lunedì 16 giugno 2025

Discorso di Renzo per la diretta “L’Ora Felice” – 18 giugno 2025 Cari amici e amiche dell’Ora Felice,

Discorso di Renzo per la diretta “L’Ora Felice” – 18 giugno 2025 Cari amici e amiche dell’Ora Felice, questa sera vorrei partire da una piccola immagine. Immaginate un vecchio orologio da parete, di quelli che ticchettano piano, con le lancette in legno e un cuore che batte dentro. Per anni quel tempo sembrava sempre uguale: suonava alla stessa ora, indicava le stesse abitudini, gli stessi ritmi. Eppure oggi... oggi quel tempo non è più lo stesso. Qualcosa, in silenzio, sta cambiando. E io lo sento, lo percepisco nella pelle delle giornate, nel tono delle conversazioni, nei piccoli gesti dei miei vicini di casa. In questi primi sei mesi del 2025, la vita quotidiana in Italia sta cambiando. Non con fuochi d’artificio o rivoluzioni, ma con lievi scosse di trasformazione. � Da casa mia, a Trani, dove vivo da un anno, vedo questo cambiamento con gli occhi di un osservatore innamorato della vita. La panettiera che ha iniziato a vendere pane di grani antichi e racconta che “la gente vuole cose vere”. Il fornaio che ti mette da parte la focaccia se ti vede in ritardo. La merciaia, che non è solo una negoziante ma una confidente, un pilastro di umanità. E che dire della vita lavorativa? Io e Massimiliano lavoriamo da casa, e da qualche mese notiamo come le persone cerchino ritmi più sostenibili. Sempre più amici ci confidano che “il tempo è la vera ricchezza”. Anche chi ha sempre corso comincia a camminare. E chi ha sempre parlato, comincia ad ascoltare. � Ma c’è un’altra parola chiave: comunità. Sta tornando. Magari in forme nuove. Magari fragili. Ma ritorna. Gente che si incontra nei mercatini solidali, nelle biblioteche civiche, nei gruppi WhatsApp di quartiere dove si scambiano piantine, notizie, consigli. Ritorna la voglia di esserci per l’altro, di creare connessioni che scaldano. � C’è un’altra onda, dolce e testarda, che sta attraversando l’Italia in questi mesi. È fatta di piazze che tornano a riempirsi, di orti urbani coltivati insieme, di comunità che si riformano attorno a un tavolo, a un fuoco, a un sogno. È il segno che la comunità non è morta: ha solo cambiato pelle. Sta tornando come festa di paese, come cerchio nel bosco, come cena condivisa tra vicini. In questo nuovo movimento collettivo, una figura spicca con la forza gentile dei sognatori concreti: si chiama Bernardo Cumbo, giovane viaggiatore che si definisce “spacciatore di speranza”. Dopo aver vissuto in un ecovillaggio, ha dedicato la sua vita a raccontare – con la voce, con i video, con le azioni – che un altro modo di vivere è possibile. Ha creato il Campus del Cambiamento, ha lanciato il Viva Viva Fest – un festival itinerante che porta semi di rinascita ovunque – e oggi è tra i fondatori di Eutopia, un progetto che ci ricorda che i luoghi migliori non sono utopie, ma possibilità da coltivare. Le sue parole più forti? #sepofà. Sì, si può fare. Possiamo cambiare il mondo uno sguardo alla volta, una storia alla volta, un orto condiviso alla volta. Possiamo costruire mulini a vento invece di alzare muri. E allora, anche noi, oggi, stasera, facciamo girare il nostro mulino. Facciamolo con la voce, con la gentilezza, con le radio libere e le comunità di cuore. Anche nei rapporti sociali vedo un cambiamento profondo. Le persone hanno meno pazienza per le chiacchiere vuote. Vogliono verità, presenza, reciprocità. Certo, la solitudine aumenta per molti. Ma allo stesso tempo, c’è chi ha deciso di non sopportare più relazioni finte, e sta imparando, magari con fatica, a camminare da sé, per poi aprirsi a legami nuovi e più veri. In mezzo a tutto questo, anche i media indipendenti, le radio libere, come la nostra KappaRadio, tornano ad avere un ruolo centrale: dare voce a ciò che si muove sotto la superficie, a ciò che spesso non si vede ma pulsa vivo. � Io credo che questo cambiamento silenzioso sia una benedizione, anche se faticosa. È come se l’Italia, a modo suo, stesse tornando ad ascoltare il battito della propria anima. E in fondo... forse la vera ora felice è proprio questa: quella in cui ci accorgiamo che il cambiamento non viene da fuori, ma inizia da noi, dai nostri piccoli gesti quotidiani, dalle nostre scelte imperfette ma sincere, dal modo in cui salutiamo il vicino o curiamo una piantina sul balcone. � E allora, buona ora felice a tutti. Che sia un’ora di verità, di riconnessione e di speranza. Con affetto, Renzo Samaritani alias RamShyam � � Discorso di apertura di Renzo per la Costituente “Oltre la Memoria” – 24 luglio 2025 Buonasera a tutte e tutti, e grazie per essere qui, per esserci con la mente, con il cuore e con la coscienza vigile. Questa non è solo una riunione costituente. Non stiamo solo fondando un’associazione culturale, giuridicamente riconoscibile e strutturata. Stiamo piantando un seme. Un seme di resistenza, di amore per la verità e per la memoria – e al tempo stesso, un seme di coraggio. Perché ricordare è già un atto di coraggio, ma andare oltre la memoria... lo è ancora di più. Il nome di questa nuova realtà, Oltre la Memoria, nasce da una presa di coscienza: oggi, nel 2025, non basta più ricordare. Viviamo tempi in cui il passato si fa ombra, ma anche tempi in cui l’ombra cerca di risalire la china, travestita da nostalgia, da “buon senso”, da “ordine”. E allora non possiamo limitarci a commemorare. Dobbiamo trasformare la memoria in azione, in gesto civile, in cultura viva, in voce che non si spegne. Per questo oggi nasce questa realtà: per fare della memoria un punto di partenza, non un punto d’arrivo. � Per me, questa associazione ha un significato anche profondamente personale. Sono il figlio di Helga Schneider, una donna che ha dedicato la vita a raccontare l’indicibile. Lo ha fatto con coraggio, spesso in solitudine, sfidando anche la propria storia familiare, scavando tra le macerie della Seconda guerra mondiale per dare voce a chi non l’ha più avuta. E oggi, più che mai, sento la responsabilità di portare avanti quel testimone. Non solo come figlio, ma come cittadino, come essere umano, come essere spirituale. � In un mondo attraversato da guerre dimenticate, da genocidi in atto, da verità occultate, Oltre la Memoria sarà una casa aperta a chi ha qualcosa da dire, da tramandare, da proteggere. � Daremo spazio a: – storie taciute – testimonianze sommerse – memorie familiari e collettive – percorsi di riconciliazione – opere artistiche e letterarie che custodiscono le cicatrici della Storia Sarà un progetto transgenerazionale: non solo per i testimoni diretti del Novecento, ma anche per i giovani che si sentono chiamati a non lasciar morire la verità sotto il rumore del presente. E sarà anche un progetto transculturale: perché la memoria non ha confini né nazionalità. La memoria è un respiro che attraversa i popoli, e proprio per questo dobbiamo farla vibrare con linguaggi nuovi, con la radio, con il podcast, con la poesia, con la musica, con la scuola, con la rete. � Oggi accendiamo una candela. Una luce piccola, forse. Ma come tutte le luci vere, è destinata a moltiplicarsi. E lo facciamo senza chiedere nulla a nessuno: nessuna quota, nessun obbligo, nessun peso da portare. Solo una scelta di appartenenza, di condivisione, di testimonianza. Perché in fondo, ognuno di noi – prima o poi nella vita – diventa custode di qualcosa che non può più tacere. Benvenuti, allora, in questa nuova avventura. Benvenuti in Oltre la Memoria. E grazie, dal profondo del cuore. � Renzo Samaritani Schneider per Orizzonte Comune, per tutte le voci silenziate, per chi non ha smesso di credere che la luce, anche

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