domenica 9 agosto 2026
poesia insegnate
Li ricordo ancora gli occhi,
i loro occhi lucenti come stelle
a rischiarare le notti più tempestose;
le ricordo ancora le corse
i loro giochi: acchiappino, nascondino
con la palla ;
le ricordo ancora le grida gioiose,
le loro birichinate
e le piccole bugie :
ho tutto impresso nella mente
la speranza. quell' incoscienza del coraggio
che rende possibile l' impossibile impressa
nel cuore
perché io ho fatto il mestiere più bello del mondo : l' insegnante.
Nessun essere umano mi ha protetto non ne ho avuto bisogno:
il cielo mi ha protetto ed all’ ALTISSIMO ho rivolto preghiere
giorno dopo giorno anno dopo anno
per trarre il meglio da ogni persona
insieme io con gli alunni e con gli studenti piccoli o adolescenti per i quali
mi è stata richiesta umiltà nell' ascolto per capire e poter dare me stessa
perché ogni professione sbocciasse e desse frutti copiosi e maturi.
Li ricordo ancora i disegni colorati e le frasi gentili
i pesci d' aprile che mi trovavo sempre simpaticamente attaccati
lo ricordo ancora quel profumo di gesso la polvere bianca, la lavagna nera, la cimosa ..
E’ dentro me la curiosità quella forza di andare oltre per scoprire.. e riscoprire insieme
un po' Colombo un po' Galileo
non potente, non protetta, non facente parte di ..
ai potenti ai protetti a coloro che fanno parte di ..
che vogliono negare il mio amore verso l' altro testimonio che sono una insegnate ….
quella voglia di stare insieme in cerchio imparando molto, molto di più di quello che ho insegnato
illusione immaginazione ingenuità insieme incoscienza quella voglia di giocare a girotondo mano nella mano
anelli di una catena giammai disgiunti permanentemente transitori eppur diretti verso l’ eternità,
piccoli, piccolissimi eppur parte di una immensità
imparando molto molto di più di quello che ho insegnato
Carmelina Rotundo
NON ABBIAMO ALTRE STRADE CHE QUELLE DELL’ AMORE
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