zona isolata per il loro insediamento.
Analogamente a piazza Santa Maria Novella dove predicavano i domenicani la piazza di Santa Croce nacque circa un secolo dopo, per contenere le folle di fedeli che ascoltavano le prediche dei frati dalla maestosa chiesa che nel frattempo era nata in quella che era stata l'Isola dell'Arno e che venne allora bonificata.
Essendo la piazza molto grande e di forma regolare, nel Rinascimento divenne il luogo ideale per giostre cavalleresche, feste, spettacoli e gare popolari, come il calcio in costume che ancora oggi vi si tiene ogni giugno. Qui si svolse anche la celebre partita del 17 febbraio 1530, durante l'assedio della città Pur stremati dalla scarsità del cibo, i fiorentini decisero però di non rinunciare ai festeggiamenti del Carnevale e addirittura, in segno di sfida verso gli assedianti, vollero organizzare una partita di Calcio in questa piazza, che per la sua posizione era ben visibile dalle truppe nemiche accampate sulle colline circostanti. Per ridicolizzare maggiormente gli avversari, un gruppo di musici si mise a suonare sul tetto della chiesa cosicché gli imperiali avessero un'idea più chiara di ciò che stava succedendo. D'improvviso una palla di cannone dalle batterie assedianti fu sparata verso la piazza ma questa volò sopra le teste dei musici e andò a finire oltre la chiesa non facendo alcun danno, accolta dallo scherno della folla e dagli squilli delle trombe fiorentine.
La piazza era delimitata da transenne in legno che delimitavano permanentemente l'area del gioco del calcio, ma alla fine del Settecento, sotto Pietro Leopoldo , vennero rimosse in favore dei pilastrini e delle panchine .
Nessun commento:
Posta un commento