giovedì 3 agosto 2023

GIROgirotondo per VIVA VITTORIA 11 -12 novembre 2023

                                      Giro girotondo. 

                                                    Antichi gesti eterni.

     Chi  può dire  di  non aver mai  unito le mani per fare girotondo ? 


Il filo cosi duttile  infilato nella cruna del grosso ago  si muove a ritmo: 

 apre chiude- chiude apre per unire 4 quadrati  della dimensione 50X50. 

I confini geografici,

 gli  idiomi diversi

 qui a VIVA VITTORIA si uniscono. 

Il filo è rosso,  rosso del cuore che palpita  d'amore 

 rosso del sangue  della violenza. 

Le religioni diverse,

 le età differenti qui a VIVA VITTORIA

 convivono in armonie colorate

  per un filo tutti e tutte insieme a realizzar tappeti di arcobaleni

 con i quadrati di lana.

  L' uncinetto, i ferri si muovono a ritmi di danza,

Bellezza di colori;

 morbidezza di quadrati  dai granny ai corner to corner,

ai ricamati- intarsiati filo su filo.

 Cosi duttile, cosi docile 

 filo rosso unisci le nazioni e i popoli

 le religioni e le diversità;

 tessi tappeti di pace  su cui far girotondi !!!

 A nessuno sia impedito il volo

 son di scena sorrisi  l'11 e il 12 novembre 2023

 a Santa Croce. 

 Il filo cosi duttile, cosi docile, cosi...

 Seduta a Villa Vittoria  aspettando  il sogno realtà di piazza Santa Croce

 per la prima ed unica volta nella storia  con un tappeto magico, 

morbido- unico- colorato ...

 La superficie di piazza Santa Croce  prevede la realizzazione di 12 mila quadrati per

un peso di tre tonnellate.

 Per vedere come procede il lavoro in progress l'architetto 

  sulla piantina in scala sta colorando  il numero dei quadrati ( numerati ) via via creati  ognuno diverso  rispondente al gusto ed alla fantasia di persone che  con tanta passione dedizione si dedicano al progetto  condiviso  nello spirito del dono. 

 VIVA VITTORIA FIRENZE è organizzato  da AILO the American-International  League  of Florence  ODV, con il sostegno di Centro Servizi per Anziani il Gignoro della diaconia  Valdese Fiorentina, Fondazione Conad,  Campolmi Filati e con il patrocinio del Comune di Firenze, della Città Metropolitana di Firenze e della  Regione  Toscana 

  Curiosità

....a volte è detto che c'era una porta nelle mura di Gerusalemme chiamata "la cruna dell'ago", attraverso cui era possibile per un cammello passare se si inginocchiava ed era senza carico.

Le origini della lavorazione all'uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo: in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud. Si ritrovano anche nella cultura egizia. Alle volte la lavorazione veniva eseguita su uncini sottili con filati molto fini che producevano un delicato tessuto simile a trine, oppure con filati più spessi su uncini grossi dando origine ad un tessuto compatto e denso.Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani per fare i copricapi dei capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli. L'uncinetto dalla forma più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo; veniva usato soprattutto dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.

Santa Croce  anticamente era una vera e propria isola formata da due bracci del fiume Arno  che si separavano vicino all'attuale piazza Beccaria , per ricongiungersi davanti alle mura che passavano all'altezza di via Verdi-via de' Benci . Non a caso il toponimo del fossato restava nel nome dell'antica e vicina  chiesa  di San Jacopo tra i Fossi.  I  francescani  giunti a Firenze nel  1226 1228 scelsero questa zona isolata per il loro insediamento.

Analogamente a  piazza Santa Maria Novella  dove predicavano i domenicani  la piazza di Santa Croce nacque circa un secolo dopo, per contenere le folle di fedeli che ascoltavano le prediche dei frati dalla maestosa chiesa che nel frattempo era nata in quella che era stata l'Isola dell'Arno e che venne allora bonificata.

Essendo la piazza molto grande e di forma regolare, nel  Rinascimento divenne il luogo ideale per giostre cavalleresche, feste, spettacoli e gare popolari, come il calcio in costume che ancora oggi vi si tiene ogni giugno. Qui si svolse anche la celebre partita del 17 febbraio  1530, durante l'assedio della città Pur stremati dalla scarsità del cibo, i fiorentini decisero però di non rinunciare ai festeggiamenti del Carnevale  e addirittura, in segno di sfida verso gli assedianti, vollero organizzare una partita di Calcio in questa piazza, che per la sua posizione era ben visibile dalle truppe nemiche accampate sulle colline circostanti. Per ridicolizzare maggiormente gli avversari, un gruppo di musici si mise a suonare sul tetto della chiesa cosicché gli imperiali avessero un'idea più chiara di ciò che stava succedendo. D'improvviso una palla di cannone dalle batterie assedianti fu sparata verso la piazza ma questa volò sopra le teste dei musici e andò a finire oltre la chiesa non facendo alcun danno, accolta dallo scherno della folla e dagli squilli delle trombe fiorentine.

La piazza era delimitata da transenne in legno che delimitavano permanentemente l'area del gioco del calcio, ma alla fine del Settecento, sotto Pietro Leopoldo , vennero rimosse in favore dei pilastrini e delle panchine .

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