domenica 30 agosto 2026

cesare parte terza

mi fa paura QUESTA SITUAZIONE vi chiedo che cosa posso fare sempre tenendo presente il bene di mio fratello, non vorrei parlare da sola al colloquio, ma avere qualcuno con me ho paura e in questo stato di disagio mi ritorna in mente Cesare Se io sto male, lui in seguito al susseguirsi di queste cose come sta? Disponibile a dare anche le altre parti della storia aspetto da voi consigli e se possibile presenza- aiuto Martedi’ 10 GIUGNO pomeriggio essendo stata al museo Bellini per la conferenza stampa in veste di giornalista, mi reco alla USL perché vicino e perché vorrei far vedere questa novità dell' album di figurine da attaccare perché magari Cesare possa svolgere una piacevole attività. Salgo, dopo aver chiesto alla porta dove si trova a ricevere Cesare l' operatore, busso alla porta e chiedo gentilmente permesso, mi viene risposto: “ avanti” ed entro chiedendo posso sedendomi tranquilla accanto a Cesare. la reazione è particolare sono invitata ad uscire….. cerco di spiegare che vorrei parlare di alcune cose piacevoli ed importanti: lo sciopero ad esempio dei mezzi pubblici. La voce dell' operatore, che stava seduto dietro il computer, mi dice che sta cercando orari dello sciopero dei mezzi pubblici, io prontamente rispondo che allora sono venuta a proposito proprio per comunicare a Cesare la possibilità del rientro e di aiutalo, ma la ricerca dell' operatore di fronte alle mie risposte precise con orari non si arresta continua come se non avesse sentito o non volesse ascoltarmi. Si alza poi improvvisamente per invitarmi ad uscire ed alla mia timida risposta: “… almeno mi lasci dire alcune cose…” senza darmi spazio e tempo di parlare alza la voce ripetendo il solito comando per poi per ben tre volte in un tono alto e severo arrabbiato ripetere: " allora uscite tutti e due !” C'è un tentativo di potare fuori Cesare e di lasciarmi qui a me il tono ed i movimenti dell' operatore IN PIEDI mi fanno paura mi PARALIZZANO tanto è vero che gli dico: " mica vorrà chiudermi a chiave qui?" La situazione è dinamica l' operatore si muove ci alziamo ambedue io sono meravigliata mio fratello a fianco a me si alza; ambedue non riusciamo a capire il motivo della violenza verbale, i movimenti dell' operatore che da seduto è in piedi … non so perché ci rimettiamo seduti cerco di mantenere la calma , sono talmente meravigliata che non riesco a parlare mi manca il respiro… sono attimi la voce continua ci rialziamo e Cesare viene trattenuto, io spinta fuori con forza, per tenere l' equilibrio e sottrarmi alla forza della spinta sulla spalla ........ metto il piede in fallo mi rompo la scarpa. ( ho seri problemi alla colonna vertebrale) Imbarazzata e fuori da quella porta che l' operatore ha chiuso (portandosi dietro Cesare) chiedo soccorso a due persone all' accoglienza, chiedo del nastro adesivo per fasciare la scarpa mi viene dato un nastro che non aderisce.... mi viene trovato un altro nastro e questa volta chiedo gentilmente di aiutarmi a tenere sollevata la scarpa nessuno si muove richiedo per favore aiuto per tre volte dopo di che mi siedo esausta finché passa una utente che visto il mio stato mi tiene la scarpa che io fascio. Chiedo di parlare con un dirigente la risposta appena giro le spalle:" lasciala andare" scendo e mi rivolgo alla persona alla porta che mi dice non c'è nessuno insisto dice che sono in riunione " aspetto" la mia riposta . Vengo chiamata ed accompagnata in una stanza dove parlo con due persone sedute l' una di fronte all' altra: una donna ed un uomo dopo avermi fatto descrivere gli avvenimenti la dottoressa della quale poi saprò il nome mi dice che non è competente e che mi devo rivolgere alla dottoressa ....... ritorno in portineria chiedo della dottoressa.... mi viene risposto che non c'è e lascio un biglietto scritto chiedendo l' indomani di poter parlare con la dirigente e risalgo al 2° piano dove trovo un collega di mio fratello aspettiamo insieme e da li' a 10 minuti arriva l' operatore con mio fratello lui parla con la psichiatra che mi riconferma che io non posso entrare, ma vista anche la presenza del collega il divieto si attenua, chiede a cesare se vuole la nostra presenza lui dice lasciali entrare timidamente con tono sommesso….ci fa entrare per 5 minuti dopo di che siamo pregati di uscire ambedue ci alziamo usciamo e aspettiamo Cesare in questa giornata c'è lo sciopero dei mezzi pubblici e siamo venuti anche per aiutare cesare durante i 2 incontri sono talmente coinvolta da non riuscire a pensare ma, la sera ed i giorni seguenti penso comportamenti come quelli sopra descritti mi fanno pensare alla delicatezza ed importanza del lavoro di chi opera nei centri di salute mentale e dello stress a cui tutto il personale della struttura è sottoposto a qualsiasi livello. molte le domande che mi vengono spontanee e che lascio a voi di farvi e di farmi con la richiesta di un consiglio dalla mattina seguente riceverò telefonate: la prima sostanzialmente per chiedermi perché avevo lasciato un biglietto scritto, perché AVEVO PARLATO CON QUELLA DOTTORESSA.... a quanto mi risulta ( sono miei pensieri) dal tono della voce di chi mi telefona niente è stato detto dall' operatore dell’ accaduto tra noi tre??? Le telefonate continuano per fissarmi degli appuntamenti che per ora sono stati rimandati al 10 luglio ore 12,45. la sorella di Cesare carmelina

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