martedì 11 agosto 2026
p come pace scritto da elisa amarena
P come PACE, PASSIONE, PERICOLO
PACE... Crediamo di vivere in pace, ma siamo circondati da guerre.
Il Mondo intorno a noi è come un vulcano che sta per eruttare. Ha iniziato a mandarci dei segnali,
infatti i profughi e gli immigrati economici si riversano sulle nostre coste ed ai nostri confini. L'Italia
cerca di soccorrerli, altre Nazioni costruiscono muri e filo spinato. Ma se non risolviamo il
problema alla base, non riusciremo mai a fermare milioni di persone che cercano disperatamente
di fuggire dalle loro terre martoriate. Per ottenere la pace è necessario capire come mai queste
persone scappano. Solo così potremo cercare di trovare una soluzione al problema.
Spesso i loro problemi sono causati da noi “Occidentali” che sfruttiamo e inquiniamo i loro
territori, riducendoli alla fame, costringendoli così a emigrare.
Talvolta anche i nostri comportamenti piu’ innocui possono creare gravi danni in alcune aree del
Pianeta. Ad esempio mangiando un “Filetto di pesce persico”...
Infatti la maggior parte del pesce persico viene allevato in Africa nel Lago Vittoria. Non essendo un
pesce autoctono ha creato gravissimi danni all’ecosistema del lago, causando il degrado del bacino
e l’estinzione delle specie presenti. Le popolazioni africane residenti presso il Lago Vittoria non
godono dei benefici di questo commercio destinato all’estero, anzi sono ridotte alla fame poiche’
non hanno più pesci locali di cui nutrirsi, e vengono sfruttate per la lavorazione del pesce persico.
Intorno a questo commercio si e’ sviluppato anche il trasporto di armi, poichè vecchi aerei da
trasporto dell'ex-Unione Sovietica atterrano ogni giorno all'aeroporto di Mwanza (Tanzania)
portando in Africa armi e carri armati per le numerose guerre civili del continente e ripartono
carichi di filetti di pesce per i mercati europei e giapponesi. Inoltre si è sviluppata la prostituzione
che ha causato la diffusione di malattie come l'AIDS in quasi tutte le famiglie. Questa situazione è
descritta dettagliatamente nel film-documentario “L'incubo di Darwin” ( nominato agli Oscar 2006
come miglior documentario) che spiega come l’idea di creare questi allevamenti sia stata
“sciagurata”.
Questo e’ solo un piccolo esempio per far capire come le azioni di noi “Occidentali” possono
ricadere su altre Nazioni, modificando l’equilibrio di interi territori, creando fame e pericolo per
intere popolazioni.
Potrei fare altri esempi, ed ognuno di questi andrebbe approfondito:
-L'allevamento dei gamberi in Ecuador ha causato la distruzione del 70% delle foreste di
mangrovie, ed in Bangladesh ben 300.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro
terre per lasciare spazio all’industria gamberiera.
-La richiesta di olio di palma sta causando la distruzione della foresta pluviale indonesiana
-I disastri delle aziende petrolifere nel delta del Niger dove "per decenni l’industria ha disseminato
bitume e impestato l’atmosfera, fino a devastare anche la pesca e l’agricoltura”
(Fonte:Internazionale)
-I rifiuti elettronici di tutto il mondo trasportati in Ghana stanno inquinando il territorio e
avvelenando la popolazione;
- Le multinazionali del cioccolato sfruttano i bambini per la raccolta del cacao, i quali sono
costretti ad abbandonare la scuola e rischiano la vita ferendosi con i macete durante la raccolta.
“I bambini e i ragazzi che lavorano nelle piantagioni di cacao africane sarebbero più di 200mila.
Hanno tra 5 e 15 anni, e sono vittime di una vera e propria “tratta” (Fonte: La Stampa)”
- L'estrazione del coltan e del cobalto è ottenuto attraverso il lavoro inumano di adulti e bambini
nelle miniere della Repubblica democratica del Congo. “Bambini in miniera ad estrarre cobalto per
cellulari, tablet, computer e auto” (Fonte: La Repubblica)
- Lo spropositato aumento della coltivazione della quinoa nelle Ande avrà conseguenze negative
sul territorio e la popolazione.
Inoltre non dimentichiamoci che il surriscaldamento del pianeta a causa dell’inquinamento sta
desertificando intere aree del pianeta, creando migrazioni di massa.
Abbiamo rotto l’equilibrio ed adesso ne paghiamo le conseguenze. Dobbiamo iniziare ad essere
coscienti dei problemi che stiamo causando e cercare di porre rimedio.
Non parlo di rinunciare al nostro tenore di vita, ma di fare scelte diverse.
Oggi l’innovazione tecnologica in tutti i settori della nostra vita ci permette di vivere bene senza
dover danneggiare altre popolazioni.
Per esempio possiamo produrre energia elettrica usando i pannelli fotovoltaici. Avere case ben
isolate termicamente, in modo da non dover usare troppo riscaldamento in inverno e non avere
bisogno di condizionatori d’aria per il raffrescamento in estate.
Per riscaldare la casa possiamo usare le pompe di calore e per cucinare possiamo utilizzare la
piastra ad induzione, entrambe alimentate dall’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico o eolico.
Con i quali possiamo alimentare anche auto e biciclette elettriche. Inoltre se i trasporti pubblici
fossero efficienti e capillari non ci sarebbe bisogno di comprare un mezzo privato.
E per nutrirci possiamo comprare i prodotti dei contadini locali a km0 e mangiare cibi di stagione.
I nostri agricoltori coltivano i loro prodotti con tanta passione, ma faticano a venderli ed a vivere
del proprio lavoro. Questi cibi sono più salutari e rafforzano il nostro sistema immunitario. Inoltre
non compiono lunghi viaggi per arrivare sulle nostre tavole, quindi non sono stati trattati con
conservanti.
E le persone più fortunate che possiedono un terreno o un giardino possono autoprodursi il cibo
coltivando un orto.
Inoltre possiamo aiutare lo sviluppo del lavoro locale acquistando i prodotti di design e artigianato
creati con passione dai nostri artisti ed artigiani, invece di riempire la casa di inutili oggetti prodotti
in Cina con pessime condizioni lavorative. Dobbiamo abituarci a comprare pochi oggetti, ma di
qualità.
In questo periodo storico dobbiamo capire i gravi problemi che ci circondano, dobbiamo mettere
da parte l'individualismo, l'egoismo ed i conflitti personali, ed unirci per cercare di risolverli.
Il pericolo è causato dai nostri comportamenti sbagliati, ma se inizieremo a cambiare le nostre
cattive abitudini potremo costruire un Mondo di Pace. Elisa Ame
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